I MISTERI DI ROVENE

AL CREPUSCOLO

L’ufficio affogava nel crepuscolo di un pomeriggio piovoso di inizio ottobre. Miranda sedeva di fronte al caporedattore Lamberti, che stentava a guardarla negli occhi. La lampada ministeriale sulla scrivania allargava un cono di luce dorata sulla pila di fascicoli, in cima alla quale c’era quello con il suo nome. Miranda si mosse a disagio sulla sedia e accennò alla copertina marrone. «Quindi, Lamberti, qual è la sentenza?»

L’altro finalmente sollevò gli occhi arrossati sulla sua giornalista di punta. Aveva l’aria stanca. «Sospesa, fino alla fine dell’indagine interna. Vogliono i nomi, Miranda.»

Lei accennò un sorriso incredulo. «Lo sai che non posso svelare la fonte…»

«Proteggi ancora la gola profonda che ti sta rovinando la carriera?»

Lei scosse la testa. «Non posso tradire una fonte. Mi ha rifilato la polpetta avvelenata, è vero, ma sono anni che mi passa informazioni e non era mai successo prima.»

Lamberti la fissò. L’espressione dura di un attimo prima si tramutò in sconcerto. «Non posso aiutarti se rimani qui ad avvelenare le acque. Il ministro è sul piede di guerra, ci faranno causa e tu finirai nel mezzo dell’uragano. Prendilo come un periodo di riposo, dammi retta.»

«Ah, questa poi è bella: sarei io quella che avvelena le acque.»

L’uomo sospirò, strinse la radice del naso tra due dita e chiuse gli occhi per un attimo. Li riaprì. «Sai cosa intendo. È solo per qualche settimana.»

La donna spinse indietro la sedia, con malagrazia. «E che dovrei fare nel frattempo? Stare ad aspettare che un puttaniere cocainomane mi rovini la carriera?»

Ormai in piedi, Miranda si sistemò la borsa su una spalla e fece per uscire. Lamberti si alzò a sua volta. «Miranda, sai che ti stimo, ma ho bisogno che tu mi lasci lavorare. I nostri avvocati stanno studiando il caso. Ce la siamo sempre cavata. Certo, se tu rivelassi chi ti ha passato l’informazione…»

«Arrivederci, capo.»

La porta sbatté mentre un tuono esplodeva a poca distanza. Miranda camminò svelta verso la scrivania, i passi attutiti dalla moquette dozzinale. Recuperò un paio di fascicoli da uno dei cassetti, rastrellò gli oggetti di uso comune e il piccolo gufo di peluche di Caterina, infilò tutto in borsa e si avviò verso l’ascensore.

All’uscita dal Giornale, Miranda fu investita da un freddo umido che le azzannò i polpacci. Si strinse nel trench scuro e serrò contro il petto la borsa. Pioveva un’acquerugiola fine e fastidiosa. Il traffico era intenso e rumoroso. In pochi passi raggiunse la fine del marciapiede e attese di poter attraversare insieme a una decina di altre persone. Solo un paio avevano gli ombrelli aperti. Fu allora che la vide: una ragazza molto giovane, con un cappotto troppo grande, che la fissava con occhi scuri e tristi dall’altra parte della strada. Aveva un’espressione che a Miranda mise i brividi. La pioggia sembrava accarezzarle i lineamenti senza bagnarla. Aveva i capelli raccolti sulla nuca e alcune ciocche, sfuggite alla legatura, le scendevano morbide sulla fronte e intorno al viso. Il semaforo scattò; le persone si mossero anche dal marciapiede opposto, tutte tranne lei. Lo sguardo restò fisso su Miranda, quasi una supplica muta, mentre un piccolo fiume umano le scorreva accanto.

Il telefono squillò nella borsa. Miranda lo cercò a tentoni e lo estrasse. Sul display un numero di rete fissa che non conosceva. «Pronto?»

A malapena sentì la voce di un uomo. «Questura di Aosta, la signora D’Assenzio?»

Rialzò lo sguardo, la ragazza dall’altra parte della strada era sparita.

Miranda si fermò, la pioggia si fece più fitta, un clacson suonò e lei trasalì.

La voce dell’uomo al telefono domandò di nuovo: «Parlo con la signora Miranda D’Assenzio?»

«Sì, sono io, ma che succede?»

«Avremmo bisogno di sentirla.»

