Dove eravamo rimasti?
Ora che abbiamo chiarito ogni malinteso, invito i signori a congedarsi. E arrivederci al prossimo episodio.
– La nota è il disclaimer che tutela gli autori da eventuali…- Ferrari cercò lo sguardo fuggente di Diegoli, intensamente concentrato nella contemplazione dei capelli di Dwight. – …Beh, non so di preciso da cosa o da chi tuteli, ma non avendolo trovato nel vostro racconto ho presupposto che ciò avesse delle conseguenze legali contro di voi, tanto più che avete fatto riferimento a persone e luoghi effettivamente esistenti. – questa volta un po’ meno a memoria.
– Non ho parole. – mentì Dwight. – Cosa vuole che ci facciano? Che ci incarcerino per una dannata coincidenza? Cosa vuole da noi? Cosa pensa di guadagnare?
– Non lo so! – strillò Ferrari – Ecco perché sono venuto! Perché non so cosa potrei guadagnare dall’avervi denunciato! L’ho semplicemente fatto! Per curiosità, va bene? – si sfogò – E poi, che ne sapevo io che non l’aveste fatta apposta, tipo per vendicarvi di me?
– Poveretto. – sospirò Pedro.
– Ma se neanche La conosciamo! – questa volta Dwight scoppiò a ridere.
– Magari siete venuti una volta da me e mi avete visto impacciato come ero prima della terapia per l’agorafobia e avete pensato bene di mettere un siffatto personaggio nel vostro stupidissimo racconto.
– Personalmente lo rifarei, adesso che La conosco. Ricordandomi bene di scrivere il disclaimer nella prima pagina del racconto. Anzi, sa cosa? Sarà il titolo stesso della storia che La vedrà come protagonista indiscusso. – detto ciò Dwight tirò fuori un taccuino e una penna dalla tasca anteriore della camicia per appuntarsi la promessa.
– Bene, ho la sensazione che la situazione stia degenerando. Ora che abbiamo chiarito ogni malinteso, invito i signori a congedarsi. E’ stato stressante per tutti. Vi auguro un buon riposo. – mancava la formula “e arrivederci al prossimo episodio” indirizzato a una telecamera nascosta per culminare il ruolo di conduttore condiscendente di Diego Diegoli.
– Alleluia. – mormorò Pedro.
– Puoi dirlo forte.- lo incoraggiò Diegoli.
In quel momento squillò un cellulare. Gli astanti si guardarono confusi.
– E’ il tuo?
– No, sarà il tuo.
– Forse è il suo.
– E’ il mio – concluse Diegoli portandoselo all’orecchio.
Nella stanza minuscola e silenziosa si poteva udire chiaramente una candida voce di bambina.
– Pronto, papà?
– Dimmi, Petra. – si addolcì l’interpellato. Su di lui faceva sempre effetto quella vocina.
Che si frantumò.
– Papà, è arrivato un uomo stranissimo davanti a casa nostra che ha scavalcato il cancello e… e…e… – i singhiozzi di Petra diedero alla sua congiunzione coordinante l’allure di un brano eseguito da un disco graffiato.
– “E…” cosa?! – gridò il padre.
I presenti si guardarono preoccupati.
Respiro profondo dall’altra parte.
– L’ha strangolata ed è scappato! La mamma è per terra, papà! E’ in giardino, non si muove!
La mano di Diegoli cercò disperatamente qualcosa a cui appigliarsi, e quel qualcosa fu il braccio di Ferrari in cui affondò il proprio nervosismo.
– Non piangere, amore, non piangere. Dev’esserci stato un malinteso. Cos’aveva di strano quell’uomo?
– Sembrava giovane, ma…ma…ma…- respiro profondo – aveva i capelli bianchi!
– Cosa?
In quel momento tutti gli sguardi si voltarono involontariamente verso Dwight.
– Accidenti, se scopro che questo qua non si è coperto con il disclaimer, mi sa che lo denuncio. – affermò l’accusato con il sorriso dell’alibi di ferro.
Dall’altra parte del telefono Petra mascherò una risatina con un singhiozzo.

