Loro

Dove eravamo rimasti?

E ora: Trame, segno di un'epoca (67%)

L’attesa

Belle Dubois, favorita del re, da lui promossa a duchessa di Beaumont, aveva un pregio e un difetto: sapeva amare e… tradire.

Conosciuto che ebbe re Enrico non ebbe esitazioni, lasciò l’amato Paul Grève, conte di Melasson, e si dette anima e corpo a lui; anche se negli anni che seguirono, pure tradì il re, ripetutamente, con il conte, e il conte ancora con il re.

In quel ménage à trois, tuttavia, non c’era animosità, e nemmeno gelosia. I protagonisti erano praticanti avidi e consapevoli di quell’amore cieco, ladro e bambino nel quale è riposta la consolazione di chi è perennemente in bilico, di chi è oppresso da un soverchiante destino.

Belle ebbe presto assegnato un appartamento nel castello di Fontainebleau, residenza reale non lontana, ma nemmeno troppo vicina al Louvre e a Parigi.

L’antico maniero, già trasformato nella reggia che tanti anni prima Leonardo da Vinci definì la “Nuova Roma”, per volontà di Enrico cresceva ancora, grazie al contributo dei migliori professionisti: architetti, scultori e pittori francesi e italiani.

Belle la viveva tutta, con eccitazione, ma senza esporsi troppo; e intanto studiava da regina. Sognava l’anello e il trono, anche se Enrico preso da mille cose, prendeva tempo.

– Verrà il giorno – diceva lui – ma ora è complicato. 

– Vostra moglie si oppone ancora? – incalzava lei.

– La baldracca? No, non più. Sta bene dove sta.

Re Enrico aveva una moglie ripudiata ed esiliata; una donna dai costumi non confacenti a una regina. “Il grembo più accogliente di Francia”, per chi la conosceva bene.

– Lei vuole il divorzio quanto noi, ma un Papa ostile, servo dei Medici e delle loro banche, ci ostacola, e vuole scegliere per noi. 

– Devo, ahimé, disperare, mio sire? A palazzo già si parla di giovani nobili ambiziose.

– Chi? l’infanta di Spagna, una donnetta pallida e scialba? Oppure quelle principesse di Germania racchie impossibili? No, il Papa è un ragioniere, e vuole che sposiamo una Medici.

– Chi?

– Sai chi, non è un mistero. La vacca, quella ignobile offesa alla razza umana, più larga che alta, che ci costerebbe il rifacimento di tutte le porte del castello.

– Ah, bene – rise Belle. – Allora non vi resto che io.

– Tu, Belle, sei il fine, e tu sei il problema. Tutti sanno che ottenendo il divorzio re Enrico sposerebbe te; ed è per questo che Clemente, a dispetto del nome, si oppone.

– E io dunque sarei la cagione dei sospiri di un re e dei peccati di un Papa? Perché? Io sono una duchessa cattolica. E poi… sono francese!

– Ingenua; non è questo. Il vero è che l’amore ci è precluso. I soldati, i contadini, perfino i preti possono amare; e noi no…

– E, però? Sento che state per dirlo.

– E però… vinceremo. Io sono il re di Francia, diamine! E tu, cadesse il mondo, sarai la mia regina.

CHIARA

Palmi, tornata presto a casa con Sebastiano, era stanca e felice. Si godeva l’amore di Carlo, e l’affetto e i sorrisi di chi aveva accanto, e intanto imparava a essere madre.

Rileggeva a tempo perso il copione scritto da suo padre e ogni tanto si perdeva.

– Papà, ma davvero Chiara e Giuseppe non consumarono mai?

– Certo, la storia dice questo; e noi dobbiamo crederlo, vista la loro età. E poi la madre di lui era un vero cane da guardia, una suocera senza scrupoli che li volle di nuovo subito separati dopo il matrimonio.

– Povera Chiara, che destino. Nata per vivere in cattività. Una regina bambina incatenata, costretta fra gli ingranaggi di un meccanismo odioso, che voleva l’amore suo sciuparsi, e disperdersi come sangue sul campo di battaglia. Perché fu così che andò, vero?

– Sì, tesoro mio, lo sai già. Lei non ebbe fortuna.

Chiara, rannicchiata nel letto a baldacchino troppo grande, penava, inseguendo il fantasma di un sogno già svanito. Era moglie del re di Napoli da due anni, e una volta sola, di nascosto, e per cinque minuti, aveva potuto incontrarlo. Cinque piccolissimi minuti, e un milione di baci. Un milione di dolci dardi inflitti nel cuore, e cicatrici indelebili.

Andava tutto male, anche la guerra per la successione al trono; e in Maria di Sannio, sua suocera, montava la rabbia contro di lei e suo padre.

Poi un giorno la notizia più brutta, quando era in giardino e coglieva fiori. Ascoltando il messo che veniva a lei da lontano cadde; e una rosa, pietosamente, con le spine le restò aggrappata al petto.

– Poverina – disse Palmi. – Trovo tutto questo così ingiusto. 

