Lo specchio

Buongiorno

La luce del sole mattutino filtra attraverso lo spiraglio delle tende, tagliando la stanza fino al centro del letto dove, fino a pochi istanti fa, stavo dormendo.

Si stava bene nell’oblio del sonno. Ora, incastrata in quella terra di nessuno tra veglia e inconscio, non mi resta che alzarmi e fare iniziare, controvoglia, la giornata.

Mi avvio verso l’armadio, non ancora nel pieno delle mie facoltà . Trascino i piedi nudi sul pavimento freddo; il respiro è lento, la mente vuota. Cerco di scuotermi, ma senza successo entrando in bagno e la prima cosa che faccio è lavarmi la faccia con l’acqua fredda. Poi mi sollevo e cerco la mia immagine, cernado con la mano la tovaglietta per asciugarmi il viso.

In quel preciso istante mi accorgo che qualcosa non torna. Forse non sono abbastanza sveglia, ma l’immagine che lo specchio mi rimanda non la riconosco.

Ha il mio volto, i miei occhi… eppure non riconosco quell’espressione, quella luce sinistra, nel mio sguardo.

Forse ho solo bisogno di un caffè e il mondo tornerà  normale, ma qualcosa mi impedisce di andarmene, non riesco a distogliere gli occhi da quella donna. Da me.

Non sono io. Quelli sono i miei lineamenti, è vero, ma… sono io? O forse no?

Cosa sta succedendo? Cosa sto guardando?

Il riflesso mi osserva con una calma che non mi appartiene. Sotto pelle, un brivido comincia a strisciare lungo tutto il corpo; si ferma alla nuca, facendomi rizzare i peli e accapponare la pelle. Le sue spalle sono più dritte delle mie, la mascella è tesa e mi studia con infinita pazienza.

Sono completamente confusa, i miei occhi sono pieni di terrore, lo sento pur non vedendoli, lo provo sulla pelle, in tutto il corpo ma nello specchio non traspare nulla. Le mie mani non mollano il lavabo: lo stringono sempre più forte, fino a farmi male ai muscoli delle dita e degli avambracci.

Sono paralizzata, non riesco a credere a ciò che ho davanti, la mia mente si rifiuta di spiegarlo. Forse sto impazzendo, ma so bene quello che vedo: una me che non sono io.

Poi, fa qualcosa di impossibile.

Inspira con delicatezza e addolcisce i lineamenti, fissandomi come un predatore guarda la sua preda, con una sorta di distaccata compassione.

Io non ho inspirato dolcemente. Il mio respiro è affannato, il mio cuore sta impazzendo. Lei no, al contrario mi osserva con una tranquillità  disarmante, è un immagine inquietante.

La superficie dello specchio vibra appena, ondeggia, come all’increspatura dell’acqua mossa da una brezza leggera. Il riflesso si avvicina con un movimento lento, misurato, mentre io resto immobile, incapace di reagire o di prendere una qualsiasi decisione ed è in quel preciso momento che succede, che mi parla.

Le sue labbra si muovono, incorniciate da un sorrisetto beffardo e sinistro.

La sua voce assomiglia alla mia, ma è più profonda, sembra provenire da un luogo lontano, da un punto in cui la mia esistenza ha preso una strada diversa o non dovrebbe esserci.

«Non sei pronta.»

Quelle parole mi spezzano in due. La voce e la vita propria del mio riflesso mi lasciano senza fiato. La mente si annebbia, il mondo intorno a me diventa indistinguibile, tutti i miei sensi si uniscono e si amplificano per questo singolo istante irreale, cercando una spiegazione logica nel minor tempo possibile, ma nulla, vanno in corto circuito.

Non sono pronta… a cosa?

Il riflesso solleva una mano e la porta in avanti, vuole toccare il vetro, vuole toccare me.

Il mio braccio ha un fremito, come se i miei muscoli e i miei nervi stessero rispondendo a un comando che non ho impartito.

La punta delle sue dita sfiora la superficie dello specchio e una barriera invisibile ma apparentemente reale inizia a cedere, a farsi liquida, per permetterle di raggiungermi.

Cosa faccio?

  • Cerco di scappare (0%)
    0
  • Resto pietrificata (100%)
    100
  • Cerco di distruggere lo specchio (0%)
    0
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10 Commenti

  • Ciao, capitolo molto coinvolgente.
    Siamo lì con lei nel bagno. Le descrizioni funzionano, hanno un bel ritmo. Ho letto il commento di keziarika e sono d’accordo con le imprecisioni che segnala. Il fatto è che alla prima lettura non le avevo notate.
    Per quanto mi riguarda è meglio essere coinvolto, anche se la fisica non è corretta, piuttosto che una coerenza scritta male.

    L’unico elemento che non mi ha convinto è la fuliggine fredda al di là dello specchio. Mi ha richiamato troppo il sottosopra di stranger things. Non che sia male in assoluto, solo mi sembra un cliché evitabile.

    Comunque non lasciare troppo allungo la ragazza sola nel bagno, aspetto con impazienza il prossimo capitolo.

