Dove eravamo rimasti?
L’ultima promessa
Passarono alcune settimane dal suo arrivo in Francia.
Le giornate scorrevano tutte uguali.
Ogni mattina Angela si svegliava prima che la sveglia suonasse. Apriva lentamente gli occhi e, per qualche secondo, rimaneva immobile a osservare il soffitto della piccola stanza che l’associazione le aveva assegnato. Dalla finestra entrava una luce pallida e, in lontananza, si sentivano le prime auto attraversare le strade ancora silenziose.
Il suo primo pensiero era sempre lo stesso.
Papà.
Afferrava il telefono dal comodino e componeva il numero di sua madre.
«Pronto, mamma… come sta papà?»
Dall’altra parte seguiva quasi sempre qualche secondo di silenzio.
«È stabile… i medici dicono che bisogna aspettare.»
Aspettare.
Angela abbassava lo sguardo.
Quella parola era diventata la più difficile da sopportare.
Dopo aver chiuso la telefonata restava seduta sul letto con il telefono tra le mani. Guardava fuori dalla finestra. La vita continuava normalmente: persone che andavano al lavoro, bambini che correvano verso la scuola, qualcuno che passeggiava con il cane.
Le sembrava ingiusto.
Com’era possibile che il mondo continuasse mentre il suo sembrava essersi fermato?
Ogni sera, prima di addormentarsi, chiudeva gli occhi e immaginava suo padre alzarsi dal letto d’ospedale.
«Ti rialzerai…» sussurrava nel silenzio della stanza.
Continuava ad affidarsi alla legge di attrazione. Visualizzava suo padre sorridere, tornare a casa, sedersi di nuovo sulla poltrona con un libro tra le mani.
Aveva bisogno di crederci.
Una mattina il telefono iniziò a squillare.
Sul display comparve il nome di sua madre.
Angela rispose immediatamente.
«Mamma? Cos’è successo?»
Per la prima volta, dopo giorni, nella voce della madre percepì qualcosa di diverso.
Speranza.
«Papà si è svegliato.»
Angela rimase senza fiato.
«Davvero?»
«Sì… è ancora molto debole, ma è cosciente.»
Gli occhi le si riempirono di lacrime.
«Posso parlargli?»
«Aspetta… provo a fare una videochiamata.»
Per qualche istante lo schermo rimase nero.
Angela sentiva soltanto rumori lontani.
Passi.
Voci.
Il suono ritmico di un monitor.
Il cuore le batteva così forte che aveva paura di sentirlo uscire dal petto.
Poi il telefono si illuminò.
Comparve il volto di suo padre.
Era molto dimagrito.
Il viso era pallido, gli occhi stanchi.
Ma era lui.
Angela portò una mano alla bocca.
«Ciao, papà…»
Lui continuava soltanto a guardarla.
Sembrava cercare di capire dove fosse.
Angela sorrise tra le lacrime.
«Sono in Francia… ce l’ho fatta.»
Vide gli occhi di suo padre aprirsi leggermente.
«La casa è piccola… ma è accogliente.»
Rise piano.
«Sto imparando il francese… anche se faccio ancora un sacco di errori.»
Per un attimo dimenticò l’ospedale.
Gli raccontò dei colleghi, delle persone conosciute, dei tram che attraversavano la città e del profumo del pane caldo ogni mattina.
Poi abbassò la voce.
«Non preoccuparti per me.»
Fece una pausa.
«Tornerò ogni fine settimana a trovarti. Te lo prometto.»
Gli occhi di suo padre si riempirono lentamente di lacrime.
Una scese lungo la sua guancia.
Angela rimase immobile.
Non lo aveva mai visto piangere.
«Papà…»
Lui provò ad aprire la bocca.
Sembrava voler dire qualcosa.
Ma non uscì alcun suono.
All’improvviso il suo respiro cambiò.
Lo vide portarsi una mano al petto.
«Papà…?»
Dall’altra parte si sentì la voce agitata di sua madre.
«Amore… aspetta!»
Il telefono tremò.
«Chiamate il medico!»
«Mamma!» gridò Angela.
