Dove eravamo rimasti?
Capitolo 10
Sedute nello stesso bar che aveva visto protagonisti Mariella e Tonio, Rosa e Marcella stavano misurandosi a colpi di sguardi. La moglie del Sindaco, bella signora mora e dai tratti marcatamente mediterranei oscurava con la sua avvenenza la grassa e ridicola Marcella, che però aveva dalla sua una gran grinta e la potenza di un conto corrente cospicuo.
-Sputa il rospo!- disse, senza troppi preamboli, Marcella.
-Rospo? Ma che dici?-
-A me non la racconti, bella. Ti vedo agitata, forse più del normale, questo significa che mi nascondi qualcosa. Hai la stessa aria di quando da ragazze mi hai soffiato Gabrio…-
-Marcella, ma che vai a ricordare… lo so che per te sono un libo aperto, come dice mia mamma, non sono nemmeno buona a tenere i fidellini, ma questa che ti dirò è una cosa grossa.-
-Se per grossa intendi l’annientamento di Mariella, allora saranno solo buone notizie.-
Rosa rovistò nella borsa e ne estrasse il ciondolo.
-Ora ti spiego tutto…- ed iniziò a raccontare di Pinuccia e del Club del bridge.
Beppe rimase con le labbra a mezz’aria, negli occhi il viso dello Spettacolo della natura, pronta ad offrirgli le sue, ma il trillo insistente lo obbligò a rispondere. La suoneria era associata al numero di Tonio, suo grande amico e ora anche… scassapalle! Con riluttanza si allontanò da lei, mormorandole scusa, quindi si alzò in piedi e, allontanandosi, rispose.
-Spero per te che sia qualcosa di urgente- sibilò al telefono.
-Beppe, devi mettere in guardia tuo padre!- esplose l’amico dall’altro capo. -Mariella sta cercando di piantare casino nella tua famiglia. Ho bisogno di parlarti, subito.-
Il ragazzo voltò la testa verso di lei, assorbendo come spugna il sorriso che lo raggiunse.
-Stai scherzando, vero?- come poteva rompergli l’incantesimo, il desiderio che covava da anni, quello di baciare Mariella.
-No, ti giuro. Lei è stata qui in negozio, perchè è innamorata di Vincenzo, però allo stesso tempo vuole far innamorare tuo padre, affinchè possa condonare il debito che l mio capo ha nei suoi confronti. Avevo registrato tutto, ma lei con la scusa di non capire niente di telefonini…-
-Alt, Tonio!- lo fermò. -Non riesco a seguirti. Mi sembra tutto un caos…-
-Ma è la verità, te lo posso giurare. Siamo amici fin da quando siamo nati, non mi inventerei una storia simile- era vero, non sarebbe stato da lui, ma forse per Mariella si. Con la sua bellezza era in grado di manipolare la mente di qualsiasi uomo. Un bacio e sarebbe stato perduto.
-Va bene, ti raggiungo al più presto- e con gran riluttanza decise che l’incontro di labbra avrebbe dovuto aspettare.
-Devi farlo!- quasi gridò Marcella. -Devi metterle la collanina al collo. Inventati che è un regalo di tuo marito, o qualsiasi altra scusa, ma lei deve indossarla.-
-Quindi tu credi che Pinuccia abbia poteri magici, sia una strega?-
-No, ma tentare non nuoce. Pinuccia è una gran pettegola e chiacchierona, una convinta di essere furba, ma alla fine è una persona anziana, che se lisciata può essere usata a nostro piacimento.-
Rosa non ne era troppo convinta; nonostante la vetusta età Pinuccia era lucida, cosa che forse a Marcella sfuggiva. Ma d’altronde il piano era quello di mettere fine alla sua influenza sul popolo maschile, e quindi in un modo o nell’altro andava fatto.
