Loro

Dove eravamo rimasti?

Che succede ora? Mario viene "travolto" dalla vicenda narrata (100%)

Il “libercolo”

Una volta a casa Mario si buttò nella lettura del testo.

All’inizio l’italiano un po’ scorbutico di inizio ‘600 e le parti mancanti o incoerenti ebbero il potere di confonderlo, ma poi, entrando pian piano, nella storia, o meglio nelle storie, ché due erano le vicende narrate, abilmente intrecciate dall’autore… andò ancora peggio.

Erano le dieci di sera, e l’uomo aveva già saltato la cena, sostituita da una mela e una birra.

– Tuo padre fa sempre così quando si fissa – lamentava Rosetta con Palmira al telefono. – Te lo passo? Magari riesci a distrarlo un momento.

– No, non ci provare, so com’è. Ma che sta studiando?

– Mah!, il regalo di un amico inglese, un racconto scritto quattro secoli fa.

– Uh, davvero? Cavolo!, figo! Dai lascialo stare. Vedrai che quando avrà fame davvero… scherzo! Domani vengo, sono curiosissima.

– Ok, farò la brava. Che pazienza che ci vuole!

Riattaccato il telefono Rosetta sistemò Isabella nel lettino che già dormiva, e pensò di andarsene subito a letto. Prima però volle salutare con un bacio suo marito.

– Non fare tardi, e se hai bisogno… – sussurrò sulla porta, uscendo dallo studio; e pochi minuti dopo si addormentò con la luce accesa, e un “Maigret Si Diverte” aperto sul petto.

Quando al mattino la piccola la svegliò uggiolando come un cucciolo, Mario era accanto a lei. Il pover’uomo era sveglio, e aveva gli occhi gonfi.

– Ehi, tutto bene? – chiese Rosetta senza farsi illusioni. Ma la risposta fu: 

– La bimba… la senti?

– Certo che sì – disse lei uscendo dal letto. Prese la piccola, la baciò, e poi guardò ancora, sconsolata, suo marito.

– …la Bick, non lo accetterà mai! – sibilò Mario.

– La Bick? E come fai a saperlo? 

– …ma sì, è per via dei costumi, e delle scene.

– Ah, ho capito; la brava produttrice dirà: drammi in costume no!, costano troppo.

– Esatto. E poi, confesso, anche io non sono convinto. Non ci ho capito niente.

– Come niente? Cosa non hai capito, la lingua, la storia..?

– No, la verità è che più leggo e più mi convinco che Gerson mi nasconde qualcosa. Credimi, è così: nulla si fa per nulla.

Poco dopo Palmi, informata dalla madre, ma solo in parte, dello stato dei lavori in corso arrivò preparata, e subito propose a suo padre la soluzione al problema della Bick.

– …e tu allora, fanne un dramma moderno; scaraventalo ai nostri giorni, e lei non potrà che dire sì. Oppure no; oggi le scene si possono realizzare in grafica; metti là un po’ di elettronica e passi da Marte al Colosseo in un momento. E per i costumi qualcosa si può sempre inventare.

Mario subito scosse il capoccione, ma non parlò. Era un buon segno?

– Mi dici qualcosa? Ti va? – cinguettò la furba, per non dargli il tempo di pensare, e solidificare la sua pessimistica convinzione.

Mario le fece una piccola carezza. Lei, gattona, chiuse gli occhi per un secondo, poi li sgranò, per fissare i suoi.

– Niente elettronica, non mi piace – disse lui tra il serio e il faceto. – Aiutami, perché sto perdendo colpi; ma non parlarmi più di Marte.

– Ok capitano, giurin giuretto! – disse lei. – Sebastiano ed io siamo pronti!

Quando più tardi il nostro eroe riaccese il telefono trovò delle chiamate perse, tra cui quella di Mike Gerson.

– Buongiorno Mike – esordì richiamandolo.

– Buongiorno, hai letto qualcosa?

– Uh, sì – disse vago – Il tuo amico anonimo del seicento ci sapeva fare!

– E dunque ti è piaciuto. Bene. Vieni da me in albergo, così ne parliamo. E poi… ho una sorpresa.

– Un’altra?

– Sì, vieni subito, ché io devo ripartire.

Mario si vestì e uscì di fretta incurante delle proteste di Rosetta. Aveva mal di testa, ma non poteva fermarsi. Ormai voleva il libro, e Mike forse era pronto a lasciarglielo.

– Eccolo qua – disse in effetti l’inglese mostrandolo. – È tuo, te lo affido.

– Era questa la sorpresa? – chiese Mario, eccitato.

– No, non questa. Guarda qui.

Poggiato su un mobile c’era un tubo di cartone. Mike ne estrasse una piccola tela.

C’era raffigurata una donna, una dama a mezzo busto seduta in camera da letto, come osservata dallo specchio di un tavolo da toeletta. Aveva il seno nudo e l’espressione triste. Da un dito della sua mano sinistra s’andava sfilando quasi a cadere un anello con pietra. Con l’altra mano si sfiorava un capezzolo. 

