Dove eravamo rimasti?
Tout a commencé un matin du 16 nivôse.
Mentre la suora arrossiva e la camera mortuaria si faceva un grottesco carosello di sale, Blue mosse il suo sguardo leggero verso il cipiglio materialista della sua collega che esibiva quel sorriso sardonico degli angeli agnostici dell’Arcadia.
Se in pochi anni di battibecchi con Alice c’era una cosa che aveva imparato, era che la sua minuta scimmia domestica aveva sempre ragione e che se quel breve colloquio aveva risvegliato il suo spirito critico.
La chiesa odorava di incenso e anice, una camera assopita di bugie immerse in un dolore sincero.
Ma forse era il suo naso immerso fino al collo di bottiglia nella cicuta della ghigliottina parigina, a renderle incomprensibile questo odore di Provenza.
Oltre ad una suoretta bugiarda e ad uno scomodo rappresentante della vera chiesa, quella navata di spettri ospitava altri profili, nuovi personaggi.
Alice, a differenza di Blue, li aveva già squadrati tutti, in pochi secondi.
Un vecchio monaco scatarrava scorbutico seduto in disparte in un angolo della chiesa, abbandonato nel suo inesorabile e morente cammino.
Due novizie pallide, rinchiuse in abiti coloro cenere, osservavano il cadavere apollineo con occhi pieni e gonfi. La più alta delle due aveva gli occhi di chi sogna tanto e dorme poco, la più minuta, invece, il pallore di chi non mangia a dovere o di chi soffre di un male troppo impetuoso per esser contenuto in quel corpicino da bambina.
Un servaliere dalle proporzioni immense e nerborute puliva i candelabri con mani troppo potenti per manifestare con perizia la sua buona volontà.
Una suora severa si ergeva, invece, appollaiata sulle spalle delle due deboli novizie e sembrava controllare che le loro spalle fossero abbastanza forti per sorreggere le loro lacrime ed evitare che si umiliassero davanti a degli estranei.
E poi una schiera di personaggi non giocanti, quel genere di uomini e donne di cui la storia non si cura, di cui non c’è spazio tra le pagine ingiallite di una trama, di cui il lettore non si deve curare, giuria muta di una storia a cui non possono giocare.
Fu sufficiente un cenno d’intesa quasi romantico tra gli occhi complementari delle due, affinché Alice muovesse il primo passo fuori dalla portata della bara, lontano dallo sguardo pesante di Dio.
Mentre Alice trottava verso il suo prossimo interrogatorio, Blue osservò nuovamente Solène, che aveva recuperato la sua marziale compostezza.
“E dunque quando siete arrivato qui a Les Baux, padre Johan?” chiese Blue ritornando al punto della storia dove aveva posato il suo segnalibro.
“Il 7 Gennaio…oh perdonatemi…il 16 Nevoso poco prima…”
“Del primo omicidio”
“Omicidio? Ma che cosa stata dicendo?” intervenne scontrosa Solène, non appena Blue aveva fatto riferimento alla prima delle tre morti misteriose avvenute in quei 5 giorni nel monastero, la prima menzionata dalla suora.
“Chiedo scusa, colpa del mio cinismo giacobino. Noi parigini vediamo teste mozzate da tutte le parti” reagì Blue con teatralità, osservando che il prete non aveva perso il suo sguardo divertito e colpito allo stesso tempo.
Si rese conto immediatamente, che scucire la lingua a questa gente sarebbe stata una scelta ardua e si chiese se Alice stesse avendo un’avventura meno difficoltosa, chissà se quella coda di biscia se la sarebbe cavata anche questa volta.
“Devo fare delle domande a tutta la popolazione di quest’abbazia, se mi lasciate fare il mio lavoro, vi prometto che sarò molto più sensibile con voi” disse Alice rivolgendosi a quella suora statuaria che si era messa a protezione liturgica delle novizie.
“Le ragazze sono sconvolte, portate le vostre laiche malelingue da qualcun altro” rispose quella con tono aspro.
“Vi ignorerò…sì…vi ignorerò finché non la costringerò a mettermi le mani addosso e finire in confessionale”
Una eventuale rissa venne scongiurata dalla più piccola tra le due novizie che accettò senza problemi di rispondere alle domande. Aveva il sorriso delle ragazze di campagna, bocca di ciliegia e splendidi capelli biondi, nascosti dal copricapo da pinguino e da un pallore inconsueto. Le due si spostarono in privato.
“Non capisco se lui fosse uno scemo, un peccatore della peggior specie o se volesse togliersi il contentino con la novizia, ma so per certa che qualcosa con Justine è successo! Prima era tutto frufru con lei, tutti carini, occhi dolci! Poi lui ora è con Dio e lei è cupa come una caverna, non dice più una parola…poveretta, spero non le abbia spezzato il cuore, uomini…Etchiùù!” aveva iniziato a rispondere Colette, con una parlantina da bar, prima di spargere i suoi germi sulla camicia di Alice.
