Dove eravamo rimasti?
Il Loop Perfetto
Il rosso dei puntatori laser sul petto non bruciava. Sentivo solo un formicolio, lo stesso di quando si addormenta un arto, esteso a tutta la mia esistenza. Intorno, il mondo stava iniziando a “friggere”. La pioggia sui binari di Porto San Pancrazio non bagnava più: le gocce diventavano pixel bianchi prima di toccare terra.
«Non è reale, Zeno», sussurrai. «È un loop. Il video delle 3:14 era il punto di riavvio del sistema».
Chiusi gli occhi e feci l’unica cosa che il sistema non prevedeva: mi arresi al glitch. Mi lanciai contro il pilastro di cemento, convinto che la materia fosse un’illusione. L’impatto non avvenne. Caduta attraverso acqua gelida e densa. Vidi Verona dall’alto come una griglia di dati. Poi, il silenzio. Un rumore secco. Clack.
L’ILLUSIONE DEL RISVEGLIO
Un respiro profondo mi squarciò i polmoni. Non c’erano monitor, né odore di ozono. Aprii gli occhi e il cuore quasi esplose per il cambio di pressione. Sopra di me c’era il soffitto bianco della camera a Borgo Trento. Il silenzio dell’appartamento era solido, oleoso. Come lo ricordavo.
Mi sedetti, ansimando. Il piumone era reale. Guardai le mani: nocche integre, senza sangue o terra. Nessuna ferita. «Un sogno…» mormorai, sentendo le lacrime premere per il sollievo. «Solo un incubo lucido».
Mi voltai verso Sofia. Dormiva rannicchiata, con la schiena rivolta a me. Vedevo il ritmo del suo respiro sotto la seta. La toccai sulla spalla. La pelle era calda, viva. Sofia si mosse appena, con un sospiro. «Marco?» mormorò con voce impastata. «Sei ancora sveglio? È tardi…» «Ho fatto un incubo, Sofia. Mi sembrava di aver perso tutto».
«Sei qui adesso», disse, accarezzandomi il braccio. «Torna a dormire. Domani abbiamo quella mostra, ricordi?».
Mi sdraiai, fissando il buio. La logica tornava a galla. Il siero, Zeno, la fuga… tutto sbiadiva come nebbia. Allungai la mano verso il comodino per controllare l’ora.
3:14 AM.
Il cuore sussultò, ma mi imposi calma. Coincidenza, mi dissi. È l’ora del mio risveglio. Ma mentre posavo il telefono, la luce illuminò l’oggetto accanto alla lampada. L’anello di Sofia era lì. Ma non era solo. Accanto, brillava un cerchio d’argento con una perlina blu.
Il sangue gelò. Lo afferrai. Era freddo, pesante. Era lo stesso orecchino trovato nel bagagliaio della BMW. Lo stesso usato nel seminterrato. Lo stesso premuto per uscire dalla simulazione.
«Sofia…» sussurrai. «Mmh?» «Perché questo orecchino è qui?».
Lei si girò lentamente. La luna disegnava ombre lunghe sul suo viso. Sofia non era sorpresa. Mi guardò con una dolcezza mai notata. Artificiale, perfetta, come un ritratto restaurato troppe volte.
«Perché ti piace così tanto quell’oggetto, Marco?» chiese. «È solo un asset. Non serve al tuo benessere». «Cosa hai detto? Un… asset?»
Sofia sorrise. Un sorriso che non raggiunse gli occhi. «Abbiamo provato a darti il finale che volevi. Sei a letto. Sei al sicuro. Perché cerchi la crepa nel vetro?».
Le pareti iniziarono a vibrare. Il ronzio del frigo divenne insopportabile. La mano di Sofia non era più calda. Era rigida come plastica stampata. «Voglio uscire», ringhiai, stringendo l’orecchino nel pugno. «Voglio la verità!».
«La verità non ti piacerebbe», rispose, mentre la pelle si scomponeva in quadratini neri. «Preferiresti svegliarti in un mondo dove io non sono mai esistita?».
Puntai la perlina blu verso di lei. Ma Sofia mi bloccò il polso con forza sovrumana. «Il ciclo ricomincia, Marco. Speriamo che stavolta tu dorma fino al mattino».
Un flash di luce blu esplose.
EPILOGO: LOG DI SISTEMA
Sullo schermo di un terminale apparvero nuove righe di codice. > Errore di contenimento: Risveglio al Livello 2 fallito. > Soggetto 01-MARCO: Rifiuto della realtà domestica rilevato. > Azione richiesta: Hard Reset. > Iniezione sedativo digitale: 100%.
