Lady Morgause

Dove eravamo rimasti?

Perché Morgause vuole entrare in possesso della chiave magica? Liberare la sua gente dalle ingiustizie di Uther (67%)

Il vagabondo

Morgause diffidava di chiunque, aveva un cuore di pietra e traboccante di odio; ma non amava le ingiustizie del padre e ciò caratterizzava il suo duplice carattere: diabolico e ambiguo da una parte e apparentemente docile dall’altra. Non amava i soprusi che suo padre infliggeva alla povera gente del regno. Ma non combatteva la tirannia del re solo per la sua bontà d’animo; il lato sinistro della sua doppia personalità cresceva sempre di più, riuscendo a manipolare le menti deboli della classe più bassa per accorciare la fiducia che quei disgraziati riponevano nel loro venerabile sovrano.

Ritornando a castello, scortata dal cavaliere impiccione, ordinò presto che si facesse tacere il baccano del mercato popolare che, quotidianamente, si svolgeva nella piazza principale. I bambini cessarono di piagnucolare e i ragazzini, costretti a lavorare come schiavi, furono gettati in terra dalle stesse guardie regali che li disprezzavano.

<< Mia signora, è vostro padre che ci manda! >> esclamò di colpo il capo.

L’esercito indietreggiò impaurito quando la vide scendere dal benevolo quadrupede.

<< Non m’importa: non ammetto caos di alcun tipo al mio passaggio, quindi sarà meglio per voi ritornare a palazzo >>.

<< Ma Uther cosa dirà?>>.

<< A lui penserò io. Ora andate! >>.

E ubbidirono, poco convinti. Il leader dell’esercito, scocciato, estrasse la sciabola dalla sua cintura e la puntò contro un sacco di legumi, adagiato in maniera poco stabile, su uno sgabello arrugginito. L’esterno fu squarciato a metà, mentre l’interno, pieno fino all’orlo, scivolò tutto sguazzando di qua e di la.

La baldoria sembrava essere finita, ma un giovanotto, con gli stracci che puzzavano ancora addosso, si inginocchiò sul suolo rovente intento a recuperare quel che effettivamente rimaneva.

Morgause lo fissò schifata, ma con prudenza e astuzia.

<< Che stai facendo?>> gli chiese con disprezzo.

<< No, era tutto ciò che possedevo… >> farfugliava singhiozzando.

La donna non capiva e sbalordita lo guardò ancora.

<< Era tutto per me, tutto! >> gridò un’ultima volta il vagabondo.

<< Qual è il tuo nome? >>.

<< Il mio nome è Lancillotto >> dichiarò confuso, pensando ai legumi andati a male.

<< Non può stare qua in questo stato, portatelo nelle mie stanze >> ordinò con voce squillante ai soldati che stavano facendo ritorno nella loro dimora.

Essi eseguirono il comando, mentre Morgause con aria basita e maligna si chiedeva cosa mai potessero avere di speciale quei legumi così tanto desiderati.

<< Un gesto nobile da parte tua >> si congratulò Gwaine che le stava a fianco.

<< Non l’ho fatto per gentilezza, penso che quel Lancillotto nasconda qualcosa e devo scoprire di cosa si tratta >> rispose scattante inquinando l’immagine angelica che l’uomo aveva dipinto nella sua fulgida mente.

Ma prima di rientrare, la principessa esitò un istante e fece dietro front promettendo alla sua banda che li avrebbe raggiunti non appena fosse stato possibile. Gwaine non badò molto alla sua scelta lasciando il campo di battaglia che aveva visto ben poco di spada e una donna che era alla disperata ricerca di un qualcosa. Di magico forse. Ma lei se lo sentiva. E Morgause non sottovalutava mai il suo istinto da strega. Quei legumi racchiudevano la sua più grande rovina. Voleva saperne di più. E così invocò la maga, una seconda volta. 

<< Solo uno di essi è magico e racchiude in sé un valore inestimabile poiché ha l’importante compito di liberare la schiera dei Grandi Maghi Bianchi che dovrebbero fare di Lancillotto un fedele cavaliere di Camelot>> intonò una voce stridula  tra i soffi gelidi del vento.

<< Sei tu? >> domandò Morgause girandosi attorno.

<< Vieni nella foresta: ti spiegherò meglio >>.

Di chi è la voce misteriosa?

  • Della madre di Morgause (50%)
    50
  • Della maga (17%)
    17
  • Di una donna sconosciuta (33%)
    33
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