06/01/2015 at 00:57
Questo racconto ha il difetto di essere stato pubblicato con una meta-lentezza (tanto per restare in tema) da record, ma avrebbe meritato ben altra attenzione perché si tratta di una storia intelligente dal finale niente affatto scontato.
Brava Perla, adesso però, almeno per noi aficionados, dichiara i buoni propositi per l’anno nuovo.
06/01/2015 at 12:08
Grazie, Massimiliano per la tua lettura paziente. Beh, tra i miei propositi c’è il non procrastinare. Credevo che scrivere e farsi ispirare fosse qualcosa da far maturare con il tempo, e sarà anche vero, ma in termini di idee , nel mio caso personale mi arrivano in itinere, scrivendo. Una lezione insegnatami da Diritto di voto è non procrastinare e sii costante, tutti i giorni. Il mio proposito è essere costante in ogni cosa.
Tra gli altri propositi, per dicembre vorrei diventare fluente in ebraico e in arabo classico, ieri ho cominciato con il persiano. E ho capito il mio primo cartone animato israeliano! Volevo festeggiare con te questa piccola soddisfazione, perché ne avevamo già parlato.
E i tuoi?
06/01/2015 at 13:00
La lotta alla procrastinazione è un bel proposito (conosco anche qualche sito che ne tratta). A questo punto un po’ mi vergogno per averti rotto le scatole con la richiesta di finire il racconto; mi avevi parlato del tuo impegno nello studio dell’ebraico, ma non credevo fosse tale da condurti a parlarlo correntemente entro fine anno (da cosa nasce questa passione nello studio di lingue mediorientali?).
Ti ringrazio per il pensiero: con una certa invidia, mi complimento per ciò che sei riuscita a fare, io sono ancora impegnato a imparare l’italiano 🙂
I miei progetti riguardano principalmente la revisione finale di un romanzo di fantascienza per ragazzi che ho finito di scrivere (oltre a iniziarne il seguito), quindi vorrei leggere un po’ alla ricerca di nuovi stimoli e nuove idee. Poi mi piacerebbe fare un sacco di altre cose, ma credo sia meglio porsi obiettivi raggiungibili.
06/01/2015 at 13:38
Per me una lingua tira l’altra. Essendo madrelingua araba (arabo marocchino), nonnilingua Tamazight (lingua berbera), e musulmana (leggo e ascolto il Corano in arabo standard) pensavo che tale infarinatura di una delle principali lingue semitiche mi avrebbe aiutata ad assimilare lingue come l’ebraico e il persiano che non è una lingua semitica, ma indoeuropea, tuttavia ha subito un’influenza significativa dall’arabo dopo la conquista dei territori in cui veniva parlato da parte degli arabi in occasione dell’espansione territoriale atta a diffondere l’Islam nel mondo. Anche la Tamazight è una lingua slegata dall’arabo in termini di origine, tuttavia molto lessico glielo deve. Come l’italiano. L’arabo è ovunque. Soprattutto nelle lingue africane e mediorientali. E poi il persiano vanta una ricchissima tradizione poetica da non perdere se tradotta, figuriamoci in lingua originale. E l’ebraico è semplicemente musica per le mie orecchie e meraviglia per i miei occhi. È questo che mi motiva a volerle saper parlare, scrivere, conoscere.
Ti auguro buon lavoro per il tuo romanzo, e ti consiglio di trovare gli stimoli che cerchi facendo nuove attività, assolutamente estranee al tuo quotidiano. Magari cominciando a studiare una nuova lingua.
06/01/2015 at 13:43
Scherzi a parte, cimentati in qualsiasi cosa che ti possa aprire gli occhi su nuovi mondi. Secondo me, lo scrivere, nella vita dello scrittore deve costituire il 10% . Tutto il resto dev’essere il vissuto che addenserà il 10%
06/01/2015 at 14:33
Allora parti avvantaggiata, anche se per me resti di un altro pianeta.
Farò il possibile per evitare danni, è l’unica cosa che mi sento di garantire per il nuovo anno. Buon 2015 anche a te.