Miranda si mosse svelta verso l’auto parcheggiata. «Aspetti solo un momento.» Trovato il telecomando, sbloccò le portiere ed entrò in macchina. «Mi scusi, qui piove a dirotto e…»

«Nessun problema. Sono il viceispettore Rainer. Come le ho detto, la chiamo dalla questura di Aosta. Avremmo bisogno di sentirla a sommarie informazioni…»

Miranda pensò a qualche vecchio caso, non si allarmò. «A proposito di?»

«Il ritrovamento di un corpo, su al lago di Rovene…»

Tutto intorno a lei divenne liquido, freddo. Lo stomaco si strinse in una morsa dolorosa. «R-Rovene?»

«Sì, è il lago vicino al paese omonimo.»

«So dov’è, viceispettore, mia sorella è morta lì, tanti anni fa.»

Dall’altra parte ci fu un momento di silenzio. «Possiamo sentirla anche in videochiamata coi colleghi di Genova…»

«Non serve, verrò io. A chi appartiene il cadavere?»

«A una certa Alice Tormalini.»

Miranda aggrottò la fronte, Alice Tormalini, pensò. Alice… Ally, la podcaster. «E perché volete sentire me?»

«Perché il suo è l’ultimo numero chiamato dalla ragazza.»

Il bicchiere di vino in terrazza, la musica un po’ troppo melensa in salone. Il ricordo prese forma nella mente di Miranda. Il telefono, la ragazza che le parlava di Caterina… un podcast.

«Arrivo domani, in mattinata» e chiuse la telefonata.

La telefonata con Ally va raccontata, ma dopo di che volete leggere?

  • del passato di Miranda (50%)
    50
  • di Caterina a Rovene (17%)
    17
  • di Ally e del suo podcast (33%)
    33
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74 Commenti

  • Ciao, scusa se non ho letto prima le ultime puntate, ma per quasi due settimane sono stata in blackout con ogni connessione… asfaltando una strada hanno tagliato la fibra e il giardiniere del mio vicino ha fatto lo stesso sul palo: la tempesta perfetta che “se non fosse capitato a me non ci crederei”!!! Comunque, bellissimo giallo, con un finale amaro per la crudezza della realtà umana!!!
    Certe persone sono davvero squallide!!! Bravissima!!!
    Alla prossima storia.

  • Ciao Keziarica. Finale davvero complicato, quanto vero.
    “(adr): Il DeLecci voleva abusare della ragazza e noi, io e Carmen, volevamo umiliarla.”
    Alla fine tutto è semplicemente , tragicamente compreso in questa frase.
    Il delitto, e ciò che ne consegue ha, sovente, un innesco semplice, banale perfino, capace però di scatenare un caos di eventi drammatici.
    Il Tuo finale ha dei “toni” apparentemente “tecnici “, molto ben presentati, ancorché complessi. È tutto molto veristico per non dire vero, e ti faccio i miei complimenti per questo.
    Un suggerimento che mi va, da amico di penna, di darti è semplicemente: liberati. Sì, liberati dal tecnicismo, dallo “Spiegone”, e vola libera dove la fantasia ti porta. Non affidarti troppo ai meccanismi studiati e ripassati da mettere in moto secondo un programma definito. Liberati! E dove non ti ritrovi usa l’ironia, Agatha Christie e Alfred Hitchcock, maestri del brivido usavano a mani basse ironia e paradosso per incantare il lettore-spettatore.
    Tutto naturalmente tenendo sempre in conto che io non sono nessuno, e che tu puoi, anzi devi, fare quello che meglio senti.
    Bravissima, ti aspetto presto, non deludermi. Ciaooo
    🌻🙋‍♂️

    • Ciao, Fenderman.
      Hai ragione, forse avrei dovuto scrivere e basta senza lasciarmi intrappolare dagli schemi, dalle regole. Tuttavia, il lettore di un giallo (per quanto questo abbia tentato di esserlo) vuole sapere chi ha fatto cosa ed era troppo nebuloso il movente. Per poter stravolgere le regole, bisognerebbe conoscerle a fondo. Però, avrei potuto gestire meglio i caratteri, i capitoli, le varie scene. Come al solito, non sono riuscita a creare un canovaccio chiaro che mi permettesse di sistemare i tasselli al posto giusto.
      Ti ringrazio per i consigli, sempre bene accetti te lo assicuro. Mi ritroverai presto con una nuova storia e sarà di nuovo ambientata a Rovene che ho eletto a mia personalissima e umilissima Castle Rock 😅
      Grazie davvero tanto e a presto!