Le aveva solo chiesto chi fosse il morto, un tale Henri, teologo, anch’egli in visita e giunto al monastero il 16 Nevoso, tante bellissime coincidenze.
“Una ragazza così giovane non dovrebbe apparire come una vecchia consunta… pratichi digiuni frequentemente? Penitenze al freddo? Quando fai la veglia nella tua cella indossi abiti leggeri? Oppure tutte queste cose insieme?” disse Alice, un tempo infermiera di campo.
“Come prego?”
L'intrigo si infittisce, quale dovrebbe essere la prossima mossa delle nostre eroine?
- Blue dovrebbe indagare sulla prima morte, la suora uccisa dal crollo della biblioteca, un incidente o un colpo di teatro? (50%)
- Alice deve prima accertarsi che cosa abbia, invece, questa Colette, e dare sfogo al suo talento medico (25%)
- Alice deve immediatamente interrogare l'altra novizia, Justine, nasconde qualcosa dietro il suo profilo angelico e triste (25%)

23/02/2026 at 13:59
Ciao, per ora ho letto solo il primo capitolo e posso dire che la trama, l’ambientazione e le due protagoniste mi convincono. Lo stile un po’ meno, preferisco testi più scorrevoli e chiari, qui ci sono frasi con qualche aggettivo di troppo e formulate in modo un po’ antiquato. Non è una critica, è solo gusto personale. Continuerò comunque la lettura con molta curiosità.
11/02/2026 at 22:28
Ciao Van_Damme. Un giallo storico con protagoniste due donne in un convento di suore, bellissima idea. Ho scelto la terza opzione. Ma mi intriga la storia del suicidio.
Suore strane… naaaaa 😜.
11/02/2026 at 23:59
Ciao grazie mille per il commento e per la partecipazione! Spero di non essere il classico scrittore maschio che non sa scrivere i personaggi femminili ahahah, vedremo.
A presto!
12/02/2026 at 01:25
Mi correggo, ho votato la prima
06/02/2026 at 00:21
Ciao Van Damme, la storia decolla, prende la forma che tu hai sempre desiderato prendesse, fiorisce, gonfia, e molto, producendo anche, però, un effetto strano, forse quello di un impasto che lievita troppo ( nella prima parte) e si snatura riuscendo un po’ difficile da digerire ( da leggere con leggerezza 🙂). La seconda parte a mio avviso è migliore. Con l’azione ritroviamo personaggi molto credibili e forti. Attento solo che l’eccesso di colore non debordi nel grottesco, (a meno che non sia voluto).
Insomma, a mio avviso un ottimo lavoro in cui però si sono impegnate fin troppe energie, spalmabili su più capitoli per un risultato migliore.
A presto, ciaooo
🙋♂️
06/02/2026 at 11:09
Ciao grazie mille per il bel commento!!
Devo abituarmi a questo formato, sono abiutato a capitoli di 20 pagine ahahahaha, per questo è anche un esercizio fondamentale per snellire. Ci metterò un bel po’ a trovare un equilibrio e hai trovato il punto, quando inizio il capitolo mi piace lasciarmi trasportare dalle immagini e dai sensi il più possibile e poi il limite dei caratteri si avvicina e fa tic-tac. Di solito il grottesco è voluto, tendo ad avere una scrittura gotica e ad alto abuso di iperboli, non sono un fan delle regole a costo di prendersi dei rischi.
Se la storia alla fine mi convincerà, le darò forma in qualcosa di più ampio, grazie mille per il commento, sono esperienze importanti per crescere e tirare su qualcosa di consistente.
A presto!
06/02/2026 at 00:00
Tutte e tre? 😛
Ma una mi tocca votare, quindi vado a caso… roll… roll… 3: Alice dà sfogo al suo talento medico.
Ciao! Ogni tanto ho qualche difficoltà a capire chi sta parlando, ma la storia continua ad essere molto intrigante 🙂
Vediamo cos’altro scopriamo 🙂
Ciao 🙂
06/02/2026 at 11:00
ahahahahahah effettivamente con 3 morti qualsiasi scelta può essere decisiva, vediamo se Alice diventa il dr.house o millanta abilità che non possiede.
Devo ancora abituarmi al formato del testo, di solito scrivo roba più pesante, qualche taglio di troppo probabilmente ha reso meno chiaro qualche passaggio. Grazie per averlo notato, se poi a fine percorso la storia mi piace, la revisionerò con più cura.
A presto, sono contento che ti piaccia!
25/01/2026 at 16:20
L’imbarazzo della suora chiamata per nome, direttamente, dal prete è aperta ammissione di comunione non solo spirituale tra i due, o forse mi sbaglio, vedremo…
Per intanto battere il ferro finché è caldo, siamo lì per quello…
Bene cosi, aggiungiamo un po’ di pepe. Bravo, a presto.
🙋♂️
25/01/2026 at 22:07
Grazie mille per il commento, a presto!
25/01/2026 at 14:17
Ciao Van Damme! C’è qualcosa di strano in queste suore….
