Dove eravamo rimasti?
Wednesday Morning 3AMI know as I gaze
At my young love beside me,
The morning is just a few hours away.
(Simon & Garfunkel, Wednesday morning 3am)
Il giorno più brutto era arrivato con un certo preavviso; anzi s’era perfino fatto attendere; era arrivato poi con lo stesso passo della hostess che ora con un gesto delicato sveglia Lila e la informa che è ora di scendere. Cedric accanto a lei è sveglio, forse non ha dormito per tutto il volo, ma poi quanto è durato? Solo tre ore… Tre ore dilatate dall’immobilità e da quel tempo fermo sopra le nuvole. L’unico pensiero che Lila riesce a formulare mentre sgranchisce braccia e gambe e prende il bagaglio dalla cappelliera, è che non vede l’ora di essere a casa e fumarsi una sigaretta in pace sul terrazzo.
A casa? È a New York, non “a casa”, eppure il terrazzo che sta immaginando, la pace cui anela, è il tetto della casetta in Christopher Street: è lì che deve dirigersi.
“Lila,” esordisce Cedric dopo un lungo silenzio, seduti davanti ad un caffè e dei tramezzini in un bar dell’aeroporto. Lo dice alla francese, con l’accento sull’ultima sillaba, per cui ancora una volta diventa Lì, Là.
“Lila, io devo raggiungere mio padre -cioè, mio fratello- all’ospedale. Non è necessario che tu venga con me. Ti risparmio la burocrazia.”
Secondo il tacito accordo che è stato indispensabile per permettere loro di arrivare fino a qui insieme, Lila capisce che dice sul serio. Prendono insieme un taxi fino all’ospedale, dove Lila saluta Cedric e prosegue zaino in spalla verso la propria meta: la strada da percorrere è lunga ma chiara nella sua mente, dritta per Madison Avenue poi la 6th Avenue. Nonostante la certezza che la destinazione sia quella giusta, o forse proprio perché sa che sta per raggiungerla, Lila cammina lentamente, inventa alcune deviazioni tra le strade numerate, W17th, 5th, W14th, trovando conforto in quelle linee e quei numeri ordinati. Quando ormai si trova all’inizio della strada, per ritardare ulteriormente si siede dentro il caro vecchio “Corrado’s” e passa un’altra ora a bere caffè su caffè. Non pensa a cosa fare; sono ormai quasi le 6 quando oltrepassando “Corrado’s” raggiunge il numero 39 di Christopher Street. Il portoncino blu in cima ai due scalini, il citofono senza targhette, il negozietto accanto, il parco dall’altro lato della strada, le sagome delle statue appena distinguibili tra il cancello e gli alberi.
Prima che Lila faccia in tempo a chiedersi come agire, una donna con un bambino piccolo in braccio esce dal numero 39 lasciando il portone socchiuso; Lila sale quasi di corsa le rampe di scale fino all’ultimo piano, inciampando, lo zaino pesante che le sbatte sulla schiena, ma infine eccola lì, l’ultima scaletta, spalanca la porticina che dà sul tetto e vola fuori.
Vola.
Cedric.
E Lui.
Insieme, sul tetto del numero 39 di Christopher Street. Cedric alto e fiero, i riccioli, le spalle strette e la sigaretta di suo fratello. Inequivocabile.
Ore. Forse tre, forse otto. Contando le ore, le righe tra le mattonelle, le luci sui palazzi, le sagome degli alberi, il cielo prima cobalto poi sempre più nero.
Le tre di mattina di un mercoledì sul tetto di un palazzo di Christopher Street.
Lila gli racconta del giorno più brutto, ma lui lo sa già. L’ha vissuto anche lui, un giorno di quelli che si fanno aspettare, anche lui è fuggito, con un bagaglio troppo pesante in spalla è arrivato fino a qui e ora è qui per abbracciarla e bere insieme vino bianco nelle luci della notte. Insieme disfano le spire di nastro adesivo che avvolgono la busta e quando infine è libera la aprono: dentro c’è un’istantanea dei tetti di Christopher Street. Nient’altro. Lui la tiene tra le dita e la lascia andare sul primo soffio di vento che la porta via oltre il parapetto.
È tornata a casa e il pensiero del giorno più brutto sembra sciogliersi insieme al vino che scorre, alla voce morbida di lui che canta una canzone, alla notte che scivola via verso il grigio.
The morning is just a few hours away.

12/09/2013 at 02:15
In ritardo un complimento per il coinvolgimento, i suoni e le immagini di questo bel racconto…:)
04/11/2013 at 20:12
in ritardo, ringrazio!
12/08/2013 at 13:21
Bellissimo (come sempre).
Aspetto di rileggerti (spero molto presto!)
31/07/2013 at 18:49
Sempre delicato e toccante 🙂
Anche io sono molto curioso di leggere la versione estesa, nel frattempo complimenti. Mi ha fatto piacere averti seguito dall’inizio della tua avventura qui, spero che avremo modo di incrociare le nostre strade professionali (o pseudo tali), ancora in futuro! Ma questo lo dovresti già sapere 😀
21/07/2013 at 10:33
a parte la lunga assenza ho continuato a seguirti e come annunciato non hai fatto un gran bel lavoro…cristopher street la conosciamo già ma ora meglio. bella esperienza vero? Brava!!!!
05/08/2013 at 12:32
Non ho fatto un gran bel lavoro? peccato… era un esperimento! è stata una bella esperienza davvero, ora aspetto di avere tempo e voglia di cominciarne un altro! grazie!
17/07/2013 at 17:06
Bello!! Mi è piaciuto molto…
Bella l’imagine della fotografia che vola via..
Ora sono curiosa di leggere la versione senza limiti di caratteri..
Hai già in mente un prossimo racconto per TheIncipit?
20/07/2013 at 18:21
Grazie Giulia!
Purtroppo non sono rapida come te nel susseguirsi di racconti… 😉 Per ora lavoro a rivedere ed ampliare questa, ché per rientrare nei limiti di caratteri c’era voluto un gran labor limae per non dire grandi tagli… Poi tornerò qui con altre storie! è troppo divertente!
20/07/2013 at 18:45
Ti aspetto allora!
17/07/2013 at 13:32
Delicato e lungimirante… come tutto il racconto. Mi mancherà Christopher Street!
20/07/2013 at 18:20
Grazie Luca! Arriverà la versione intera…. 😉