Ossesione

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? Maisie interrompe Killian e Sable (100%)

Assaggio

Il suo nuovo approccio maggiormente rispettoso lo rendeva una persona a malapena decente, comunque, non bastava questo a renderlo piacevole.

“Un whiskey anche per me, direi” rispose Sable, cercando di usare un tono leggermente meno tagliente di quello usato fino a quel momento. Non amava la compagnia degli uomini. Non amava la compagnia di nessuno, in realtà, ma c’era qualcosa nel genere maschile che la repelleva: gli piacevano i ragazzi, certo, ma preferiva che le stessero lontano perché la mettevano a disagio. Killian non faceva eccezione, anzi, era proprio tra i peggiori esponenti della categoria: bello, sicuro di sé, privilegiato, e ogni sua azione sembrava ricordare all’umanità intera che lui poteva avere tutto ciò che voleva (persone comprese), semplicemente schioccando le dita. E infatti, agli occhi di Sable fu proprio così: con un rapido movimento della mano, Killian chiamò un ragazzo giovane che si precipitò velocemente verso di loro.

“Sig. Mercer, che piacere averla di nuovo qui. Cosa posso portarvi?” chiese il cameriere in tono quasi ossequioso, e allargando lo sguardo per comprendere anche Sable nella sua visuale. Era molto giovane, non molto alto e piuttosto mingherlino: la sua corporatura contrastava completamente accanto a quella di Killian, così come il modo di porsi. Il modo reverenziale con cui il cameriere si rivolse a lui, non fece altro che avvalorare la tesi di Sable: si comportava come se fosse il padrone del mondo perché, almeno per quella piccola parte, era così. Era chiaro che i due si conoscevano, e non solo perché, apparentemente, uno era un assiduo frequentatore del locale.

Ordinarono i due whiskey, e durante l’attesa, fu nuovamente lui ad aprire la conversazione:

“Devi essere nuova, non ti ho mai vista da queste parti.” Si fermò senza esporre l’idea che si era fatto di lei: aveva capito che i suoi giochi di prestigio non avrebbero funzionato, e anzi, l’avrebbero fatta arrabbiare, distruggendo la possibilità che lei finisse nel suo letto prima di mezzanotte, cosa di cui lui era matematicamente certo. Vantava molte conquiste all’attivo, e soprattutto, poteva sfoggiare il fatto che nessuna donna l’aveva mai rifiutato: poteva averci messo più tempo (in termini di ore, si intende) a conquistarne qualcuna, ma alla fine ci era riuscito. Ah, se la camera da letto al piano terra potesse raccontare tutto ciò che ha visto. Sapeva che Sable rientrava a pieno titolo nella categoria delle “difficili”, ma alla fine avrebbe ceduto anche lei, come tutte le altre, avrebbe solo dovuto usare un approccio diverso dal solito.

“Vivo qui da diversi anni, in realtà, ma non esco spesso.” Non si sarebbe rilassata, non finché sarebbe stata lì con lui. Non aveva la presunzione di essere speciale, ma non voleva nemmeno diventare la sua prossima preda. Sperava soltanto di non averlo colpito tanto da volerci provare seriamente con lei. In fondo, perché avrebbe dovuto? Magari si stava solo annoiando, e si era seduto all’unico tavolo dove c’era una ragazza da sola. Almeno, così sperava Sable. Si sistemò il colletto della camicia, cercando di farlo nel modo più naturale possibile, cercando di nascondere il suo nervosismo, e nello stesso modo si ravvivò i lunghi capelli corvini.

“Cosa ti porta qui allora?” Killian era genuinamente interessato a lei. Non solo perché gli piacevano le sfide, e soprattutto vincerle, ma perché Sable era più grande, più adulta, più indipendente…e aveva gli occhi di due colori diversi! Aveva un occhio marrone e uno verde, una caratteristica estremamente rara. Doveva aggiungerla alla sua collezione. Erano passati molti anni dall’ultima volta in cui si era portato a letto una sua coetanea, tanto che i suoi amici lo avevano soprannominato “Leonardo” per via di Di Caprio, con la sola differenza che, in media, le relazioni dell’attore duravano due anni, quelle di Killian al massimo due giorni. Cercò di non squadrare troppo Sable, non voleva darle l’idea di essere troppo interessato, visto che, apparentemente, lei non lo era. Guardò distrattamente verso l’alto bancone di mogano, dietro il quale si affaccendavano i baristi a servire tutti i clienti: il cameriere mingherlino che aveva raccolto il loro ordine poco prima si stava affrettando verso di loro con i due bicchieri colmi di whiskey. Sembrava stremato e terribilmente in soggezione al cospetto di Killian: appoggiò i due pesanti Glencairn sul tavolo e dopo un’educata reverenza, si congedò. Sable, prima ancora di pensare a cosa rispondere, prese il suo bicchiere e trangugiò avidamente due sorsi, lasciando stupefatto e lievemente divertito il suo interlocutore. Non era abituata a bere, non si era mai ubriacata in tutta la sua vita, ma in alcune circostanze l’alcool la aiutava a sciogliersi un po’.

