Fuoco a Dublino

Bobby

Ti lascio il tempo di metterti le scarpe…

-Poi?, chiese Frankie. La gola si era fatta secca.

-…torno e ti porto sul molo. Ci facciamo una camminata, noi due, da soli, come ai vecchi tempi.

Frankie strabuzzò gli occhi. Bobby se ne accorse, ma rimase calmo.

 -Non muoverai un muscolo, Frankie o ti farò saltare il cervello.

Si affacciò alla finestra, guardò verso l’esterno. Il vento agitava le onde mandandole a schiantare contro il molo. Alcuni pescatori stavano riavvolgendo le lenze, il venditore di souvenir si affrettò a stendere il telo impermeabile dinanzi all’ingresso per evitare che gli ultimi turisti di stagione venissero travolti dagli spruzzi sullo zerbino del suo negozio e passassero oltre. Bobby calcolò che il mare sarebbe salito ancora, nel pomeriggio avrebbe sommerso il pontile concedendo la sua schiena di pietra solo ai gabbiani. Chiuse le imposte e si accertò che Frankie avesse il torace saldamente legato alla sedia. 

I corpi di Bill e Malcom erano stesi sul pavimento,  con il viso rivolto al muro.

Li aveva freddati con un colpo di revolver e il suono secco provocato dal silenziatore aveva fatto rintronare i vetri della stanza. Con loro due Bobby non aveva perso tempo, li conosceva a malapena e dentro al giro li aveva trascinati Frankie, garantendo per loro in fatto di professionalità e riservatezza. Il colpo alla Barclays Bank lo avevano pianificato insieme, lui e Frankie, ma da soli non bastavano; occorrevano altre due mani capaci di mantenere il bersaglio a distanza, appostati sul palazzo del PostOffice, muniti di ricetrasmittente che segnalasse movimenti inopportuni fuori dall’ingresso o auto della polizia in avvicinamento. Farsi consegnare i sacchi che il portavalori aveva depositato un’ora prima, mettere gli impiegati in condizione di non reagire, mani legate dietro la schiena, attendere il segnale di via libera lanciato da Malcom, salire sull’auto che li avrebbe raggiunti col motore al massimo, guidata da Bill che era capace di spingere qualunque veicolo oltre le possibilità garantite dal concessionario. Se le cose si mettevano male, Malcom e Bill avrebbero dovuto sparare, giù sulla strada, tenere a bada passanti e polizia e dare il modo a Frankie e Bobby di uscire. Invece era successo che Frankie aveva fatto fuori un ragazzo, l’ultimo arrivato alla Barclays, senza un motivo preciso; lo aveva fulminato perché aveva avuto l’impressione, come disse dopo, che la mano del ragazzo si spingesse dentro il giubbotto a cercare un’arma. Il panico aveva fatto il resto. Chi urlava e imprecava, chi piangeva in preda al terrore. In quegli attimi di inferno,  Frankie capì che il piano era andato a puttana. Aveva chiamato Bill col ricetrasmettitore –Corri  a prenderci aveva detto; fu in quel dire che non si rese conto che la guardia privata aveva premuto l’allarme e mentre mettevano il naso fuori con le armi puntate in avanti,  due auto della polizia li attendevano tagliandogli la visuale. Avevano intimato di bloccarsi e gettare le armi. Bobby aveva sparato a raffica sul motore della prima auto che era saltata per aria e Frankie aveva fatto fuoco sugli altri due  agenti cercando di non mancarli. L’auto guidata da Bill era arrivata con la portiera spalancata, Malcom era seduto sul retro a controllare la via dal posteriore, Frankie e Bobby si erano buttati dentro in corsa. Bill aveva mangiato l’asfalto guadagnandosi la fuga.

Perché Bobby tiene legato Frankie?

  • Perchè Frankie è fuori di sè, ha perso il controllo come già capitato dentro la banca. E' una mina pronta ad esplodere (70%)
    70
  • Per vendicarsi di aver mandato all'aria la rapina e messo a rischio le loro vite (30%)
    30
  • Per obbligarlo a dire dove nasconde i soldi di un vecchio colpo (0%)
    0
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