Dove eravamo rimasti?
FLORENCE
La signora Florence sedeva in cucina intenta a sorseggiare il suo adorato the al gelsomino. Katrina non riusciva a porle la domanda che le interessava. Noah le aveva detto che la donna in realtà era una Bean-Tighe, ovvero una creatura del Piccolo Popolo. Questa di solito assumeva l’aspetto di una vecchietta, che aiutava i vicini facendo piccoli lavoretti in cambio di piccoli doni o di dolcetti. In effetti da quando erano amiche, non passava giorno che Katrina non comprasse i pasticcini da offrire alla donna per l’ora del the. Era diventato parte della sua routine e ne riceveva conforto da quando era rimasta sola.
« Cosa devi chiedermi Katie?»
«Io….Non so come dirvelo. Credo di sapere qualcosa su di lei, ma non vorrei offenderla »
«Chiedi pure quello che devi se questo può esserti utile in qualche modo.»
«Voi siete…una creatura del Piccolo Popolo? Una Bean-Tighe?» la donna scoppiò a ridere sinceramente divertita.
« Anche se lo fossi non credo che te lo direi. Non lo sai forse che se vengono scoperte queste creature sono costrette a sparire? »
« Io non voglio questo, ci tengo molto alla vostra amicizia. Ho un problema però…ho bisogno del vostro aiuto. Credo che una fata assassina mi stia perseguitando.»
«Lo so Katrina, l’ho vista uscire da casa tua. Devi assolutamente proteggere la tua casa in modo che non possa più entrare.»
«Come posso fare signora Florence?»
«Il tuo amico ammazza Fairies dovrebbe saperlo. Scusami se non provo simpatia per quel giovane, penso che tu possa capire. La fata ora sa che tu sei a conoscenza dei suoi segreti e questo è un problema.»
«È stato un caso, aver trovato il diario nel bosco, se avessi saputo non lo avrei mai raccolto.»
«Qualcuno lo ha messo sulla tua strada Katie, non è stato un caso.»
I dubbi dopo la chiacchierata con la signora Florence se è possibile aumentarono, non solo non le aveva rivelato la sua identità, oltretutto sosteneva che qualcuno le aveva messo la fata alle calcagna. Ma chi? E perché? La testa le faceva male, era in arrivo una di quelle odiose emicranie a grappolo. Noah era uscito alla ricerca delle sue “erbe miracolose” con le quali avrebbe dovuto sigillare tutte le entrate dello chalet. Nel frattempo aveva acceso un nauseante incenso alla salvia che Katrina decretò come responsabile del suo mal di testa. Si stese un attimo sul divano piombando immediatamente in un sonno profondo.Improvvisamente aprì gli occhi sentendo un peso sopra lo sterno. Fissi ,a pochi centimetri dai suoi, c’erano gli occhi neri deformati della fata. Con orrore si accorse che non riusciva a muoversi, poteva solo roteare gli occhi. Uno scettico avrebbe parlato di paralisi del sonno, tranne che per il particolare della fata sul suo petto. Rain le stava schiacciando la cavità toracica rendendole molto difficoltosa la respirazione. Mentre lo faceva i suoi occhi orribili divvennero ardenti e dalla bocca uscirono dei ringhi che non avevano nulla a che fare con la voce umana. In quel momento entrò la signora Florence, in mano aveva una scure, solo che di mani ne aveva tre attaccate a tre braccia perfette. Rain mollo’ la presa attaccandosi al soffitto come un ragno pronto ad attaccare. Ringhiava mostrando i suoi numerosi denti appuntiti poi si lanciò su Katrina. L’anziana donna però le fece scudo con il suo corpo, oscurandole la visuale, sentì solo dei rumori di lotta e poi un lamento. La sua amica cadde a terra con la gola lacerata mentre la fata rideva con i denti sporchi si sangue.
« Stupida umana! Devo dire che giocare con te si sta rivelando una scocciatura. La prossima volta ti uccidero’, ti farò soffrire talmente tanto che mi preghierai di finirti.»