– Sì, ti capisco. È perché sei madre, adesso.

– Forse. Io, vedi, in tutta questa storia, Gerson e noi, Belle e Chiara, trovo un che di immorale.

– Immorale? Giusto, magnifico, sei ispirata! Senti il profumo stanco di quella rosa?

– Certo!, come no. Tu hai voglia di scherzare, e io, invece, di riposare.

– E allora vado; ti lascio al tuo riposo profumato di basilico…

– Sì, e di bruschetta. Questa piuttosto, l’hai mai vista? – Palmi, tornando a sorridere anche lei debolmente, prese da un cassetto la misteriosa chiave di ferro.

– Uhm, cos’è? Cioè: dove l’hai presa?

– In ospedale.

– Uhm, boh; ma lo sai che anche tu… profumavi di menta?

E ora

  • Il sospetto (67%)
    67
  • L'ultimo atto (33%)
    33
  • La delusione e il dramma (0%)
    0
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54 Commenti

  • ora mi hai messo curiosità con la chiave e il basilico e sono curiosa di capire che ci facesse una nella culla e l’altro tra i profumi di borotalco e meraviglia del piccoletto appena nato.
    Ciao, Fenderman.
    Leggo sempre con piacere ogni tuo capitolo, essendo un ignorante cronica, a volte, fatico a star dietro a tutto, ma mi piace, che devo fare?
    Ti auguro un proseguo di settimana quieto e non troppo piovoso. Qui, ieri, ci ha dato dentro.
    Alla prossima!

  • Ciao fenderman,
    voto la testa…e non so perché. Mi spiego: i racconti son scritti in maniera impeccabile (complimenti), scivolano via che è un piacere. Abilissimo come sei, scriveresti della mensola vuota della mia cucina per cento pagine senza mai annoiare. Però (mia impressione) non mi sento particolarmente coinvolto nelle scelte di fine episodio, somigliano un po’ troppo a delle false piste. Non sai quanto sono combattuto! perché da un lato, a capitolo concluso, dico “ah che bello”; però poi, quando tocca a me decidere che piega prenderà il racconto, sento di non aver troppa voce…in capitolo (ah,ah). Un giusto mix tra il potere decisionale dei lettori e la bravura narrativa degli scrittori (anche un 30%-70%) potrebbe conferire più hype (perché aspettativa suona troppo démodé) per gli episodi a seguire.
    Quisquilie a parte, la storia è molto bella.
    Ciaooo 😉

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️
      P.s.: “aspettativa” mi va benissimo

  • Ciao, sai una cosa? A volte la storia sembra pigra e altre va troppo in fretta, una via di mezzo no? Più vita e amore, e meno sete di potere, no? Mi sa che dobbiamo farcene una ragione, speriamo in Palmi!!!
    Ho votato per il basilico e la chiave, la motivazione è la stessa di Red!!! Buona domenica e alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie del commento.
      Come avevo anticipato nella presentazione questa storia è una mescolanza di cose e di generi diversi, e poi le storie in realtà sono tre, Belle, Chiara e il basilico… 🙂, e dunque ora che vanno a concludersi i tre filoni vanno a convergere, e l’accelerazione è inevitabile.
      Vedremo se riusciremo a tirare le fila definitivamente, dando di ogni fatto una spiegazione credibile. I cerchi si stringono… ahimé, è una condanna!
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Il prossimo è il capitolo 9: direi che è il caso di concentrarci sul basilico e la chiave o non risolveremo il mistero 🙂

    Ciao! Letto tutto di un fiato: la storia va avanti, senza aspettar nessuno, facendo dimenticare figure e poi facendole per caso riaffiorare…
    Chissà se tutto questo ad un certo punto si intersecherà con Palmi…

    Ciao 🙂

  • Ciao Keziarica, grazie del commento.
    Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
    Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
    Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
    Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
    Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Descrizione perfetta dell’atroce fine toccata alla povera Belle. Il chiacchiericcio mi rimanda, per chissà quale associazione di idee, all’odierno guazzabuglio giudiziario e mediatico. Mi pare di rivedere, in una rappresentazione antica, una versione ante litteram della situazione che oggi si crea ogni qualvolta si presenti un mistero insoluto o soluto ma dubbio: voci che si rincorrono, colpevole, innocente… Santa o meretrice? Insomma, la storia si ripete, con altri drammi e altri mezzi, ma rimane il fatto che l’uomo (inteso come genere umano) nei secoli ha dato dimostrazione di poter essere davvero meschino. Voto la tavola, sperando che non ci siano altre aggiunte alle pietanze…

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie del commento.
      Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
      Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
      Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
      Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
      Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
    Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.

    • Ciao, grazie.
      Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
      Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
      Grazie ancora, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • La tavola! Anche se non so cosa possa significare!

    Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
    La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
    Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
      Grazie del commento, a presto!
      🙋‍♂️

  • Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
    Ciao, Fenderman.
    Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
    Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
    Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
    Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉

    Alla prossima!

    • Grazie amica, auguti per la tua salute.
      In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
      Grazie ancora, buon fine settimana.
      🌻🙋‍♂️

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