03/01/2015 at 20:14
Buone letture e riletture a tutti!
28/12/2014 at 10:30
Sentiamo cos’ha da metanarrarci ‘sto Ferrari, please.
03/01/2015 at 20:11
Almeno ho concluso il racconto il 31 Dicembre, pronta per lavorare sui miei buoni propositi per il 2015.
22/12/2014 at 16:36
Saranno già tre capitoli che sto metanarrando.
20/12/2014 at 16:32
Mix delle prime due opzioni.
Mi sei diventata molto metanarrativa, in questo capitolo. Cosa che mi incuriosisce.
D.
22/12/2014 at 16:30
Cosa intendi dire con “metanarrativa”? Che devio dal corso canonico della narrazione prendendo strade impreviste?
22/12/2014 at 16:33
Intendo che nella narrazione parli della narrazione.
08/12/2014 at 02:20
Anche tu lenta come una lumaca hai pubblicato. Voglio finire il discroso di Ferrari.
Da me non sei più venuta ma la mia storia non ti piace ?
Ci prepari al gran finale che succederà ?
08/12/2014 at 02:54
Non ha smesso di piacermi la tua storia e no, non ti parlerò del finale. È che sono anche una lettrice molto lenta. Cercherò comunque di rimediare, non temere 😉
08/12/2014 at 00:06
No no voglio sapere come finisce il discorso di Ferrari
08/12/2014 at 00:08
Grazie, Nadia, per aver fatto tutta la strada fin qui!
A presto
07/12/2014 at 22:25
Anche tu, però… sei mezza matta!
Salutaci con un mix. A più tardi (!)
07/12/2014 at 22:26
Perché matta?
07/12/2014 at 22:49
Il titolo dell’episodio, per esempio, non è forse una mezza follia?
07/12/2014 at 22:53
In che senso? Perché una follia? Non essere così criptico.
07/12/2014 at 23:16
Volevo solo dire che è un’idea davvero strana usare un disclaimer come titolo.
07/12/2014 at 23:26
Se avrai l’occasione di leggere anche l’ultimo capitolo ti accorgerai del fatto che il titolo non è stato inteso come disclaimer. In verità è dal quarto capitolo che si comprende l’intenzione dietro ad esso. Nel loro racconto, Dwight e Pedro pianificano la morte di Nadia che è un sindaco per evitare che sia votata in occasione della sua ricandidatura. Negano dunque il diritto di voto ai cittadini di Quintiliano. Indubbiamente il movente è una follia, ma il titolo è assolutamente attinente alla storia. Secondo me nessun aspetto di un racconto o di un’opera è follia, se ragionato.
08/12/2014 at 00:12
Ah! Ma no! Tu intendevi il titolo del capitolo, non del racconto! L’avresti potuto dire prima.
Beh, sarai tu un po’ troppo conservatore, mi sa, ma non credo che esistano norme che regolano il criterio di scelta dei titoli.
Perché non lasciamo respirare?
C’è così tanta aria in giro…
25/10/2014 at 11:21
Sto in attesa dei 5000 caratteri e del capitolo…Smak
05/10/2014 at 20:19
Io voto per seguire Bigiani. Quegli altri due s meritano il gran finale, mica il penultimo capitolo.
Cinquemilacaratteri.Senzamancomettereglispazi.
D.
(Felpato/infeltrito. Bella)
05/10/2014 at 20:30
Ah, ma il gran finale lo avranno in ogni modo, indipendentemente dal momento in cui entreranno in scena.
Ottimaideaquelladelrisparmiodeicaratteri.
Pi.
Grazie infinite.
01/10/2014 at 15:53
vorrei vedere la prospettiva di Petra, finalmente mi sono messa in pari con la lettura!!!
01/10/2014 at 15:57
Grazie, Francesca.
Ti sorrido con indice e medio a forma di V.
Perla
01/10/2014 at 15:59
Ihihih grazie a te, la tua storia è davvero bella e finalmente mi sono concessa una pausa per leggetmela tutta dall’inizio . Pollice alzato 🙂
01/10/2014 at 16:02
Uh, non l’ho ancora sperimentata la lettura consequenziale dei miei pigri capitoli.
