Un legame nel cielo

Dove eravamo rimasti?

Siamo vicini al ricongiungimento! Per scoprire la restante parte della verità... Iniziamo senza di lui, ma ci raggiungerà in men che non si dica! Sarà pure svampito, ma c’è bisogno anche dei pazzi, a volte... (100%)

Un legame nel cielo

“Stazione centrale, aspettatemi lì.”

Le parole di Stear risuonavano nella mia mente, mentre correvo nel cunicolo affiancato da Audrey. Dovevamo essere più veloci della polizia. La mia torcia illuminò un’insegna arrugginita e impolverata. Mi fermai, indicandola ad Audrey, che si avvicinò e la sfiorò con le dita, scoprendo una vecchia scritta sotto al velo di polvere. 

“Campus universitario” 

Si intravedeva una seconda scritta:

“Metropolitana di Buenos Aires”

Si voltò verso di me:

“Era una fermata della metro!”

Davanti a noi si apriva una galleria ampia, ci addentrammo: poche panchine rotte affiancavano dei binari ormai in disuso. Da che parte dovevamo percorrerli?  Ci guardammo intorno, illuminando con le torce tremanti le pareti. Sopra le panchine svettava una piantina su cui erano segnate le vecchie fermate. Iniziammo a studiarle, fino a quando la luce della mia torcia si posò su quella giusta:

“Eccola! Stazione centrale… Come ci arriviamo?”

Audrey percorse a ritroso con le dita la strada che ci collegava a quel punto:

“Due fermate della linea verde, su cui ci troviamo, e una fermata della linea rossa, sempre verso sud.”

“Quindi da che parte?”

Stava cercando di capire dove fosse il sud, sperava di individuare nella cartina un punto di riferimento… 

Proprio allora sentii un rumore di passi concitati provenire dal cunicolo che avevamo appena percorso. Non riuscii a realizzare cosa stesse accadendo, alzai lo sguardo e un faro di luce mi colpì, impedendomi di vederne la fonte. Cercai di mettermi davanti a Audrey per proteggerla. Mi ero irrigidito sotto il peso del terrore: mi sarei aspettato un urlo, persino uno sparo, ma mai e poi mai avrei pensato di sentire quelle parole… 

“Eccovi! Deneb, sono io, Shedir, tua sorella!”

Abbassò la torcia e mi corse incontro. Fissai i suoi occhi verdi, così simili ai miei, lucidi per l’emozione. Non poteva essere vero! Mi lanciò le braccia al collo, senza smettere di piangere. Sentii la mia rigida corazza sciogliersi in un semplice istante, mentre un’emozione mai provata si faceva strada dentro di me: avevo una famiglia! La strinsi circondandole le spalle, incapace di pensare, incapace di parlare… Sembrava un sogno! Shedir si staccò da me e mi guardò negli occhi, coprendosi il viso con la mano tremante; un sorriso irrefrenabile illuminò il suo volto. 

“Sei proprio tu! Quanto sei cresciuto! Eri un fagottino l’ultima volta che ti ho visto!”

Strinsi le sue dita tra le mie:

“Ero venuto a cercarvi… Ma mi hai trovato tu per prima.”

Mi mise tra le mani il ciondolo, e si legò al collo il suo. Poi allungò una mano a spettinarmi i capelli:

“Sapevo che non avrebbero potuto dividerci per sempre, siamo uniti da un legame più forte della distanza, tu e io.”

Osservai le due stelle che scintillavano al suo collo, e poi alzai lo sguardo sul suo viso arrossato dalla lunga corsa:

“Già, un legame nel cielo…”

Ero orgoglioso di avere una sorella così determinata, avrei tanto voluto crescere con lei accanto. Ora niente avrebbe potuto separarci, avrei lottato per non perderla. Avrei recuperato il tempo perduto: non potevo cambiare il passato, ma il futuro sarebbe stato nelle nostre mani.

*

Ricominciai a correre, stavolta con Deneb al mio fianco, seguendo nuovamente Trevor. La bussola del suo cellulare ci permise di individuare la direzione. Tenevo lo sguardo fisso sui miei piedi, che sorpassavano veloci i binari ormai in disuso, per non inciampare. Ogni tanto però cedevo alla tentazione di alzare gli occhi su Deneb: non riuscivo a credere fosse vero… Aveva rischiato la vita per noi, non ci aveva dimenticati! L’euforia per averlo ritrovato e il timore di perderlo dominavano i miei pensieri.