  • Bella l’idea che nel finale non si capisce se rimane o no. Interessante anche il fatto che ha deciso di raccontare tutto in un podcast. Come ho immaginato, avevo capito la dinamica ma mi mancava uno degli assassini… infatti giaceva in fondo al lago…

    Purtroppo tutte le storie di omicidi, dove la vittima non è quello stronzo che vogliono tutti morto e ci si chiede chi l’ha ucciso per primo, lasciano sempre un po’ l’amaro in bocca; però mi è piaciuto il modo in cui lo hai raccontato!

    Ovviamente ti aspetto alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Se non si è capito, mi spiace, perché ho sbagliato qualcosa. Miranda torna a Genova. Rainer prova a proporle di restare, ma lei gli dice che le mancherà. Speravo si capisse. Pazienza, farò meglio la prossima volta.
      Ti ringrazio per esserci stato e sì, credo che tornerò presto con una nuova storia, devo solo decidere quale pescare tra le tante che ho elaborato in questo lungo periodo di assenza dal sito.
      Ancora tantissime grazie e alla prossima!

  • Lo so, ho impiegato troppo tempo a concludere e il finale è uno spiegone, ma l’alternativa era una seconda parte. Ci ho provato con altri racconti, non ne esce quasi mai qualcosa di buono. Purtroppo, anche questa volta, ho calcolato male i tempi… a quanto pare, la scalettatura delle storie non è il mio forte😅 ma ci sto lavorando.
    Ringrazio tutti per avermi letto e per i commenti e i consigli. Spero di ritrovarvi presto.

    Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    ho perso il voto dell’ottava, mi spiace, rientro sulla nona e le immagini cupe e malsane si susseguono; voto per Genova, perché Miranda merita di sapere, per poter forse trovar conforto, se non proprio serenità, per la triste vicenda della sorella. Una Genova piena di sole, per liberarsi di una Valle che tu abilmente ci hai reso soffocante e opprimente come sa a volte essere nei suoi silenzi. Brava, aspetto il finale.
    Ciao a presto

    • Ciao, Minollo.
      Non preoccuparti. Questo rientro, che speravo fosse più semplice, avendo in testa tutto lo svolgimento, mi ha riportato al solito vecchio problema: chiudere il racconto, senza spiegoni. Non credo di farcela. Il finale l’ho già scritto due volte (diverse tra loro) e una l’ho pure persa su Scrivener dove, ho paura, se si cancella, si perde. Probabilmente pubblicherò il superstite, perché ho troppo poco spazio per elaborare un finale decente. Farò meglio la prossima volta, scalettare non solo nella testa… i caratteri volano e una volta pubblicato, non si torna indietro.
      Grazie per l’incoraggiamento.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    Ho votato Genova (❤️), anche perché vorrei vederti alle prese con un personale “Addio ai monti…” con il quale potrai sfogare quella tua passioncina per le descrizioni appassionate di mondi anche disperati come quello di Rovene. Molto bella e originale l’espressione: ” la brace ardente dello spinello che bruciava il buio”. Superfiga!
    Non voglio immaginare il finale, aspetto che sia tu a raccontarlo.
    Complimenti, a presto.
    Ciaooo
    🌻🙋‍♂️

    • Ciao, Fenderman.
      Le mie descrizioni che spesso sono criticate dai più giovani, ho scoperto che sono più amate dai lettori “adulti” ma, ahimè, non so farne a meno e sono contenta che qualcuno le apprezzi 😉
      Il finale ce l’ho in testa, proprio la scena finale o quasi, è il come arrivarci che ancora aleggia nella testa come nebbia tiepida e umida… ah no, quello è il caldo che ancora non molla 😅
      Cercherò di renderlo al meglio. Per ora, ti saluto, spero di poter passare un paio di giorni tra le mie amate montagne, ad annusare i boschi, ammirare i castelli e a farmi raccontare storie di tranquillità dai corsi d’acqua che frizzano per l’impeto della discesa.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Spero di non aver svelato troppo, anche se, a questo punto, era necessario per finire il racconto che (come sempre) avrebbe avuto bisogno di più spazio per svilupparsi. In realtà, era nato come idea per un romanzo breve, ma poi non riesco ad avere costanza.
      Grazie tantissime per il commento.

      Alla prossima!

