Dove eravamo rimasti?
Liberazione
Alex si era allontanato da lei. Nonostante Diana fosse preoccupata, si era imposta di mantenere la calma: non esisteva cosa più pericolosa al mondo del panico, soprattutto se ci si trovava nelle sue condizioni. Le legature che le aveva fatto Alex erano perfette: così come le era impossibile arrivare a sciogliere i nodi da sola (ci aveva provato, ovviamente), non le avrebbero potuto causare una morte per asfissia come a volte accadeva a chi si approcciava a quei giochi senza la dovuta preparazione e nemmeno le bloccavano la circolazione. Ma cominciava ad avvertire una sensazione di indolenzimento e torpore poco piacevoli e la sola idea di non poter sfuggire in alcun modo a quella situazione iniziava a innervosirla. Doveva concentrarsi sul respiro, prima di tutto: anche se le corde la costringevano in una posizione che glielo rendeva un po’ più difficoltoso, lei lo mantenne regolare, lento. Per non perdere il controllo, per non cedere al piacere che provava suo malgrado a causa degli stimoli che le corde o i gesti sapienti di Alex le provocavano, doveva riuscire ad estraniarsi da tutto ciò. L’uomo le tornò accanto con unaball gag, quella più grossa che aveva fra tutti i suoi “giocattoli”
– Se mi metti quella, non posso raccontarti niente. – mormorò lei, sarcastica.
– Abbiamo tempo. Finirai dopo. – Alex le avvicinò la pallina di gomma alla bocca – Fai la brava, apri.
Diana serrò le labbra e voltò il capo di lato, istintivamente: non sopportava l’idea di non aver più la possibilità di chiedere aiuto. Ma Alex le avvolse la mascella con una mano e la costrinse a spalancare la bocca stringendola in una morsa dolorosa; Diana lo guardò con occhi colmi di odio mentre lui le inseriva la ball gag fra le labbra e poi le stringeva saldamente il cinghietto in pelle dietro la nuca.
– Ti piacerà. – le aveva sussurrato passandole entrambe le mani fra i capelli e tirandoglieli dietro la testa per fargliela sollevare. La guardò negli occhi un lungo istante, poi la lasciò andare. – Sai la cosa che non riesco davvero ad accettare, di te? Che non emetti suono, mai. Le altre, a questo punto, iniziano a gemere, a mugolare. E tu nulla. – il tono di Alex vibrava di rabbia repressa. – Vedremo se riuscirai a resistere ancora a lungo.- aveva aggiunto, allontanandosi di nuovo da lei.
Diana non reagì in alcun modo alla sua minaccia. Era terrorizzata, ma era lì per un motivo preciso. Quel che non gli aveva raccontato era che il suo migliore amico, Daniele, era un poliziotto e che – conoscendo la sua vita segreta – l’aveva messa in guardia perché da qualche mese si era ritrovato ad indagare su degli omicidi efferati e gli indizi riconducevano proprio all’Hysteria. Quando Diana aveva visto sui giornali, fra le vittime di quell’omicida seriale, il volto della ragazza che era insieme ad Alex la prima volta in cui lo aveva notato al locale, aveva iniziato a sospettare che fosse lui l’assassino. Ne aveva parlato con Daniele e il poliziotto le aveva consigliato di stargli lontana promettendole che avrebbe indagato. Qualche settimana dopo, Giada era scomparsa; era stata rinvenuta dopo due giorni, fatta a pezzi e chiusa in una valigia rinvenuta sotto ad un cavalcavia; come tutte le altre vittime recava numerosi segni d’arma da taglio sul corpo, la “firma” dell’assassino. Diana aveva deciso di fare di testa sua e di avvicinare Alex sfruttando l’aiuto di Ogliaro, amico di famiglia che si era finto suo marito: sperava di scoprire qualcosa sul suo conto che ne rivelasse la colpevolezza.
Quando lui tornò nella stanza, stringendo nella destra un coltello a serramanico, ebbe la certezza di non essersi sbagliata. Magra consolazione, considerato che presto avrebbe fatto la fine di tutte le altre; poteva soltanto sperare che Daniele tenesse conto dei suoi sospetti, quando avrebbe ritrovato il suo corpo smembrato. Questo fu l’ultimo pensiero lucido che riuscì a formulare, prima di precipitare nell’incubo in cui la trascinò Alex: sussurrandole parole dolci, aveva iniziato a incidere la sua pelle affondando la lama in più punti, quelli nevralgici, i più dolorosi. Aveva resistito finché aveva potuto, ma infine non aveva più retto la sofferenza e aveva iniziato a dimenarsi e urlare, per quanto la ball gag glielo permettesse. Alex perse del tutto il controllo, eccitato da quella reazione. Affondò la lama con maggior forza nel suo fianco, mentre la teneva crudelmente ferma con l’altra mano.