“Una mia amica mi ha obbligata a venire qui per il mio compleanno, ma sono arrivata tardi, e lei, mentre mi aspettava, ha conosciuto un ragazzo, così li ho lasciati alle loro faccende. Il resto lo sai. E tu? Cosa fai da queste parti?” 

Come risponde Killian?

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8 Commenti

  • Penso che tu abbia fatto bene ad inserire un ambiente che conosci, così sai esattamente come funziona davvero e questo è un altro punto a favore della veridicità del racconto.

    La caratterizzazione psicologica di Sable è molto più approfondita adesso. Gli incubi, il passato e il rapporto con il sonno costruiscono una protagonista con una vulnerabilità credibile.
    Il trucco, l’abbigliamento, la doccia, la corsa verso il pub. Sono elementi che fanno percepire Sable come una persona reale.
    C’è una buona alternanza tra introspezione e azione. Dopo la lunga parentesi sul passato, il «Cazzo. Erano le 17.00» produce una brusca accelerazione molto efficace.
    Il rapporto con Maisie continua a essere naturale: il loro dialogo ha leggerezza e restituisce immediatamente la complicità fra le due.
    Io ho votato affinché Maisie vada subito a parlare con il ragazzo

    Se posso dare consigli per il futuro (tanto qui non c’è nessun professionista credo… o almeno io non lo sono affatto…) hai la tendenza a spiegare molto. Il lungo paragrafo iniziale racconta al lettore quasi tutto il passato traumatico di Sable prima che abbia avuto modo di scoprirlo attraverso la storia.
    Alcune informazioni sembrano inserite più per informare il lettore che per necessità : «quartiere popolare di Edimburgo», «stabilità economica», «Child Protection Unit», gli anni del college ecc.
    Ci sono alcune piccole imprecisioni formali: «17.o0», «camicia a bianca», «George Sreet» e «due miglia» ma quelle si sistemano in fretta.
    Mi piace invece che utilizzi frasi molto lunghe e ricche di subordinate.

    Spero che questo commento sia utile, nei prossimi sarò meno pesante e parlerò solo della trama,
    A rileggerci!

  • Ciao! Piacere di leggerti e di vedere che sei un’infermiera, difficile trovare infermieri che scrivono! Sto giusto scrivendo una storia ambientata (per lo più) in ospedale!

    Il tuo incipit ha una trama semplice ma promettente, che parte da una situazione quotidiana e introduce subito un rapporto di amicizia caloroso e credibile.
    Il contrasto tra la stanchezza di Sable e l’entusiasmo incontenibile di Maisie lascia presagire una serata capace di cambiare il tono della storia.
    L’atmosfera scozzese, la pioggia e i piccoli dettagli della vita quotidiana creano una base piacevole per una storia intima, luminosa e potenzialmente ricca di sorprese. Mi piace soprattutto questo stralcio
    “… il portone di ingresso in legno si gonfiava nei giorni di pioggia, rendendone difficile l’apertura, e le scale scricchiolavano a ogni passo, rendendo impossibile non annunciare il proprio arrivo…” perché da proprio un senso di realtà all’ambientazione, il legno gonfiato dalla pioggia.

  • Ciao, brava, hai scritto di più ( e non mi hai annoiato affatto).
    Buona l’introduzione soft alla storia, ma già vedo la ragazza che spia di nascosto il ragazzo… Ottimo lavoro!🙂
    Un paio di consigli sempre utili per i nuovi:
    lascia passare sei o sette giorni tra un capitolo e l’altro per dare tempo ai lettori; cerca di interagire con gli altri autori, dai il tuo parere sulle storie che leggi e vota. In quel modo ti farai conoscere e i tuoi lettori aumenteranno.
    In estate la frequentazione della piattagorma diminuisce. Tu non demordere e se ti piace scrivere fallo, tanto non costa niente.
    Un saluto, ciaoo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao, benvenuta. Un davvero breve incipit, come spesso accade.
    Mi chiedo: ma se vi piace scrivere come mai scrivete così poco? Tutti si affannano per riuscire a stare nelle 5000 battute, e altri invece…
    Mah! Comunque almeno, come si dice, tu scrivi di ciò che sai. Sei un’infermiera e dunque l’inizio è onesto.
    Non aggiungo altro, voto il pub ( che più si addice alla rituale scappatella erotica) e ti auguro un buon lavoro.
    P.s.: Coma mai nel titolo manca una “esse”?
    Ciao

    • Ciao! Grazie per aver votato e commentato. Mi dispiace che tu abbia trovato questo incipit troppo breve, ma ti ringrazio per il suggerimento, i prossimi episodi saranno più lunghi. È la prima volta che scrivo per qualcuno che mi può leggere, e temevo di annoiare i lettori. Comunque, la mancanza della S nel titolo è un mero errore materiale, non ho ricontrollato attentamente il titolo prima di pubblicare.

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