Au nom de Napoléon
Les Baux 1803
La ragazza dagli occhi color dell’oceano si spostò una fastidiosa ciocca dalla fronte e contemplò con occhio distratto l’umida scalinata sinistra.
Il suo cane da guardia, una molto più fine e silenziosa osservatrice, aveva invece lo sguardo perso nei cadaveri incastonati nelle pareti, come monili muti di fondamenta erette nei secoli su ossa e liturgia.
“Ecco perché lo chiamano Scalone dei Morti dunque, spero che non dovremo interrogare anche questi” disse Blue rivolgendosi alla collega.
“Pigra montagnarda” sospirò la seconda, roteando i suoi grandi occhi scuri senza perdere di vista gli ultimi gradini che li separavano dal loro prossimo incarico.
“Sentila…più grata al mio defunto sposo della sottoscritta. Se è la mia presunta sovversione a farti contorcere dal fastidio lo stomaco, forse dovresti smettere di collaborare con me” replicò l’altra sorridendo beffarda. Aveva appena dichiarato di avere o aver avuto un marito, ma il suo viso delicato e una pelle inusualmente liscia e risparmiata dal vaiolo non le donavano più di vent’anni.
“Un uomo straordinario che non mi capacito come abbia potuto scegliere una scansafatiche come te” replicò l’altra con lingua tagliente di biscia.
“Beh, mi ha lasciato in eredità te…” provò a proseguire nervosa Blue fissando le spalle magre di Alice, mentre questa, più giovane di qualche anno, sbuffava con tono di sfida.
La sua voce acuta venne interrotta dall’aprirsi del portone trionfale, mentre una testa di pinguino si mostrò lentamente appena oltre la maniglia.
La porta si spalancò e una folata di gelido vento mosse nuovamente i capelli delle due che salutarono la suora che aveva aperto loro il passaggio con espressioni opposte: Blue con un candido sorriso innocente, Alice con un sospiro da funerale e occhi da lince.
Una suorina minuta con occhiali rotondi sottili era circondata da un bizzarro copricapo bianco di cui Blue ignorava sia il nome che la sacralità, che circondava un viso tondo e pulito, condito da due vispi occhi azzurri e da un’espressione perplessa.
“Non siamo uomini…ce lo chiedono sempre” esordì antipatica Alice, spaventando la suora.
“Credo che convenga con noi che una donna che si diletta nell’investigazione sia un fatto parecchio bizzarro…ci nascondiamo dietro l’identità del Roi d’Alexandre per evitare problemi” intervenne quindi Blue e consegnò una carta da gioco francese striata d’argento con il Re di Fiori vestito nello stile della Campagna d’Egitto, un’idea di Alice.
La suora le osservò perplesse, certamente non si aspettava di trovarsi davanti due giovani donne, di un’età compatibile con la sua, a presentarsi come l’eminenza segreta del più misterioso investigatore di Francia.
Le loro novelle e racconti brevi accompagnavano con passione la lettura affiatata e volgare dei notabili ammucchiati nei club e nei café delle grandi città.
Nella Parigi di Napoleone non si parlava d’altro tra un intrigo sentimentale truffaldino e i venti di guerra con l’Inghilterra. Anzi, le Madames e i Monsieurs che si potevano permettere un calice di vino al giorno, forse parlavano più di questo misterioso Roi d’Alexandre che della guerra.
Inoltre, Blue, che aveva il piacere di incontrare Napoleone oltre l’ambiente formale frequentemente, sapeva che questo genere di leggende gli facevano comodo.
Se i suoi leccapiedi in divisa avevano il dovere di obbedire e stare sull’attenti, il resto della popolazione era meglio se restava assopito in una clessidra di sabbia.
Blue si divertiva a pensare che Napoleone fosse un suo fan.
La suora sembrò risvegliarsi dal suo tepore sacrale e si rivolse direttamente alle due investigatrici.
“Da 5 giorni avvengono faccende bizzarre nella nostra abbazia…cose brutte. L’Abate è confuso e si rifiutava di chiamare l’esercito, così ho pensato che…”
“Leggete pamphlet di cronaca nera qui dentro? Vi dilettate anche nella cronaca rosa come ragazzine?” chiese Alice pesante come un maglio da fucina.
“Le assicuro che è un elemento fondamentale per la nostra organizzazione, perdoni la sua mancanza di educazione e i suoi comportamenti tribali. Ora ci dica cosa dobbiamo sapere…adoro questa parte” disse quindi Blue esaltata.
“Nella notte del 16 Nevoso un’ala della nostra biblioteca è crollata e uno dei nostri ingegneri è rimasto ucciso, ma da quel giorno le bizzarrie si sono moltiplicate. Proprio oggi abbiamo trovato il cadavere di una nostra consorella.” pianse lei visibilmente abbattuta e stressata.
“Due morti nel giro di cinque giorni in un contesto che immagino non conosca una morte violenta da secoli” suggerì Alice.
