Dove eravamo rimasti?
Un invito che non si può rifiutare
Samuel attraversò a passo lento Parco Federico Fellini, il giardino che la città di Rimini aveva dedicato al celebre regista, suo figlio prediletto. Gli alberi offrivano un po’ di frescura in quella che si preannunciava come una delle notti più afose dell’estate e il giornalista apprezzò di buon grado il breve refrigerio.
Era appena uscito dal parco e si stava per accingere ad attraversare il lungomare quando un’auto si fermò davanti a lui. Era una BMW nera, con i vetri oscurati, e gli aveva bloccato intenzionalmente la strada.
Questo non lascia presagire nulla di buono, pensò.
Il finestrino posteriore si abbassò, rivelando all’interno il volto di un uomo sulla cinquantina, con una corta barba curata.
-Buonasera signor Bones.-, disse l’uomo.
Samuel lo guardò con sospetto, senza rispondere.
-Sarebbe così gentile da salire?-, domandò quindi l’altro. Il tono era cordiale, ma al tempo stesso minaccioso.
-Ho imparato da bambino a non salire in macchina con gli sconosciuti-, rispose Samuel.
-Mi permetto di insistere, signor Kaplan.- La canna di una pistola fece capolino dall’interno dell’auto, rivolta verso il giornalista. -Preferisce che la chiami così, col suo vero nome?-
Samuel sgranò gli occhi. Chi era quell’uomo?
Parlava con un accento americano… Che facesse parte dell’organizzazione di Ryan Bosworth?
Mi hanno trovato.
Il giornalista si guardò intorno, cercando di valutare se avesse margini di fuga, ma l’espressione determinata nel volto dell’uomo gli consigliò di non tentare nulla di azzardato.
-Se la mette in questo modo… Credo di non poter rifiutare il suo invito.-
L’uomo sorrise, poi aprì lo sportello e si scostò di lato, permettendo a Samuel di salire. Alla guida c’era un giovane di colore che osservava attento dallo specchietto retrovisore.
-Chiuda lo sportello, grazie.-, disse l’uomo con la pistola.
Samuel obbedì e l’altro fece cenno all’autista di partire.
La BMW si immise nel traffico ferragostano.
-Il mio nome è Dustin Rhodes, signor Kaplan.-
-Signor Bones, grazie. Non mi chiamo più Kaplan da dieci anni.-
-Il nome è solo un dettaglio. Lei è sempre la stessa persona.-
-Dipende dai punti di vista.- Samuel osservò i suoi due rapitori. –Siete uomini di Bosworth?-
Dustin Rhodes rise di gusto.
-Se lo fossimo sarebbe già morto, signor Bones.-
Samuel tirò un mezzo sospiro di sollievo.
-Ma non si rilassi troppo. Non è detto che allo spuntare del sole non si ritrovi a far compagnia ai pesci.-
-Che cosa volete, allora?-
Dustin tirò fuori dalla tasca una fotografia e la porse a Samuel.
-Vogliamo che ci dica dove si trova questa donna.-
Chi è la donna della foto?
- Una donna a lui sconosciuta (62%)
- La figlia di Samuel (23%)
- La ex moglie di Samuel (15%)

18/08/2014 at 14:05
Molto interessante questo racconto, ho fatto la scelta che va per la maggiore: una donna sconosciuta. A te la tastiera 🙂
12/08/2014 at 13:43
Penso che sia più interessante che Samuel non la conosca.