Uno spiacevole incidente
Il giorno in cui Nick venne informato di quello spiacevole incidente, nello studio oncologico di un certo dottor…ma questo non è importante; Nick, il cui nome è pure inutile mettere per esteso, provò il forte impulso di ridere sotto i suoi lucidi baffoni rossi a maniglione. Anzi si contenne, corrucciando il volto in una maschera di formale contrizione, quasi a dover mostrare un profondo dispiacere verso una morte che non aveva niente a che fare con lui. Situazioni del genere le conosciamo e anche questa non fa eccezione; così, anziché rischiare di annoiare con secchi e sterili botta e risposta che tanto sono noti a noi quanto agli oncologi fin dal solenne giuramento sui quei loro breviari di medicina, raccoglieremo dunque qualche parola in maniera da simulare anche noi (che non ce ne importa chissà quanto) come la sorniona faccia con i maniglioni, impegnata nel suo sforzo di tirare giù gli zigomi e inarcare le labbra con una smorfia simile ad un ferro di cavallo curvato all’ingiù, perfino noi, dicevamo, diremo qualche parola di circostanza: è grave? Quanto mi resta? La massa tumorale ricopre una porzione di circa…si trova tra quest’organo qui e quest’altro là. Chemio? Assolutamente no? Assicurazione sanitaria…uhm, dovrei controllare, non ne sono sicuro. Parenti? Nessuno.
Di ritorno al suo appartamento, lungo tutto il tragitto in bus e attraversando a piedi le strette ma ordinate viuzze del quartiere, spostava continuamente lo sguardo dal cielo alla strada e dalla strada al cielo. Si era già al tramonto, ma i palazzi stretti su quelle vie non lasciavano intravedere niente, eccetto timidi bagliori di stelle e una luna quasi piena. Nick si sentì come il primo uomo una settimana prima del lancio, con la certezza di abbandonare quel pianeta e forse non fare più ritorno. A parte il fatto che non sarebbe rimasto lì a fluttuare nello spazio e il suo corpo avrebbe trovato riposo sotto terra, con sopra una lapide a cui sarebbe venuto a far visita il cane che avrebbe acquistato al canile il giorno dopo, gli occhi con i quali misurava gli effetti del progresso umano in quella incredibilmente piccola bolla di tempo che stava per chiudersi, erano gli stessi di quel fortunato astronauta che più di due secoli fa compì uno dei più grandi passi nella storia dell’umanità. E così ogni malato di cancro forse sentiva, proprio come Nick e il famoso cadetto spaziale, quella intima e pure universale gratitudine di aver avuto l’onore di abitare su quel pianeta blu, ora costretti ad abbandonarlo per un viaggio dall’esito quanto mai incerto.
Nick però non era il tipo da arrovellarsi troppo in quelle giravolte metafisiche che tuttavia lo condussero davanti alla porta di casa con la rapidità di un teletrasporto. Neanche si accorse di essere lì, finchè lo scatto della serratura non lo risvegliò definitivamente. Avrebbe avuto bisogno di un cane perché sarebbe stata l’unica anima a vegliare su di lui almeno per un po’. Non ci sarebbe stato il tempo di farlo affezionare al padrone, però avrebbe sempre potuto guidarlo al cimitero per insegnargli qualche semplice abitudine; certo non ne avrebbe pianto la scomparsa, ma almeno sarebbe andato a fargli visita anche solo per andare seppellire i propri bisogni. Recuperò il portatile dal suo studio e si sedette comodo sul divano cercando il canile più vicino. Una volta trovato, entrò nel sito web e selezionò la voce i nostri fidati amici. Apparve un elenco con le fotografie dei cani e accanto una loro breve descrizione. Su mostra altro ti venivano fornite caratteristiche più dettagliate circa la razza, il peso, il numero di vaccini effettuati…Sotto la tendina Chi siamo, Nick puntò il cursore alla ricerca della e-mail (una validissima alternativa alle telefonate che cercava di evitare) e là trovò sotto l’immagine di tre veterinari…ma i suoi occhi erano fissi solamente su quella al centro: dottoressa Allison Jane Darabont. Era bella? Senza dubbio, ma non era quello il problema. E non era solo il fatto che era una conoscenza di vecchia, anzi di vecchissima, data del nostro Nick, il quale ora aveva ingrandito l’immagine del 200%. Nessun errore, era proprio lei: bionda compagna di banco Allison J. Darabont, malata terminale di cancro al cervello, scomparsa della vita di Nick il secondo semestre del terzo anno di liceo, era lì davanti a lui, sorridente e…viva!
Cosa deciderà di fare Nick?
- Chiede all'Intelligenza Artificiale. (0%)
- Scrive un'e-mail all'oncologo per capire se esiste un'alternativa valida in grado di debellare il cancro. (0%)
- Si reca l'indomani dal veterinario e chiede informazioni sulla dottoressa Darabont. (100%)

17/10/2026 at 12:10
Ancora non ho capito cos’hanno fatto esattamente per toglierle il cancro, prima di “farla ballare”, ma visto che siamo al capitolo 3, inizierei con un’indagine!
Ciao! Non starai pubblicando troppo velocemente? Così non dai il tempo agli altri di leggere e votare. So che uno ha una gran voglia di scrivere ma se bisogna stare al gioco, bisogna anche dare il tempo di votare. Io pubblico una volta a settimana, il sito propone due o tre giorni, altri fanno ogni due. Trova il tuo tempo, ovviamente.
Il capitolo scorre molto più leggero dei precedenti, c’è ancora qualche possibilità di miglioramento ma stai andando bene. Ad esempio quando si passa dal racconto del padre al momento in cui lei apre il tablet c’è un momento di “defaince” in cui il lettore non riesce a capire quando è avvenuto il cambio scena.
Continua così 🙂
Ciao 🙂
18/10/2026 at 16:32
Ciao Red,
sai che avevo avuto anch’io qualche dubbio sul cambio scena? Però avevo paura di fare una digressione troppo lunga, quindi l’ho lasciato così…se non altro per metterci una toppa. Concordo sul numero di pubblicazioni, una a settimana mi sembra una frequenza ragionevole. E si, avevo fretta di scrivere, anche perché primi due episodi giravano un po’ a vuoto.
Alla prossima 😉
17/10/2026 at 09:16
Ciao Dean,
Ti dico subito he stai correndo forse troppo a pubblicare. Lascia qualche giorno tra un cap e l’altro, dai tempo ai lettori di trovarti.
E poi se corri troppo e non fai revisioni accurate ti può capitare di incorrere in un capitolo con parecchie incertezze e imprecisioni come qui al secondo. Il terzo invece è molto buono a mio parere, si vede che entrando nel vero tema del racconto ti sei ritrovato a tuo agio.
Io credo che Nick abboccherà, ha un cancro e vuole guarire, tutto il resto è niente per lui.
Alla prossima.
P.s.: consiglio obbligatorio ai nuovi: questa è una comunità, e se vuoi che gli altri ti riconoscano e ti leggano affacciati sui loro racconti e commentali. Ciaooo
🙋♂️
18/10/2026 at 16:25
Ciao fenderman,
per quanto riguarda il numero di pubblicazioni stavo solamente seguendo quanto riportato sul sito che, se non sbaglio, ne suggerisce 2 o 3 a settimana. Comunque sia, grazie mille della dritta, se ne bastano di meno tanto di guadagnato, posso metterci se non altro più cura.
Totalmente d’accordo con te sul resto.
A presto!
16/10/2026 at 23:29
assumerà un ruolo centrale!
Ciao! Eccomi qua! Ho letto ed è molto interessante come hai sviluppato i primi due capitoli. Come dice Federman qui sotto, i lunghi periodi causano ansia e c’è bisogno di aggiungere un po’ di spazio. Io lo faccio aggiungendo i pensieri del protagonista, oltre che con i dialoghi. Un’altra tecnica è di fare periodi più corti.
Sia come sia, a me sta piacendo e continuerò a seguirti ^_^
Ciao 🙂
17/10/2026 at 02:57
Ciao Red,
grazie mille di essere passato! Ho seguito il tuo suggerimento aggiungendo al nuovo episodio dialoghi accompagnati dai pensieri dei personaggi. Spero di aver fatto qualche passo avanti. Non essendo uno scrittore, i vostri consigli (il tuo e fenderman) sono quanto mai preziosi.
A presto 😉
13/10/2026 at 23:51
Ciao, benvenuto.
Ottima idea di racconto suscettibile di sviluppi interessanti.
Consiglio periodi più corti; andare a capo ogni tanto, e aggiungere qualche virgola per far “respirare” il racconto.
Di solito le storie di questo tipo tendono a essere frenetiche, un po’ ansiogene. Mi piacerebbe che tu riuscissi ad attenuare questa (per me) sgradevole sensazione.
Voto …si reca…
Ciaooo
🙋♂️
14/10/2026 at 12:07
Ciao fenderman,
mille grazie per i consigli!
Spero di riuscire ad applicarli al meglio 😉