Dove eravamo rimasti?
Oltre la serratura
Il panico mi serra la gola dolente.
Mi giro lentamente senza fare rumore, spinta da un solo istinto primordiale: nascondermi, sparire, salvarmi da qualsiasi cosa stia succedendo, da chiunque sia oltre questa stanza.
Allungo la mano verso la porta e, con una lentezza esasperante per evitare ogni scatto rumoroso, la chiudo, girando la chiave. Far scattare la serratura senza fare rumore è una tortura, il piccolo perno metallico emette un clack che nel silenzio immobile del mattino suona come un’esplosione… o almeno è così che lo percepiscono le mie orecchie.
Trattengo il respiro e mi appoggio alla porta di legno, schiacciandovi la schiena, mentre il cuore batte così forte nel petto da farmi vibrare le costole.
I passi nel corridoio si fermano d’un tratto.
Il silenzio che segue è assoluto, assordante. Non ricordo di averne mai provato uno simile, un’assenza totale di tutto. Non si sente più il traffico in strada, non si avverte il ronzio del frigorifero in cucina. Percepisco solo il mio respiro corto e affannato e quel punto raggelato sulla guancia, una piaga invisibile di freddo che continua a bruciare sotto la pelle.
Poi, i passi riprendono lenti e cadenzati. È un suono pesante di suole che strisciano sul pavimento, li sento, ne percepisco la direzione. Si stanno avvicinando alla porta che mi separa dal resto dell’appartamento, vengono verso di me. Uno, due, tre passi. Pochi, ma sembrano infiniti, finché non si fermano esattamente al di là del legno.
Mi mordo il labbro fino a sentire il sapore metallico del sangue per non urlare. Non posso credere che stia succedendo a me, solo un sottile strato di legno mi separa da ciò che c’è oltre. L’aria nel bagno si fa viziata; i profumi dei saponi e delle candele si mischiano, creando un mix nauseante.
Con la coda dell’occhio guardo lo specchio senza staccarmi dalla porta, illudendomi che con il mio peso addosso possa rimanere chiusa per sempre. La parola «RICORDATI» sta lentamente svanendo insieme alla condensa, sfumando nel nulla, ma la domanda mi rimbomba in testa come un mantra distorto.
Ricordare cosa?
Un’ombra scura taglia la sottile fessura di luce sotto la porta, chiunque sia lì fuori, è in piedi a pochi centimetri da me.
Accade tutto in un secondo, talmente in fretta da farmi sobbalzare. Porto d’istinto una mano alla bocca per impedire all’urlo di uscire, ma le lacrime non hanno la stessa freno e iniziano a rigarmi il viso, tra un respiro e l’altro filtrato dalle dita.
La maniglia si abbassa lentamente di pochi millimetri, poi del tutto, fino a fine corsa. Qualcuno da fuori sta cercando di aprire, vuole entrare e raggiungermi. Ma la serratura tiene; la maniglia scatta verso l’alto, poi viene premuta di nuovo, con più decisione, poi ancora e ancora e ancora. Un ritmo metodico, snervante ma senza scuotere la porta, solo la maniglia che sale e scende sempre più veloce.
Nessuno parla, nessuno bussa, si limita a tentare di aprire con insistenza. Io resto immobile, raggomitolata contro la parte bassa della porta, con le mani sulle orecchie per non sentire, gli occhi sigillati per non rischiare di vedere e la gola sempre più stretta che impedisce ad ogni forma di suono di uscire da me.
Poi, la maniglia si arresta.
Tutto piomba di nuovo nel silenzio.
Dall’altra parte ora si sente un respiro affannato, profondo, identico al mio e subito dopo, una voce filtra direttamente dal legno vicino al mio orecchio. È la mia voce spezzata, piangente, terrorizzata esattamente come sarebbe se riuscisse ad uscire da me in questo momento.