Lo schermo diventò nero.
Il silenzio riempì la stanza.
Angela rimase immobile.
Stringeva ancora il telefono tra le mani.
«No…»
Lo riaccese.
Nessuna chiamata.
Solo il riflesso del suo volto.
Per ore non riuscì a fare altro che aspettare.
Camminava avanti e indietro nella stanza.
Guardava continuamente il telefono.
Ogni vibrazione le faceva sobbalzare il cuore.
Finalmente arrivò una chiamata.
«Come sta?»
La voce della madre era stanca.
«Ha avuto un malore… adesso i medici sono con lui.»
Angela chiuse gli occhi.
«Si riprenderà… vero?»
Seguì un lungo silenzio.
«Lo spero.»
Quella notte Angela sognò suo padre.
Era in piedi davanti a una tomba.
La guardava.
Poi le sorrise.
Si svegliò di colpo.
Il cuore batteva all’impazzata.
«Era solo un sogno…» si ripeté.
Continuò a ripeterselo anche nei giorni successivi.
Fino a quando il telefono squillò di nuovo.
Rispose immediatamente.
«Mamma?»
Dall’altra parte sentì soltanto un pianto disperato.
Le mancò il respiro.
«Angela…»
Silenzio.
Poi quelle parole.
«Papà non ce l’ha fatta.»
Il telefono le scivolò dalle mani e cadde sul letto.
Fuori dalla finestra il sole continuava a splendere.
Angela non riusciva a capire come il mondo potesse andare avanti.
Si sedette lentamente sul pavimento.
Portò le ginocchia al petto.
E pianse.
Nei giorni che seguirono capì che il dolore più grande non era soltanto aver perso suo padre.
Era aver perso tutte le parole che non si erano mai detti.
Avrebbe voluto abbracciarlo ancora una volta.
Dirgli che gli voleva bene.
Che, nonostante le incomprensioni, non aveva mai smesso di sperare che ritrovasse la serenità.
Dopo questo capitolo, quale viaggio vorreste intraprendere insieme ad Angela?
- Il viaggio nei ricordi del padre e del loro rapporto. (0%)
- Il viaggio di restare in Francia e trovare la forza di costruirsi una nuova vita, nonostante il dolore. (100%)
- Il viaggio nel passato della sua famiglia, per scoprire le origini della sua forza e della sua resilienza. (0%)

21/09/2026 at 23:32
L’idea del legame ambiguo mi sembra la più interessante!
Ciao! Ecco la “cattiva” della storia: quella che ti aiuta davanti e ti pugnala alle spalle, ma fingendo di essere caduta col coltello 😉
Chissà se in due capitoli riesci a far quadrare il cerchio 🙂
Ciao 🙂
27/08/2026 at 19:54
La prima: il terzo incomodo 😛 Gli altri mi sembrano troppo pesanti per gli ultimi tre capitoli 🙂
Ciao! Quindi Angela si sta innamorando, senza rendersene conto. La domanda rimane: è un’infatuazione od amore vero? Od una via di mezzo tra le due? Magari “il terzo incomodo” ci aiuterà a scoprirlo 😉
Ho trovato il capitolo molto carino, scorrevole e giustamente leggero 🙂
Ciao 🙂
24/08/2026 at 01:21
mi piace molto la tua storia continua cosi
12/08/2026 at 23:26
Ciò che Angela impara – Scopriamo cosa Angela impara da questo incontro e come Mateo influenza il suo percorso.
Ciao! Quasi un mese è passato dall’ultimo capitolo però la storia di Angela continua ad appassionarmi. Prima della loro evoluzione, però voglio sapere cosa impara dall’incontro e come viene influenzata.
Ho trovato molto divertente il loro incontro 🙂
Ciao 🙂
15/07/2026 at 23:52
Ciao Milena, Angela inizia la “sua” vita ma il passsto l’assale. È fuggita lontano per realizzare un sogno eppure…
Eppure…poco. Mi sarebbe piaciuto un ricordo più drammatico, duro e difficile. Un uomo alcolizzato ubriaco già al mattino se non ha più da bere non se ne torna “borbottando” in camera sua. Uno con una dipendenza così non tollera l’idea di non poterla soddisfare.