Luigia e Vincenzo, abbracciati come due innamorati veri sapevano fare, stavano osservando i vigneti, sussurrandosi frasi tenere e sdolcinate. Tommaso non li perdeva d’occhio, ma in cuor suo credeva nella sincerità del sentimento. Non ci sarebbe stato Spettacolo della natura in grado di separarli, non ora, che sua figlia si era mostrata in tutto lo splendore che per anni aveva sepolto sotto vestiti mortificanti. Una nuova vita, un nuovo giorno e… nuovi guai. Marcella era sparita di corsa per destinazione ignota, ma di sicuro non per fini spenderecci. Questo era successo dopo che Beppe era partito in moto con Mariella. Il solo ricordo di quelle gambe al vento lo fece barcollare, per poi subito ricomporsi. Si sentiva attrato, senza dubbio, poteva anche essere suo padre, ma aveva deciso che tra lui e lei non sarebbe mai accaduto nulla. Sperò solo che Beppe avesse tanto sale in zucca da non farsi accalappiare. Lasciò i due ragazzi sulla terrazza e si ritirò nel suo ufficio. Aprì l’agenda e cercò il numero, quindi lo compose ed attese.
-Signor Sindaco, buongiorno!- esclamò, con la voce più allegra del suo repertorio. -La disturbo?… No?… Ah, si, si, ci davamo del tu. Allora, Gregorio, avrei da chiederti una consulenza… tra un’ora sei libero? certo, vengo, il tempo di prepararmi e sono da te…-
Beppe si passò la mano tra i capelli, respirò a fondo e quindi tornò da Mariella, evitando di guardarla negli occhi e di sedersi accanto.
-Mio padre ha bisogno di me, scusa- disse con un fio di voce. -Devo tornare subito a casa.-
La ragazza lo seguì, senza dire nulla, ma da scaltra qual’era non le sfuggì il repentino cambio di umore in Beppe. Non era il momento, ma doveva scoprire di più.

13/04/2015 at 20:41
Ciao Massimo, bentrovato! Sono nuova qui, sto a vedere come va. Ti seguo naturalmente. Passi a trovarmi?
18/12/2014 at 21:21
Finale sulle corde. Bel racconto. Scorrevole, scritto bene e coinvolgente. Ci sarà un seguito?…! Al prossimo racconto o continuo…
18/12/2014 at 18:05
Oh, sono 3 giorni che combatto x accedere a questo capitolo dal telefono. Bello. Ah, lui é di Alba! Lui l’altro quello che sai tu.
16/12/2014 at 22:53
Finale sospeso, dunque?
Bel racconto, davvero. Complimenti. Scene vivide, anche divertenti a volte, altre drammaticamente vere. Non svanire, ora che hai concluso questa storia. Spero di ritrovarti… non ti ho più visto.
A presto. 🙂
16/12/2014 at 22:23
UN seguito?!? AHI! ora dovrò aspettare e pazientare…
16/12/2014 at 18:32
Beh. Oltre che scritto molto bene, direi che la continuazione ci sta tutta, ed io mi prenoto già 🙂 complimenti e a rileggerti presto.
11/12/2014 at 16:39
Mi pare di capire che ci sarà un seguito, quindi andremo alla seconda parte della storia. Mi fa piacere, era troppo ben scritta per finire in fretta, anche se avresti potuto – all’occorrenza – lasciare un finale sospeso. Puoi farlo comunque, considerando che la storia ha un seguito… 🙂
15/12/2014 at 00:22
Cara Alessandra, non ho ancora ben deciso come spendere quest’ultimo capitolo… vedrò al momento… grazie come sempre per essere una mia lettrice. Ciao!
10/12/2014 at 16:52
Ovviamente una seconda parte.
10/12/2014 at 16:58
Perbacco! Ci mancherebbe… 😉
09/12/2014 at 18:18
Anche secondo me sarebbe necessaria una seconda parte. Come quasi tutti i racconti di The Incipit d’altronde. Sempre scorrevole e godibile, buona serata.
09/12/2014 at 21:50
Ok Danio, vada per la seconda parte. Ora però devo pensare a chiudere questa….