un giorno come tantiFu il suo gridolino di gioia a destarla dal sonno.
Una forte luce la travolse.
Dolorante si mise a sedere con sforzo e, dopo aver infilato le ciabatte, attraversò con calma la stanza, diretta verso la culla.
Luca era sveglio, il suo sguardo attento seguiva scrupolosamente il cerchio tracciato dal volo delle api pendenti dalla giostrina.
« buon giorno tesoro » sorrise guardandolo.
Era così piccolo tra i cuscini gialli. Gli occhietti vispi, di un azzurro tenue; davvero tutto suo padre.
Il pensiero le procurò un capogiro.
Si diresse con calma in cucina, decisa a concedersi ancora un po’ di tranquillità.
La luce del sole dava un aspetto surreale alla stanza, l’odore familiare dei mobili le invase le narici e lei inspirò a fondo, bisognosa.
Il pigiama le scendeva delicatamente sui fianchi facendola
sentire protetta, ingenua, giovane.
Si versò del caffellatte in una tazza a pois e, sorseggiandolo lentamente, si lasciò scivolare sulla poltroncina di fronte al televisore.
L’orologio scandiva monotono il tempo, in fondo alla stanza, noncurante.
Il pianto del piccolo annunciò l’inizio, ormai irrimandabile, della sua frenetica giornata.
Dopo essersi vestita e aver riposto dei documenti nella borsa, lo prese tra le braccia e lui si placò immediatamente.
Sara si lasciò sfuggire un sorriso.
Luca si era appena saziato, dopo aver svuotato il biberon, quando suonò il campanello.
La nonna, Elena, entrò senza troppi convenevoli. Sara la salutò velocemente.
«La mamma torna presto, fa il bravo con la nonna»
Diede un fugace bacio al piccolo,uscì di casa richiudendosi la porta alle spalle.
In strada l’aria pungente del mattino l’inondò. Attraversò cautamente, dirigendosi verso la sua mini-cooper parcheggiata a pochi isolati da lì. Era molto difficile trovare parcheggio vicino casa in quella città. Una volta salita a bordo mise la prima, frizione, acceleratore e via. S’ immise nel traffico. Dopo poco s’imbatté nel semaforo rosso –maledizione- imprecò. Arrivò dopo mezzora circa.
Mentre sfilava le converse per infilare le scarpe alte firmate “Luciano Barachini”, si preparò psicologicamente all’imminente sfuriata del suo capo: era in ritardo. Uscendo dall’auto evitò per un pelo una storta – se becco quello a cui è venuta la fantastica idea d’inventare il tacco glielo do in testa io il tacco..- arrancando entrò nell’edificio. Salutò un paio dei suoi colleghi.
La tensione era palpabile. Si diresse al distributore posto in sala d’aspetto. Probabilmente Margharet era già fuori di sé, avrebbe preso lei volentieri una camomilla –con tranquillante- pensò. Digitò il codice e infilò una mano in borsa alla ricerca della chiavetta azzurra riservata ai dipendenti. Alla fine dovette convincere sé stessa ad estrarre il proprio borsellino dalla borsa –ci mancava anche la chiavetta -. Prese il caffè dall’apposita fessura. Dopo un minuto, due minuti, tre minuti.. il distributore non dà resto. Si allontanò in preda all’irritazione più totale.
Margharet Rush la stava attendendo nel suo ufficio, impaziente e isterica come sempre.
Sara bussò educatamente. Di rimando la “strega” grugnì.
Non aveva affatto una bella cera, le occhiaie erano visibili nonostante i tre chili di fondotinta che cercavano, invano, di nasconderle. Ma cosa aveva questa donna? Diavoli per capelli?
« voglio un rapporto completo di tutte le vendite di questa settimana. Lo aspetto sulla mia scrivania alle 17:00 di questo pomeriggio …»
Parlava velocemente, la sua bocca lasciava intravedere denti giallastri, evidente prova di un eccessivo consumo di sigarette. I suoi discorsi erano tutti un monotono e consueto “bla.. bla.. bla..”. Sara in realtà si stava già crogiolando nell’idea di essere fuori da quel luogo asfissiante e poter respirare.
Finalmente Margharet la congedò e rincuorata uscì dalla stanza. Si lasciò scivolare sulla sedia girevole e si concesse un momento di ilarità.
Il tempo trascorreva lento.
Nel pomeriggio,poco prima delle 16:00,squillò il telefono. Sara si affrettò a rispondere.
chi c'è all'altro capo del filo ?
- una sua vecchia amica (a dir poco sorelle) che non vede da tanto (50%)
- un cliente molto importante (25%)
- sua madre, Elena (25%)

02/01/2014 at 01:27
Letto anche questo cucciola bravissima è stupendo =)