Dove eravamo rimasti?
Omicidi preventiviSi è fatto consegnare le pistole e i cellulari.
Franchi si maledice per essersi fatto fregare come un dilettante.
Calabria è ammutolita. La canna di una Beretta è sempre puntata contro di lei, adesso gli è di fronte.
“Mi complimento, non pensavo che sareste arrivati così presto.”
Simona lo fissa. Bencivenga ha tutti i cliché del militare: fisico imponente, capelli grigi a spazzola, mascella squadrata, spalle larghe.
E gli occhi.
Ghiaccio.
“Non avevo dubbi che vi sareste precipitati come mosche sul cadavere di mia moglie, ma per quello era pronto il mio caro Hassan. Quanto è importante avere dei collaboratori in gamba!”
“Non crede di doverci delle spiegazioni? Perché ha ammazzato tutte quelle persone?”
“Ha ragione, bella signora. Non si preoccupi, le spiegherò tutto. Così mentre parlo decido cosa fare di voi. Poi parto. Vuole che cominci dall’ultimo cadavere, quello che sta sporcando il pavimento di sopra?”
“Faccia come le pare, ma non la passerà liscia.”
Franchi è legato. E’ stata Calabria stessa a farlo, sempre sotto la minaccia della Beretta. Poi Bencivenga ha legato lei, avvicinandosi un po’ troppo alle sue curve.
“Non so se sapete cosa significhi essere il genero di un ammiraglio. Una rottura di palle immensa, specialmente se quest’uomo vi fa pagare la parentela con ogni sorta di angherie.”
Sono in un salotto, Bencivenga si versa un drink.
“Ero in Somalia nel 1993. Le truppe italiane ci andarono su mandato Onu, nel 1992. La Marina ci stette dall’11 dicembre ’92 al 14 aprile ’93. A Mogadiscio. Lo conoscevo da tempo, ma in quell’occasione ero direttamente ai suoi ordini. Mi ha portato in alto, poi mi ha trattato come l’ultimo dei dipendenti. Per fargli un dispetto ho mollato tutto. Per fortuna è crepato presto. Io e mia moglie eravamo pieni di soldi. Poi anche lei ha iniziato a comportarsi come il padre.”
“Gli omicidi.”
“Ci arrivo, cara. Per sfuggire da mia moglie, l’ho tradita varie volte e ho girato il mondo. Due anni fa, in Madagascar, una sera davanti al fuoco, parlando con Moretti, l’esperto di pietre, ho detto davanti a tutti che mia moglie aveva un preziosissimo diamante africano e che un giorno l’avrei uccisa per impossessarmene.”
Si alza a fatica.
“Quando ho deciso di farla davvero finita con mia moglie, mi sono accordato con Moretti. Avrei preso quel diamante, che da solo vale due milioni, a piazzarlo ci avrebbe pensato lui. Ho ucciso tutti quelli che erano davanti a quel fuoco, nel caso si fossero ricordati di quella sera, non si sa mai. Dato che mia moglie è nota, la notizia poteva arrivare. Sono stati omicidi preventivi. Poi me ne sarei andato, come sto per fare. Da qui a Montecarlo è un attimo, se controllate i miei conti tutti i soldi sono già all’estero.”
“E le lettere?”
“Con Moretti eravamo d’accordo che quando avessi deciso di impossessarmi del diamante, lo avrei preavvisato comunicandogli in modo eclatante, tramite gli altri compagni di quel viaggio, il luogo dove doveva avvenire il passaggio del diamante e il pagamento. Lui avrebbe dovuto raggiungere il luogo da me indicato, in attesa che io arrivassi con la merce. Ha capito benissimo e si è presentato qui con quella valigetta.”
Indica una ventiquattrore sul divano e ride.
“Lo stronzo non immaginava che c’era una lettera anche per lui. Se la mia povera sorella sapesse in che modo l’ho messa in mezzo…tanto valeva finire il gioco delle lettere.”
Un colpo di tosse. Poi un urlo strozzato.
Pochi istanti dopo, Bencivenga è a terra.
Franchi riesce a liberarsi, Calabria non lo aveva legato stretto.
Si avventano su di lui. La lingua nera penzola fuori dalla bocca che schiuma.
Simona gli guarda le dita.
Nere.
“E’ stato avvelenato. Non toccare la valigetta, Franchi. Anche Moretti non è stato stupido, ecco perché indossava i guanti, voleva fotterlo ma si sono fatti fuori a vicenda.”
La scientifica sta facendo i rilievi. Il pontile è transennato. Calabria e Franchi hanno parlato con il Pubblico Ministero.
Si avviano verso l’auto, lì non c’è più nulla da fare.

31/05/2013 at 11:03
Davvero un bel racconto, un giallo a tutti gli effetti! Ben impostato, lineare e avvincente dall’inizio alla fine. Sono contento di leggere che tornerai con un nuovo racconto e che di questo ne vedremo una versione “extended”
01/06/2013 at 16:25
Grazie tante anche a te, sono abbastanza contento del risultato in effetti. A presto con il nuovo racconto!