Dove eravamo rimasti?
Ricordi
Era una giornata luminosa. Giocava con i gatti della nonna e lanciava sassolini nel lago.
La mamma non voleva che lei si avvicinasse al lago, diceva che era pericoloso. Ma Joey suo fratello l’aveva trascinata in quel punto per giocare a fare le capriole.
Joey si annoiò subito di quel gioco e si allontanò seguendo le tracce di una volpe.
Si avvicinò alla riva per recuperare qualche sassolino. Camminando diede un calcetto alla bambola di pezza che finì in acqua. Si girò in cerca d’aiuto, ma la mamma e la nonna erano lontane, ridevano e sfaccendavano con le oche. Si avvicinò alla riva, voltandosi continuamente per vedere se la mamma guardava nella sua direzione.
“Tutto bene” Pensò. Mise i piccoli piedi nell’acqua e si allungo per recuperare la bambola che si allontanava sempre più. “Un altro passo e la prendo…”
Trascinava i piedini nell’acqua fredda. Ad un certo punto un piede non trovò più il fondo e cade.
Il fondo del lago digradava di scatto formando un dislivello di almeno un metro sott’acqua e continuava verso il centro in discesa. Per una bambina di cinque anni era molto alta. Annaspò e gridò andando su e giù, ingollando acqua e strillando.
La mamma si accorse del cambiamento di atmosfera. Non seppe mai dire perché si girò a metà di una risata. Lo fece nel momento in cui la piccola riaffiorò dibattendosi nell’acqua. Gridò, con tutto le sue forse, strillò… le sue gambe sembravano di piombo, era incollata al terreno da melassa e bitume insieme.
Finalmente quando superò quella decina di metri che la separavano da sua figlia si buttò in acqua sollevando quel corpicino esile e indifeso. Depose la bambina sul prato scuotendola per svegliarla. La bambina aprì gli occhi e le sorrise lasciando un filo di speranza e un grande sollievo nel cuore della mamma e di chi era accorso a portare il suo aiuto.
Il sorriso della piccola si spense, lasciò uscire due parole “ Mamma…scusa” E l’ultimo respirò uscì dalla bella bambina troppo giovane per morire.
Urla di dolore trafissero il silenzio che si era creato intorno. Joey piangeva e abbracciava spasmodicamente la madre, si sentiva in colpa. La sua vita sarebbe rimasta segnata da quell’evento fino alla fine.
Cleo tossì, il pianto non riusciva a uscire. Il terrore per quel ricordo così vivido s’impossessò di lei.
Rumori e luci. Tante persone vestite di bianco si materializzarono davanti a lei. Perse conoscenza e si ritrovò in uno spazio azzurro. La percezione del suo corpo era confusa, non era più Cleo. Pace e amore la pervasero. Pensò che non voleva più andare via da quel posto.
“ No, piccola. Devi tornare. Non puoi rimanere qui.”
“ Chi sei?”
“Sono il tuo maestro. La tua guida per le vite.”
“Sì… Comincio a ricordare. Ma come mai sono ancora in questo luogo?”
“ Non vuoi rinascere nonostante la tua decisione di farlo per rimediare alla sofferenza che hai causato nell’altra vita.”
“Hai ragione, la mamma ha sofferto per la mia morte. Mi sono avvicinata troppo al lago, anche se lei non voleva. Joey si è portato il senso di colpa per tutta la vita colpevolizzandosi per la mia morte. Devo rimediare, ma come?”
“La tua vita ti insegnerà come, ora vai”
“ E’ bello stare qui. C’è pace.”
“ Ma devi andare…”
Un sospiro di accettazione uscì dalle labbra della bimba. Si sentì risucchiata in un altro posto. Era freddo e troppo rumoroso, ma si decise a respirare.
“ Finalmente, ci siamo riusciti! Ora è fuori pericolo. Potete far entrare la madre.”
Quella voce era stanca, ma gentile. Ora aveva gli occhi aperti e respirava meglio. Il viso di una donna si avvicinò a lei. Vide che stava piangendo ma sorrideva. “Che strano..”
“Ho freddo, fame, mi capite? Voglio mangiare!”
Cleo piangeva a pieni polmoni mentre il medico diceva alla madre che un grumo di liquido amniotico si era fermato negli alveoli polmonari provocando la congestione che poteva essere fatale, se non l’avesse espulso. I polmoni erano formati, ma non abbastanza e quel grumo di liquido faceva la differenza tra la vita e la morte della sua bambina. Ma ora il pericolo era passato. Solo alcune ore in incubatrice per sicurezza e poi l’avrebbero portata nel nido insieme con gli altri.
Intanto Tommy e Clara riposavano nella culla, sazi dopo la poppata del mattino.
Un singulto e Tommy si svegliò. Era convinto fosse sveglio, ma quello che vedeva non era certamente la realtà che lo circondava pochi minuti prima.
Era buio e freddo. Una voce parlava ma non riusciva a capire che diceva. Poi, piano la voce giungeva distinta.
“ Rimani con noi. La vita non è poi così bella. Noi ti vogliamo bene, nessuno ti potrà mai amare come noi.”
