Melody

Dove eravamo rimasti?

E ora Nodi sciolti (67%)

Melody vent’anni dopo

La mia vita, quella nuova, dopo il coma, appena cominciata era un impasto incoerente di facce sconosciute, suoni amplificati, odori forti di ospedale, la pelle che a momenti bruciava senza una ragione e senza rimedio; e il peggio che restava confinato nella testa. Non ero contenta, avevo paura, e non mi aiutavano tutti quelli che mi interrogavano, mi incalzavano. Le loro maschere grottesche stavano lì a studiarmi come fossi un pesce nuovo in un acquario; e allora chiudevo gli occhi, tornavo indietro e ricordavo. Ricordavo tutto.

Quel mattino, era il dodici di Aprile, lasciavo Jazz e la sua casa ubriaca d’amore. La città con la sua luce accogliente mi cullava. Volavo; non camminavo, mi libravo sulle stradine del centro che per me, da sempre, erano casa.

Un tipo nervoso mi avvicinò in una di contorno a Piazza di Spagna, una di quelle che a quell’ora si fanno mute. Disse due, tre parole; mi sembrò ostile. Io non risposi, e allora mi apostrofò apertamente, ma non mi scalfì, ché davvero ero su un altro pianeta; potevo volare più in alto, e restare al sicuro. Quando, però, pronunciò un nome: “Jazz”, fu per me una scossa, le mie ali bruciarono, e lui mi fu addosso per spiegarsi meglio: calci, pugni e volgarità; tutto il repertorio, fino a che caddi, e persi ogni contatto con il mondo reale.

Oggi dopo tanti anni ancora rivivo quella cosa ingiusta. Io sentivo la vita abbandonarmi, e il mio assassino rideva di me.

Ristabilita, sei mesi dopo, pensavo solo a Jazz. Ero ansiosa di rivederlo, ma temevo per lui, poiché mio padre e la legge lo sospettavano. Così raccontai a tutti il raccontabile senza fare il suo nome. Volevo che i carabinieri trovassero il mio aggressore prima di arrivare a lui; ma non fui brava, e non funzionò.

Fino a quel giorno che…

Dopo essere stati a casa mia, e dopo che Jazz ebbe parlato con mia madre, lui e Alfio arrivando a casa trovarono i carabinieri ad aspettarli.

– Abbiamo comunicazioni per loro – disse un graduato – il capitano Rossi li attende in caserma.

I militari non seppero o non vollero aggiungere altro, e ai due non restò che seguirli. 

Al Comando di Compagnia il dramma esplose nella sua completezza; furono messi sotto torchio, e qualcuno disse loro che io, vedendoli dalla finestra, li avevo identificati.

Il cerchio era chiuso, era vicino il momento della confessione.

– Quella sera dell’undici – raccontò poi Alfio, messo alle strette in tribunale – ci eravamo separati. Io andai dal “Portoghese” a bere e a ballare, Jazz invece mangiava caldarroste e voleva solo passeggiare. Quando tornai a casa, a notte fonda, ubriaco, deluso, senza una-ragazza-una che mi avesse degnato di uno sguardo, sentii il mio amico al piano di sotto che viveva una notte di sesso esagerato. Era insopportabile. Restai lì a subire quella tortura non so quanto, poi feci una doccia e uscii. Albeggiava, Piazza di Spagna era tutta rosa, l’unica voce era quella rauca e liquida della barcaccia. Ero solo. Restai lì e nei dintorni per qualche ora; vidi il primo bar aprire i battenti, la gente nelle strade moltiplicarsi in fretta. Feci colazione al caffè Greco, poi tornai verso casa, rifiutato anche dalla mia città ora che apriva gli occhi. Arrivando vidi Jazz che salutava affettuosamente una ragazza che partiva. Un conato acido di vomito mi bruciò la gola. Eccola la responsabile del mio stato; era lei! E con lei lui, il mio amico che a me doveva tutto o quasi, eppure se ne fregava, mi tradiva, sì!, mi tradiva con la prima puttana trovata in giro. Non so perché la seguii. Non volevo farle del male, volevo solo vedere com’era quella donna. Quello che è successo dopo non lo ricordo molto bene. Ricordo che le rivolsi la parola e lei non si voltò nemmeno… e allora… 

La confessione di Alfio, devo ammetterlo, ferì molto il mio Jazz. Per molto tempo dovetti aiutarlo, mentre lui, poverino, si sforzava di aiutare me.

