Hollow River

Dove eravamo rimasti?

Bene, siamo al gran finale. Cosa preferite, ora? Uccidere Zohan prima che riveli chi è l'assassino. (Spunto per una seconda serie) (61%)

L’assassino

La giornata che investì l’ispettore quando mise piede fuori casa era ben soleggiata, l’aria era di un caldo quasi soffocante che gli proruppe nei polmoni appesantendoli. Tirò fuori il suo telefono cellulare dalla tasca dei jeans e digitò velocemente un messaggio.
“So tutto. Incontriamoci al capanno vicino al fiume tra un’ora.”
Si diresse a passo rapido verso la centrale: doveva ancora compilare il rapporto dettagliato sull’incidente che aveva coinvolto ed ucciso Camille Collins.
Zohan era concentrato a compilare il rapporto quando qualcuno bussò alla porta del suo ufficio. Sbuffò seccato, odiava essere interrotto mentre lavorava.
«Avanti, è aperto.» Fu il suo invito ad entrare a chiunque fosse lo scocciatore.
L’agente Thompson accompagnato dal figlio più giovane, Brad, entrarono nell’ufficio. Brad aiutò il padre a sedersi su una delle sedie davanti alla grande scrivania.
«Quella ragazza mi ha salvato la vita.» Esordì l’agente, non si era ancora rimesso del tutto. Di tanto in tanto si muoveva leggermente sulla sedia lasciandosi sfuggire piccoli gemiti doloranti.
«Che vuoi, Thompson?» Rispose l’ispettore in tono particolarmente brusco, la morte di Camille gravava ancora sulla sua coscienza. Odiava ricevere parole di conforto: lo facevano infuriare.
«Aiutarti. Voglio aiutarti a catturare quel bastardo!» Disse Thompson con una notevole grinta.
«Scordatelo, non ti reggi nemmeno in piedi. Saresti solo di impiccio alle indagini? O forse vuoi farti accompagnare dalla tua giovane balia? Senza offesa, Brad.» Il giovane si mosse sulla propria sedia leggermente a disagio dalla crudeltà di Zohan, ma in fin dei conti aveva ragione. Suo padre non era nelle condizioni di aiutare nessuno.
«Potrei aiutarla io.» Brad prese la parola, sebbene l’ispettore gli incutesse un forte timore.
Zohan scoppiò in una fragorosa risata incontrollabile, si alzò e si diresse verso Brad, gli posò una mano sulla spalla. «Sparite.» Fu tutto ciò che disse prima di dirigersi verso la porta e sparire dietro di essa uscendo dall’ufficio.

Aveva ancora qualche minuto prima dell’incontro con il presunto assassino, girò verso il bosco. Mentre guidava, stava rielaborando la teoria nella propria testa. Ogni tassello del puzzle rientrava nello schema.
Raggiunse l’ingresso del bosco, scese dall’auto e si diresse verso il sedile posteriore. Frugò sotto al sedile, estrasse un giubbotto antiproiettile piuttosto fine, sebbene imbottito e lo indossò sotto la camicia: la sicurezza non è mai troppa. Si assicurò di averlo nascosto bene, anche se sembrava più imbottito del solito si poteva attribuire alla massa muscolare. Nascose l’arma di servizio dietro la schiena, inserendone metà all’interno dei pantaloni e metà all’esterno, in modo da poterla afferrare in caso di emergenza senza intoppi. Annuì a sè stesso: era pronto. A grandi falcate attraversò il bosco diretto al capanno; non trascorse molto tempo per raggiungere la fine del bosco. L’acqua del fiume brillava come fosse cristallo grazie ai raggi del sole la facevano risplendere. Svoltò con decisione, dirigendosi al capanno. Stava guardando il terreno, intento a non inciampare in qualche radice, quando udì un battito di mani: qualcuno stava applaudendo. Zohan alzò lo sguardo, il suo indiziato era già arrivato. Aveva la schiena appoggiata alla piccola parete del capanno e stava applaudendo con divertimento.
«Complimenti, ispettore. E così pensi di aver capito tutto, eh?!» L’assassino parlò e con un piccolo scatto si staccò dalla parete ed iniziò ad avanzare verso Zohan, che a sua volta stava ispezionando con lo sguardo ogni parte del corpo del mostro che aveva davanti alla ricerca di rigonfiamenti negli abiti o altro che lasciasse intendere che fosse in possesso di un’arma.
Zohan non rispose. Continuò semplicemente a fissarlo, mentre lentamente stava cercando di portare la mano sulla pistola, doveva giocare d’anticipo: approfittare del suo momento di autolode per colpire. Lo doveva uccidere subito. Le sue dita sfiorarono il freddo metallo della pistola, ma qualcuno gli bloccò le mani da dietro. A giudicare dalla forza della stretta che lo tratteneva gli sembrò una donna. Con un metallico CLICK delle manette si chiusero ai suoi polsi.
La donna superò Zohan. «Sono stata brava vero?!» Disse all’assassino che in tutta risposta le afferrò con violenza un braccio per trarla a sè e baciarla avidamente.
Zohan, nauseato, non fece in tempo ad aprir bocca per esprimere il disgusto che la scena gli aveva causato perchè la donna gli si avvicinò e senza alcun indugio gli sparò tre colpi allo stomaco con la pistola che gli aveva sottratto poco prima.
Il corpo di Zohan cadde con un tonfo sul terreno. La donna si girò verso il suo compagno come se nulla fosse accaduto. «Tutto questo mi ha eccitata molto.» Disse con un tono sadico.
Il suo complice, si avvicinò a lei. Era fiero della sua piccola: aveva tolto di mezzo la minaccia. 

Approfittando del momento lascivo dei due e quindi di distrazione, il corpo di Zohan venne portato via.

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168 Commenti

    • Adesso cambierò storia, per staccare un pò, e poi seconda stagione 😀 E… si. Zohan è Zohan XD E l’idea di ucciderlo sebbene in molti l’abbiano scelta, non è stata poi così gradita. E’ stata scelta per assicurare un seguito, quindi vedremo di darglielo. Ma non so se Zohan ce la farà u.u in fondo, conosce i due cattivoni

  • C’è molta perfidia in queste tre scelte, manca l’happy end :-):-) io come ben sai di fronte a un demone perdo la testa, quindi lo voto 🙂 ma per ora vedo che più crudele delle tue opzioni, sono i lettori 😀
    Certo non si può dire che piloti le votazioni, sempre scelte varie e mai simili, bravissima!

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