Dove eravamo rimasti?
Lo scontro
Il presentimento di essere stata responsabile di qualcosa di orribile era offuscato dal dolore per la perdita di Kaneko.
Da quel giorno i vestiti non le danno più soddisfazione e qualcosa di sinistro la tormenta a tal punto da spingerla a tornare a casa e a aspettare il peggio in camera. L’armadio è ancora lì sfasciato, irriconoscibile. L’anima del mobile in viaggio con Kaneko per chissà dove. Li ha persi contemporaneamente e il dolore è così forte che anche se in questo momento a suonare il campanello fosse il fattorino con in consegna l’ultima creazione di Valentino, l’avrebbe ritirata, ma non sarebbe stata in grado di spacchettarla. Acquisti del genere arrivavano ogni giorno per aiutarla invano a superare quel momento. Lo shopping compulsivo su internet: un piccolo diversivo per alleviare il torpore insopportabile in cui era caduta.
Questa volta il trillo è più insistente del solito e non accenna a smettere. Irrequieta Miho si spinge fino allo spioncino solo per confermare che il peggiore dei suoi incubi si sta tramutando in realtà: dall’altra parte della porta c’è lei, Ruri, ma sembra un’altra persona, è irriconoscibile. A questo punto Miho non può più fare finta di niente: in un istante tanti punti apparentemente scollegati gli uni agli altri si uniscono materializzando la tela di ragno che la sta stringendo in una morsa fatale. La punizione servita direttamente a domicilio. Ma certo, la vendetta del pigiama a pois: era bastata una semplice telefonata da parte di Ruri per rintracciare il suo indirizzo.
La presenza al di là della porta fa paura. Portatrice sana di un’indicibile fonte di dolore, Miho decide di attaccarla fisicamente e di zittirla. Non vuole sapere da quella stupida quello che da giorni sospetta e che la sua presenza lì palesa in modo inequivocabile. L’avrebbe stesa e poi sarebbe fuggita via, dimenticando di essere stata l’ignara mandante di una carneficina.
La porta si spalanca senza preavviso e la sorpresa per Ruri è tale da farle perdere l’equilibrio: con tutta probabilità è sotto l’effetto di qualche acido. Miho le si avventa contro e comincia a strattonarla sempre più forte finché la disarmante docilità della ragazza non la irrita a tal punto da iniziare a sferrarle pugni a ripetizione.
Ruri soccombe ignara: sono stati giorni estremamente difficili. Nel suo caso non c’era nessun senzatetto pronto a sacrificarsi per lei e tutte le prove erano a suo carico. Era convinta che Miho potesse aiutarla a escogitare l’alibi perfetto ma a quanto pare si sbagliava: perchè le stava riversando contro tutta quella furia sovrumana?
La risposta non tarda a arrivare: è la stessa Miho a rivelarla emettendo un gemito ancestrale di angoscia che progressivamente si articola in sillabe riconoscibili per poi stabilizzarsi in un nome noto ad entrambe: “Ka-ne-ko, Kaneko, KANEKO!!!!!!!!”.
Ruri capisce così di essere definitivamente sola e di aver perso quella che credeva la sua più valida alleata. Le è andata male e il destino le ha giocato un pessimo tiro mancino; ormai non c’è più spazio neppure per il pentimento. Si limita quindi a ricevere i colpi che la stanno fracassando senza mostrare alcuna resistenza.
All’improvviso, a capovolgere la situazione, è un grido, così forte da far ritornare in sè Ruri e capace di interrompere momentaneamente l’azione distruttrice di Miho.
“MIHO! MIHO! Che stai facendo, smettila!”. Sull’uscio della porta compare una sagoma che dovrebbe essere solo un fantasma dall’oltretomba, mentre a guardarla bene è la madre di Miho in carne ed ossa.
Miho lascia la presa e distoglie lo sguardo da Ruri, ridotta ormai a una maschera di sangue: quest’ultima, invece, improvvisamente si anima, raccoglie le ultime forze e si lancia contro l’avversaria digrignando i denti, la rabbia scaturita dalla cocente delusione per essere stata ingannata da un’inetta che credeva la sua migliore amica.
La madre a quello spettacolo chiude la porta e scompare atterrita lasciando le due ragazze in balia di uno scontro senza vincitori. Gli unici testimoni rimasti sono i vestiti di Miho che, appesi allo stendino del balcone della camera della ragazza, svolazzano al sole. Sembra vogliano prestare soccorso alla loro beniamina, ma se realmente un modo c’è, esiste solo nella sua testa.

30/11/2020 at 17:41
Ho iniziato dal primo capitolo. Molto interessante, fila che è una bellezza e il personaggio ha la giusta dose di simpatica follia.
20/04/2018 at 22:05
Buonasera Gabriele, buona storia, mi ha intrigato da subito.
Buoni personaggi, inseriti correttamente e con il ritmo giusto, danno spessore alla storia senza appesantirla.
Attendo il seguito
In bocca al lupo
pienne
23/03/2018 at 09:36
Si avvierà al centro di smistamento dei vestiti; chiudersi nell’armadio non dovrebbe essere possibile, vista la sua distruzione, e comunque arrivata al 7’capitolo è necessario che Miho si muova verso un obiettivo.
Bravo davvero , mi permetto di consigliarti una maggiore attenzione alla punteggiatura nei periodi più lunghi.
Ciao
01/02/2015 at 20:01
Tesò, ma quando torni qua tutti ti vogliono e dai aripjate…. Uff uff…Datti un poco di sollievo….
02/02/2015 at 15:35
Lu sei una grande. Mi stai aiutando tanto con la tua presenza. Grazie di sentire la mia mancanza. Sono travolto da un vortice e ti scrivo sospeso a mezz’aria. Appena trovo un momento di pace sai che ci sarò
07/12/2019 at 12:14
Autore mi raccomando ? torna presto ♥️
31/01/2015 at 18:45
Vedo che i tuoi followers hanno già richiamato la tua attenzione sul refuso nel titolo al capitolo 6, certamente una svista, ma attenzione!
Mi piace molto il tuo stile, la narrazione al presente (che in genere non mi fa impazzire), in questo caso dà un bel ritmo alla storia, sempre incalzante. A volte quasi a costo di spaesare un po’ il lettore. Parlo dei personaggi e delle loro personalità: lasciano intravedere mille storie e avventure parallele, che potrebbero essere sviluppate in seguito e delle vicende che si susseguono veloci e parallele.
02/02/2015 at 15:33
Cara Daniela, grazie del commento. Chi mi conosce sa che scrivo in treno fra un cambio e l’altro uploadando da iPhone e iPad (ps; grazie a TI per aver migliorato l’interfaccia). Da qui nasce Solievo con una elle. Fastidioso: veramente. Staff di TI, se leggete i commenti: me lo correggereste? Chiedo di più: perché non approntare un sistema per rieditare i nostri racconti? Cara Daniela, tornando a noi: anche il ritmo segue le rotaie di un treno, lo spostamento da un binario all’altro, la precarietà di stare in equilibrio su un treno strapieno. E ancora; i personaggi. Sono le stesse che vedo in treno: sonnecchiano, si truccano, si crogiolano sul sedile come se fossero nel divano di casa. Si scontrano senza dirsi una parola. E dai loro malumori io cerco di ricavarne una storia. Tutto qui.
30/12/2014 at 23:20
Mi pare in forma per Satoshi. Scritto equilibrato.
Al 2015?
02/02/2015 at 15:37
2015. Febbraio. Forse a San Valentino. Episodio speciale di Miho
30/12/2014 at 22:55
Sono proprio contenta di questo capitolo. Caspita che bello, l’hai resa tutta la personalità di questa vanitosa impeccabile. Ho votato la svolta romantica il mazzo di rose….Anche io voglio un mazzo di rose. E tutto questo ambaradam della polizia e poi loro non c’entravano un tubo ? Mah, cosa le vorrà proporre l’amica.