  • Ciao, non c’è un po’ di tè all’arancia e biscotti allo zenzero anche per me? Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca!!! Ma veniamo a noi… o Martina si è finta Carmen, o ai tempi hanno invertito le foto, in ogni caso un gran bel mistero!!! Quindi andiamo avanti con le indagini.
    Ho votato per il passato, continuiamo a scavare!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Sai che il tè e i biscotti arrivano dritti da un ricordo: giornata di pioggia a Champoluc, in una carinissima caffetteria/pasticceria con deliziosi biscotti allo zenzero e una gran varietà di tè. Ora non c’è più, ma mi è rimasta nel cuore e ogni tanto mi torna in mente. 🫖🍵
      Be’, qualcosa è successo con le due donne… chi è chi?
      Grazie per essere sempre presente, ti offro virtualmente un tè e tanti biscotti squisiti.

      Alla prossima!

  • Ciao, voto il passato, siamo qui per questo no?!
    Bel capitolo, molto ben cadenzato, ambienti, personaggi e dettagli tecnici davvero ben inseriti. Qui c’è solo un dubbio ( le due donne) e un colpo di scena giustissimo nel finale, ma si resta incollati.
    👏👏👏
    Sei in vacanza… ancora no? Se sono in tempo ti auguro buone ferie.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

    • Ciao, Fenderman.
      No, sarò in ferie prossima settimana… non farò granché, magari un po’ di montagna, tanto pare che il caldo si sia proprio affezionato e non ci mollerà tanto presto 😅.
      Sono felice che il capitolo ti sia piaciuto, peccato per la dimenticanza che ha fatto notare Red, non ho aggiunto gli asterischi con l’introduzione al paragrafo: TRE ORE PIU’ TARDI PRESSO IL DISTACCAMENTO DELLA SCIENTIFICA… Vabbé, ormai è andata.

      Alla prossima!

  • Tutte e due le cose!

    Ciao! Io in realtà non sono ancora riuscito a capire chi e perché la volessero morta. Ti segnalo che quando Ranieri chiama al telefono, ho avuto un attimo di difficoltà a capire che era cambiata la scena.
    Per il resto il capitolo è come al solito scorrevole e suggestivo ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Hai perfettamente ragione, nel file originale c’erano gli asterischi e anche l’introduzione al nuovo paragrafo, ma nel correggere e nel copincollare da Scrivener a Word per la correzione, ho perso un pezzo. Mi scuso con te e con gli altri.
      Capirai chi e perché alla fine, mi auguro di mantenere il segreto fino all’epilogo.
      intanto, ti ringrazio per essere passato e per l’appunto giustissimo!

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    Il bosco va bene anche per me, un mondo a parte per scoprire altri segreti. Il fantasma è discreto nella sua apparizione, mi torna alla mente Madison de Le verità nascoste,un alleato della protagonista. Tutto accomodato da par tuo, elegante e suggestivo. Come si legano i due fatti di sangue? È la domanda che mi sto ponendo..
    Buon fine settimana!!

    • Ciao, Minollo.
      Scusa il ritardo, ma non sono riuscita ad accedere prima, posso solo da casa perché non ricordo le password su tel… ora le salvo.
      Grazie, sì, hai ragione, un po’ la ricorda, ma lei era arrabbiata, Ally è solo d’aiuto, non c’è spazio per approfondire il personaggio, avrebbe molto da dire e fare, ma i caratteri sono quelli e non si può andare oltre. Questa era un’idea per un romanzo, ma è troppo impegnativo e a forza di fare voli pindarici con la fantasia ho finito per non scrivere nulla per tanto tempo.
      I fatti di sangue si legano perché hanno una radice comune… ma non sveliamo troppo.
      Ancora grazie per le belle parole, spero che anche da te l’estate stia finendo e, canticchiando come i Righeira, ti saluto.

      Alla prossima!

  • Il Bosco! Al bosco l’ha lasciata, al bosco torniamo!

    Ciao! Come vedi ti seguo anche in vacanza 😀
    Trovo il giallo sempre più appassionante, il fantasma evocativo e mi chiedo se riuscirai a terminare in tre capitoli o andrai ad un seguito ^_^
    La descrizione della tempesta è molto visiva: mi sembrava di averla davanti.