– L’originale, un olio su tavola del XVII secolo, è in una collezione privata – spiegò Gerson. 

– Uhm, privata-privata?

– Privata! È enigmatico vero?

– Sì, almeno quanto questo prezioso libercolo – ironizzò Mario.

– Uhm, attento a dirlo. Guarda adesso!

Mike a quel punto girò la tela, e la mise capovolta davanti a uno specchio.

Dal fondale che prima era sembrato solo un trionfo di arredi e velluti damascati emergeva un’altra figura di donna. Era molto giovane, quasi una bambina; sul suo petto troneggiava la mestizia di una rosa rossa appassita, mentre il collo era cinto, costretto da una catena.

– Geniale! – esclamò Mario stupefatto. – Il libro e il quadro raccontano forse la stessa storia?

E ora

  • Realtà e romanzo (67%)
    67
  • Testa o croce (33%)
    33
  • MIke, Bick, e strani riscontri (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

54 Commenti

  • ora mi hai messo curiosità con la chiave e il basilico e sono curiosa di capire che ci facesse una nella culla e l’altro tra i profumi di borotalco e meraviglia del piccoletto appena nato.
    Ciao, Fenderman.
    Leggo sempre con piacere ogni tuo capitolo, essendo un ignorante cronica, a volte, fatico a star dietro a tutto, ma mi piace, che devo fare?
    Ti auguro un proseguo di settimana quieto e non troppo piovoso. Qui, ieri, ci ha dato dentro.
    Alla prossima!

  • Ciao fenderman,
    voto la testa…e non so perché. Mi spiego: i racconti son scritti in maniera impeccabile (complimenti), scivolano via che è un piacere. Abilissimo come sei, scriveresti della mensola vuota della mia cucina per cento pagine senza mai annoiare. Però (mia impressione) non mi sento particolarmente coinvolto nelle scelte di fine episodio, somigliano un po’ troppo a delle false piste. Non sai quanto sono combattuto! perché da un lato, a capitolo concluso, dico “ah che bello”; però poi, quando tocca a me decidere che piega prenderà il racconto, sento di non aver troppa voce…in capitolo (ah,ah). Un giusto mix tra il potere decisionale dei lettori e la bravura narrativa degli scrittori (anche un 30%-70%) potrebbe conferire più hype (perché aspettativa suona troppo démodé) per gli episodi a seguire.
    Quisquilie a parte, la storia è molto bella.
    Ciaooo 😉

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️
      P.s.: “aspettativa” mi va benissimo

  • Ciao, sai una cosa? A volte la storia sembra pigra e altre va troppo in fretta, una via di mezzo no? Più vita e amore, e meno sete di potere, no? Mi sa che dobbiamo farcene una ragione, speriamo in Palmi!!!
    Ho votato per il basilico e la chiave, la motivazione è la stessa di Red!!! Buona domenica e alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie del commento.
      Come avevo anticipato nella presentazione questa storia è una mescolanza di cose e di generi diversi, e poi le storie in realtà sono tre, Belle, Chiara e il basilico… 🙂, e dunque ora che vanno a concludersi i tre filoni vanno a convergere, e l’accelerazione è inevitabile.
      Vedremo se riusciremo a tirare le fila definitivamente, dando di ogni fatto una spiegazione credibile. I cerchi si stringono… ahimé, è una condanna!
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Il prossimo è il capitolo 9: direi che è il caso di concentrarci sul basilico e la chiave o non risolveremo il mistero 🙂

    Ciao! Letto tutto di un fiato: la storia va avanti, senza aspettar nessuno, facendo dimenticare figure e poi facendole per caso riaffiorare…
    Chissà se tutto questo ad un certo punto si intersecherà con Palmi…

    Ciao 🙂

  • Ciao Keziarica, grazie del commento.
    Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
    Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
    Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
    Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
    Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Descrizione perfetta dell’atroce fine toccata alla povera Belle. Il chiacchiericcio mi rimanda, per chissà quale associazione di idee, all’odierno guazzabuglio giudiziario e mediatico. Mi pare di rivedere, in una rappresentazione antica, una versione ante litteram della situazione che oggi si crea ogni qualvolta si presenti un mistero insoluto o soluto ma dubbio: voci che si rincorrono, colpevole, innocente… Santa o meretrice? Insomma, la storia si ripete, con altri drammi e altri mezzi, ma rimane il fatto che l’uomo (inteso come genere umano) nei secoli ha dato dimostrazione di poter essere davvero meschino. Voto la tavola, sperando che non ci siano altre aggiunte alle pietanze…

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie del commento.
      Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
      Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
      Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
      Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
      Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
    Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.

    • Ciao, grazie.
      Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
      Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
      Grazie ancora, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • La tavola! Anche se non so cosa possa significare!

    Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
    La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
    Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
      Grazie del commento, a presto!
      🙋‍♂️

  • Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
    Ciao, Fenderman.
    Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
    Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
    Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
    Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉

    Alla prossima!

    • Grazie amica, auguti per la tua salute.
      In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
      Grazie ancora, buon fine settimana.
      🌻🙋‍♂️

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi