Dove eravamo rimasti?
Con orgoglioCi sono momenti in cui è necessario tornare a prendere in mano la propria vita, decidere, con un po’ più d’orgoglio, cosa è meglio per noi stessi.
La gravidanza di Eva procedeva bene, l’aveva resa addirittura più bella, raggiante. Le nausee erano del tutto terminate e quelle tipiche rotondità da donna incinta, che ormai nascondevano le caratteristiche spigolosità del suo corpo, le davano un aspetto più aggraziato. Si sentiva stranamente felice, sicura di sé e piena di vita. Quell’esserino che portava in grembo aveva, in così poco tempo, dato all’esistenza di Eva una nuova prospettiva, molto più luminosa, e soprattutto ineludibile.
Continuava a guardarsi spesso allo specchio, non solo per una questione di vanità, ma soprattutto perché sperava che l’altra sé riflessa le desse la risposta alla domanda che da giorni aveva fissa in testa: cosa fare con Luca?
Aveva ripercorso tutti i momenti della loro storia e da quando aveva cominciato ad immaginarlo come il padre di suo figlio, improvvisamente aveva smesso di provare quel particolare brivido che invece ogni volta, anche al solo pensiero, sentiva scorrere sulla schiena.
Che cosa sarebbe stato per Luca quel bambino che stava per nascere? Uno sgradevole imprevisto, un impegno al quale non potersi sottrarre, la rovina della sua tranquilla esistenza? Ecco, ad Eva venivano in mente solo questi sgradevoli dubbi, che non potevano certo rappresentare il preludio ad una famiglia felice.
Così, subito dopo, passò a chiedersi cosa avesse significato, veramente, per lei Luca, e se, solo qualche giorno fa, si sarebbe risposta con espressioni tipo: “è l’uomo della mia vita” o ancora, “è l’essere umano più prezioso al mondo”, adesso la vedeva decisamente sotto un altro aspetto, facendo considerazioni su come avrebbe potuto fidarsi di una persona qual’era Luca, che in fondo in questi anni di soli incontri clandestini, si era dimostrato ben poco capace di prendersi cura di qualcuno, tranne che di se stesso.
Del resto, pensava ora Eva, anche i loro momenti insieme nascevano solo per soddisfare le esigenze di Luca. Il loro rapporto si basava infatti su una regola implicita ma assolutamente da non contravvenire: Eva non avrebbe mai dovuto chiedere, mai dovuto pretendere, soltanto farsi trovare pronta al momento giusto. Decisamente troppo instabili le basi su cui far nascere una famiglia.
E poi Eva iniziava pure a detestarlo Luca, per essersi approfittato del suo amore. E a detestare se stessa per aver svenduto per così poco il suo orgoglio.
Però, adesso, sentiva che aveva una via di uscita, perché quel suo pancione l’avrebbe traghettata verso un’altra vita, in cui non ci sarebbe stato spazio per sentimenti immaginari ed illusori, ma per concretezza e responsabilità, requisiti che per niente la impaurivano, ma anzi le davano forza e speranza.
***
Suonò il telefono. Era un SMS di Luca, diceva questo:
“E’ passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta. Stasera però sono libero, ci ritroviamo al solito posto, stessa ora? :-)”
Eva lesse soltanto, poi tornò a stendersi sul letto con le cuffie dell’Ipod nelle orecchie.

16/07/2014 at 21:21
ma bellaaaaaaaaa questa storia e il finale poi !!!!
ma mi sembra di scorgere un’apertura verso un continuo?
🙂
05/02/2014 at 21:52
Complimenti Alessandra! Scrivi bene, davvero 🙂
30/10/2013 at 23:27
.. vista la tua bravura, anche su Meetale, attendo un’altra storia… 😉
14/10/2013 at 00:25
Ci ho messo un po’, mi ero ripromesso di farlo, ed ecco alla fine sono riuscito a leggere il tuo finale! Sicuramente buono e ben calzante al resto della storia. Complimenti per tutta la storia, anche se non sono un fan del genere è stato piacevole seguirla!
01/10/2013 at 18:14
Alessandra un bel finale, scritto peraltro benissimo, forse il tuo miglior capitolo!
02/10/2013 at 12:38
Grazie mille Giacomo, io a dire il vero non sono molto contenta di questa storia, ma vabbè sarà per la prossima.
A presto!
30/09/2013 at 13:14
Ho letto solo ora tutta la storia e mi piace molto!! Le nostre protagoniste hanno lo stesso nome! 😉 Un gran bel finale, molto realistico.. Complimenti, aspetto la tua prossima storia! 🙂
30/09/2013 at 13:19
Grazie mille, vado a vedere cosa fa invece la tua Eva!!!
29/09/2013 at 22:47
Brava Alessandra, poi mai fidarsi di una persona che si chiama Luca, vedi oggi il vostro ex Toni si è buttato e ci ha fatto perdere, ragione in più per essere felice che Eva abbia ignorato il Luca di turno 😛
Scherzi a parte, bravissima. Fammi sapere anche tramite facebook quando ti rimetti all’opera!!
30/09/2013 at 09:29
Si in effetti Toni si è buttato…ma anche quelli sono colpi da maestro!!!
Ti tengo aggiornato
A presto
29/09/2013 at 22:10
Spero che la storia continui (e presto!).
Complimenti, come sempre
30/09/2013 at 09:27
Vediamo, non sono molto sicura di avere voglia di proseguire, avrei in mente qualche altra idea…
29/09/2013 at 00:22
Complimenti per il finale e per tutta la storia!! Aspettiamo la prossima. Ciao
30/09/2013 at 09:20
Grazie mille…torno presto!!!
27/09/2013 at 16:26
Bel finale… Ma dalle ultime righe non sembra essere una vera e propria “fine” 🙂
Brava!
30/09/2013 at 09:15
Grazie…vediamo…
27/09/2013 at 12:55
Bella conclusione! Un finale aperto qui ci sta tutto 🙂
27/09/2013 at 13:34
Grazie mille…valuterò anche l’ipotesi di un seguito…chissà!!!
27/09/2013 at 12:46
E’ finita anche questa seconda avventura, ringrazio tutti voi per la fiducia e per i vostri importantissimi suggerimenti…alla prossima!!!
23/09/2013 at 22:54
Rieccomi dopo la lunga pausa estiva Alessandra!!! In tempo per votare (e in modo abbastanza decisivo, viste le percentuali) realismo 🙂 felicità sarebbe forzata in questo racconto e disperazione non la merita Eva. Realismo (il che non vuol dire che sia triste e non sia felice) è la degna chiusura di un bel racconto.
Brava Alessandra!!
24/09/2013 at 09:16
Bentornato Diego….In effetti sei arrivato giusto in tempo per sbloccare la situazione, a giorni arriva anche il finale. Ma te non torni più a scrivere su The Incipit?
24/09/2013 at 09:43
Per tornare su The incipit devo avere una storia migliore di Gelidi enigmi o di FArmtown che si presti al “televoto”. Idee ne ho diverse ma per ora nessuna che si presti al gioco 🙂
17/09/2013 at 15:58
Se non muori diventi più forte!
Scelgo assolutamente realismo, la povera Eva non si merita un cretino come quello a fare da padre a suo figlio.
16/09/2013 at 22:29
Non so cosa intendi per realismo: una via di mezzo fra Felicità e Disperazione?
Se è così la preferisco alle altre due, altrimenti voterei volentieri per la Felicità (anche se forse non si addice tanto al racconto, ma in letteratura è tutto permesso no ;)?)