I Cancelli del male

Dove eravamo rimasti?

Al risveglio del nostro "eroe" lo attenderà qualcosa a lui molto familiare. Una Locanda, tipica dei LARP medievali. (77%)

Un incubo

<Ah, la mia schiena.> Urla Cass.

Certo, dopo una caduta del genere, chi potrebbe biasimarlo per averlo fatto.

Cerca di massaggiarla lì, nel punto dell’impatto, proprio nell’epicentro del dolore. 

La stanza è completamente oscurata e si sente anche un discreto puzzo di immondizia. Infatti, Cass cerca di rimettersi in piedi, tastando  il “terreno” per trovare un punto solido per rialzarsi, ma non riuscendo a vedere quasi nulla ha difficoltà a farlo. 

Nel cercare un appiglio solido, sbatte con qualcosa di solido e affilato. Cerca di palparlo evitando di tagliarsi e ipotizza fosse una lampada ad olio.

<Perfetto, ma niente accendino o fiammiferi, come cazzo dovrei accenderlo? Questa se la potevano risparmiare.> Impreca Cass nei riguardi degli amici.

Cercando tra i rifiuti, sbatte il piede contro una sorta di pietra.

<Ah, ma che cazzo è?>  Prende in mano il corpo contundente che lo aveva ferito al piede e lo lancia da qualche parte nella stanza. 

Una piccola scintilla si accende all’estremità opposta di questa.

<Ma si, certo. Una pietra focaia! Cazzo che genio.> 

Si vanta un po’ per poi scattare, facendo sbattere a destra e a sinistra la lampada, verso la pietra. La prende in mano, questa è molto ruvida non come quella del suo corso da boy scout, sembrava più una di quella primitive.

<Vediamo come si accende.> Cass non sa come accendere l’olio dentro la lanterna così, persa la pazienza, carica la pietra e la scaglia contro questa. Una vampata si solleva in tutta la stanza. Cass per poco non la faceva esplodere.

<Figo, allora è così che si fa.>

Prende in mano la lanterna e incomincia a scrutare la stanza. 

<Uno scantinato, che schifo!> Quella che pensava fosse spazzatura, in realtà erano resti di cibo, come in una taverna. Nella parte sud di questo scantinato, Cass trova una porta, così poggia la lanterna per terra facendo colare pericolosamente l’olio e si sistema l’armatura.

<Ma che cazz? Quest’armatura, non è la mia. Questa armatura è vera! Figo!>

<Ma aspetta un’attimo, dove è la mia spada?> Anche se a Cass, non importava nulla di quella spada di plastica, quando aveva una vera armatura in metallo.

Entra in questa stanza, dove viene subito accolto da una musica, ma non si può dire lo stesso delle persone. Infatti queste o erano sedute nei banconi o erano intenti in risse. 

<Ma che figata. Questa è una fottutissima taverna.> Ormai era totalmente preso della nuova ambientazione.

Si avvicina a quello che sembra un orco, infatti tutto sembra combaciare: Zanne, colore della pelle ecc.

<Bella zio. Mi piace troppo il tuo costume.> Il tutto accompagnato con un palpeggiamento completo a zanne e alla pelle.

< Sembra vera. Non si stacca eh!?> Tira più forte che può la pelle di questo, ma sembra non voglia staccarsi.

Tutti nella locanda si ammutolirono e incominciarono a fissarlo. Persino la musica si era fermata.

< Eh, che avete da guardare?> Asserisce verso il pubblico, che incomincia a borbottare <Ma hai visto cosa ha fatto quel pazzo?> oppure <Adesso lo ammazza.> o ancora < Ma da dove viene questo?>

L’orco si alza e mostra tutta la sua possenza. E’ alto circa 6 piedi, muscoloso e pieno di cicatrici. Mentre guarda con sguardo assassino il piccolo Cass, quasi schiacciato dalla sua ombra,  estrae dal fodero sulla schiena una gigantesca ascia a due mani.

Questa aveva un manico marrone e una lama d’acciaio azzurro con zaffiri incastonati.

<Sei pronto a morire?> Esclama quest’ultimo.

<Keep Calm, fratello. Bella l’ascia, ma sono zirconi quelli vero? Furbacchione a chi vuoi fregare!> Risponde Cass.

<Sei morto!> Urla l’orco mentre si scaglia contro Cass

Urla di stupore si alzano quando si sente provenire da un piccolo aggeggio una strana musichetta. La musica era quella della colonna sonora del Signore degli anelli.

<Scusa, mi sa che la mia morte deve aspettare, è mia mamma al telefono.> Dice Cass mentre guarda il display del telefono.

<Oh mamma dimmi. Si lo so, dovevo chiamare la nonna, ma adesso sto giocando contro un super-orco-pompato-malefico. Aspetta che te lo passo, così mi preparo.> Cass porge il telefono verso questo, che lo accetta, piegando di lato la testa e grattandosela con una mano.

<Se fai del male a mio figlio, ti spezzo le ossa. Stai attendo.> Si sente urlare dall’altro capo del telefono.

Nel frattempo Cass si è sistemato l’armatura ma non è ancora in possesso di una spada.

<Ora, però è tempo di morire!> Urla Orco mentre da il telefono indietro a Cass.

<Aspetta, non ho una spada!> Risponde <E che me ne frega!> Asserisce l’orco ridendo.

<Tieni straniero!> Uno sconosciuto gli lancia un grossa spada, rossa con venature blu..

<Oh, grazie. Che sei premuroso. Combattiamo orco!>

Cass si lancia contro questo e mena un fendente ferendolo  “mortalmente” al torace.

<Tutto qui?>   <Ora puoi rialzarti, il gioco è finito.> 

<No Cass, il gioco è appena iniziato.> Esclama uno sconosciuto.

Cosa sta realmente accadendo? Cosa farà adesso Cass?

  • Si mette a piangere. (8%)
    8
  • Cercherà di chiamare i suoi amici. Ma questi non risponderanno. (33%)
    33
  • Cercherà di parlare con lo sconosciuto. (58%)
    58
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