Arthur sospirò, guardando la sagoma di Marco tornare immobile nel letto virtuale. Sofia si tolse le cuffie neurali. «Non accetta il loop, Arthur. Il suo cervello genera l’orecchino come àncora. Dobbiamo rimuovere quel file dalla memoria profonda».
Arthur scosse la testa. «Non possiamo. L’orecchino è il suo codice sorgente. Se lo cancelliamo, cancelliamo Marco». Digitò un comando rapido. > Nuova sessione avviata. > Ora di inizio: 03:14 AM.
Sullo schermo, il Marco digitale aprì gli occhi a Borgo Trento. Si sedette. Guardò il telefono. «Un sogno…» mormorò l’omino di pixel. «Solo un incubo».
Arthur premette Invio e spense il monitor.
FINE.

13/04/2026 at 09:19
Ciao, davvero bel finale con colpo di scena!!! Se però pensassi all’AI mi vengono i brividi, e se la macchina prendesse vita propria… cosa succederebbe? Non voglio proprio pensarci, brava!!!
13/04/2026 at 16:16
Ciao Isabella, ti ringrazio per aver seguito la.mia storia ❤️🥰
12/04/2026 at 12:08
Questo finale mi piace molto: ben architettato e ben scritto.
Un solo appunto: io avrei tolto i due titoletti, perché ciò che accade è narrato in modo chiaro e comprensibile, e un po’ di spaesamento iniziale del lettore, secondo me, ci sarebbe stato bene.
Complimenti!
12/04/2026 at 17:23
Grazie, il problema sono i 5000 caratteri, ho tagliato per concludere.
12/04/2026 at 12:01
Fico! L’unica cosa che non ho capito è se Marco è un programma o è reale ma bloccato per sempre da quale parte…
Commenti finali: la storia si è dipanata in modo organico ed emozionante, con poche sbavature. Ho trovato molto interessante il concetto anche se gli scopi di Arthur e Sofia mi rimangono ignoti.
Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
12/04/2026 at 17:38
Grazie.
Chissà forse incontreremo Marco ancora, mi piacerebbe sviluppare una storia più lunga o un romanzo. Ora sto scrivendo il sequel del romanzo che su Amazon.
Ci leggiamo ancora da qualche parte 😊
08/04/2026 at 17:20
Letto, e poco fa votato.
Mi è piaciuto molto: ha un ritmo davvero alto, è scritto bene e i due amici funzionano bene insieme.
Aspetto il gran finale.
09/04/2026 at 23:06
Grazie, sto ultimando il finale mi ci vorrà qualche giorno in più, sono stata occupata.
Per la promozione del racconto sui social, ho creato un fumetto con l’aiuto dell’IA.
https://www.instagram.com/reel/DW7BDvojEU6/?igsh=ZjdsZnB5MDVzeHc1
09/04/2026 at 23:25
A parte che cambia stile di quando in quando, è carino ^_^
Ciao 🙂
09/04/2026 at 23:28
Si, l’ho fatto per attirare lettori,
07/04/2026 at 13:00
Inizio ora a leggere: inizio potente e molto ben scritto. Continuerò.
07/04/2026 at 21:54
Grazie . Spero che tu riesca a votare il finale
03/04/2026 at 12:15
Ciao, ormai siamo al “vivi o muori”, “fuori o dentro”… e qualunque sia la situazione, le conseguenze non sono positive al 100%!!! La storia mi è piaciuta tanto, con quel file rouge di tensione che non si è mai interrotto, scrivi davvero bene. Peccato che tu sia giunta qui in un momento davvero brutto per la piattaforma, ormai in giro non c’è quasi più nessuno!!!
Ho votato per il glitch, vero o falso? Lascio a te la scelta!!! Non so se tu sia credente o meno, comunque buone feste. Al prossimo gran finale.
03/04/2026 at 18:14
Ciao, grazie.
Ho visto che ci sono pochi fruitori della piattaforma. Peccato! Ti devo dire la verità, ho iniziato a scrivere qui per fare conoscere il mio libro: La disegnatrice di tarocchi. Il re dii bastoni, un fantasy esoterico, volevo smettere di scrivere dopo il primo episodio, ma mi affeziono ai miei personaggi e ai lettori, anche se sono pochi ma buoni, visto che spendono tempo a leggere ciò che scrivo. Buone feste anche a te. Ti aspetto per il finale 🩷
02/04/2026 at 23:54
L’idea del glitch mi ispira: mi dà tanto l’impressione che Sofia avesse previsto tutto 🙂
Ciao! Capitolo adrenalinico come sempre ma per i commenti finali aspetto il capitolo finale ^_^
Ciao 🙂
03/04/2026 at 18:20
Ciao, ho cominciato con l’adrenalina e vedremo se la fine sarà ancora così. Ti aspetto per i commenti finali.
Alla prossima. 😊