OBIETTIVO : DISTRUGGETE SAN PIETRO

Dove eravamo rimasti?

Di cosa si discute sul molo? Parlano della prossima azione (100%)

NOTTE TEMPESTOSA

Marco ebbe un sussulto, che cercò di dissimulare… Ripensava, ai terribili filmati degli attentati svolti in passato, alle immagini tremende dell’undici settembre e delle torri gemelle, della gente disperata che si buttava dalle finestre da altezze impossibili senza la minima possibilità di sopravvivenza.

Ripensava alle stragi e agli attentati che aveva visto in Afganistan quando era in missione.

Corpi a terra inanimati come bambole di pezza, in pose scomposte con i volti insanguinati.

No doveva in qualche modo impedire tutto questo, anche a costo della vita,nessun innocente doveva pagare per la pazzia per l’odio cieco e spietato verso gente indifesa.

Mentre questi pensieri assalivano Marco, Rachid disse “Adesso è meglio che rientriamo, domani elaboreremo un piano per impossessarci degli esplosivi, e inizieremo a progettare come e quando colpire.

Arrivati al Motel dove c’erano due camere che il gruppo aveva prenotato , Rachid e Ginevra entrarono in una di esse , mentre Manuela disse a Marco “Tu ed io prenderemo l’altra camera ma non farti idee sbagliate”.

Marco rimase sorpreso, era sicuro che ci sarebbe stata una divisione sessista delle camere, maschi e femmine come nei bagni, e invece colpo di scena avrebbe passato la notte nella stessa camera di Manuela.

Non che la cosa gli dispiacesse , anzi tutt’altro, se fosse stata una semplice gita di piacere e fosse stato in compagnia di un gruppo di amici, sarebbe stata la persona più felice del mondo.

Invece purtroppo si trovava in compagnia di terroristi probabilmente spietati , che non avrebbero esitato un attimo a ucciderlo se avessero saputo le sue vere intenzioni.

La camera, in tono con il resto del Motel era piuttosto spoglia, un letto che aveva visto giorni migliori, due comodini , una sedia e un paio di stampe dozzinali ai muri, non esattamente una camera romantica.

Del resto gli occupanti di camere del genere, erano solitamente amanti clandestini,oppure prostitute con clienti che avevano tempo e soldi da spendere, e non si accontentavano dei soliti dieci minuti in macchina.

Rimasti soli in camera Manuela gli disse “Sai è carino il tuo profilo su face book. Si vede che vuoi fare il duro ma dentro non sei cosi’, si vede dalle espressioni del viso nelle foto con tuo figlio”

In realtà Marco non aveva figli, probabilmente Manuela si riferiva alle foto in compagnia di Alessandro, suo nipote, ma non era importante, invece questo improvviso sconfinamento nel campo privato fu del tutto inaspettato.

 Manuela non era quella donna fredda come il ghiaccio, distante da tutto come aveva cercato di fargli credere fino ad ora.

Marco gli disse “Dai davvero hai guardato le mie foto su facebook ? Credevo che non t’interessasse nulla né di me , né della mia vita privata. Invece sono molto contento che non sia cosi’ , che tu al di la delle tue convinzioni sei una ragazza simpatica”

Un velo di tristezza per un attimo passo davanti agli occhi di Manuela, come il ricordo di un dolore lontano, o forse di un desiderio impossibile da realizzare.

Manuela si alzò dalla sedia su cui si era seduta e guardo fuori dalla finestra, e disse “Si forse sarei una ragazza come tante, forse mi sarebbe piaciuto anche.  Forse in un’altra vita ci saremmo visti per un aperitivo, o magari per una cena romantica.”

Detto questo, si girò, ed entrò in bagno, sentì la chiave girare nella serratura e poco dopo l’acqua della doccia scorrere.

Marco pensava alle parole di Manuela, come sempre era caduto dalle nuvole.

Forse non aveva capito nulla di Manuela.

Pensò che forse quella era l’occasione giusta.

Cosa fa Marco quando Manuela esce dal bagno ?

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22 Commenti

  • Ciao Marcy, o dovrei chiamarti Marco? Noto una somiglianza tra il tuo Nick Name e quello del protagonista. Ho letto per caso oggi il tuo racconto, incuriosito da una trama un po’ “particolare” che mescolava le parole “Marco/Militare/Facebook/Fine”. Mi sono detto: ma che storia può venire fuori da queste premesse? Ed in infatti purtroppo… cercherò di essere breve e spero tu prenda quanto scriveró qui sotto come una spinta per migliorarti qualora decidessi di continuare.
    Un libro o un film deve dare a chi “paga il biglietto”, lo spettacolo che ha promesso. Se un romanzo si intitoloa “Obiettivo Distruggere San Pietro”, ovvio che mi aspetto l’azione o un giallo che mi tenga con il fiato sospeso. Ma di questo non vi è traccia, giusto un accenno al capitolo #5. Errore #1. La ripetizione dei vocaboli, la fai troppo spesso. Nel primo capitolo hai usato la parola “giorno” in una quantità esagerata. Non solo, tendi a ripetere lo stesso concetto più volte, quasi trattassi il lettore come una persona disattenta, tipo: “Non era un gran GIORNO per Marco, certo non era il primo e non era l’ultimo GIORNO che avrebbe definito un GIORNO di…” E poi la punteggiatura, è praticamente inesistente in tutti i capitoli e rende la lettura difficoltosa. Troppo spesso mi sono dovuto fermare per poi ripartire, leggendo un verso in quanto non ne capivo il senso. Leggi questo esempio: “Andiamo a mangiare Nonno” differente da “Andiamo a mangiare, Nonno”. Hai “sentito” la differenza? Se si scrive, bisogna avere una certa scioltezza (padronanza) con la lingua Italiana. Infine il racconto in sè: non ci fai “vedere” i luoghi, non ci “presenti” i personaggi, i dialoghi hanno troppi cliché… nelle poche scene d’azione (che in questo racconto dovrebbero essere un must) non ci coinvolgi, le sminuisci con frasi (e descrizioni) ormai datate, una su tutte: “la fortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato”.
    Il mio suggerimento Marcy, è di farti “un giro” su The Incipit, dove puoi trovare tanti autori validissimi come Serena Lavezzi, Pinkerella, Alessandra Startari, Le bricoleur De Cigarettes, Federica78, Danio Mariani, solo per citarne alcuni e di leggere le loro storie; sono una buona palestra per chi ama la lettura ed un’ottima scuola per chi vuole scrivere! Ora puoi seguire il mio suggerimento o ignorarlo, a te la scelta (giusto per citare un film). In ogni caso, ti auguro sinceramente buona fortuna, non credo torneró su questa storia… magari sulla prossima, certo di un tuo miglioramento. 😉