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Grazie per trovare il tempo di seguirmi anche in vacanza, a me mancano ancora un paio di settimane. Per fortuna, ora fa più fresco.
      Sono felice che il capitolo ti sia piaciuto, come dicevo a Fenderman, spero vivamente di finire entro i tre capitoli, non sarà facile, ma ci proverò. Ho pianificato di più rispetto al passato, ma ho idea di doverci ancora lavorare, alla pianificazione😅
      Grazie ancora e buon proseguo di vacanza.

      Alla prossima!

  • Ciao, leggere il racconto con la stessa tempesta “dal vivo” è stato per certi versi molto bello e per altri un po’ inquietante, ma almeno per qualche ora qui si respira!!! Bellissimo il personaggio/fantasma, ora bisogna capire cosa ci faceva nel bosco la bottiglietta di iperico!!!
    P.S. Ai refusi ci ha già pensato Fenderman!!!
    Ho votato per il bosco, sono l’ultima arrivata e quindi mi accodo!!! Buon fine settimana e alla prossima.

    • Ciao, Isabella,
      Avevo già risposto, ma si è interrotta la connessione… vabbé, pazienza.
      Dicevo che: anche qui due giorni di pioggia hanno spazzato via l’afa e ora si respira e si arieggia il cervello 😅.
      Grazie per il complimento, contenta che Ally fantasmagorica ti sia piaciuta, avrei voluto descrivere di più, raccontare di più… perdermi di più, come al mio solito, per fortuna ci pensano i caratteri limitati a mettere il punto.
      Grazie anche per aver notato i refusi (lettura attenta).

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, voto il bosco ( ciò che sembra ovvio).
    IL LAGO, IL BOSCO, IL TEMPORALE, e a modo suo anche L’ALBERGO, sono, o sembrano, i veri protagonisti della storia. Tutta la scena avvolge con un manto “livido” come dici a un certo punto, la protagonista; genera visioni, avvia alla scoperta di un indizio decisivo.
    Anche stavolta le descrizioni sono decisiva parte del tutto. Tutto è bellissimo, angosciante e freddo, umido e “tossico” anche se alla fine genera speranza…
    Avanti così, bravissima.

    (Per tuo comodo segnalo una miranda in minuscolo e questo qua:
    “presero muoversi”)
    Un saluto… ciao
    🌻🙋‍♂️

    • Ciao, Fenderman.
      L’ho riletto e tagliuzzato qua e là per stare nei caratteri concessi e mi sono sfuggiti i refusi… vado a correggerli subito sul file, grazie per avermeli segnalati. 😊
      Sto cercando di dare un senso almeno visivo al testo, dato che, ahimè, lo spazio è quello che è e avrei tante altre cose da raccontare ma, a meno di finire su una seconda parte -e la cosa qui non piace granché- penso sia il caso di stingere.
      Sono contenta che lo sforzo di rendere tetro e agghiacciante l’incontro con Ally abbia pagato, grazie per i complimenti, sempre molto apprezzati.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    il protagonista oggi è l’hotel e le sensazioni tetre che ci trasmetti con le tue osservazioni, come sempre ti trovi a tuo agio nell’accompagnarci in un luogo misterioso: i versi delle creature, il tappeto che si disfa… ci trasporti sul posto con consueta abilità, brava!
    Scelgo l’appuntamento, che temo non sarà come quello della Vanoni; non hai insistito sul “lui” e questo è un bene, un pronome appoggiato lì su cui per ora Miranda non ha tempo di riflettere, ma noi sì. Il fantasma vorrei non incontrarlo, il soprannaturale è, parere personale, bello più quando si avverte, quando ci lascia il dubio di sé, come nel “Segno del comando”, qui però sono andato indietro di troppo…-
    Ho lavorato anch’io ieri, solidarietà -))))

    • Ciao, Minollo.
      Pensa che, ascoltando video di chi ne sa di scrittura, mi sono convinta di perdermi troppo nelle descrizioni. Ora, si dice, le nuove generazioni preferiscono il mordi e fuggi anche nella lettura. Non so se è il caso di darsi una regolata (magari solo un pochino) oppure continuare su questa strada. Questo tuo commento mi rincuora, perché mi dà modo di restare lì, nel mio mondo di fantasia che, per venir fuori, ha bisogno di diventare visivo.
      Sì, il Lui deve rimanere lì a galleggiare finché non si capirà qualcosa in più…
      A me il soprannaturale piace molto, soprattutto nei libri, lo cerco tanto, ma quasi mai si trova qualcosa di originale e ben rappresentato.
      Sai che tempo fa avevo cominciato a guardare qualche puntata de “Il Segno del Comando”? Ne aveva parlato Massimo Polidoro in un suo video e mi aveva incuriosito. Ne ho visto poche puntate, non è riuscito a conquistarmi. Un po’ tutta la televisione degli anni ’70 mi risulta ostica, sarà che ero bambina e non sono riuscita ad apprezzarla. Preferisco i vecchi film degli anni ’50 che mi raccontano il mondo dei miei genitori; e gli anni Ottanta, quand’ero abbastanza grande da formare ricordi che mi avrebbero accompagnato per sempre… ma sto divagando.
      Grazie per le belle parole.