“Tre morti” rispose la suora e le due investigatrici si osservarono allargando le narici.
“C’è stato anche un suicido…non sapevo chi contattare e poi ho trovato l’ultima copia di “Le Médecin de la peste” dove si parlava del vostro ultimo caso eh…”
“Certo che fa freddo, le dispiace se entriamo?” chiese quindi Blue distratta, stanca di aspettare, prendendo la suora in lacrime in contropiede e dando ufficialmente inizio ad un nuovo caso per il Roi d’Alexandre.
Come affronteranno questo caso le due protagoniste? (Questa storia è fortemente interattiva, le vostre risposte cambiano la trama)
- Ispezionano prima di tutto il cadavere della suora trovata morta (0%)
- Vogliono vederci più chiaro sulla storia del suicidio (75%)
- Si dirigono immediatamente a indagare in merito al crollo della biblioteca (25%)

23/02/2026 at 13:59
Ciao, per ora ho letto solo il primo capitolo e posso dire che la trama, l’ambientazione e le due protagoniste mi convincono. Lo stile un po’ meno, preferisco testi più scorrevoli e chiari, qui ci sono frasi con qualche aggettivo di troppo e formulate in modo un po’ antiquato. Non è una critica, è solo gusto personale. Continuerò comunque la lettura con molta curiosità.
11/02/2026 at 22:28
Ciao Van_Damme. Un giallo storico con protagoniste due donne in un convento di suore, bellissima idea. Ho scelto la terza opzione. Ma mi intriga la storia del suicidio.
Suore strane… naaaaa 😜.
11/02/2026 at 23:59
Ciao grazie mille per il commento e per la partecipazione! Spero di non essere il classico scrittore maschio che non sa scrivere i personaggi femminili ahahah, vedremo.
A presto!
12/02/2026 at 01:25
Mi correggo, ho votato la prima
06/02/2026 at 00:21
Ciao Van Damme, la storia decolla, prende la forma che tu hai sempre desiderato prendesse, fiorisce, gonfia, e molto, producendo anche, però, un effetto strano, forse quello di un impasto che lievita troppo ( nella prima parte) e si snatura riuscendo un po’ difficile da digerire ( da leggere con leggerezza 🙂). La seconda parte a mio avviso è migliore. Con l’azione ritroviamo personaggi molto credibili e forti. Attento solo che l’eccesso di colore non debordi nel grottesco, (a meno che non sia voluto).
Insomma, a mio avviso un ottimo lavoro in cui però si sono impegnate fin troppe energie, spalmabili su più capitoli per un risultato migliore.
A presto, ciaooo
🙋♂️
06/02/2026 at 11:09
Ciao grazie mille per il bel commento!!
Devo abituarmi a questo formato, sono abiutato a capitoli di 20 pagine ahahahaha, per questo è anche un esercizio fondamentale per snellire. Ci metterò un bel po’ a trovare un equilibrio e hai trovato il punto, quando inizio il capitolo mi piace lasciarmi trasportare dalle immagini e dai sensi il più possibile e poi il limite dei caratteri si avvicina e fa tic-tac. Di solito il grottesco è voluto, tendo ad avere una scrittura gotica e ad alto abuso di iperboli, non sono un fan delle regole a costo di prendersi dei rischi.
Se la storia alla fine mi convincerà, le darò forma in qualcosa di più ampio, grazie mille per il commento, sono esperienze importanti per crescere e tirare su qualcosa di consistente.
A presto!
06/02/2026 at 00:00
Tutte e tre? 😛
Ma una mi tocca votare, quindi vado a caso… roll… roll… 3: Alice dà sfogo al suo talento medico.
Ciao! Ogni tanto ho qualche difficoltà a capire chi sta parlando, ma la storia continua ad essere molto intrigante 🙂
Vediamo cos’altro scopriamo 🙂
Ciao 🙂
06/02/2026 at 11:00
ahahahahahah effettivamente con 3 morti qualsiasi scelta può essere decisiva, vediamo se Alice diventa il dr.house o millanta abilità che non possiede.
Devo ancora abituarmi al formato del testo, di solito scrivo roba più pesante, qualche taglio di troppo probabilmente ha reso meno chiaro qualche passaggio. Grazie per averlo notato, se poi a fine percorso la storia mi piace, la revisionerò con più cura.
A presto, sono contento che ti piaccia!
25/01/2026 at 16:20
L’imbarazzo della suora chiamata per nome, direttamente, dal prete è aperta ammissione di comunione non solo spirituale tra i due, o forse mi sbaglio, vedremo…
Per intanto battere il ferro finché è caldo, siamo lì per quello…
Bene cosi, aggiungiamo un po’ di pepe. Bravo, a presto.
🙋♂️
25/01/2026 at 22:07
Grazie mille per il commento, a presto!
25/01/2026 at 14:17
Ciao Van Damme! C’è qualcosa di strano in queste suore….
Mi piacerebbe approfondire la storia di questo morto: aveva dei motivi validi per suicidarsi o qualcuno lo voleva fuori dai giochi?