Grazie per i tuoi complimenti.
Mi rendono così contenta.
A presto
30/09/2014 at 13:31
Andiamo da Dwight e Pedro. Senza necessariamente usare tutti i caratteri, non sono sempre contrario ai racconti brevi!
30/09/2014 at 15:17
Ti ringrazio per la comprensione, HOPE. Rendi onore al tuo nome.
Nemmeno io sono contraria ai capitoli brevi. C’è sicuramente un massimo di caratteri, ma quel cinquemila non funge da rimprovero per gli ermetici.
E poi, detto tra noi, sarò probabilmente costretta a sfruttarli fino in fondo perché mancano solo due capitoli alla fine e non so ancora dove questi compagni di viaggio (mi stanno alle calcagna da più di un anno) vogliano andare a parare. Quindi avendo già ricevuto critiche al mio ermetismo e sapendo di non avere via di scampo ho in un certo senso dato l’impressione di fare un regalo. Ma, non so se capisci, non dipende da me, bensì da quei due. Sono loro gli scrittori.
Ci si rilegge
Perla
01/10/2014 at 12:53
Ahah, capisco!
Che stia a loro, quindi.
29/09/2014 at 22:05
Che ti possino! Fruttali questi 5000 caratteri e no….. Volevo leggere la storia con gli occhi di Petra.
30/09/2014 at 15:28
Eh, la vedo dura. Ma non ti arrendere!
Grazie mille
A presto
Perla
29/09/2014 at 12:12
Ho votato per Dwight e Pedro, ma te mo che per sfruttare i cinquemila caratteri ci farai attendere…
29/09/2014 at 13:25
E te mo con sto tono provocatorio…
Grazie per la lettura
e a presto
29/09/2014 at 11:41
sono per la seconda opzione! a presto 🙂
29/09/2014 at 16:00
A presto!
29/09/2014 at 09:10
Mi mancano quei due disgraziati. E sfruttali ‘sti cinquemila caratteri, aggiungerei.
“a passo felpato, quasi infeltrito” me la segno. Bricoleur, vediamo se riesci a fare di meglio.
29/09/2014 at 13:34
Ma Bricoleur fa già di meglio. :’)
29/09/2014 at 15:51
A proposito, perché proprio lui? Ho già notato il confronto.
30/09/2014 at 12:47
Perché hai inserito un paio di battute che rappresentano il marchio di fabbrica del grande D. Stai studiando per diventare un bricoleur anche tu? 🙂
30/09/2014 at 15:08
Oddio, no! Ma quindi le hai già viste scritte da lui? Non puoi dirmi questo! Devono essermi entrate nelle vene le sue parole e il mio subconscio me le ha spacciate per farina del mio sacco. Ne ero davvero convinta. Mi sentivo così originale. E invece.
Grazie per essertene accorto. Da oggi ti nomino correggi bozze. Passeranno prima da te, i capitoli!
Dio, ma che razza di reputazione mi faccio, adesso? La plagiatrice.
30/09/2014 at 19:19
No Perla, scusami, mi sono espresso male.
Intendevo che il tono umoristico è quello sovente utilizzato da Bricoleur.
Le tue battute sono assolutamente originali.
01/10/2014 at 14:53
Ah. Che sollievo, Massimiliano.
Mi hai fatto passare delle tristi ore. 😀
A presto
20/09/2014 at 12:07
A me basta che scrivi il seguito. Se è la prossima settimana, meglio. Se è quella dopo, va bene lo stesso.
Ciao P.,
ben ritrovata.
D.
20/09/2014 at 14:19
Grazie, Di. È bello ritrovarti.
20/09/2014 at 00:05
Pulsante come un tasto? Questa è degna del miglior bricoleur!
Sei tornata, e in ottima forma, per giunta (per stavolta ti perdono anche la brevità dell’episodio).
L’opzione del “fa’ quello che vuoi basta che pubblichi la prossima settimana” è irresistibile. Mi dispiace, devo capitolare.