«Apri… ti prego… c’è qualcosa con me qui fuori…»
Resto bloccata in un cortocircuito mentale. Quella che parla dall’altra parte sembro io, sono io disperata e in pericolo, esattamente come mi sento. Ma se quella fuori è la vera me… come posso essere qui in bagno? E chi o cosa mi sta guardando dallo specchio?
Cosa faccio ora?
- Ignoro la porta e mi dedico allo specchio (0%)
- Parlo attraverso la porta chiusa (100%)
- Apro la porta di scatto (0%)

25/09/2026 at 09:36
Ciao, capitolo molto coinvolgente.
Siamo lì con lei nel bagno. Le descrizioni funzionano, hanno un bel ritmo. Ho letto il commento di keziarika e sono d’accordo con le imprecisioni che segnala. Il fatto è che alla prima lettura non le avevo notate.
Per quanto mi riguarda è meglio essere coinvolto, anche se la fisica non è corretta, piuttosto che una coerenza scritta male.
L’unico elemento che non mi ha convinto è la fuliggine fredda al di là dello specchio. Mi ha richiamato troppo il sottosopra di stranger things. Non che sia male in assoluto, solo mi sembra un cliché evitabile.
Comunque non lasciare troppo allungo la ragazza sola nel bagno, aspetto con impazienza il prossimo capitolo.
22/09/2026 at 09:44
Ciao, Mica.
Ora è fatta, il passaggio è avvenuto e non è quello che la protagonista si aspettava. Il bagno orribile dall’altra parte mi ricorda, anche se c’entra poco, Insidious e anche un po’ Pirati dei Caraibi… ma ho una mente strana e faccio strane associazioni 😅
Ti segnalo un paio di passaggi:
“L’odore di tomba che oltrepassava dalla porta ora mi penetra fino al fondo dei polmoni, scatenando un riflesso di vomito che non trova nulla da espellere.”
“Spingo con le gambe contro il pavimento, ma metà del mio corpo è ancora bloccato fuori, le gambe penzolano dal lavandino”…
La prima frase è un po’ arzigogolata. Forse si poteva semplificare, per esempio: “L’odore di tomba oltrepassa la porta e mi penetra nei polmoni scatenando un conato vuoto.”
La seconda frase, invece, è poco chiara. Non riesco a immaginare la scena, ovvero, ci riesco in qualche modo, ma devo ricostruirla mentalmente e non è di immediata comprensione: “spingo con le gambe…” e qui ok, tutto bene. Poi però le gambe penzolano dal lavandino e rimarchi il fatto che metà del corpo è fuori. ma se i piedi toccano il pavimento, per forza metà del corpo deve essere fuori e se toccano non possono penzolare… Ho capito cosa intendevi rappresentare, ma, anche qui, avresti potuto semplificare molto, guadagnando anche parecchi caratteri.
Detto questo, sempre con il massimo rispetto e sempre nell’ottica di una critica costruttiva, trovo il capitolo coinvolgente, il terrore ben esplicitato e l’atmosfera terrea e desolante al punto giusto.
Aspetto il nuovo episodio e voto la porta d’uscita dall’altra parte, voglio vedere il resto del mondo di là.
Alla prossima!
19/09/2026 at 08:10
Questo racconto diventa sempre meglio
Mi ero perso il terzo capitolo, ma così ho potuto leggerlo tutto d’un fiato.
Devo farti solo complimenti, specialmente per il momento in cui si empatizza con l’essere che sta fuori dalla porta. Quando risponde esattamente alla domanda, quando dice che lif uori c’è qualcosa, per un istante si vorrebbe aprire la porta e salvarla.
Inutile dire che non vedo loro che esca il prossimo.
P.s. che ne pensi della copertina? Rende l’atmosfera della storia?
19/09/2026 at 15:06
Grazie mille per le belle parole 🥹🥹, sto preparando il prossimo, la settimana è stata piena di impegni e riesco solo oggi a dedicare un po’ di tempo.
Mi ero chiesta chi avesse inserito l’immagine, la adoro!! È veramente bellissima e rende perfettamente quello che avevo in mente mentre stavo scrivendo 🤩🤩🤩
Grazie mille
15/09/2026 at 09:12
Ciao, Mica.
