Disincanto

Dove eravamo rimasti?

Cosa dirà Re Oderick a Myo? Desidera conoscere le sue impressioni sull'apparizione di Seraphos durante la cerimonia d'investitura. (40%)

Richiesta

Re Oderick di Glennrose incrociò le braccia davanti al petto e sospirò guardando la templare.

Myo non aveva distolto lo sguardo dal sire nemmeno per un istante. Negli occhi della ragazza albergava un misto di ammirazione e perplessità. Era ancora euforica per la meravigliosa armatura che il sovrano le aveva recato in dono, ma non aveva potuto fare a meno di notare il cambiamento di umore del piccolo re quando le aveva accennato a quella richiesta particolare.

“Mi dispiace non aver potuto prendere parte alla tua investitura.” Esordì Oderick. “Il primo sacerdote Darlon mi aveva espressamente chiesto più e più volte di partecipare, tuttavia, quel giorno impegni della massima urgenza mi hanno trattenuto a palazzo.”

Myo ascoltò senza ribattere. Non capiva per quale ragione Oderick si stesse giustificando, tuttavia escluse immediatamente che avesse assunto quel tono austero semplicemente per scusarsi con lei, ma non osò domandare.

Prima di proseguire, il sovrano di Themisell rivolse uno sguardo veloce al comandante dell’esercito e gli indicò la porta dello studio.

Valgas si diresse subito verso la soglia, schiuse un poco l’uscio e controllò nervosamente che non vi fosse nessuno nel corridoio.

“Continuate pure, vostra altezza.”

Myo sussultò appena. Era la prima volta che udiva la voce greve e solenne del soldato.

“Hai comunque avuto un ospite del massimo rispetto alla tua investitura.” Riprese Oderick, riottenendo subito l’attenzione della giovane templare.

“Vi riferite al divino Seraphos?” Azzardò timidamente Myo.

Oderick si limitò a annuire.

“È stato qualcosa di incredibile!” Esclamò con grande fervore la ragazza. “Non avrei mai immaginato che la mia nomina a cavaliere potesse destare la curiosità dell’Onnipotente!”

Fece per continuare a parlare ma si accorse che il suo entusiasmo non era condiviso dai presenti.

Il Re di Themisell la fissava con fare accigliato.

“Sono certo che sia stato un evento a dir poco impressionante.” Le disse. “Tuttavia, ti ha forse detto qualcosa in particolare?”

“No.” Rispose la ragazza ripensando a quel giorno. “L’altissimo ha conferito esclusivamente con il Primo Sacerdote Darlon.”

“Come sempre.” Controbatté Oderick, con aria seccata.

“Per caso avete comunque avuto modo di udire le sue parole?” Questa volta fu Valgas a parlare.

Myo alzò lo sguardo verso il soldato. Quell’uomo, al contrario del re, la metteva in soggezione. Il suo viso e il suo sguardo erano affilati e quegli occhi di ghiaccio sembravano scavarle nella mente.

“Anche la più piccola informazione potrebbe essere d’aiuto a Sua Altezza.” Aggiunse poi, il comandante.

Gli occhi della templare si posarono di nuovo su Oderick, che si limitò ad un cenno col capo.

“Io…” La ragazza si sforzò di ricordare quel giorno tanto importante. “Purtroppo non ho udito le parole del Dio.”

Deluso, Oderick abbassò il capo in segno di rammarico.

“Mi dispiace.” Myo non sapeva nemmeno perché si scusava con il suo sovrano. E non comprendeva la ragione di tanto interesse da parte del fanciullo.

Avrebbe voluto chiedere delucidazioni a riguardo, ma prima che potesse fiatare, Oderick le puntò gli occhi addosso.

“Myo Runoko, presta la massima attenzione a questa mia richiesta!” La voce del sovrano di Themisell riecheggiò nello studio. “Promettimi che in nessuna occasione permetterai a inutili pregiudizi e vane superstizioni di offuscare il tuo pensiero. Possa il tuo istinto, e soltanto quello, guidare le tue azioni e la tua spada.”

