Why, Arizona

Dove eravamo rimasti?

Volete sapere come sono andate le deposizioni dei tre "compari"? Ok, ma ne potete scegliere solo una. La deposizione di Adam. (60%)

Non sono bravo a raccontare storie

– Allora Adam, almeno tu, me lo dici cosa cazzo è successo?
Come ogni volta che entrava nella reception, Adam si era seduto al banco mentre l’agente Smith – così si chiamava l’omone di mezza età che si era accomodato su una delle due poltroncine in finta pelle che la reception poteva offrire ai suoi clienti – iniziò subito a incalzarlo. Adam non poteva esibirsi nel suo cavallo di battaglia – i famosi 35 dollari a notte – e se ne stava in silenzio, con una faccia inespressiva e insensibile, che sembrava racchiudere in sé le famose posture di Mizaru, Kikazaru e Iwazaru, le tre scimmie sagge del “non vedo, non sento, non parlo”.
– Sì, bravo, pensaci bene, che ho sentito già troppe stronzate per oggi.
– Preferirei mi facessi delle domande, non sono bravo a raccontare storie.
– Qui non devi raccontare nessuna storia. Solo quello che hai visto.
Adam guardò verso la finestra. La tapparella era sgranata e attraverso le liste poteva intravedere il riverbero dell’acqua.
– Ok. Ho trovato il cliente della camera 6 immerso nella piscina verso le quattro, e ti ho chiamato.
– Tutto qui?
– Tutto qui.
L’agente Smith si accese una sigaretta, sbuffando e tossicchiando, sempre più arrabbiato.
– E non hai controllato se era ancora vivo? Non l’hai tirato fuori dalla piscina? Mi hai semplicemente telefonato, come se dei fottuti messicani si fossero sbronzati e tu non riuscissi a mandarli via?
– Peserà più di cento chili.
– Potevi chiamare qualcuno ad aiutarti.
– Era già morto, Zane.
L’agente Smith si alzò dalla poltroncina, che per l’impeto quasi si disfece e sbottò.
– Ma certo! Mi scordo sempre che tu sei anche medico legale, oltre a essere un merdoso affittacamere con il culo ai confini della civiltà. Adesso mi dici dov’erano gli altri due ospiti di questo cazzo di motel: il traliccio biondo e lo zombie chiacchierone.
– Lei è stata in piscina giusto per farsi un bagno. Poi è rientrata in camera e non l’ho più vista.
– E l’altro?
– Gironzolava, e…
– E…?
– Be’, mi sono appisolato un attimo.
– Merda! Ma se non fai un cazzo tutto il giorno!
– Poi è venuto da me con una patacca grossa così. Un orologio, di quelli seri. Un cro-no-gra-fo, ha detto.
– E perché?
– Perché non aveva i soldi della camera e me lo ha dato in pegno.
– E dov’è, questa meraviglia?
Adam aprì un cassetto della scrivania e glielo mostrò.
– Eccola qui.

Nel frattempo Juliette si era seduta a un tavolo che dava sul piazzale, e mentre succhiava un milk-shake gigante teneva d’occhio le operazioni: aspettava con impazienza che dalla reception uscisse qualcuno. L’auto della polizia, piantonata dal secondo agente, diffondeva dalla radio ordini incomprensibili che uscivano dai finestrini aperti per farsi un giretto a Why, Arizona, mentre dalla camera numero 6 Todd non sarebbe più uscito, alla faccia della sua auto, che continuava ad aspettarlo lì davanti. Ma anche la camera accanto, dove si era rifugiato Eddie dopo l’interrogatorio, sembrava sigillata per sempre: un cartello “non disturbare” ciondolava dalla maniglia e le tapparelle erano abbassate.
Poco dopo Adam uscì dalla reception, seguito dall’agente Smith, che confabulò un attimo insieme a quello di guardia. Poi tutti e tre raggiunsero la camera di Eddie, bussarono e quando la porta si socchiuse, entrarono senza aspettare un invito. Juliette soffocò un’esclamazione provocando un risucchio che fece sollevare la testa di Flo dal cellulare; Juliette ne approfittò per mostrare alla ragazza il bicchiere vuoto scandendo con il labiale “un altro”. Poi si mordicchiò un labbro nell’attesa del seguito.
Flo aveva appena raggiunto la console di comando dei beveroni colorati, quando dalla camera uscirono in quattro, di cui uno ammanettato. Juliette strinse gli occhi e incassò la testa fra le spalle a mo’ di tartaruga.
Adam rimase sulla soglia della camera: sembrava guardare in direzione di Juliette, mentre l’agente Smith teneva per un’estremità del cinturino un grosso orologio come se fosse una lucertola morta, e l’altro faceva entrare in auto Eddie senza troppi complimenti.

Lo dico di nuovo: ma dov'è finito Killiam?

  • Sta per tornare da Juliette, ma arriva a una chiesa e incontra una donna. (100%)
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  • Sta per tornare da Juliette, ma incontra una donna. (0%)
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  • Sta per tornare da Juliette e si imbatte in una chiesa (0%)
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