      Alla prossima!
      p.s. il Ferragosto è andato via liscio, per fortuna. Almeno è passato al fresco… dell’aria condizionata 😉😅

  • Ciao, certo che Miranda sa come cacciarsi nei guai, e il viceispettore Rainer a rompere le uova nel paniere!!! Non vedo l’ora di sapere a chi si riferiva Carmen con quel “lui”, spero non al viceispettore!!! È sempre un piacere leggerti.
    Attenta al refuso: “…si accorse di avere di freddo”.
    P.S. Veramente bella la “copertina” del tuo racconto, da proprio l’impressione di vivere tra le righe della trama. Mannaggia, per certe cose l’AI è impareggiabile.
    Ho votato per il fantasma, diamo un tocco di sovrannaturale che non guasta mai, e poi s’intona con il clima del racconto!!! Buon fine settimana di Ferragosto, dai che arriva il “fresco” e… alla prossima.

    • Ciao, isabella.
      Sì, ho rivolto un grazie sentito allo staff per la copertina che, davvero, mi è piaciuta molto.
      Sì, l’I.A. ha una marcia in più per le immagini. Io la uso anche per le correzioni, che non guasta mai. Uso Scrivener e, grazie al consiglio di Luca Nesler, non so se lo conosci, poi comparo il mio scritto con quello corretto da Gemini e vedo dove stanno gli errori. Questa volta, come spiegavo a Fenderman, ci si è messo di mezzo il sito… Insomma, questo episodio ha richiesto un grande sforzo. Su Rainer non dico nulla, non ti rovino la sorpresa.
      Grazie per la segnalazione, vado a correggere 😉

      Alla prossima!
      p.s. sì, dicono che arriverà il fresco, io domani lavoro, ma non mi pesa, fa passare il tempo più in fretta.

  • Ciao Keziarica,
    Cavolo, mi ero perso un capitolo! Sono imperdonabile!
    La nostra Miranda un passino alla volta va dritta alla meta, mi pare, e Rainer a rimorchio…
    Dopo l’incontro troppo breve con Carmen credo che vorrà cercarla e trovarla ad ogni costo; se poi finirà male vedremo il da farsi ma mi sembra una opzione validissima.
    La tensione è fortissima, invernale, un brivido dopo l’altro, e il dramma di Miranda è appunto un dramma, e non solo un’indagine.
    Bravissima!
    Venendo al testo ho notato due piccolissime cose che vorrei condividere:
    “…si accorse di avere (di) freddo.”
    E subito dopo, ancora “s’accorse” che sa un po’ di ripetizione.
    Un ultimo dettaglio:
    “…trovata una porta, la aprì piano per nascondervisi dietro.”
    Che ne dici di:
    “trovata una porta, la aprì piano per nascondersi…”?
    Ciao carissima, buon Ferragostooo
    🙋‍♂️🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Sì, in effetti la tua versione nella frase è più scorrevole e mi avrebbe fatto guadagnare caratteri. Ci ho messo un po’ a pubblicare, letteralmente, perché il sito, nonostante mi segnasse i caratteri giusti, continuava, una volta inviato il capitolo, a restituirmi un messaggio di errore e, puntualmente, ricancellava tutto e io, puntualmente, andavo a ricorreggere quel che non tornava. Non è una scusa, ma il problemino non ha aiutato 😉😅
      Come sempre mi sono persa nel mostrare i dettaglia e ho dovuto sacrificare la “ciccia”; effettivamente, Carmen avrebbe avuto bisogno di più spazio, ma è andata così, ci rifaremo.
      Per il momento, dalla calda Liguria (mai quanto il Lazio, povero te), ti saluto.
      A Ferragosto lavoro, ma forse è meglio così, almeno in negozio c’è l’aria condizionata😅
      Grazie per ogni parola.

      Alla prossima!

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