Dove eravamo rimasti?
Al dire preferisco il fare
Juliette stava per mettere in moto, quando sentì qualcuno che bussava al vetro. Abbassò il finestrino pensando: Sono troppo buona.
– Cosa vuoi?
Eddie era stupito del fatto che gli stesse parlando.
– Un passaggio. Prima mi è uscito di merda, ma era un complimento.
– Per dove?
– Un motel. Devo darmi una ripulita.
Juliette abbassò gli occhi.
– Sali. Ma niente battute o gesti o… qualunque cosa. Niente.
– Ok. Grande. Mi siedo dietro così non senti la puzza.
Lei lo guardò di traverso.
– Ok, ok. La senti. Ma meno.
Durante il tragitto, Juliette alzò il volume a palla e non disse una parola.
Arrivata davanti al drugstore, scese dall’auto senza badare a Eddie e si diresse verso la veranda con i 5 dollari da infilare nel distributore, da cui scese un bikini rosso.
Accusò il colpo in silenzio, ficcò il costume nella borsa e per poco non si scontrò con un omone di mezza età che stava uscendo dal ristorante con una birra in mano. Si bloccò di colpo sulla porta, abbagliato dalla visione.
– Ehi. Come va?
– Va che devo entrare.
L’omone rise, spostandosi piano. Indicò la birra.
– Io ho appena finito. A saperlo…
Ma Juliette era già dentro.
Poco dopo masticava nervosamente il suo hamburger, una polpetta a cui Flò aveva mollato un paio di piattellate belle forti, quando dalla porta che collegava il locale con il drugstore entrò Adam. Eddie lo seguiva scodinzolando.
– Allora ce li hai i soldi? Sì o no.
– Sì sì. Due deca nuovi di pacca.
– Non bastano.
– Ti ho detto che domattina ti do il resto.
– E io che devi darmi qualcosa in pegno.
Adam prese il piatto che la figlia aveva appoggiato sul bancone e si diresse verso la reception. I due continuavano a discutere.
Dopo pranzo, quando Juliette passò da Adam, lo trovò che stava sonnecchiando.
– Mi serve la camera per un’altra notte.
Adam annuì con comprensione e pronunciò la sua frase preferita.
– Sono 35 dollari.
Juliette pagò e uscì senza dire altro. Quando entrò in camera sbatté forte la porta, perché l’unica cosa che poteva fare era mettersi il suo nuovo bikini, che non era neanche del colore che voleva lei.
Più tardi, il sole si stava lavorando la sua pelle, quando qualcosa di grosso creò una zona d’ombra sopra di lei. Non aprì nemmeno gli occhi.
– Fra dieci minuti si fa il bagno.
– Ah, sì… bene. Bene! Io mi chiamo Todd. E tu?
– Io no. Adesso levati che mi fai ombra.
Todd fece dietrofront, rosso in faccia e con le mani attaccate a due bottiglie di birra, una delle quali aveva il tappo romanticamente mezzo sollevato, e fu proprio questa che ficcò nel contenitore del ghiaccio insieme alle altre. Posò sul tavolino quella che stava bevendo e il grosso orologio che a fatica si era sfilato dal polso; poi si sedette sulla sdraio senza staccare gli occhi dal corpo di Juliette, più bella che mai nel suo costume rosso.
Un’ora dopo, quando lei si alzò stiracchiandosi, Todd scoprì di essersi bevuto tutte le birre, anche quella che avrebbe dovuto offrirle, e 5 vuoti caddero dal tavolino mentre tentava di alzarsi aggrappandosi a qualunque cosa. Ripiombò sulla sdraio, e fu allora che Juliette lo guardò con aria di sfida, si sedette sul bordo della piscina e si lasciò scivolare in acqua.
Proprio in quel momento Adam scostò le tapparelle della reception, mentre Eddie si avvicinava alla doccia vicino alla piscina. Non aveva ancora una camera, ma Adam gli aveva concesso fino al tramonto per trovare i soldi.
Poi Todd riuscì ad alzarsi. Non sembrava molto sicuro sulle gambe, e il suo faccione era paonazzo. Si infilò in acqua con l’entusiasmo di una nave appena varata e, aiutato dalla massa liquida, si diresse verso Juliette con un sorriso ebete stampato sulla faccia. Riuscì ad avvicinarsi a lei e ad aggrapparsi al bordo; una volta ormeggiato, si rilassò e si giocò le sue carte.
– Caldo eh? Pensa che vendo condizionatori.
Juliette lo guardò senza entusiasmarsi troppo.
– E tu? Cosa ci fai in questo posto? Cioè, non si sta male, io mi ci fermo sempre quando viaggio da Yuma a Tucson per un po’ di relax. Ma tu? Dimmi, che ci fai qui?
– Aspetto.
Todd rise forte.
– Non sei di molte parole, eh?
– Al dire preferisco il fare.
Todd prese la risposta per un invito e fece un passo da palombaro verso di lei, appoggiandole addosso la sua grossa pancia.
– Todd. Mi stai schiacciando.
Lui rise di nuovo, colpito dal fatto che si fosse ricordata il suo nome.
– Non dirmi che non ti piace?
Se Juliette non parlava molto, ancora di più non amava ripetersi, e così la ginocchiata partì quasi subito, e nonostante l’attrito con l’acqua colpì Todd nelle parti basse con la violenza di un canne mozze e la precisione di un cecchino.
Todd si piegò su sé stesso con un mugolio che le fece quasi tenerezza. Senza aspettare che si riprendesse, uscì dall’acqua con un movimento fluido, prese l’asciugamano e se ne andò.
Todd riuscì a riappropriarsi per un attimo del bordo della piscina, ma quel dolore lancinante adesso lo stava prendendo al petto, ed ebbe appena il tempo di pensare: Cristo, me li ha cacciati in gola, prima di strabuzzare gli occhi e di affondare piano.
Come finirà la giornata al motel "Why Not"?
- E chi lo sa? (la suspense pretende che ci dedichiamo a Killian) (50%)
- Male, ma non malissimo (parliamo un po' di Eddie) (25%)
- Bene, ma non benissimo (concentriamoci su Juliette) (25%)

09/08/2026 at 21:21
Abbiamo visto poco Killian: voto lui.
Ciao! E quindi abbiamo un tipo che a quanto pare ha sciolto Juliette (o l’ha fatta imbestialire nei confronti di Killian, non lo sa nemmeno lei). Mi chiedo tutte queste anime dove andranno a parere nel finale…
Ciao 🙂