Scripta manent
– Ti ricordi di Mike Gerson? – chiese Mario a Rosetta.
Erano in tinello; lui, in piedi, sfogliava senza interesse un settimanale di gossip; sua moglie invece seduta al tavolo a forma di fagiolo, imboccava di minestrina la piccola Isabella; l’aria serena, la testa chissà dove.
– Come? – disse distrattamente.
– …Mike Gerson, il mio amico inglese.
– No, sei sicuro che io…
– Ah, è vero, è giusto. Allora eravamo ancora separati. Lo conobbi alla prima di “Vivere con Ofelia”. Eravamo a Firenze, dove lui cercava pezzi per un antiquario di Londra. Era un tipo simpatico; abbiamo fraternizzato, e per un mese ci siamo frequentati quasi tutti i giorni.
– Uh, e poi? – Rosetta adesso, mentre la piccola riprendeva fiato e sputacchiava stelline, sembrava più interessata.
Mario rispose a quell’attenzione frenando; preferiva restare sul vago per non essere investito da una raffica di domande. Posò il giornale, e aggiunse: – E poi niente: ripartimmo. Lui per Londra, e io per Roma. Ci sentimmo per telefono un paio di volte e poi… insomma, adesso sta arrivando, di passaggio a Roma, per i soliti affari.
– Ah, bene. Pensi di incontrarlo?
– Sì, credo; mi ha cercato, e vuole vedermi. Pare che abbia un testo da sottopormi. “Una storia fosca e misteriosa” ha detto. Scritta chissà quando e da chissà chi. È in italiano, e forse per questo a Londra è rimasta nello scaffale di un negozio per troppo tempo. “Non merita l’oblio”, mi ha ripetuto, e siccome ha fiuto, mi ha molto incuriosito. Tu sai com’è il teatro; siamo sempre a caccia di nuovi soggetti.
– …fosca e misteriosa ha detto? Solo questo?
– Sì. Interessante, non ti pare?
– Uhm, te lo dirò quando l’avrò letta. Magari anche Palmi…
– Già, Palmi: nostra figlia mi trascura. Sta sempre appresso a quella famiglia di matti… Stavolta però hai ragione, devo coinvolgerla. Voglio che resti qui in casa un po’ di più. Ora che è incinta deve correre meno, avere cura di sé, e pensare soprattutto al bambino; e non si annoierà, perché ci penserò io a tenerla occupata.
– Hai ragione signor “ricetta perfetta” – disse Rosetta alzandosi. – Ti ricordo tuttavia che tua figlia ha un compagno.
– …un “fidanzato”!
– È lo stesso. Intanto tu comincia col tenere occupata la scimmietta, mentre rassetto.
Isabella aveva sette mesi; il viso rubicondo e le manine completamente ricoperti di minestrina; e Mario era felice mentre l’abbracciava.
Roma, via dei Coronari, due giorni dopo. Piovigginava. Per la prima volta dopo tre mesi, faceva piacere tenere una giacca sulle spalle.
– Ecco: con l’inglese a Roma, puntualissimo il tempo si confà – esclamò, quasi poetando, per ridere, Mario; mentre accompagnava l’amico Mike Gerson a visitare i migliori antiquari della strada.
L’inglese aveva urgenza di concludere qualche affaruccio, prima di potersi dedicare alla cosa per la quale s’era rivolto al suo amico, quello che definiva “autore di teatro e cultore delle miserie e delle virtù del genere umano, vivo o morto; e scritto, letto o recitato che fosse”.
– Mi lusinghi – gli ripeteva Mario, ma quello era sincero, e la sua venuta a Roma lo testimoniava.
– Sono inglese, sì, ma non mi pare d’obbligo per te di parlarmi del tempo. Questa pioggerella, si dice così?.. da noi è normale, e invece qui, quando capita ma ancora nemmeno bagna i sampietrini la gente si affaccia, guarda fuori e chiudendo le persiane dice a qualcuno che non c’è: “Piove, piove!”
– Hai ragione amico mio. Conosci i romani. La pioggia ogni volta ci sorprende; è come l’inizio di un’avventura; e come quella puntualmente ci delude se dura troppo poco, e ci indispone se solo insiste, e ci bagna le scarpe.
La passeggiata dei due si concluse un paio d’ore dopo in piazza Navona dove sotto il grande ombrellone ancora umido di un ristorante arrivarono al dunque.
Gerson cavando di tasca una chiavetta-usb disse:
– Ecco: è tutto qui, scannerizzato per te. L’originale è al sicuro, ma naturalmente resta a tua disposizione.
– Uh, grazie – disse Mario, senza nascondere un filo di delusione. – Ti confesso che mi aspettavo di annusare un po’ di quella carta inchiostrata che ci piace tanto, ma ovvio che hai fatto bene a fare come hai fatto.
– Eh, lo so. Te l’ho detto. Lui è lì e ti aspetta. Questo è solo un… diciamo approccio. Si dice così?
– Uhm, sì; più o meno. Che si sa delle origini?
– Poco. Sicuro inizi del seicento; autore anonimo, e pur tuttavia autorevole perché è in stampa, cosa rimarchevole al tempo. È stato stampato a Venezia, e questo spiega molte cose.
– Che vuoi dire?
– Vedrai che la storia si svolge a Roma, e Roma in quegli anni era Papa e papato, in guerra aperta con Venezia.
– Uhm, alludi alla “Guerra dell’Interdetto”, e a Paolo V?
