Un dado da venti

Dove eravamo rimasti?

Rakar é riuscito a liberare un demone rinchiuso da millenni causando non poco danno. Un bardo si avvicina ed offre loro aiuto Ascoltano il bardo perché ormai disperati. (100%)

Il pozzo.

– NO! Stavolta non mi freghi! Io non mi fido di questo tizio!
– Dario, decidiamo noi stavolta.
– NO! E’ inutile che cerchiate di convincermi, ho appena risvegliato il male perché ‘sto Master m’ha fregato, non ci casco di nuovo!
– Master, io provo a convincere Dario.
– Ok Serena, Dario tira un dado da venti.

Il primo del fantasmagorico trio a convincersi delle buone intenzioni del  “Bardo Kurt Rose” fu proprio Rakar il Chierico di Pelor.
– Ebbene ragazzi
Lo so che sembrate pazzi,
Io il Bardo favoloso
Vi condurrò verso un sentiero mostruoso.
Il male avete liberato
Ed ora che sia tutto Cavastolato!
Belle guardò intensamente il bardo, qualcosa in lui non la convinceva, si trovava nel posto giusto al momento giusto, come se stesse attendendo che il Male venisse liberato.
– Bardo Kurt Rose, ti prego, dicci come poter fermare questo Demone!
– Oh! Giovane eroe, la tua spada resta impassibile di fronte al sangue versato, eppur il tuo cuore piange ogni volta che prende un’anima. Tum tum chah.
Luca il guerriero ebbe un’illuminazione, fu come un secchio d’acqua gelata versata addosso dopo ore sotto al sole.
Il Bardo Kurt Rose, era un’idiota.
Ciò che gli fece capire l’entità della sua idiozia fu proprio quando si incamminarono verso Est, tra le lande del Carpazio Esagonale, una terra pericolosa perché dimora di antiche entità che si nascondevano in attesa di prede da divorare.
Mentre tutti camminavo attenti ad ogni piccolo rumore, Kurt Rose il Bardo danzava e canticchiava, prima in maniera gioiosa, poi come se stesse per morire.
– Siam dunque giunti cavalieri eroici
L’entrata del pozzo é qui!
Oh tu Male, eccocici! 
Noi ti penetreremo come una giumenta!
– Signor Bardo, la prego di smetterla di urlare, non é un posto amichevole questo!
– Oh Belle! Cara Belle! Bella Belle! Belle e Sebastien!
Voi udite i miei versi, ma io altro non sono che un viandante, non posso esser udito se non da anime benevole come le vostre.
Il Bardo spiegò loro come entrare nel pozzo, li salutò donando degli amuleti protettivi, da distruggere al cospetto di Akram. Li salutò con affetto, e canticchiando e danzando si diresse nella direzione opposta.
– Oh Luca il guerriero, Pelor ci é di nuovo giunto in aiuto, il bardo Kurt Rose é stata una delle sue benedizioni!
Udivano ancora il suo strano canto anche da dentro il pozzo, leggiadro allietava le loro orecchie, finché un urlo non li fece sobbalzare.
Kurt Rose il Bardo venne divorato da un branco di lupi mannari.
– Il suo ultimo canto si é concluso con uno strillo, che odorava di spirito giovanile.
– Come sei profonda Belle.
Un lungo corridoio si protraeva per chilometri e chilometri, l’aria era rarefatta e la luce poca, avrebbero voluto usare un incantesimo dell’elfa Strega Belle, ma decisero che non era il caso.

-Non ho capito Master, il bardo é morto?
– Forse si, forse no Davide.
– Il bardo era un idiota.

Una gigantesca porta bloccava il loro cammino.
Una frase scritta in comune era incisa sull’entrata.

“Una volta entrati qui dentro, il vostro permesso mi é concesso. Una volta entrati qui dentro, non esiste ne passato ne presente, ne la realtà ne la fantasia, non la concretezza non l’effimero. Qui mescolate le vostre carte. Qui vi perderete nelle lancette invisibili del tempo che mai cammineranno.
Qui morite, per vivere”

-Madonna Master che pesantezza però.

La porta si aprì lentamente, un’odore intenso di vaniglia invase le loro narici, a stento riuscirono a resistere ad un improvviso colpo di sonno.
Non era un posto per i deboli, il mirabolante trio questo l’aveva intuito, la magia era forte, il senso di pericolo incombeva sulle loro teste.
Tuttavia… Nessuno.
Nessuno si pose tra loro e l’enorme sala.
Solo piccoli rumori senza provenienza li mantenevano vigili, in attesa che qualcuno, o qualcosa, li attaccasse.
Udirono grida provenienti da lontano, e poi… la pioggia.
Non una goccia d’acqua lì sfiorò, i loro capelli non erano bagnati, ma la potevano udire, forte come se fosse sopra le loro teste.

-CAZZO! sta piovendo! Scusate ragazzi ho lasciato i panni stesi sul balcone!
– Certo però un pò di fantasia no eh? Ci descrivi l’ingresso nella porta maligna con la pioggia e fuori piove! Tolkien ti spiccia casa!
– Hey hanno suonato al campanello! Apro io? Masteeeer! Apro io?
Non ci fu risposta.
L’aria nella stanza si era fatta pesante, come se qualcuno avesse messo il muto su una canzone durante il ritornello.
– Serena vai a vedere chi é dai, quello si sta sbrigando a ritirare i panni c’é il diluvio di fuori!
– Io? Ma vacci tu scusa! Il tuo personaggio non é un valoroso guerriero? Mandi la donzella in avanscoperta?
– Dio mio, vado io! Master sbrigati che qui si sta facendo tardi!
Dario andò a vedere chi c’era alla porta, mentre Serena e Davide parlarono della storia, di come forse a tratti era scontata.
Davide andò a vedere se il Master aveva bisogno d’aiuto.
Tornò in pochi secondi.
– Serena! Non c’é NESSUNO in balcone!
– Ma che dici fai il serio Davide!
– Ehm ragazzi, ho trovato questo davanti la porta.
Un libro Rosso.

La sessione di gioco sta per finire, ma c'é qualcosa nell'aria.

  • Serena si fa prendere da un attacco di panico. (0%)
    0
  • Vanno a cercare il Master in casa (33%)
    33
  • Davide apre il Libro Rosso (67%)
    67
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