“ Chi siete?”
“ Come?, Non ricordi? Siamo quelli che ti hanno accolto dopo che tutti ti hanno lasciato solo.
Forse perché avevi fatto affogare la tua sorellina piccola? Ricordi come tutti quanti ti evitavano? Anche tua madre lo faceva, voleva più bene a quella bambina insulsa e noiosa che a te.”
“ Sì, è vero, mi ricordo. Nessuno mi voleva. Mi sono arruolato per andar via di casa, mio padre nemmeno mi guardava più”
“Resta con noi..”!
Entrano in gioco i maestri bianchi e neri. I ricordi aiuteranno i gemelli a trovare la pace?
- Un episodio cambierà tutta la storia. (0%)
- La dimissione dall'ospedale porterà altri misteri (0%)
- Tommy cede alle voci malvagie (100%)

18/11/2015 at 15:55
Avanti con Tommy…
Ciao
🙂
11/11/2015 at 17:52
Cleo è la risolutrice. La storia diventa sempre più intrigante, brava.
24/10/2015 at 09:32
Ciao, ti scopro soltanto adesso, devo dire che hai uno stile delizioso, profondo e ben fruibile. Hai trasmesso decisamente bene il turbamento per la condizione drammatica della piccola, e l’elemento soprannaturale contribuisce a dare un’aura di serietà alla vicenda.
Ti seguo, voto per vedere Cleo come risolutrice.
24/10/2015 at 18:40
Grazie, dovete avere un pò di pazienza, impegni di lavoro mi trattengono dallo scrivere… 😉
20/10/2015 at 15:47
Tommy si rivela un’anima dannata.
Bene, avanti così 🙂
18/10/2015 at 23:13
Il tutto ha un qualcosa di surreale, ma si presenta come una storia gradevole.
Voto per aiutare i fratellini attraverso i ricordi riacquisiti.
18/10/2015 at 13:40
Clara aiuterà i fratelli più piccoli, non appena avrà recuperato tutti i ricordi. I legami di sangue devono pur servire a qualcosa, no? Una storia surreale, ma è proprio questo a renderla affascinante.
18/10/2015 at 13:57
Aspetterò fino a martedì, per vedere altre risposte, poi pubblicherò il IV episodio.
Grazie del commento Anna 🙂
17/10/2015 at 16:34
A questo punto un nuovo personaggio ci starebbe bene 🙂
Buona domenica.
17/10/2015 at 16:38
Buona domenica a te. Senti ma devono essere per forza 10, i capitoli, o possono essere anche meno?
17/10/2015 at 16:45
Non lo so’ con certezza, ma credo proprio di si.
Comunque, nelle faq dovrebbe esserci scritto. In alternativa, puoi sempre scrivere alla redazione di The Incipit. Io l’ho fatto un paio di volte e mi hanno sempre risposto 🙂
17/10/2015 at 16:55
Grazie 🙂
16/10/2015 at 19:51
Cleo non ce la farà.
Mi spiace, ma sarà così.
16/10/2015 at 19:59
🙁
16/10/2015 at 16:39
Bella storia davvero, io sono un po’ “crudele” e voto “Altre difficoltà impediranno di rivedersi”. Ovviamente seguo 🙂
16/10/2015 at 15:17
Non so se ho capito bene come e quando si svolge l’azione, nei due episodi.
Voto Clara comincerà a capire (spero aiuti anche me…).
ciao
🙂
16/10/2015 at 15:36
Ciao, quando leggi, ricordati che è un fantasy, niente è scontato oppure prevedibile.
Grazie per il commento e per partecipare al gioco.
16/10/2015 at 13:35
Questo episodio mi ha preso sempre più ma sul finale mi ha proprio sorpreso.
Ora devo sapere di più su questa cupola e su cosa è successo ai tre personaggi!
Ti seguo, al prossimo episodio!
15/10/2015 at 17:37
Usciranno dalla palude e incontreranno altre difficoltà.
Non è mai troppo tardi per cominciare a scrivere. Te lo dice uno che ha fatto esattamente come te. Diciamo che, per forza di cose, abbiamo dovuto rimandare 🙂
Bella storia, carica della giusta suspence, attendo il seguito e naturalmente seguo.
15/10/2015 at 19:54
Mille grazie per il commento. Ho gia scritto un finale, vediamo domani cosa mi proporrano gli altri utenti.
15/10/2015 at 14:28
la scrittura un po’ naive non pregiudica l’effetto della suspence, l’attenzione del lettore è tenuta alta per tutta la durata dell’incipit. Attendiamo a piè fermo di sapere come procede!
15/10/2015 at 19:55
Thank you 🙂
15/10/2015 at 11:56
” vapore lattiginoso” mi piace. “troppo lontana” raccontato, “due pozzi profondi e scuri” cliché, “con urgenza” complemento di modo, taglia, “consolatorio e di protezione” taglia, sono giudizi. “Un paesaggio terrificante… imprigionati.” qui prima racconti poi mostri. “una specie di” taglia.
15/10/2015 at 12:01
Non capisco 🙁
17/11/2015 at 14:46
Ignoralo, è meglio.