Mi piacerebbe approfondire la storia di questo morto: aveva dei motivi validi per suicidarsi o qualcuno lo voleva fuori dai giochi?
Sono proprio curioso di vedere come proseguirà la vicenda!
25/01/2026 at 14:34
Ciao Dado grazie mille per il commento!
E’ un misterio che spero di riuscire a rendere al meglio, sono contento che ti intrighi.
A presto!
25/01/2026 at 13:54
Io volevo votare di continuare l’indagine sul morto ma in effetti… che fine ha fatto l’Abate responsabile?
Ed io continuo a dire “omicidio perfetto” perché ci sta benissimo in un giallo!
Ci sono alcuni similitudini nel testo che ho apprezzato, altre che secondo me sono state un po’ troppo, appesantendo la lettura. Invece mi ha fatto sorridere la cosa della “cronaca erotica e romanzo d’amore” 🙂
Ciao 🙂
25/01/2026 at 14:02
Ciao grazie mille per il commento!
Hai stra ragione sulla scrittura, ma io sono abituato a scrivere mattoni, vengo dalla letterature russa pesante ahahaha. Solitamente scrivo capitoli di 15-20 pagine. Per questo mi serve anche da esercizio per imparare a creare storie più snelle. Penso che alla fine della storia troverò un equilibrio.
Sono anche contento che ti sia venuto il dubbio su cosa votare, il gioco è creare una trama il più open possibile.
A presto!
21/01/2026 at 16:53
Ciao Van Damme, felice di trovarti anche qua
voglio darti il mio benvenuto su The Incipit, anche se ultimamente sono sparito dalla piattaforma per dedicarmi ad altri progetti 🙂
Come incipit appunto incuriosice molto ed essendo io fan dei gialli mi piacera’ seguire la tua storia.
Conoscendoti so che sara’ una storia complessa e con moltoe citazioni colte, ma ti assicuro che qua ti trovi sulla piattaforma giusta per questo tipo di storie, il pubblico qua e’ decisamente piu’ maturo e molti sono autori di vecchia data , un po’ come noi diciamo .
Come ti sei trovato a rientrare nei caratteri imposti dalla sfida del sito? 🙂
Io aggiungerei un consiglio fondamentale qua su the incipit, quello di darti almeno tempo una, due settimane di tempo prima di pubblicare il prossimo capitolo, cosi’ che il voto dei lettori sia piu’ equo.
Io per ora voto di indagare sul crollo della biblioteca e vediamo cosa ci porti
A presto 🙂
22/01/2026 at 00:19
Ciao Grazie mille per essere passato!
Sono contento onestamente che il pubblico sia un po’ diverso che su wattpad, bello che i giovani abbiano passione, ma le robe che scrivo non sono proprio adatta al target che trovo lì, almeno per ora.
Mi sono trovato male ovviamente ahahah, ma è un buon esercizio, e si presta ad una storia più adrenalinica.
Grazie mille anche per i consigli, a presto!
20/01/2026 at 23:18
Voto di indagare sul suicidio… perché credo che lo abbiano sucidato!
Benvenuto su The Incipit! La storia parte bene anche se all’inizio non riuscivo a capire chi parlava. Gli altri consigli te li ha già dati federman, quindi io mi limito a dirti di non mollare: è divertente cambiare la storia in base a cosa scelgono i letto e, secondo me, invita più lettori a leggere ^_^
Ciao 🙂
21/01/2026 at 18:14
Grazie mille davvero per il benvenuto e per aver commentato!
Alla fine essendoci un limite di parole, oltre ad essere una sfida, ti obbliga as essere molto incisivo, per questo preferisco fare trame molto versatili dove il lettore è al centro dell’attenzione. Spero che non si offendano le mie protagoniste.
A presto!
20/01/2026 at 19:12
Ciao Van Damme, benvenuto.
In bocca al lupo a te a alle tue ragazze; sicuramente faranno un bel lavoro.
Nello spirito più puro di the incipith ho riunitoo alcuni suggerimenti che a mio modestissimo avviso ti aiuterebbero a esaltare chiarezza e ritmo nel racconto.
Premesso che avrei inserito i nomi delle ragazze un pochino prima per facilitare il lettore, ecco alcuni esempi di come spostando solo una o due parole si possa camminare su un terreno molto meno accidentato.
Il tutto, ripeto, è a mio gusto, e il tuo, il solo che vale può essere diverso.
Ciaooo
🙋♂️
l’umida, sinistra scalinata
pinguino si mostrava
salutarono con espressioni opposte
“non si parlava d’altro” , lo inserirei dopo la parola “Inghilterra”
Incontrare frequentemente Napoleone
Da 5 giorni nella nostra abbazia…
L’Abate, confuso…
20/01/2026 at 19:21
Grazie mille per i suggerimenti e per aver commentato!
Per me è una sfida stare nel limite di parole, non ci sono abiutato e sicuramente il mio stile ne risente, ma è anche un bell’esercizio, dato che solitamente mi ingozzo di parole che potrebbero benissimo essere tagliate.
A presto!