Alla fine Trevor si fermò, indicandoci un’insegna; passò una mano sullo strato grigio, scoprendo la scritta sottostante: l’avevamo trovata. Percorremmo una scalinata verso la superficie. Ci ritrovammo davanti a una porta socchiusa. Trevor la aprì lentamente e uscì per primo, esplorando l’ambiente. Ci fece cenno di seguirlo: trattenendo il fiato percorsi gli ultimi scalini che ci dividevano.

Eravamo in una vecchia sala d’attesa, con alcune poltroncine rovinate addossate al muro, in penombra; le poche finestre erano oscurate da uno strato di polvere. La luce entrava attraverso le crepe di un vetro rotto.

Potevamo sentire il rumore dei treni in partenza: ci trovavamo accanto ai binari; il vociare dei passeggeri faceva da sfondo al rumore metallico delle rotaie. 

“Dovremmo aspettare qui Stear, sicuramente sapeva dove saremmo sbucati.”

Deneb sussurrò quelle parole e ci lasciammo cadere sulle poltroncine, cercando di riprendere fiato. Chiusi gli occhi, ascoltando il mio respiro che poco alla volta rallentava; rialzai lo sguardo, asciugandomi la fronte sudata, e incontrai gli occhi di Deneb:

“Abbiamo un po’ di tempo… Cosa ne direste di raccontarci tutto sin dall’inizio?”

Aspettava la risposta da una vita intera, era evidente dal suo viso teso. Osservai Trevor: era arrivato il momento di rivelare la verità, una volta per tutte.

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50 Commenti

  • Ciao Naomi! mi piace un sacco il tuo modo la tua storia, ed in particolar modo il tuo stile! riesci ad essere coinvolgente ed a tenermi attaccato allo schermo. mi piacerebbe molto avere metà delle tue doti! non è che passeresti a leggere il poco che ho scritto? anche se non lo farai, ti ringrazio, perché mi dai idee e ispirazione!

    • Ciao Lecter! Perdona il ritardo della mia risposta, ho avuto dei problemi con la rete wi-fi… Sono rimasta colpita dalle tue parole, mi sono di grandissimo incoraggiamento… Sono davvero felicissima di sapere che hai apprezzato così tanto la storia e il modo in cui è scritta, non sai quanto mi fa piacere scoprire di averti appassionato così tanto! Mi sembra di sognare… Grazie di cuore per aver letto tutti i capitoli, nonostante la storia fosse quasi al termine, e grazie per il tuo meraviglioso commento. Non merito nessuno dei tuoi fantastici elogi, ma ne sono davvero lusingata. Grazie mille! Sei tu a ispirarmi e a motivarmi a non smettere mai di scrivere.
      P.S. Arrivo subito tra le pagine di ciò che hai scritto, non vedo l’ora!

  • Casa, famiglia (che poi sono anche due dei temi principali della tua storia)
    Ciao Naomi, ti ho appena conosciuta e ammetto che mi sarebbe piaciuto averlo fatto prima; la trama scorre molto bene, e la trepidazione che sei riuscita a far trasparire è qualcosa di meraviglioso.
    Ci vediamo presto, ciao!

    • Ciao Rossella! Non immagini che sorpresa meravigliosa è stato il tuo commento! Essendo quasi alla fine della storia, non credevo avrei avuto una nuova lettrice, ma sono felicissima di accoglierti tra queste pagine 🙂
      Mi fa molto piacere ti sia piaciuta, e grazie per tutto il tempo che hai dedicato alla lettura dei capitoli per giungere sino qui.
      Ho dato un’occhiata alla trama della tua storia e mi ha proprio incuriosita, arriverò al più presto a leggerla! 😉
      Grazie e a presto!

    • Attendevo il tuo commento, Red, per scrivere il prossimo capitolo… La storia è nelle tue mani! 😉
      Sono felicissima ti sia piaciuta la frase, in effetti a volte serve un pizzico di pazzia…
      Spero le tue vacanze siano state rilassanti e piacevoli, ti auguro una domenica altrettanto bella!

  • Troverete dei passaggi un po’ bruschi, ma purtroppo ho dovuto tagliare 3000 caratteri, togliendo più del semplice superfluo… Spero tanto la lettura risulti comunque coinvolgente e scorrevole, perché questo è uno dei capitoli centrali della storia, anche se ancora non è stata svelata tutta la verità…

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