  • Ciao, rieccomi, purtroppo mi sono perso i due capitoli, premetto che ho notato un miglioramento, tuttavia alcune precisazioni vanno ancora fatte:
    – La punteggiatura: migliorata, la usi in modo più dosato, ponderato e preciso, ma ancora va aggiustata, qualche volta metti virgole fuori posto (dopo te ne faccio un esempio) e altre volte non ne metti affatto.
    -Attento agli accenti!! I “perchè”, possono scappare, anche a me capita, ma diminuisci la frequenza, in fondo basta una rilettura.
    -Attento alla grammatica, in un dialogo scrivi:
    “Giulio devi assolutamente farmi conoscere Manuela. Non so perché ma da quando l’ho vista non riesco a pensare ad altro, anche se, non gli ho ancora parlato”
    In questo dialogo oltre l’errore di punteggiatura (ponendo una virgola non necessaria tra “anche se” e il resto della frase), se ti rivolgi ad una persona di sesso femminile NON puoi scrivere “gli”, bensì “le”.
    Oppure quando scrivi:
    “E quando questo bilancio , è innegabilente segnato da diversi fallimenti, “, a parte l’errore di battitura (che non è un caso isolato) hai posto una virgola tra soggetto e verbo, cosa assolutamente da evitare, non solo perchè spezza la frase, ma perchè è un errore di grammatica.
    In sintesi: i contenuti non sono male, nonostante la trama sia a tratti prevedibili, inserisci però dei pensieri che denotano una riflessione dietro, e questo lo apprezzo, tuttavia errori di punteggiatura disseminati qua e là, virgole tra soggetto e verbo, ed inoltre mancanze innumerevoli di accenti, inibiscono di gran lunga l’efficacia del tuo scritto, e mi dispiace questo, perchè ha dei contenuti interessanti.

    Scusa ancora per le critiche, sono solo consigli e opinioni, puoi pure odiarmi ora ahahah.

    Viene a sapere che Manuela non si è mai iscritta. E’ l’opzione più intrigante.

    A presto =)

    p.s. se vuoi passa anche da me, sarei curioso di un tuo commento.

  • Ciao,
    il titolo mi ha incuriosito, e ho letto il tuo incipit.
    Devo dire che per ora non capisco bene come farai a condurci all’argomento che il titolo prelude, e ciò un po’ mi incuriosisce, però leggendo ho trovato innumerevoli imperfezioni che vorrei appuntarti, perchè secondo è sono molto facilmente evitabili e migliorerebbero notevolmente il tuo modo di raccontare.
    – Innanzitutto usi un linguaggio molto colloquiale in un testo scritto, questo probabilmente lo fai per coinvolgere di più il lettore, comunicare più direttamente, ed infatti rispetto questa scelta narrativa, tuttavia ti consiglio di evitare forme come “cazzeggiando” oppure “che so” in sezioni narrative a cui a parlare non è il personaggio ma il narratore, insomma, se le inserisci nei dialoghi va più che bene, ma al di fuori stonano, anche se il linguaggio adottato è colloquiale.
    – Usa la punteggiatura, difetti di inserire virgole, alcune frasi ne sono del tutto sprovviste, quando invece aiuta la scorrevolezza del racconto.
    – Poi ti dimentichi con una elevata frequenza accenti e apostrofi anche nelle opzioni finali mancano, sembrano sciocchezze, ma se sono frequenti danno fastidio, ti porto degli esempi: “realta” “po” “perche” (tre volte questo) “piu” “mercoledi” “e” (invece di è) “gia”
    -Poi ci sono alcuni errori di scrittura, per esempio “uqella” o “strda” “proberbiale” (invece di proverbiale).

    Insomma, la storia sembra profilarsi interessante, sono curioso di vedere come ci condurrai alla tesi che ci hai esposto nel titolo, però questi errori, tutti evitabili, inficiano la bontà della narrazione, ho come la sensazione che l’hai scritta dal cellulare in un momento di ispirazione, se così fosse, ti consiglio di salvare lo scritto, e poi rileggerlo il giorno dopo, o qualche ora dopo per individuare errori come quelli che ti ho segnalato.

    Messaggio.

    A presto =)

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