Dove eravamo rimasti?
Te lo juro por Dios
Era davvero stanca. Stanca di essere una nullafacente, stanca di un sole che non si stancava mai di tostare gli esseri umani, stanca di dormire fino a tardi. Stanca. Dopo pranzo si era trascinata fino alla veranda. Sonnecchiava all’ombra, vicino al suo distributore di bikini; ogni tanto guardava con odio la piscina fatta a fagiolo che quello stronzo di Adam si era rifiutato di svuotare. Cazzo c’è morto dentro un pachiderma gonfio di birra.
– Juliette?
Prima regola, fare finta di niente. Magari se ne va.
– Ehm, señorita? Sei Juliette?
Uno dei due occhi, quello socchiuso, vide una sagoma avvicinarsi con circospezione e fermarsi a qualche metro da lei. Be’, perlomeno non è invadente. Quando entrò in azione l’altro occhio Juliette inquadrò un tipo atletico in cui il nero degli occhi della barba dei capelli delle sopracciglia – merda, che sopracciglia: cosa sono, disegnate? – e come se non bastasse il nero della canotta – guarda che spalle – e dei jeans attillati a zampa. Ma chi è, Alfonso Herrera? Diego de la Vega? un nero ipnotico e sovrabbondante sotto a quel sole di fuoco che la fece sprofondare nel buco nero di una vertigine non meglio specificata. È la pressione, pensò mentre si umettava le labbra con una lingua piuttosto secca, la pressione bassa.
– Sì, sono Juliette. Ti piace il mio costume?
Zorro o quello che era ammise che il giallo le stava molto bene.
– Te queda perfecto.
– Aspetta di vedere come mi sta quello arancione. E tu sei…?
– Mateo. Amico di Killian.
Juliette chiuse gli occhi con noncuranza, ma l’allarme rosso era già in funzione. Forse Mateo se ne accorse, tant’è che decise di iniziare uno spiegone di come lui e Killian per puro caso avevano preso lo stesso autobus diretto a Chihuahua.
– Pensa che storia! Eravamo seduti vicini, uno al di qua e l’altro al di là del corridoio centrale, sabes?, e abbiamo iniziato a parlare e quasi ci siamo raccontati media vida, mezza vita a testa, che alla fine, o sea, se fai i conti è come essersi raccontati una vita intera, me entiendes, e sai quante cose mi ha raccontato su di te, que eres guapa, intelligente y bien lista, furba, ecco, e non vedeva l’ora di incontrarti alla frontiera di Lukeville, dove avevate appuntamento, así que un viaggio che avrebbe dovuto essere un inferno, capisci, è passato in un soffio; ma quando siamo arrivati alla stazione di Chihuahua, abbiamo visto un’auto piena di malandros che lo stavano aspettando davanti alla fermata dei bus, e Killian era asustado, spaventato, così ho allungato venti dollari all’autista che ci ha detto di stare giù, e dopo che sono scesi tutti, bueno, ci ha portato al terminal. Da lì Killian ha deciso di cambiare strada e mi ha dato i dati dell’auto che aveva noleggiato – había dado un nombre falso – e mi ha chiesto di venire a Lukeville e di cercare il motel più vicino alla frontiera, che sin duda la sua Juliette l’avrei trovata lì.
Lei spalancò per bene i suoi occhioni.
– E ti aspetti che me la beva.
– Te lo juro por Dios.
– Ah, questa mi mancava, guarda, mi mancava proprio. Il contrabbandiere strafigo che si presenta in qualità di miglior amico del mio stallone personale e che non solo mi trova nel deserto come se avesse un blonde detector infilato nel culo ma addirittura che mi giura…
– Lo amo.
– …di essere stato mandato… Cosa hai detto?
– Ci credi all’amore? En el amor a primera vista? le domandò Mateo, ma lei non fece in tempo a rispondere.
– Hai vinto, Juliette: sto per svuotare la stronza piscina. Contenta? E tu chi sei? Ti serve una camera?
Mateo guardò Juliette con un’espressione interrogativa, ma si accorse che stava guardando una statua. Si voltò verso Adam.
– Be’, sì, quanto…
– Non qui. Vieni con me.
Juliette non si muoveva. Teneva lo sguardo fisso sull’orizzonte, come un’iguana che si riscalda sulle rocce. Da come sbatteva le palpebre si intuiva il lavorio delle sinapsi che si dibattevano fra il terrore di restare fregata da un affascinante contrabbandiere finto gay e la gelosia irrazionale per l’unico uomo che avesse mai amato.
Quando Mateo tornò da lei, annunciando allegramente che erano vicini di stanza, Juliette rimpianse di non avere con sé la sua Calibro 9 corto, ma poi lui la intortò raccontandole della sua infanzia e poi dell’adolescenza e di quanto le ragazze gli stessero addosso e di come lui non sapesse gestire la cosa e della sua mamma che lo capiva e di suo padre e dei suoi fratelli che lo tempestavano di botte, insomma sembrava il protagonista di una serie tv che non puntava granché sul sistema dei personaggi, ma alla fine convinse Juliette che, mentre Adam bestemmiando piano guardava il livello dell’acqua nella piscina scendere, dopo un’ora di quella solfa aveva sciolto definitivamente le riserve su Mateo pensando che, anche se si fosse inventato tutto, si meriterebbe comunque di essere creduto.
Ci siamo quasi: per prepararci al finale su cosa ci concentriamo?
- Su Lorraine e Mateo, entrambi molto presi da Killian (che viaggia in sottofondo). (67%)
- Su Adam e Juliette, alle prese con i loro problemi (mentre Killian, in sottofondo, viaggia). (0%)
- Sul viaggio di Killian verso Why, mentre nel motel ci si arrabatta a sopravvivere. (33%)

09/08/2026 at 21:21
Abbiamo visto poco Killian: voto lui.
Ciao! E quindi abbiamo un tipo che a quanto pare ha sciolto Juliette (o l’ha fatta imbestialire nei confronti di Killian, non lo sa nemmeno lei). Mi chiedo tutte queste anime dove andranno a parere nel finale…
Ciao 🙂