Sono proprio curioso di vedere come proseguirà la vicenda!
25/01/2026 at 14:34
Ciao Dado grazie mille per il commento!
E’ un misterio che spero di riuscire a rendere al meglio, sono contento che ti intrighi.
A presto!
25/01/2026 at 13:54
Io volevo votare di continuare l’indagine sul morto ma in effetti… che fine ha fatto l’Abate responsabile?
Ed io continuo a dire “omicidio perfetto” perché ci sta benissimo in un giallo!
Ci sono alcuni similitudini nel testo che ho apprezzato, altre che secondo me sono state un po’ troppo, appesantendo la lettura. Invece mi ha fatto sorridere la cosa della “cronaca erotica e romanzo d’amore” 🙂
Ciao 🙂
25/01/2026 at 14:02
Ciao grazie mille per il commento!
Hai stra ragione sulla scrittura, ma io sono abituato a scrivere mattoni, vengo dalla letterature russa pesante ahahaha. Solitamente scrivo capitoli di 15-20 pagine. Per questo mi serve anche da esercizio per imparare a creare storie più snelle. Penso che alla fine della storia troverò un equilibrio.
Sono anche contento che ti sia venuto il dubbio su cosa votare, il gioco è creare una trama il più open possibile.
A presto!
21/01/2026 at 16:53
Ciao Van Damme, felice di trovarti anche qua
voglio darti il mio benvenuto su The Incipit, anche se ultimamente sono sparito dalla piattaforma per dedicarmi ad altri progetti 🙂
Come incipit appunto incuriosice molto ed essendo io fan dei gialli mi piacera’ seguire la tua storia.
Conoscendoti so che sara’ una storia complessa e con moltoe citazioni colte, ma ti assicuro che qua ti trovi sulla piattaforma giusta per questo tipo di storie, il pubblico qua e’ decisamente piu’ maturo e molti sono autori di vecchia data , un po’ come noi diciamo .
Come ti sei trovato a rientrare nei caratteri imposti dalla sfida del sito? 🙂
Io aggiungerei un consiglio fondamentale qua su the incipit, quello di darti almeno tempo una, due settimane di tempo prima di pubblicare il prossimo capitolo, cosi’ che il voto dei lettori sia piu’ equo.
Io per ora voto di indagare sul crollo della biblioteca e vediamo cosa ci porti
A presto 🙂
22/01/2026 at 00:19
Ciao Grazie mille per essere passato!
Sono contento onestamente che il pubblico sia un po’ diverso che su wattpad, bello che i giovani abbiano passione, ma le robe che scrivo non sono proprio adatta al target che trovo lì, almeno per ora.
Mi sono trovato male ovviamente ahahah, ma è un buon esercizio, e si presta ad una storia più adrenalinica.
Grazie mille anche per i consigli, a presto!
20/01/2026 at 23:18
Voto di indagare sul suicidio… perché credo che lo abbiano sucidato!
Benvenuto su The Incipit! La storia parte bene anche se all’inizio non riuscivo a capire chi parlava. Gli altri consigli te li ha già dati federman, quindi io mi limito a dirti di non mollare: è divertente cambiare la storia in base a cosa scelgono i letto e, secondo me, invita più lettori a leggere ^_^
Ciao 🙂
21/01/2026 at 18:14
Grazie mille davvero per il benvenuto e per aver commentato!
Alla fine essendoci un limite di parole, oltre ad essere una sfida, ti obbliga as essere molto incisivo, per questo preferisco fare trame molto versatili dove il lettore è al centro dell’attenzione. Spero che non si offendano le mie protagoniste.
A presto!
20/01/2026 at 19:12
Ciao Van Damme, benvenuto.
In bocca al lupo a te a alle tue ragazze; sicuramente faranno un bel lavoro.
Nello spirito più puro di the incipith ho riunitoo alcuni suggerimenti che a mio modestissimo avviso ti aiuterebbero a esaltare chiarezza e ritmo nel racconto.
Premesso che avrei inserito i nomi delle ragazze un pochino prima per facilitare il lettore, ecco alcuni esempi di come spostando solo una o due parole si possa camminare su un terreno molto meno accidentato.
Il tutto, ripeto, è a mio gusto, e il tuo, il solo che vale può essere diverso.
Ciaooo
🙋♂️
l’umida, sinistra scalinata
pinguino si mostrava
salutarono con espressioni opposte
“non si parlava d’altro” , lo inserirei dopo la parola “Inghilterra”
Incontrare frequentemente Napoleone
Da 5 giorni nella nostra abbazia…
L’Abate, confuso…
20/01/2026 at 19:21
Grazie mille per i suggerimenti e per aver commentato!
Per me è una sfida stare nel limite di parole, non ci sono abiutato e sicuramente il mio stile ne risente, ma è anche un bell’esercizio, dato che solitamente mi ingozzo di parole che potrebbero benissimo essere tagliate.
A presto!