Detto questo andò via come una furia lasciando dietro di sé un odore di rose marce. Katrina guardò la sua amica che stava tossendo sangue e grumi di qualcosa. Non sapeva che fare e in quel momento entrò Noah. Capì immediatamente cosa stava accadendo si precipitò verso la donna, la prese in braccio e corse via verso il bosco. Katrina faticava a stargli dietro ma una volta arrivato al fiume si fermò adagiando il corpo di Florence nell’acqua. Lo guardò con occhi interrogativi e pieni di panico, lui le fece cenno di tacere e l’attirò a sé stringendola forte.
« È l’unico modo che abbiamo per cercare di salvarla. Il suo corpo deve rigenerarsi e guarire. Speriamo solo di averlo fatto in tempo.»
«Non ne posso più di questo orrore Noah. » lui la guardò stranito poi le strappò la camicetta.
Sul petto erano comparse due ustioni che avevano la forma delle mani della fata. Solo in quel momento lei si rese conto che le facevano male. Noah la riportò a casa, la fece stendere e con dolcezza le spalmo’ un balsamo sulle ferite. Una piacevole sensazione le pervase il corpo e la mente, i muscoli tesi si rilassarono all’istante, guardò il ragazzo e gli sorrise. Lui la stava fissando incantato, si alzò in piedi nervosamente girandole le spalle.
« Katrina, ti ha maledetto. Devo ammazzarla il prima possibile o ti trasformerai.»
Di cosa parla Noah?
- In cosa si trasformerà? Suggerimenti (13%)
- Si trasformerà in un animale (38%)
- La maledizione della fata porterà Katrina a trasformarsi in una di loro (50%)

31/01/2019 at 08:41
Ciao Celeste,
è passato un po’ di tempo dall’ultimo capitolo pubblicato, ma ricordo abbastanza la storia per non dover tornare indietro a leggere 🙂
Ti segnalo due cosucce, poca roba, ma tanto per non finire il commento in due parole:
“Come una donzella in pericolo che aspetta piagnucolante… ” avrei evitato piagnucolante e lo avrei sostituito con: “in lacrime”.
“Ci mise un po’ a trovare il vecchio tomo… ” e subito dopo: “Il vecchio libro parlava… ” avrei evitato la ripetizone, hai già detto che il tomo è vecchio.
Dertto questo ti faccio i complimenti per il colpo di scena, ne ho usato uno simile anch’io, e aspetto il nuovo capitolo, presto 😉
Alla prossima!
p.s. la signora Florence l’aiuterà a trovare la strada
31/01/2019 at 22:48
Ciao Keziarica, grazie per la lettura e i consigli ? in effetti è passato un pochino di tempo! Ma non avevo intenzione di abbandonare Katrina ? non farò passare mesi per il prossimo!
30/10/2018 at 07:24
Ciao Celeste,
io fingerei di non sapere nulla per decidere meglio cosa fare, come nel più classico degli horror. Ci sono delle regole da rispettare 😉
Continuo a notare l’uso degli apostrofi, al posto degli accenti, forse dipende dal tipo di tastiera che usi? Meglio evitare le D eufoniche, ma forse te l’ho già scritto.
E così il bel Noah potrebbe essere coinvolto… ora sono curiosa di sapere come se la caverà Kat!
Alla prossima!
26/10/2018 at 22:35
Ciao Celeste Barbara.
Sorpresa. Peccato per il limite delle cinquemila battute, ci sono dei momenti troppo riassunti che mi sarebbe piaciuto leggere con più profondità.
Io andrei in biblioteca o dalla vicina di casa a cercare di capire chi è Noah.
Grazie e alla prossima.
26/10/2018 at 23:22
Ciao Achillu, grazie per il commento e per la lettura! Anche io mi sento un Po limitata con i caratteri a disposizione…a volte riassumo bene e in altre occasioni il racconto perde un Po! Alla prossima:-)