Reality & Fantasy

La nuova arrivata

Clarissa Parker era una ragazza di diciassette anni, molto bella e solare, coi suoi bei capelli color argento dorato scintillante e i suoi occhi di un blu acceso che ricordava molto quello del mare. Era un tipo abbastanza sveglio e con una gran voglia di divertirsi e far divertire gli altri.

Si era appena trasferita a Greenwuald, una cittadina di circa centomila abitanti, e frequentava il liceo Lewis High School.

Quel giorno sembrava particolarmente agitata e lo si poteva notare dalla sua camminata svelta e veloce, la quale le permise di arrivare a casa prima delle sei. Varcò la soglia del grande portone d’ingresso e, chiudendola alle sue spalle, gettò il suo zaino vicino al divano e si recò immediatamente in cucina dove ad aspettarla c’era sua nonna Gemma, seduta comodamente su una poltroncina in pelle, mentre continuava a filare in totale tranquillità.

<< Ciao, nonna>> la salutò la ragazza appena entrata.

<< Oh, ciao Clarissa>> ricambiò la signora togliendosi un momento gli occhiali da vista.

<< Credo tu avessi ragione riguardo a Trent>> disse all’improvviso avvicinandosi al frigorifero per prendere una bevanda rinfrescante.

<< Quindi è lui?>> chiese la donna alzandosi di scatto.

<< Si, nonna. E’ lui>> rispose in modo schietto e deciso la diciassettenne.

<< Beh, allora devi cercare di avvicinarlo a te>>

<< Già fatto, non preoccuparti>> la rassicurò Clarissa << E’ un tipo abbastanza antipatico ma credo che possiamo diventare amici>>

E così fu. Il giorno dopo, infatti, la ragazza riuscì ad avvicinarsi nuovamente a Trent, il tanto temuto quanto desirato bullo della scuola, il più popolare dell’istituto che con i suoi folti e ben pettinati capelli color nocciola e i suoi occhi blu scuro, con tanto di sguardo agghiacciante, riusciva a far invidia a tutti gli altri studenti.

Quest’ultimo si trovava vicino al suo armadietto, nell’intento di mettere un pò d’ordine coi libri, quando, tutto ad un tratto, si vide davanti la ragazza dai capelli biondi lucenti.

<< Ehm, ciao>> lo salutò timidamente.

<< Ehi>> fece il ragazzo fissandola in faccia per un pò.

<< Mmh, mi stavo chiedendo se… Sai, sono nuova in questo liceo e non conosco ancora molto bene le vostre abitudini. Forse tu potresti aiutarmi a…>> continuò con tono basso e leggero.

<< Se stai tentando di rimorchiarmi, stai perdendo il tuo tempo>> la bloccò lui << Il fatto che noi due frequentiamo dei corsi insieme non vuol dire che siamo amici, chiaro?>> le urlò in modo scorbutico richiudendo con violenza il suo armadietto, allontanandosi poi dalla ragazza.

<< Ma che modi!>> esclamò la diciassettenne, quasi infastidita.

<< Dovrai farci l’abitudine allora!>> parlò una voce sottile ma con un po’ di enfasi aggressiva.

<< Si comporta sempre così?>> disse Clarissa rivolgendosi a una ragazza alta e mora, con capelli e occhi scuri e scintillanti.

<< Beh, ti conviene stargli alla larga>> cominciò ad alzare la voce.

<< Come, scusa?>>

<< Hai capito bene: fatti vedere di nuovo in giro con il mio ragazzo e per te, mia cara novellina, saranno guai>> la minacciò con aria arrabbiata e autoritaria e, dopo essersi voltata con disappunto, andò via senza dire più nient’altro.

<< Oh, questa poi>> sussurrò tra sé e sé la signorina Parker con un sorriso abbastanza ironico.

A quel punto, quasi come se le era importato di quanto era accaduto, prese la sua borsa e vi ci rovistò per un bel po’, quando, accorgendosi con la coda dell’occhio che qualcuno la stava fissando, rimise tutto apposto e, volgendo lo sguardo verso l’ultima fila di armadietti, notò che dietro ad essa stava nascosto un ragazzo che, molto probabilmente, a causa della sua timidezza, si era rifugiato lì con l’intenzione di non essere visto.

<< Ti ho visto, sai?>> riferì Clarissa.

Ma lui non si mosse.

<< Non dirmi che sei una spia o un amico di quella là>> ridacchiò poi, cercando di non metterlo in soggezione << Dai, esci fuori>> gli consigliò infine con tono dolce e pacato.

Così l’individuo, da dietro gli armadietti, dopo aver fatto capolino con la testa, fissò per brevi secondi la ragazza, e, ritiratosi un attimo indietro, si distaccò dalla parete. Avanzò di qualche passo in modo lento e indeciso, fino a ritrovarsi al cospetto della signorina Parker, la quale con un debole sorriso gli chiese come si chiamasse.

<< Il mio nome è…>> rispose lui in modo decisamente impacciato, quando a un certo punto vide arrivare da dietro l’angolo un gruppetto ben organizzato di ragazzi più grandi, il quale sembrava non avere una buona influenza su di lui.

<< Per… perché ti sei fermato?>> gli domandò la ragazza una volta giratasi a guardare.

<< Se mi vedono, sono fritto>> disse con tono spaventato.

<< Chi sono?>> chiese ancora la diciassettenne.

Chi è il gruppo che il ragazzo apparso dal nulla ha visto comparire dietro l'angolo?

  • Altri bulli come Trent. (40%)
    40
  • Altri suoi compagni di scuola. (0%)
    0
  • Amici di Trent. (60%)
    60
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