La ballata del Corvo (Ghiaccio e Argento)

Dove eravamo rimasti?

Ci avviciniamo al termine...cosa accadrà nel prossimo episodio? Confronto tra Darven e Vareon (50%)

Ghiaccio e Argento

Le porte della cella si aprirono, lasciando entrare luce ed una ombra fin troppo familiare.

Fu il silenzio ad accompagnare il momento, lo scontro di sguardi tra il re e il condannato in catene, entrambi vittime, entrambi assassini. Il re voltò le spalle a Vareon, incamminandosi verso l’uscita della prigione. Pronunciò una sola frase, che riecheggiò tra le mura di pietra.

<<E’ giunta l’ora>>.

Le catene mordevano i polsi di Vareon, trascinate dalle mani pesanti dei carcerieri per condurre i passi di un uomo verso la morte. Giunto all’esterno, fu sopraffatto dal grido di una città che reclamava il suo sangue. Persino gli schiavi circondavano il patibolo, e Vareon soffrì nel vedere sui volti di coloro che voleva salvare la stessa sete di sangue dei suoi oppressori. La voce di Darven tuonò nell’aria, elencando i crimini di Vareon, cospiratore e assassino mentre la sua testa veniva costretta sul ceppo del boia. Un’ombra piombò sul patibolo, straziando i carcerieri in una danza macabra di ali nere ed artigli. Vareon sentì le catene cedere e si voltò, libero, verso la figura del suo improbabile salvatore. Le piume nere lasciarono il posto a capelli rossi ed un sorriso fin troppo compiaciuto.Non vi fu il tempo per parole o saluti. I soldati si precipitarono verso il patibolo, mentre la folla fuggì via dalla scena. Darven in persona si unì ai soldati, brandendo una spada e dirigendosi verso Ambre.

<<Ora!>> gridò la ragazza, prima di assumere nuovamente la forma del Corvo e lanciarsi in una danza di morte. Dai tetti iniziarono a piovere frecce sui soldati.

Vareon rimase spiazzato. Davvero aveva creduto di essere prossimo alla fine. Eppure una ragazzina aveva riacceso in lui la speranza della libertà. Raccolse la spada di uno dei caduti e si lanciò nella mischia.

Affrontò dei soldati, riuscendo a fatica a sopraffarli. Era debole, troppo debole. E c’era qualcosa che non andava, in questa situazione. Troppo facile la sua liberazione. Si guardò attorno, notando come i soldati si limitassero a tenere il perimetro della piazza, mandando pochi uomini al centro per dare l’illusione di una battaglia. Si voltò verso il patibolo, e il sangue si gelò nelle sue vene.

Ambre era dinanzi a Darven. La ragazza lanciava rapidi assalti tuttavia il re schivò ogni colpo.

<<Stupida ragazzina>> gridò, schernendo la sua avversaria mentre colpì con un rapido fendente. Ambre crollò, reggendosi un braccio ferito. Darven rise, e guardò verso Vareon.

<<Dannazione>> disse Vareon a labbra strette, precipitandosi verso i due. Darven calciò il ventre di Ambre, per poi bloccarla a terra e sollevare la lama in preparazione del colpo finale.

La lama calò sotto lo sguardo di Vareon, ed il tempo per lui parve dilatarsi, mentre una voce familiare sussurrava melliflua nel retro dei suoi pensieri.

<<Questa è la fine. La ragazza morirà e poi sarà il tuo turno. Eppure hai ancora una possibilità per evitare questo dolore>> disse il demone.

<<E sia, prenditi il mio corpo, prendi la mia anima ma ti prego, salvale la vita!>> cedette Vareon, e il suo mondo divenne nebbia.

Darven sollevò la lama, calando il colpo di grazia sulla ragazza, pregustando l’ultimo atto di una vendetta attesa per anni.

Darven fu scaraventato a terra, spazzato via da una folata di vento gelido. Un grido disumano straziò i polmoni di Vareon, un nome, che nel dolore divenne ruggito. Una luce accecante esplose da Vareon, e al suo diradarsi, l’uomo era scomparso. Al suo posto brillarono scaglie d’argento. Il drago bianco ruggì, facendo gelare l’aria con la potenza del suo respiro. Rivolse lo sguardo verso Darven e lo afferrò, costringendo il re a guardare dritto nei suoi occhi senza vita. La sua voce esplose nella testa del re, una voce che Darven conosceva sin troppo bene.

<<Non è possibile>> balbettò, riconoscendo la creature che tempo addietro gli fece dono del potere.

Il drago rise, un suono denso di malvagità.

Darven capì. Tutte le battaglie e le sofferenze, la sorte sua e di Vareon erano state dirette e forgiate dal mostro che, nel suo gioco sadico, ambiva soltanto ad una cosa: la libertà.

<<Siete foglie trascinate dal vento, ed io sono la tempesta. Ora, piccolo uomo, restituiscimi il dono che ti feci tempo fa>>.

Darven sentì il potere fluire via, tornare alla bestia di ghiaccio ed ombra.

<<Ti lascerò vivere, come ricompensa per la tua parte in questo teatrino>>.

Lasciò la presa, per poi voltarsi e puntare lo sguardo sulla città. Spiegò le ali, pronto per librarsi nel cielo.

<<Vareon>> disse Ambre con un filo di voce, riversa a terra tra piume spezzate e sangue rappreso.

Il drago si voltò verso la ragazza e parlò, la sua voce di tuono gelida come il vento del nord.

<<Vareon è morto>>.

La bestia prese il volo, ruggendo nell’aria mentre scagliava la sua furia verso la città.

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149 Commenti

  • Fine. Grazie a tutti quelli che hanno seguito la storia sino a questo punto, grazie per tutti i commenti e l’attenzione e sopratutto la pazienza 😉 Ci sarà un seguito, ovviamente, anche se non so se inizierò a scriverlo subito o se aspetterò ancora un pò. Ah, ho già detto grazie a tutti?

  • Sono arrivata in dirittura d’arrivo ma ho avuto tutti il tempo per recuperare i capitoli.
    Sei molto bravo e giocare e a mostrarci le emozioni e le evoluzioni (emotive) dei personaggi.
    A me piace!
    Ho votato per un confronto, sì, mi piacerebbe. Ciao!

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