Capitolo molto Horror, bene.
Ho votato per cercare di raggiungere il riflesso nello specchio, forse la sua sé intrappolata lì la può aiutare, chissà…
“La voce cambia, si sdoppia. Insieme al mio tono acuto esplode un secondo suono, una frequenza gutturale, viscerale, che arriva dal profondo portando con se solo oscurità e morte.” Resa perfetta di una voce maligna che arriva da un mondo oscuro, mi è piaciuta molto questa frase, complimenti.
Il capitolo scorre bene, ho solo due piccolissime riflessioni da fare:
1) ” raschio via dalla gola con la poca forza che mi resta in corpo.” ho capito cosa intendi e, a volte lo faccio anche io, nel leggere la frase, tuttavia, avrei preferito che tu aggiungessi “le parole” (i caratteri li avevi).
2) “Lo specchio non rimanda la mia immagine” qui non ho capito se il soggetto è cambiato e, quindi, l’immagine è quella di un’altra persona o se la persona è la stessa ma non segue più le movenze della protagonista.
Sono cose da poco e magari solo mie fisime, il capitolo mi è piaciuto e sono curiosa di sapere cosa succederà.
Alla prossima!
p.s. il racconto merita, fossi in te mi farei un giro tra gli altri racconti. L’interazione è l’anima di questa piattaforma. Non ti chiedo di leggere il mio racconto che, peraltro, è praticamente finito, ma ce ne sono altri, appena cominciati, che varrebbe la pena leggere. Fidati, sono anni che bazzico da queste parti, aiuta molto il confronto. 😉
19/09/2026 at 15:03
Ciao, mi fa piacere leggere il tuo commento e cercherò di fare tesoro dei suggerimenti, effettivamente quei due punti potevano essere migliorati.
Farò sicuramente un giro tra le altre storie, non sono molto abituata a lasciare commenti, ma migliorerò, anche perché giustamente è così che funziona.
Grazie per essere passata a leggermi😉
11/09/2026 at 14:57
Parli attraverso la porta chiusa.
Ciao Mica.
mi piacciono gli horror, perciò, sono passata a leggerti.
C’è molta propriocezione in questi tre capitoli, forse, mi permetto di fartelo notare, un po’ troppa. Nel senso: mi piace che la protagonista ragioni su di sé, sulle sue sensazioni che, per carità, creano suspence e tensione, ma mi sarebbe piaciuto vedere un po’ più di azione, dinamicità.
Al di là di questo appunto, che è una mia umile opinione e puoi farne ciò che vuoi, trovo terrificante l’idea di vedere una me aliena allo specchio; ho sempre pensato che gli specchi siano un medium fantastico per trasmettere angoscia in film e racconti dell’orrore, quindi, per quanto mi riguarda, scelta azzeccatissima. Spero che oltre la porta qualcuno o qualcosa crei momenti di puro terrore, che sia patologico (allucinazioni derivanti da malattia o shock di qualche tipo) o soprannaturale, basta che faccia tanta, tanta paura.
Alla prossima!
p.s. Bella l’immagine della mano che punta dallo specchio come se fosse acqua, molto vivida.
12/09/2026 at 11:50
Grazie mille per il messaggio e il tuo parere, aiuta sempre conoscere i punti di vista di chi passa gentilmente a leggere.
Per me oltretutto è la prima volta con l’horror, non ho mai provato a scrivere nulla di questo genere e soprattutto con la modalità di questo sito, quindi un doppio grazie per il tuo messaggio, mi metto subito a preparare il prossimo capitolo, sperando che piaccia😉.
07/09/2026 at 22:21
Bellissimo incipit, molto teso e concitato.
Ora ho paura a guardare lo specchio del bagno. Speravo che nessuno scriva frasi al contrario dall’altra parte dello specchio. Nel dubbio, mi chiudo dentro.
07/09/2026 at 22:40
Sinceramentea anch’io lo guardo con un po’ du paura 😂