Una pazza serata allo Speed Date

Dove eravamo rimasti?

Inizia lo Speed Date, le prime due donne che Odorico conoscerà saranno: Samantha (ninfomane diretta) e Linda (affetta da disturbo ossessivo compulsivo per le pulizie e l'igiene) (50%)

Linda e Samantha, comincia lo Speed Date

Pantalone di velluto marrone. Camicia bianca con frange nere. Gilet in finta pelle. Ai piedi camperos con tacco da 4 cm. Cappello western modello Cattleman. Giacca scamosciata color caffè. 

Ore 20:00, Odorico ha scelto l’outfit. Afferra le chiavi della lambretta. Esce. Mezzo giro di chiave. Sgasata poderosa eh…niente. Non parte. Secondo tentativo. Giro di chiave, altra sgasata eh…idem. Terzo giro….vrooooom. La nube tossica investe lui ed un malcapitato passante che non manca di scomodare diversi santi e tutto l’albero genealogico di Odorico.

Ore 20:15 arriva al locale. Entra nel pub stile inglese. Tavolini disposti lungo il perimetro. Luci soffuse. Parquet scadente come pavimento. Al centro della sala un videowall con le poche regole del gioco: 

1 – Quattro minuti per conoscersi; 2 – Dopo ogni incontro, compilare la scheda match; 3 – Al suono della campanella, passare al tavolo successivo. 

Ore 20:40. Odorico riceve il numero 17 e prende posto. Di fronte un’elegante signora bionda. Capelli lunghi, occhi castani. Indossa un vestito blu, cotone 100%.

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“Madame…i miei ossequi” esordisce con fare da vero gentleman. “Odorico Dentibianchi” porge una mano in segno di saluto e sposta la sedia per accomodarsi. 

“agghhhh…ma cos’è matto?! No, dico. E’ matto?!” il volto disgustato. “Ha lavato le mani?” si spinge all’indietro “ed una pulitina alla sedia? Non sarebbe d’uopo? Eh?!” continua con tono acido e s’appresta a pulire il tavolino con un panno in microfibra.

Odorico si blocca “mi mi scusi, io io” balbetta. Rosso in viso. Fruga compulsivamente nelle tasche alla ricerca di qualcosa che sa di non avere. Il cappello gli scivola e precipita verso il basso. Nel tentativo di afferrarlo finisce per scagliarlo dritto sulla faccia di lei. Panico.

“Mon Dieu, Mon Dieu…” Blatera qualcosa tra i denti. “Cose da pazzi…” Scava nella borsetta in carta riciclata e tira fuori: un flaconcino di spray antibatterico e dischetti detergenti. A seguire: guanti in lattice, soluzione a base alcolica, igienizzante profumato e Amuchina spray. 

“Ma lavora nei RIS di Parma?” chiede serio ed aggiunge “l’antitetanica l’ho fatta eh!” vorrebbe accomodarsi, ma non osa. Resta in piedi a debita distanza. Il sudore si palesa anche sotto le ascelle.

“Meglio per lei . La qui presente Linda non ha mica intenzione di prendersi qualche accidente?!” Comincia con le pulizie ignorando la presenza di Odorico. “Sono una semplice impiegata d’azienda. Questo non vuol dire che non devo preoccuparmi delle infestazioni batteriche che ci circondano!” e giù di gomito mentre il tempo scorre inesorabile.

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Si congeda senza aver capito quale imperdonabile errore abbia commesso. E’ riuscito a stento a sapere il suo nome. Entrambi appuntano sulla scheda numero e voto.

Avanza al tavolo successivo. L’attende un’avvenente donna “matura” con gli occhi di ghiaccio. Camicetta semi aperta. Minigonna e scarpe col tacco. Sul volto i segni del tempo passato.

“Encantada” sorride “Samantha Marrazzo, la dea del materasso…” Occhiolino d’intesa. 

“Piacere mio, Odorico Dentibianchi, non vado con una donna da oltre vent’anni. Posso sedermi?”

“Ahahahah…Suvvia. Che fa resta in piedi?! Non faccia il timido. Un bel fusto come lei” inizia a ciondolare la lingua tutt’intorno alle labbra, come un bulldog inglese sotto il sole d’agosto. Flette la schiena per mostrare le forme, anch’esse ciondolanti. Morsetto al labbro inferiore e…disastro! L’adesivo della dentiera cede lasciando scoperta parte della gengiva. Ora, anche i denti risultano ciondolanti.