—
Quando si risvegliò, era in un letto d’ospedale. Daniele era lì, accanto a lei, con il viso segnato dalla stanchezza. Le raccontò di averla tenuta sotto controllo e aver messo delle cimici nel suo pied-à-terre, perché l’aveva vista con Alex e temeva che sarebbe accaduto qualcosa di simile. Le urla di lei lo avevano messo in allarme e per fortuna era riuscito ad intervenire in tempo, prima che accadesse il peggio. Alex era stato arrestato. Nella sua abitazione erano state trovate prove sufficienti ad incriminarlo anche per gli altri omicidi.
Diana decise che avrebbe cambiato vita.

16/02/2014 at 08:17
Finalmente il tempo per leggere i capitoli finali di questa eccellente antologia dell’eros: dal sado-masochismo al cuckold, dal voyeurismo al bondage.
(E non poteva che finire con quella che è l’unica vera passione – non “perversa” – dell’autrice: il thriller).
17/02/2014 at 17:50
🙂 ho provato fino all’ultimo a tenerla a freno, ma non è stato possibile.
12/02/2014 at 08:12
Brava…complimenti!!!!
12/02/2014 at 10:26
Grazie Anna Rita 🙂 Purtroppo il limite caratteri non mi ha permesso di approfondire la storia come avrei voluto, ma penso che farò un ampliamento 🙂
12/02/2014 at 14:20
Direi che è un’ottima idea….aspetto con ansia!….non dimenticare di avvisare 😉
11/02/2014 at 21:18
Che finale strepitoso! Complimenti Siobhan, aspetto con ansia il tuo prossimo racconto!
12/02/2014 at 10:25
Grazie Camilla
11/02/2014 at 14:54
Gran finale! Bel colpo di scena!
Brava Siobhan, spero di leggere presto altri tuoi racconti.
12/02/2014 at 10:25
Grazie Giulia, sto elaborando, penso che tornerò 😉
07/02/2014 at 13:16
Qualcosa va storto 🙂
06/02/2014 at 16:37
La tiene prigioniera e qualcosa va male.
Voto per il finale tragico, come sempre. 🙂
06/02/2014 at 17:09
😀 mi piace la tua propensione al tragico : D
27/01/2014 at 10:32
Per me vuole renderla succube, ma non ci riuscirà..
21/01/2014 at 18:51
Accetterà……
21/01/2014 at 13:10
Ops, mi ero perso un capitolo: mi è piaciuto più il sesto di questo settimo (anche perché è un po’ un capitolodi passaggio, ma la storia resta godibilissima e piena di tensione. Erotica.
(Anche secondo me, questa volta accetta. Voce del verbo accettare, intendo…).
21/01/2014 at 11:32
Bellissimo modo di raccontare, mi piace 🙂 Ti seguirò da vicino, la storia mi ha conquistato.
Per me lo desidera anche lei, nel profondo e così accetta…
21/01/2014 at 10:19
“I loro incontri rubavano minuti ed ore alle loro vite; non c’era mai una certezza sul successivo. Presto divennero così intensi da far pensare ad entrambi che fossero le loro vite, invece a rubar tempo ad essi.”
Molto bello questo pezzo.
Per me, per stavolta accetta. Magari per provare qualcosa di nuovo.
Però non garantisco su come andrà a finire..
21/01/2014 at 07:17
Accetta 😉
17/01/2014 at 22:27
Relazione complicata 🙂
17/01/2014 at 19:14
Direi che una relazione complicata e clandestina a questo punto è inevitabile!
20/01/2014 at 10:53
Eh già 🙂 grazie per seguirmi, Anna Rita . Non rispondo sempre ai commenti perché ho dei problemi col browser.
17/01/2014 at 15:11
Il prossimo sarà già il settimo capitolo.
Quindi voto per relazione complicata e clandestina 😀
20/01/2014 at 10:51
E relazione complicata sarà 🙂
13/01/2014 at 14:23
Colpo di scena finale più che inaspettato! :’)
13/01/2014 at 09:00
L’unica possibilità credo sia il “loro” posto segreto…. l’Hysteria…ma a quanto pare sono in minoranza 😉
13/01/2014 at 07:53
Voto per lo studio. Non può lasciarsela scappare questa volta!