Legami di sangue

Dove eravamo rimasti?

La scoperta di nuove vite al di la della morte, aiuterà Clara a ricongiungersi con i fratellini? Contrariamente a quanto raccontato fin'ora, è Cleo la risolutrice. (67%)

Ricordi

Era una giornata luminosa. Giocava con i gatti della nonna e lanciava sassolini nel lago.

La mamma non voleva che lei si avvicinasse al lago, diceva che era pericoloso. Ma Joey suo fratello l’aveva trascinata in quel punto per giocare a fare le capriole. 

Joey si annoiò subito di quel gioco e si allontanò seguendo le tracce di una volpe.

Si avvicinò alla riva per recuperare qualche sassolino. Camminando diede un calcetto alla bambola di pezza che finì in acqua. Si girò in cerca d’aiuto, ma la mamma e la nonna erano lontane, ridevano e sfaccendavano con le oche. Si avvicinò alla riva, voltandosi continuamente per vedere se la mamma guardava nella sua direzione.

“Tutto bene” Pensò. Mise i piccoli piedi nell’acqua e si allungo per recuperare la bambola che si allontanava sempre più. “Un altro passo e la prendo…”

Trascinava i piedini nell’acqua fredda. Ad un certo punto un piede non trovò più il fondo e cade.

Il fondo del lago digradava di scatto formando un dislivello di almeno un metro sott’acqua e continuava verso il centro in discesa. Per una bambina di cinque anni era molto alta. Annaspò e gridò andando su e giù, ingollando acqua e strillando.

La mamma si accorse del cambiamento di atmosfera. Non seppe mai dire perché si girò a metà di una risata. Lo fece nel momento in cui la piccola riaffiorò dibattendosi nell’acqua. Gridò, con tutto le sue forse, strillò… le sue gambe sembravano di piombo, era incollata al terreno da melassa e bitume insieme.

Finalmente quando superò quella decina di metri che la separavano da sua figlia si buttò in acqua sollevando quel corpicino esile e indifeso. Depose la bambina sul prato scuotendola per svegliarla. La bambina aprì gli occhi e le sorrise lasciando un filo di speranza e un grande sollievo nel cuore della mamma e di chi era accorso a portare il suo aiuto.

Il sorriso della piccola si spense, lasciò uscire due parole “ Mamma…scusa” E l’ultimo respirò uscì dalla bella bambina troppo giovane per morire.

Urla di dolore trafissero il silenzio che si era creato intorno. Joey piangeva e abbracciava spasmodicamente la madre, si sentiva in colpa. La sua vita sarebbe rimasta segnata da quell’evento fino alla fine.

Cleo tossì, il pianto non riusciva a uscire. Il terrore per quel ricordo così vivido s’impossessò di lei.

Rumori e luci. Tante persone vestite di bianco si materializzarono davanti a lei. Perse conoscenza e si ritrovò in uno spazio azzurro. La percezione del suo corpo era confusa, non era più Cleo. Pace e amore la pervasero. Pensò che non voleva più andare via da quel posto.

“ No, piccola. Devi tornare. Non puoi rimanere qui.”

“ Chi sei?”

“Sono il tuo maestro. La tua guida per le vite.”

“Sì… Comincio a ricordare. Ma come mai sono ancora in questo luogo?”

“ Non vuoi rinascere nonostante la tua decisione di farlo per rimediare alla sofferenza che hai causato nell’altra vita.”

“Hai ragione, la mamma ha sofferto per la mia morte. Mi sono avvicinata troppo al lago, anche se lei non voleva. Joey si è portato il senso di colpa per tutta la vita colpevolizzandosi per la mia morte. Devo rimediare, ma come?”

“La tua vita ti insegnerà come, ora vai”

“ E’ bello stare qui. C’è pace.”

“ Ma devi andare…”

Un sospiro di accettazione uscì dalle labbra della bimba. Si sentì risucchiata in un altro posto. Era freddo e troppo rumoroso, ma si decise a respirare.

“ Finalmente, ci siamo riusciti! Ora è fuori pericolo. Potete far entrare la madre.”

Quella voce era stanca, ma gentile. Ora aveva gli occhi aperti e respirava meglio. Il viso di una donna si avvicinò a lei. Vide che stava piangendo ma sorrideva. “Che strano..”

“Ho freddo, fame, mi capite? Voglio mangiare!”

Cleo piangeva a pieni polmoni mentre il medico diceva alla madre che un grumo di liquido amniotico si era fermato negli alveoli polmonari provocando la congestione che poteva essere fatale, se non l’avesse espulso. I polmoni erano formati, ma non abbastanza e quel grumo di liquido faceva la differenza tra la vita e la morte della sua bambina. Ma ora il pericolo era passato. Solo alcune ore in incubatrice per sicurezza e poi l’avrebbero portata nel nido insieme con gli altri.

Intanto Tommy e Clara riposavano nella culla, sazi dopo la poppata del mattino.

Un singulto e Tommy si svegliò. Era convinto fosse sveglio, ma quello che vedeva non era certamente la realtà che lo circondava pochi minuti prima.

Era buio e freddo. Una voce parlava ma non riusciva a capire che diceva. Poi, piano la voce giungeva distinta.

“ Rimani con noi. La vita non è poi così bella. Noi ti vogliamo bene, nessuno ti potrà mai amare come noi.”

“ Chi siete?”

“ Come?, Non ricordi? Siamo quelli che ti hanno accolto dopo che tutti ti hanno lasciato solo.

Forse perché avevi fatto affogare la tua sorellina piccola? Ricordi come tutti quanti ti evitavano? Anche tua madre lo faceva, voleva più bene a quella bambina insulsa e noiosa che a te.”

“ Sì, è vero, mi ricordo. Nessuno mi voleva. Mi sono arruolato per andar via di casa, mio padre nemmeno mi guardava più”

“Resta con noi..”!

Entrano in gioco i maestri bianchi e neri. I ricordi aiuteranno i gemelli a trovare la pace?

  • Un episodio cambierà tutta la storia. (0%)
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  • La dimissione dall'ospedale porterà altri misteri (0%)
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  • Tommy cede alle voci malvagie (100%)
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25 Commenti

  • la scrittura un po’ naive non pregiudica l’effetto della suspence, l’attenzione del lettore è tenuta alta per tutta la durata dell’incipit. Attendiamo a piè fermo di sapere come procede!

  • ” vapore lattiginoso” mi piace. “troppo lontana” raccontato, “due pozzi profondi e scuri” cliché, “con urgenza” complemento di modo, taglia, “consolatorio e di protezione” taglia, sono giudizi. “Un paesaggio terrificante… imprigionati.” qui prima racconti poi mostri. “una specie di” taglia.

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