Il re dovette notare la perplessità nell’oceano degli occhi di Myo e decise di attendere alcuni secondi prima di riprendere a parlare.

“Tu, Myo, sei un bagliore di pura luce in questo regno che sta sprofondando lentamente in un baratro di cieca ignoranza.”

“Non capisco…” Balbettò Myo. “Perché vi rivolgete a me con queste parole?”

Oderick schiuse le labbra, ma dalla sua bocca non uscì neanche una parola.

C’era qualcosa che voleva comunicare a tutti i costi alla giovane davanti a lui, ma decise di usare un approccio diverso.

Si scostò dalla scrivania e con un gesto della mano indicò il comandante Valgas, come a invitarlo a parlare.

“Credo che siate al corrente della situazione a Est.” Esordì l’ufficiale di Themisell, rivolgendosi a Myo. “Oltre al massiccio dei monti Corl, nella regione più lontana dalla capitale, un paio di villaggi si è riunito per respingere i templari e i sacerdoti mandati a divulgare la dottrina di St. Gerarda.”

Udendo quelle parole, un fremito di rabbia attraversò la schiena di Myo.

“Quei barbari hanno alzato le spade sui miei compagni e su sacerdoti innocenti!” Sbottò furente la ragazza.

Un silenzio assordante calò tra i presenti e Myo si pentì subito di essersi lasciata andare.

“Davvero?” La voce di Oderick si levò squillante nel piccolo studio. “Hai forse assistito personalmente a una simile atrocità?”

La ragazza abbassò impulsivamente il capo, mentre un cocente imbarazzo le incendiava le gote.

“Myo.” La voce di Oderick era ora più compassionevole. “Questa notte, prima che il sole sorga, partirai per le regioni dell’Est.”

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93 Commenti

  • Devo dire che nel complesso c’è un buon equilibrio tra dialoghi e descrizioni. Spero che nel seguito tu riesca a essere più libero e approfondire meglio il mondo (magia, divinità, “storia”), sono abbastanza curioso soprattuto per quanto riguarda la componente magica

  • E finalmente ho concluso il mio primo racconto su THe iNCIPIT! Certo, come avevo già accennato e da come si conclude questo episodio, le vicende di Myo, sono tutt’altro che concluse. E presto (lo prometto) arriverà il seguito di tutto questo.
    Mi scuso ancora per l’immenso ritardo accumulato per pubblicare quest’ultima parte e vi ringrazio per la vostra pazienza. Ora, fino alla pubblicazione del seguito di Disincanto, non mi resta che augurarvi una buona lettura e chiedervi di seguirmi qualora foste interessati a vedere come si concluderanno le avventura della mia piccola templare.

    Un saluto e a presto,
    Simone

  • Mi scuso con tutti voi per l’attesa, ma a causa di numerosi fattori (compleanno, viaggio in Germania e altro) non ho potuto dedicarmi molto alla scrittura. Tuttavia sto recuperando alla grande e presto avrete l’ultimo episodio di questo racconto probabilmente domani o dopo. Intanto ringrazio tutti quelli che hanno letto e commentato durante questi miei giorni di assenza.

  • Dato che le chiede sincerità, immagino voglia avere la sua opinione su Seraphos. Ben descritto 🙂 ho letto su fb che chiedi impressioni ed eventuali critiche, perciò mi permetto di darti solo un suggerimento: sii parco di parole inutili, tipo chioma di capelli castani, oppure frangia di capelli…basta scrivere chioma castana e frangia castana, sono per forza capelli 😉 se vuoi venire a farmi visita ho in corso una storia di genere verista.

    • Grazie per la lettura e per il consiglio. Non si fa mai abbastanza uso delle giuste figure retoriche. Cercherò di prestare maggior attenzione in futuro. Meno parole significherebbe un testo ancora più scorrevole e più spazio per me nelle “soffocanti” 5000 battute. Passero presto sicuramente a leggerti. Grazie ancora di tutto.

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