Odorico, in imbarazzo più di lei. Vorrebbe essere altrove. Prova a fingere indifferenza. “Samantha, grazie per le belle parole. In effetti, ho tutte le sembianze di un fusto di birra. Basso, largo e con la tartaruga spiaggiata al contrario”.

Lei sorride con gli occhi. E’ presa dall’armeggiare dentro la bocca per sistemare il problema tecnico. Dopo un po’ ci riesce.

“E chi li decide i canoni di bellezza?” riprende da dove aveva lasciato. “intanto, Omo de panza, Omo de sostanza” parte di piedino “non ci credo che un uomo come lei abbia occhi solo per bionde con gli occhi azzurri” via la scarpa destra, ora il piede nudo risale la gamba di Odorico.

Paonazzo in viso “i…i…io…non ho preferenze” le parole si fermano in gola.

“basta che respirano insomma!” provoca. “La vita è così breve che non vale la pena sprecarla con dogmi preconcetti e luoghi comuni” infila nuovamente la scarpa. “Ho fatto l’infermiera per trent’anni in ospedale, ne ho conosciute di persone che si sono accorte tardi del tempo sprecato”. Passa una mano tra i capelli “le persone vale la pena metterle a nudo tutte. Ognuna nel suo intimo ha qualcosa da insegnarci” fa l’occhiolino.

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Entrambi appuntano sulla scheda numero e voto. Odorico avanza al tavolo successivo.

Quali saranno le prossime due persone che Odorico conoscerà?

  • Nessuna di queste: fai le tue due proposte nei commenti (0%)
    0
  • Osama (insegnante di Yoga in fissa coi chakra); Valeria (tamarra, trash e pacchiana) (100%)
    100
  • Paola (separata ed incattivita con il genere maschile); Matilde (affetta da Coprolalia); (0%)
    0
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14 Commenti

  • Ciao, sono entrato più per il genere umoristico che per la trama del racconto in sé, mi vorrei cimentare anche io con la narrazione umoristica e quindi sono molto curioso di vedere come costruirai il tuo racconto (per inciso ho votato per ambientalista e metallara, ci vedo del potenziale comico non indifferente)

  • Ciao Giuliano, questo tuo Odorico mi ricorda subito il protagonista del tuo precedente racconto. In questo un po’ ci somigliamo, anche io vado a pescare i miei “attori” nella fascia popolare, quella spesso dimenticata della società che pure molto ha da dire e raccontare. Ergo, seguo Odorico con affetto, da subito, e propongo un tipo in realtà molto banale, quello di una donna che oltre gli anta si riscopre bella, bellissima, e affascinante grazie alle mistificazioni della rete e del botulino, e che cerca solo in realtà di affermare la supremazia sul marito panciuto e indolente che di lei sembra averne abbastanza.
    Ciaooo
    🙋‍♂️

  • Ciao Giuliano!

    Non sono un fan della narrativa “realistica” o comunque ambientata nel “mondo reale” che ci fa tanta paura, ma questo sito mi sta facendo apprezzare piccole storie qua e là con generi che mi hanno stupido e questo potrebbero essere il caso. Il capitolo mi ha incuriosito molto e sicuramente mi divertierò a partecipare! L’idea dello speed date e geniale, vado con Samantha e Linda. Samantha è un nome che viene spesso strumentalizzato purtroppo, vediamo se nasconde qualcosa oltre la facciata!

    A presto!

    • Grazie Van Damme!

      Lo speed date, come struttura proprio credo si presti molto alla piattaforma The Incipit. Poi vedremo come verrà fuori il racconto e soprattutto se sarò in grado di coinvolgere gli utenti. Una scrittura divertente è tutt’altro che semplice ma ci proverò.
      Grazie per il tuo voto, vedremo se Samantha riuscirà a non deluderti 🙂

      Alla prossima

  • Voto Perla e Kira, la ninfomane e l’ossessiva le lasciamo per dopo. Dato che non ho mai sentito parlare delle Speed Date, non ho suggerimenti da dare.

    Ciao! Hai scelto un genere che ritengo difficile perché è difficile far ridere (anche se tutti pensano il contrario): vediamo come te la cavi. Comunque Odorico deve essere una grande persona (non solo fisicamente) se tutti durante l’orario di lavoro gli saltano addosso per festeggiarlo 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Beh Odorico sa farsi voler bene. Un bonaccione.
      Per il genere sono totalmente d’accordo con te. Far ridere non è assolutamente facile e sono stato combattuto a lungo ma poi ho deciso di provarci 🤞
      Lo speed date credo possa essere il contesto giusto in cui sviluppare la storia. Su cos’è e come funziona lo scoprirai presto.

      Ciao

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