  • Ciao, Mica.
    Ora è fatta, il passaggio è avvenuto e non è quello che la protagonista si aspettava. Il bagno orribile dall’altra parte mi ricorda, anche se c’entra poco, Insidious e anche un po’ Pirati dei Caraibi… ma ho una mente strana e faccio strane associazioni 😅
    Ti segnalo un paio di passaggi:
    “L’odore di tomba che oltrepassava dalla porta ora mi penetra fino al fondo dei polmoni, scatenando un riflesso di vomito che non trova nulla da espellere.”
    “Spingo con le gambe contro il pavimento, ma metà del mio corpo è ancora bloccato fuori, le gambe penzolano dal lavandino”…
    La prima frase è un po’ arzigogolata. Forse si poteva semplificare, per esempio: “L’odore di tomba oltrepassa la porta e mi penetra nei polmoni scatenando un conato vuoto.”
    La seconda frase, invece, è poco chiara. Non riesco a immaginare la scena, ovvero, ci riesco in qualche modo, ma devo ricostruirla mentalmente e non è di immediata comprensione: “spingo con le gambe…” e qui ok, tutto bene. Poi però le gambe penzolano dal lavandino e rimarchi il fatto che metà del corpo è fuori. ma se i piedi toccano il pavimento, per forza metà del corpo deve essere fuori e se toccano non possono penzolare… Ho capito cosa intendevi rappresentare, ma, anche qui, avresti potuto semplificare molto, guadagnando anche parecchi caratteri.
    Detto questo, sempre con il massimo rispetto e sempre nell’ottica di una critica costruttiva, trovo il capitolo coinvolgente, il terrore ben esplicitato e l’atmosfera terrea e desolante al punto giusto.
    Aspetto il nuovo episodio e voto la porta d’uscita dall’altra parte, voglio vedere il resto del mondo di là.

    Alla prossima!

  • Questo racconto diventa sempre meglio
    Mi ero perso il terzo capitolo, ma così ho potuto leggerlo tutto d’un fiato.
    Devo farti solo complimenti, specialmente per il momento in cui si empatizza con l’essere che sta fuori dalla porta. Quando risponde esattamente alla domanda, quando dice che lif uori c’è qualcosa, per un istante si vorrebbe aprire la porta e salvarla.

    Inutile dire che non vedo loro che esca il prossimo.

    P.s. che ne pensi della copertina? Rende l’atmosfera della storia?

    • Grazie mille per le belle parole 🥹🥹, sto preparando il prossimo, la settimana è stata piena di impegni e riesco solo oggi a dedicare un po’ di tempo.
      Mi ero chiesta chi avesse inserito l’immagine, la adoro!! È veramente bellissima e rende perfettamente quello che avevo in mente mentre stavo scrivendo 🤩🤩🤩

      Grazie mille

  • Ciao, Mica.
    Capitolo molto Horror, bene.
    Ho votato per cercare di raggiungere il riflesso nello specchio, forse la sua sé intrappolata lì la può aiutare, chissà…
    “La voce cambia, si sdoppia. Insieme al mio tono acuto esplode un secondo suono, una frequenza gutturale, viscerale, che arriva dal profondo portando con se solo oscurità e morte.” Resa perfetta di una voce maligna che arriva da un mondo oscuro, mi è piaciuta molto questa frase, complimenti.
    Il capitolo scorre bene, ho solo due piccolissime riflessioni da fare:
    1) ” raschio via dalla gola con la poca forza che mi resta in corpo.” ho capito cosa intendi e, a volte lo faccio anche io, nel leggere la frase, tuttavia, avrei preferito che tu aggiungessi “le parole” (i caratteri li avevi).
    2) “Lo specchio non rimanda la mia immagine” qui non ho capito se il soggetto è cambiato e, quindi, l’immagine è quella di un’altra persona o se la persona è la stessa ma non segue più le movenze della protagonista.
    Sono cose da poco e magari solo mie fisime, il capitolo mi è piaciuto e sono curiosa di sapere cosa succederà.

    Alla prossima!
    p.s. il racconto merita, fossi in te mi farei un giro tra gli altri racconti. L’interazione è l’anima di questa piattaforma. Non ti chiedo di leggere il mio racconto che, peraltro, è praticamente finito, ma ce ne sono altri, appena cominciati, che varrebbe la pena leggere. Fidati, sono anni che bazzico da queste parti, aiuta molto il confronto. 😉

    • Ciao, mi fa piacere leggere il tuo commento e cercherò di fare tesoro dei suggerimenti, effettivamente quei due punti potevano essere migliorati.
      Farò sicuramente un giro tra le altre storie, non sono molto abituata a lasciare commenti, ma migliorerò, anche perché giustamente è così che funziona.

      Grazie per essere passata a leggermi😉

  • Parli attraverso la porta chiusa.
    Ciao Mica.
    mi piacciono gli horror, perciò, sono passata a leggerti.
    C’è molta propriocezione in questi tre capitoli, forse, mi permetto di fartelo notare, un po’ troppa. Nel senso: mi piace che la protagonista ragioni su di sé, sulle sue sensazioni che, per carità, creano suspence e tensione, ma mi sarebbe piaciuto vedere un po’ più di azione, dinamicità.
    Al di là di questo appunto, che è una mia umile opinione e puoi farne ciò che vuoi, trovo terrificante l’idea di vedere una me aliena allo specchio; ho sempre pensato che gli specchi siano un medium fantastico per trasmettere angoscia in film e racconti dell’orrore, quindi, per quanto mi riguarda, scelta azzeccatissima. Spero che oltre la porta qualcuno o qualcosa crei momenti di puro terrore, che sia patologico (allucinazioni derivanti da malattia o shock di qualche tipo) o soprannaturale, basta che faccia tanta, tanta paura.

    Alla prossima!
    p.s. Bella l’immagine della mano che punta dallo specchio come se fosse acqua, molto vivida.

    • Grazie mille per il messaggio e il tuo parere, aiuta sempre conoscere i punti di vista di chi passa gentilmente a leggere.
      Per me oltretutto è la prima volta con l’horror, non ho mai provato a scrivere nulla di questo genere e soprattutto con la modalità di questo sito, quindi un doppio grazie per il tuo messaggio, mi metto subito a preparare il prossimo capitolo, sperando che piaccia😉.

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