– Bravo, esattamente. Venezia rivendicava indipendenza giuridica e culturale dalla Chiesa, e la Chiesa rispondeva a modo suo. Dunque il libro va in stampa ma l’autore si protegge con uno pseudonimo; perché i contenuti possono costargli la testa.
– Uno pseudonimo?
– Sì: COSMA GIDES
Che succede ora?
- Gerson si rifà vivo il giorno dopo (0%)
- Mario legge, ma non sa decidersi. (0%)
- Mario viene "travolto" dalla vicenda narrata (100%)

21/10/2026 at 08:33
ora mi hai messo curiosità con la chiave e il basilico e sono curiosa di capire che ci facesse una nella culla e l’altro tra i profumi di borotalco e meraviglia del piccoletto appena nato.
Ciao, Fenderman.
Leggo sempre con piacere ogni tuo capitolo, essendo un ignorante cronica, a volte, fatico a star dietro a tutto, ma mi piace, che devo fare?
Ti auguro un proseguo di settimana quieto e non troppo piovoso. Qui, ieri, ci ha dato dentro.
Alla prossima!
19/10/2026 at 17:35
Ciao fenderman,
voto la testa…e non so perché. Mi spiego: i racconti son scritti in maniera impeccabile (complimenti), scivolano via che è un piacere. Abilissimo come sei, scriveresti della mensola vuota della mia cucina per cento pagine senza mai annoiare. Però (mia impressione) non mi sento particolarmente coinvolto nelle scelte di fine episodio, somigliano un po’ troppo a delle false piste. Non sai quanto sono combattuto! perché da un lato, a capitolo concluso, dico “ah che bello”; però poi, quando tocca a me decidere che piega prenderà il racconto, sento di non aver troppa voce…in capitolo (ah,ah). Un giusto mix tra il potere decisionale dei lettori e la bravura narrativa degli scrittori (anche un 30%-70%) potrebbe conferire più hype (perché aspettativa suona troppo démodé) per gli episodi a seguire.
Quisquilie a parte, la storia è molto bella.
Ciaooo 😉
19/10/2026 at 20:25
Ciao Dean, grazie.🙂
È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
Grazie ancora, a presto!
🙋♂️
19/10/2026 at 20:27
Ciao Dean, grazie.🙂
È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
Grazie ancora, a presto!
🙋♂️
P.s.: “aspettativa” mi va benissimo
18/10/2026 at 10:03
Ciao, sai una cosa? A volte la storia sembra pigra e altre va troppo in fretta, una via di mezzo no? Più vita e amore, e meno sete di potere, no? Mi sa che dobbiamo farcene una ragione, speriamo in Palmi!!!
Ho votato per il basilico e la chiave, la motivazione è la stessa di Red!!! Buona domenica e alla prossima.
18/10/2026 at 13:32
Ciao Isabella, grazie del commento.
Come avevo anticipato nella presentazione questa storia è una mescolanza di cose e di generi diversi, e poi le storie in realtà sono tre, Belle, Chiara e il basilico… 🙂, e dunque ora che vanno a concludersi i tre filoni vanno a convergere, e l’accelerazione è inevitabile.
Vedremo se riusciremo a tirare le fila definitivamente, dando di ogni fatto una spiegazione credibile. I cerchi si stringono… ahimé, è una condanna!
Ciaooo
🙋♂️🌻
18/10/2026 at 00:48
Il prossimo è il capitolo 9: direi che è il caso di concentrarci sul basilico e la chiave o non risolveremo il mistero 🙂
Ciao! Letto tutto di un fiato: la storia va avanti, senza aspettar nessuno, facendo dimenticare figure e poi facendole per caso riaffiorare…
Chissà se tutto questo ad un certo punto si intersecherà con Palmi…
Ciao 🙂
18/10/2026 at 13:38
Ciao Red, grazie.
Si va a concludere, si deve stringere, come si dice: “tirare le somme” senza, possibilmente deludere.
Ciaoooo
🙋♂️
15/10/2026 at 00:06
Ciao Keziarica, grazie del commento.
Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
Ciaooo
🙋♂️🌻
14/10/2026 at 09:03
Ciao, Fenderman.
Descrizione perfetta dell’atroce fine toccata alla povera Belle. Il chiacchiericcio mi rimanda, per chissà quale associazione di idee, all’odierno guazzabuglio giudiziario e mediatico. Mi pare di rivedere, in una rappresentazione antica, una versione ante litteram della situazione che oggi si crea ogni qualvolta si presenti un mistero insoluto o soluto ma dubbio: voci che si rincorrono, colpevole, innocente… Santa o meretrice? Insomma, la storia si ripete, con altri drammi e altri mezzi, ma rimane il fatto che l’uomo (inteso come genere umano) nei secoli ha dato dimostrazione di poter essere davvero meschino. Voto la tavola, sperando che non ci siano altre aggiunte alle pietanze…
Alla prossima!
18/10/2026 at 13:39
Ciao Keziarica, grazie del commento.
Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
Ciaooo
🙋♂️🌻
13/10/2026 at 08:43
Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.
13/10/2026 at 14:19
Ciao, grazie.
Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
Grazie ancora, ciaooo
🙋♂️🌻
12/10/2026 at 22:27
La tavola! Anche se non so cosa possa significare!
Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^
Ciao 🙂
13/10/2026 at 00:21
Ciao Red, grazie.
Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
Grazie del commento, a presto!
🙋♂️
09/10/2026 at 10:33
Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
Ciao, Fenderman.
Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉
Alla prossima!
09/10/2026 at 17:18
Grazie amica, auguti per la tua salute.
In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
Grazie ancora, buon fine settimana.
🌻🙋♂️