Ora, però, vent’anni dopo, è tutto finito. Siamo sposati; lui dirige un settimanale; mentre io da quando mio padre non c’è più curo gli interessi della famiglia; e a tempo perso… sforno figli. Abbiamo sei figlie femmine, di cui tre gemelle. Sono magnifiche e terribili, e fanno impazzire la povera nonnina.

Ho tagliato le unghie, zack!, e ripreso il pianoforte che amavo tanto da bambina; Jazz ha imparato il sax, e insieme alle ragazze siamo impegnati a metter su una vera famiglia Jazz: gli “Aristomatti”.

Alfio, scontata la pena, si è fatto vivo una volta con una cartolina dal Portogallo; si vedeva il mare, la sabbia e gli ombrelloni… meglio per lui: ciao, senza rancore.

Nei momenti più felici una domanda ricorrente come un’ombra mi assale: cosa mi è accaduto quella sera al Pincio? Cosa mi ha spinto a seguire come un cagnolino ritrovato un ragazzo che non conoscevo?

Non lo so. Dopo vent’anni non lo so ancora. E allora mi rispondo che ho avuto Amore e Dramma, fusi e indistinguibili, ma ho saputo scegliere. E poi, se non lo avessi fatto questa storia non sarebbe nemmeno cominciata. 

Categorie

Lascia un commento

59 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Continuare ad oltranza.

    Mi è piaciuto molto come hai deciso di rivelarci tutto quanto quello che è accaduto, mettendo insieme le molliche di pane lasciate in giro. A differenza di altre storie, dove rimanevano fili appesi, qui si rimette tutto al suo posto.
    Ti rinnovo i miei complimenti e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, povero Jazz, venire trattato come un “problema” dalla regina madre!!! Quindi si tratta di un amore impossibile o una speranza anche se minima c’è ancora? Be’ c’è ancora un ultimo capitolo per saperlo!!!
    Ah, davvero bella la “copertina”, merita!!!
    Ho votato per nodi sciolti, voglio vedere di che tipo di nodi si tratta!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie.
      La copertina è molto bella, centrata direi. Si vede la volontà di fare qualcosa per ridare ossigeno alla piattaforma. Ho visto nuovi autori arrivare tutti insieme, un po’ freddini e senz’anima… non so se siano veri… comunque noi ci siamo sempre, coltiviamo l’orticello della nostra passione con tenacia e sorridiamo, sempre! Ciaooo.
      Forza Jazz!🌻🙋‍♂️

  • L’amore è una luce, ma illumina o acceca? Mi piace il titolo 🙂

    L’hai capì chi era Irina ed in che razza di pasticcio si è inpasticciato il nostro protagonista? Mi hai totalmente sorpreso, tranne la presenza dei due tizi che fanno finta di niente e tutti sanno chi sono 😀
    Manca da capire chi è Callisto 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, quindi… in base alla prospettiva da cui la guardi, o è una questione di noia o di vendetta!!! E il nostro Jazz ci è finito dritto in mezzo, ma l’stinto da giornalista (o da innamorato?) è prevalso su tutto e si è gettato dritto in pasto ai leoni. Succulento!!!
    Ho votato per l’amore, vediamo se il lumicino resisterà o si spegnerà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, certo il nostro Jazz s’è stancato e non vede l’ora di rimettere in ordine la sua vita, e, magari perché no, anche quella della “sua” donna di una notte, quella che gli ha spappolato il cuore.🥴 ce la farà? Incrociamo le dita.
      Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao grazie dei complimenti ( saprai anche tu quanto fanno piacere),🙏.
      Questa piattaforma è una vera sfida, un gioco in cui concorrono vari aspetti, tutti difficili da amalgamare. La sfida ogni volta è riuscire a dare continuità rispettando i voti, senza perdere il filo della storia, e soprattutto cercando di mettere insieme qualcosa di decente, e nei limiti dei caratteri concessi.
      Un buon allenamento dunque, vedrai che ti divertirai con noi. Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️

  • Ciao, adesso ci si mettono di mezzo anche i sogni premonitori? Allora siamo nella m… marmellata fino al collo!!! Bellissima la macchietta del cane, dona un tocco di frivola leggerezza alla storia!!!
    Ho votato per cattivi, a questo punto della storia ci stanno come una ciliegina sulla torta!!! Buon fine settimana e alla prossima.

    • Ah, ah, ciao, sì, nei sogni si progetta ( o proietta? ) il futuro.
      Meglio ridere, qua mala tempura currunt e a noi non sta bene!
      Il povero Jazz questo amore se lo deve sudare ; speriamo solo che riesca almeno a rivedere la sua donna misteriosa, glielo auguro.
      Grazie Isabella, buon fine settimana.

      🙋‍♂️🌻

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi