Ritmo

Un due

Un due, un due, un… due, un… due, … due, un due.

Coraggio vecchio mio, non mi abbandonare ora. Siamo saliti sul Pasubio io e te. In bicicletta. Non ti arrendere. Hai altre vette da scalare e mondi da visitare.

Un due, un… due, … due, un …, un due.

Ricordi quella volta sull’Ortigara? Pioveva e faceva freddo. Quanta paura abbiamo avuto quando sono iniziati a cadere i fulmini. Eppure siamo tornati a casa, sani e salvi.

Se solo mi ascoltassi, se non facessi sempre di testa tua. È dal primo giorno in cui ti ho conosciuto che cerco di andare d’accordo con te ed è da allora che litighiamo.

Un due, … due, … due, un… due.

Litighiamo, ma non possiamo dividerci. Sempre insieme, in ogni avventura o giornata tranquilla. Io e te, inseparabili amici-nemici.

Ma quando arrivano? Ho chiamato almeno dieci minuti fa e non si vede ancora nessuno. Sanno che devono correre?

Manca il ritmo, il ritmo non c’è.

È come il mese scorso: il meccanico mi ha cambiato il corpo farfallato dell’auto. Io neanche sapevo che in un motore diesel ci sta un corpo farfallato. Si è rotto e l’auto non andava più. Il ritmo è così: finché è perfetto non se ne accorge nessuno, ma quando manca sono dolori.

Un due, un… due, … due.

Pensa a Eric Clapton: sarebbe niente senza quella sua assoluta perfezione ritmica. Le note sempre al momento giusto e, anche quando non sono a tempo, così adeguate al ritmo.

Pensa invece al beone che suona la chitarra elettrica in piazza: arriva con la cinquecento d’epoca e si mette a suonare sulle basi. A torso nudo anche in gennaio. E non ha ritmo. Che sulle basi risulta una merda.

Perché non arrivano? Cosa stanno facendo? C’è qualcuno che ha bisogno qui!

Un due, un due, un due, un… due, … due.

Sai cosa ci vorrebbe ora? Un bacio di Eloise! Lo pensi anche tu, vero? Con un suo bacio passerebbe tutto. Stare tra le sue braccia, sul divano di casa sua, ti ha sempre fatto bene.

Un due, un due, … due, un…, un…, un due.

Comincio a innervosirmi. Sì, lo so: tu preferisci che stia calmo, ma come si fa? Ho chiamato da troppo e non arrivano.

Sono stanco, molto stanco di aspettare. Sembra che al mondo io sia l’unico a preoccuparmi di te. Mi manca l’aria e le forze mi stanno abbandonando. Gli occhi mi si chiudono da soli. Spero che venga qualcuno.

Ho sonno, molto sonno. Un attimo, hai sentito anche tu? Sono dei passi di corsa. Forse arrivano. Dai, resisti!

Dove si trova il nostro protagonista?

  • Nel bagno di una discoteca (43%)
    43
  • In un bosco (14%)
    14
  • In un letto d'ospedale (43%)
    43
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195 Commenti

  • Ciao, tutto il racconto è stato fluido e scorrevole…Geremia ha fatto bene a girare a destra e il ritmo pacato del cuore forse è una conferma in più…
    A presto con una nuova storia
    (p.s. ho risposto al tuo commento alla mia storia, ma vorrei un chiarimento, se ripassi ti ho scritto 😉 )

  • Geremia che si mostra sempre così profondo e poetico in realtà è come una maggioranza di uomini: è rimasto per anni con una donna che non amava solo per “comodità”, per non essere solo. Eloise era una specie di coperta di Linus, ha trovato il coraggio di lasciarla solo quando si è invaghito (o innamorato) di un’altra.
    dal mio punto di vista la sua riflessione filosofica sulla solitudine è soprattutto un modo di giustificarsi con se stesso.

    Il finale ritmato è davvero riuscito. Anche il cuore è in pace.

    • Grazie.
      Mi fa molto piacere leggere la tua analisi psicologica del personaggio.
      Ho ragionato molto sulla psicologia di Geremia, ma ho cercato di fare in modo che le sue caratteristiche emergessero dai suoi ragionamenti, dal suo modo di essere e agire.
      Il fatto che tu ne abbia tracciato un profilo dettagliato, giusto o sbagliato che sia, lo leggo come un mio piccolo successo. Se avevi sufficienti dettagli per fare ciò, significa che qualcosa sono riuscito a trasmettere.
      È stata dura creare un personaggio, per certi versi molto distante da me. Ho dovuto fare un collage di alcune persone che conosco realmente.
      Naturale comunque che ci sia un po’ di me in lui e in tutti gli altri attori di questa storia.

  • Arrivi alla fine di questa tua nuova avventura con eleganza, ironia e intelligenza.
    Evitando di finire nella trappola che ti hanno tessuto intorno i tuoi lettori (impazienti di saziare la loro curiosità pettegola) e virando verso un finale tutto tuo che da spazio al personaggio, ai suoi continui dubbi, alle sue riflessioni, alle sue scelte. Scelte che lo mettono in pace con sé stesso forse o forse no… I miei più sinceri e sentiti complimenti. Racconto bellissimi che avrebbe meritato più lettori

    • Grazie mille per il lusinghiero commento. Non so il discorso dei lettori, forse non era un argomento così avvincente. In ogni caso per me è più importante ricevere consigli e apprezzamenti da chi è arrivato fino in fondo e mi ha aiutato a svolgere la storia. Quando i complimenti arrivano da chi, come te, è competente perché scrive molto bene, allora valgono doppio.

  • Ciao Tom,e così è finito. Scrivi molto bene,perciò nessuna critica su questo,anche perchè non ne avrei le qualità. Per il resto il mio giudizio diverge dagli altri, io sono per le spiegazioni chiare e se si riesce definitive, non capisco cosa avrebbe cambiato la spiegazione su Ramona. Sono,per quando si riesce, ad annodare tutti fili, senza lasciarne di sospesi. M questa è una mia idea, e vedo dai commenti che è solo mia.
    Per il resto aspetto il primo del prossimo. Finiti i commenti pubblico il mio.
    Buona domenica.

    • Ognuno ha i suoi gusti. Io credo che un racconto come un thriller o un giallo ha dei canoni precisi e quindi la spiegazione era d’obbligo. Nel mio caso era qualcos’altro. Quindi tu spiega, io faccio lavorare la fantasia. Grazie. Mi è servito molto il tuo continuo intervento durante la stesura.

  • Caro Tom,
    Il finale mi è proprio piaciuto:
    Arrivo all’ultima parola e ridendo a denti stretti dico ‘Pezzo di…’ 😀
    Senza offesa, eh? Mi ha fatto proprio ridere, sei riuscito comunque a sorprendermi lasciando sospesa la ‘verità’ su Ramona. Indizi, certo, ma niente di definito. Mi sono chiesta se mi stessi perdendo qualcosa che mi impedisse di afferrare appieno il valore e il significato della ‘solitudine’ a cui accenna. Mi arrendo, mi pare una riflessione estemporanea utile a definire meglio la psicologia e la posizione psicologica di Geremia (le altre ‘solitudini’ che si sono trovate sono un uomo e una donna, quindi nessun ‘indizio’ qui).
    Mi è piaciuto leggerti e spero di poterlo rifare presto.
    Ciao ciao

  • Bellissimo finale, dove giustamente il protagonista assoluto è il ritmo. Bravo per questo finale che non svela quasi nulla, lasciando facoltà al lettore di fare le congetture che preferisce. Bravo per l’intero racconto, per la leggerezza che hai saputo trasmetterci con la tua prosa fluida e per l’ineccepibile disegno lineare della trama.
    È stato un vero piacere.

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