Dove eravamo rimasti?
Chiara, che “fortuna” la vita.
MAIL BOX-COM
Da: mario.script@spotmail.com
A: m.gersonantiquity@spotmail.com
Ogg.: book
Dear Mike, ti scrivo per comunicare che una solida intelaiatura della nostra pièce è finalmente pronta. L’emozione è enorme, perché davvero ci siamo. Mia figlia Palmira a cui va gran parte del merito, ed io aspettiamo con ansia di incontrarti. Con amicizia, Mario.
Mario digitò invio, e si abbandonò all’abbraccio discreto della vecchia poltrona di pelle scamosciata.
Il primo capitolo della sua avventura si compiva con quell’atto formale, una mail a quello che cinque mesi prima aveva scelto lui, chissà perché, per indagare su un libro oscuro e un quadro enigmatico; opere bizzarre, che lo avevano subito affascinato.
– Che dirà? – chiese Palmi, in piedi dietro di lui, le sue mani sul petto del padre, gli occhi allo schermo del PC per vedere cosa succedeva. – Papà ce l’abbiamo fatta?
Mario prese la sua mano e baciandola sussurrò:
– Nessuno può mai dirlo veramente; ma quel che è fatto è fatto.., e, dico io, siamo stati bravi. È stato un buon lavoro il nostro, e io sono orgoglioso di te. Ora potrai finalmente pensare solo a Sebastiano. Prenditi tutto il tempo che vuoi, con Mike me la vedo io.
– Tempo? Papà il tempo è finito, non vedi che pancia? Il mio Seb vedrai, nasce domani, lo sento.
– Domani? Ma domani è anche il compleanno di Isabella, il primo! Ma, dico, non vi sarete messe d’accordo!?
– No, giuro. Però sarebbe bello festeggiare lei e lui lo stesso giorno.
– Ah, non lo so… dici?
La risposta di Gerson non si fece attendere. Mario però ne fu deluso, ché subito gli fu chiaro quali fossero le sole cose che voleva sapere: chi, e cosa rappresentava il quadro? E il libro poteva spiegarne il significato? Mario istintivamente decise di essere evasivo. Il suo rapporto con l’inglese cominciava a somigliare a una partita a scacchi. D’altronde s’era accorto di non conoscerlo abbastanza, e studiarlo un po’ non gli sembrava una cattiva idea.
– Palmi ed io abbiamo ipotizzato che la figura nascosta, la bambina con la rosa appassita, sia antecedente a quella principale della dama alla toeletta. Le due donne, come si evince dal libro, hanno vissuto un’esistenza similmente condizionata dai costumi dell’epoca, anche se in tempi diversi, e in verso opposto.
– Ma che vuol dire? – chiese Mike.
– Beh, c’è una parola poco in voga a quel tempo, e abusata oggi, che spiega tutto: Amore. Vedi, noi abbiamo studiato…
– Ma chi sono le donne, lo avete capito? Dammi dei nomi.
– Uh, certo, li potrai scoprire da te quando verrai alla prima del mio spettacolo.
– Uh, verrò, certo, ma rivendico il diritto di leggere il testo prima… e che cos’è tutta questa, come si dice… reticenza?
Mario finse di non capire.
– Sappi che noi non abbiamo inventato nulla. – disse serio. – Il dramma narra soltanto la costruzione e/o la distruzione dell’amore. E in quanto ai nomi, quelli veri li teniamo per noi. Il resto, quello che conta, sono le passioni e i sentimenti; i valori universali: umanità, amore e disprezzo, fortuna e maledizione.
– Uhm, sì certo, teatro!, la sola cosa che ti preme.
– Se vuoi. Però il teatro a volte incontra la vita, e quella non la puoi cambiare, non quattro, cinque, dieci secoli troppo tardi.
*
Regno di Sicilia, in un anno imprecisato della seconda metà del XIV° secolo.
Bartolomeo Monforte, ricchissimo signore detentore di un grande potere feudale coevo di quello dei regnanti spagnoli, inviso a quelli, eppur tollerato per opportunismo, riceveva nel suo castello per discutere di governo i baroni delle province, uomini dall’atteggiamento ondivago, variamente compreso tra patriottismo e convenienza.
Il tema era l’idea di un’alleanza strategica con il re di Napoli, un ragazzino di tredici anni, scalzato ed esiliato da un Papa ostile che lo aveva sostituito con un altro a lui più gradito.
– Noi tutti, amici, – disse Bartolomeo – abbiamo un fine, un desiderio, e, oggi, una possibilità. Un legittimo erede a Napoli esiste, ma è debole, esiliato, e ancora troppo giovane per regnare. Ebbene, non vi pare questa un’ottima occasione per fare una scommessa vincente? Col vostro benevolo consenso noi consideriamo di sostenere quel re derubato perché vinca quella che sarà la sua e anche la nostra battaglia.
Noi forniremo armi, uomini e denaro, e… non ultima, una moglie. Sì, amici, una moglie, un pegno, e una testimonianza di lealtà. Nostra figlia Chiara, che sappiamo essere gradita, è pronta a partire. Ella assicurerà a lui, ne siamo certi, una degna discendenza, e a noi, tutti noi, d’esser con Napoli e il suo regno una cosa sola.
Dunque ecco la scommessa: investire oggi per assicurarci poi, domani, un’alleanza forte che ci permetterà di scacciare per sempre gli spagnoli dalla nostra amata terra di Sicilia.
A pochi passi da quelle stanze, nel petto di Chiara, un piccolo cuore di dodicenne batteva all’impazzata. Il suo destino di ostaggio e fattrice s’andava compiendo; eppure la fiammella di un possibile amore già la riscaldava.
E ora
- ...sì, va bene il dramma, ma della nascita di Sebastiano, ne vogliamo parlare? (0%)
- Facciamo un salto di più di cent'anni (60%)
- Il dramma teatrale continua con Chiara (40%)

13/10/2026 at 08:43
Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.
13/10/2026 at 14:19
Ciao, grazie.
Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
Grazie ancora, ciaooo
🙋♂️🌻
12/10/2026 at 22:27
La tavola! Anche se non so cosa possa significare!
Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^
Ciao 🙂
13/10/2026 at 00:21
Ciao Red, grazie.
Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
Grazie del commento, a presto!
🙋♂️
09/10/2026 at 10:33
Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
Ciao, Fenderman.
Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉
Alla prossima!
09/10/2026 at 17:18
Grazie amica, auguti per la tua salute.
In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
Grazie ancora, buon fine settimana.
🌻🙋♂️