Tutto ciò per dire che mi piacerebbe mettessi un pò più di mordente nella storia, per farci davero “respirare” il disagio e, o la gioia di Angela. Falla ” vivere” davvero, non limitarti a raccontare la sua storia. Puoi farcela, sono sicuro, sempre se vorrai, perciò auguri di buon lavoro.
Ciaooo
🙋♂️🌻
P.s.: voto l’incontro
13/07/2026 at 23:01
Un evento che sconvolgerà i suoi piani!
Ciao! Abbiamo una bella disanima di come è cambiata Angela, ora serve un po’ conflitto per mantenere l’interesse. Non tanto: quel pizzico necessario 🙂
Ciao 🙂
13/07/2026 at 14:46
Ciao Milena,
il brano racconta con delicatezza una delle esperienze più devastanti che una persona possa vivere: perdere il padre in giovane età, quando il bisogno della sua presenza è ancora profondo. Non descrive un dolore che svanisce, ma una sofferenza che lentamente impara a convivere con la vita; piccoli gesti, coincidenze e persone accoglienti non cancellano l’assenza, ma permettono ad Angela di respirare di nuovo e di intravedere, per la prima volta, una speranza oltre il lutto.
Ho votato per: “Il percorso interiore con cui trasformerà il dolore in una nuova forza.”
A rileggerci!
13/07/2026 at 10:24
Ciao, molto suggestivo questo capitolo, dove le emozioni della protagonista si mescolano a un senso di sospensione, che sembra sottintendere un mistero.
In ogni caso voto per continuare a seguire Angela nella sua nuova vita.
A presto!
F
12/07/2026 at 12:32
Visto quanto hai fatto nei precedenti capitoli: Il percorso interiore con cui trasformerà il dolore in una nuova forza.
Ciao! Storia molto particolare ai miei occhi eppure mi è piaciuta. Vediamo come prosegue.
Ho notato che hai pubblicato già 4 capitoli in brevissimo tempo: lo so che la voglia di scrivere è tanta ma bisogna dare ai lettori il tempo di leggere e votare. Io pubblico un capitolo a settimana perché penso sia il tempo migliore tra attesa ed il dimenticarsi della storia, naturalmente tu devi scegliere il tuo ritmo 🙂
Ciao 🙂
11/07/2026 at 10:23
Ciao,
ora che nei primi 3 capitoli hai costruito un personaggio – secondo me – vero e credibile, anch’io ho votato per vederlo ricostruire la sua vita.
Un bel personaggio, sfaccettato e sensibile, che sarà interessante vedere in azione in una città non sua, parlando un francese ancora incerto.
Insomma, una bella sfida, per chi scrive.
11/07/2026 at 14:22
Ciao, grazie davvero per il tuo commento e per le belle parole su Angela.
Mi ha fatto particolarmente piacere leggere che la trovi un personaggio vero e credibile, perché era proprio il mio obiettivo. In realtà Angela è un personaggio fortemente ispirato a me: attraverso di lei sto raccontando gran parte del mio vissuto, trasformando esperienze realmente vissute in un racconto .
Per questo motivo la sfida non è solo narrativa, ma anche emotiva. Raccontare il suo percorso significa, in un certo senso, ripercorrere anche il mio. Nei prossimi capitoli entreremo sempre di più nella sua vita in Francia, con tutte le difficoltà, le scoperte e la crescita che comporta ricominciare da zero in un Paese straniero, parlando una lingua che all’inizio non si padroneggia ancora del tutto.
Ti ringrazio davvero per aver dedicato tempo alla lettura e per aver condiviso le tue impressioni. Spero che il viaggio di Angela continui a coinvolgerti.
11/07/2026 at 09:14
Ciao, Milena.
Dato che il genere del racconto è Avventura, voto per il viaggio di restare in Francia. Vorrei capire come la protagonista si barcamena nel nuovo paese. Toccante il momento con il padre in videochiamata, ora mi piacerebbe vedere cosa succede in Francia, come funzionano le cose agli occhi di una ragazza italiana che si ritrova a vivere in un altro paese.
Mi permetto, come ha già scritto Fenderman, di consigliarti di interagire maggiormente con gli altri autori del sito. Ottenere consigli e critiche costruttive serve a migliorare e negli anni io ho davvero imparato molto (e ancora ne ho di strada da fare… ). Perciò, dai un’occhiata ai racconti in corso, scegline qualcuno che ti intriga e seguilo, commentalo e interagisci con l’autore. Questa piattaforma è stata un luogo bellissimo per un po’, ora si è un po’ spopolata, ma potrebbe tornare a essere un bel posto dove incontrarsi, leggersi e aiutarsi a migliorare.
Alla prossima!
11/07/2026 at 14:19
Ciao, grazie davvero per aver letto la mia storia e per il tuo commento.
Mi fa molto piacere che tu abbia trovato toccante il momento della videochiamata con il padre. In realtà il romanzo è fortemente ispirato alla mia esperienza personale: attraverso il personaggio di Angela sto cercando di raccontare il mio vissuto.
Anche la scena della videochiamata nasce da un ricordo reale. Poco dopo il mio arrivo in Francia ho perso mio padre, quindi quel passaggio ha per me un significato molto profondo. Ho scelto di raccontarlo attraverso Angela perché mi permette di trasformare esperienze personali in una storia che spero possa emozionare anche altri lettori.
Per quanto riguarda la Francia, hai ragione: nei prossimi capitoli entrerò sempre di più nella sua nuova vita, nelle difficoltà, nelle scoperte e in tutto ciò che significa ricominciare da zero in un Paese diverso.
Ti ringrazio anche per il consiglio sulla piattaforma. Sono arrivata da poco e sto ancora prendendo confidenza con Incipit, ma seguirò il tuo suggerimento e cercherò di leggere e interagire di più con gli altri autori. Credo anch’io che il confronto sia un ottimo modo per crescere come scrittrice.
Grazie ancora per il tempo che hai dedicato alla lettura e per le tue parole.
10/07/2026 at 22:15
Ciao, di lei per adesso sappiamo abbastanza: la sua natura, gli interessi, la determinazione.
Vediamola in Francia alla scoperta di un mondo nuovo. Sugli altri temi si può sembre tornare in seguito.
Tutto ok… una sola piccola nota. I pomeriggi estivi sono molto luminosi, dubito che sia possibile vedere le lucciole… ma siamo in un mondo “fantastico” e le vediamo lo stesso.
Ciaooo🌻🙋♂️
09/07/2026 at 21:04
Ciao, benvenuta.
Scrivi cose di cui sai…
Tu lo fai, il tuo sembra un riassunto di vita realmente vissuta. Non è un male, al contrario è il miglior modo per cominciare quando si sbarca su un pianeta sconosciuro.
Per adesso mi limito a farti gli auguri.
Una raccomandazione: non fare come (quasi) tutti, che scrivono e non leggono e tantomeno commentano. Tutti qui hanno bisogno di consigli e conferme. Non parlo per me, puoi ignorarmi tranquillamente, ma il sito ne ha bisogno.
E dunque continua a immaginare, o ricordare, siamo pronti ad accoglierti nella nostra eterogenea comunità.💪
Ciaooo🙋♂️🌻
10/07/2026 at 00:38
Ciao, grazie di cuore per le tue parole e per il tempo che hai dedicato a leggermi. Le tue riflessioni mi hanno fatto molto piacere.
La storia nasce da qualcosa di molto personale: è tratta dalla mia esperienza, ma è stata riadattata e trasformata in un racconto. Ho cercato di darle una forma narrativa, aggiungendo emozioni, immagini e parti romanzate, pur mantenendo il legame con ciò che ho vissuto.
Sono d’accordo con te sull’importanza della condivisione e del confronto. Credo che scrivere abbia senso anche grazie a chi legge, commenta e offre il proprio punto di vista.
Grazie ancora per l’accoglienza e per l’incoraggiamento. Sono felice di far parte di questa comunità e continuerò a immaginare, ricordare e raccontare.
Un caro saluto 😊🌻