Dove eravamo rimasti?
Via tempo venis
Diego le impartì le ultime istruzioni per il salto. “salto? Quale salto?” chiese Alice allarmata.
“Non saprei. Qualcuno lo ha descritto così. Ma non preoccuparti. Sei pronta?”
“Sì” rispose poco convinta.
Diego la guardò.
“Cosa c’è?” chiese lei.
“Nulla. Iniziamo”
E ancora una volta Alice fu alla mercé del dr. Freud.
“Brava, continua a respirare” la voce di Diego era quasi un sussurro.
“E ora, mentre tu sei calma… e puoi sentire il tuo respiro regolare e lento… non so se ti stia accorgendo… che qualcosa dentro di te cambia”
Alice vinta dall’ipnosi sentiva defluire lentamente le forze. Poi Diego tuonò: “BUIO”.
E Alice si spense.
Doveva affrettarsi. Infilò il conduttore al dito di lei. Fece mente locale. Stava dimenticando qualcosa? Pensava di no.
“Oh cazzo!” imprecò.
Tornò di corsa alla scatola e prese un sasso da cui sporgeva una punta metallica. Il turacciolo del suo Borgogna, Monsieur, pensò.
Mise l’oggetto in tasca, tornò da Alice e introdusse l’indice nell’asola libera della lemniscata.
“Che Dio ci aiuti” sussurrò quando una luce blu li avvolse sparandoli nel multiverso.
___
Il fragore provocato dall’arrivo dei migranti ridestò Marco che si ritrovò madido e riverso sul prato. Rotolando su un fianco guardò dove il rombo era diventato un crepitio. Scorse due ombre che si tenevano per mano, socchiuse gli occhi per mettere a fuoco e il suo cuore perse un colpo.
“VOI INTRUSI… FORIRI MALBENIS… FORIRI”
Le invettive del mostro fecero trasalire Marco che vide un essere informe in tunica bianca che si scagliava, ringhiando verso di… Diego, pensò.
“MIO DIO, DIEGO ATTENTO!”
Al grido di Marco la strega bianca arrestò la sua corsa.
“NE MOVAS VI” abbaiò minacciosa.
Approfittando di quell’esitazione Alice sfilò il dito dall’anello di Diego e corse incontro a Marco.
“Alice aspetta” disse Diego tentando invano di fermarla.
Marco la vide arrivare e la riconobbe.
“Alice? Alice ma che diav… NO”
Marco vide la creatura gettarsi sulla ragazza atterrandola e scomparendo nell’erba alta. Lui e Diego accorsero nel tentativo di salvarla ma quando giunsero, predatore e preda erano scomparsi.
“Diego, che cazzo sta succedendo qui?” disse Marco stravolto. “Cos’è questa follia? Diego!”.
“Marco! Ti abbiamo trovato, grazie a Dio”
“Cristo. Che storia è questa?”
Diego non ebbe il tempo di rispondere. All’improvviso il cielo si oscurò, la terra cominciò a tremare. Sotto i piedi di Diego si aprì una frattura nel terreno. Dalla voragine che si andava allargando si udì un richiamo: “Admeto, mio diletto”e sotto lo sguardo incredulo dei due uomini, Alice emergeva dalle profondità del crepaccio.
“Dolce Admeto, mio promesso. Quanto lunga fu l’attesa. Vieni a me, che io possa deliziarti”
“Alice…” disse Marco esitante.
“No Marco, non è lei” sentenziò Diego.
“Sarò chi vuoi che io sia, mio amato” disse la donna lanciando a Diego uno sguardo feroce.
“Vieni a me, dolce sole”
I lunghi capelli di Alice si ritirarono e virarono al biondo, anche il viso mutò e Marco rivide la defunta moglie viva e vegeta.
“Santo dio Nadia”
“Amor, tu riporti luce nei miei giorni”
Diegò provò una fitta al cuore. Sorellina, pensò. Ma non cadde nell’inganno.
“Marco non crederle”
“Vieni a me, caro. Giada ha bisogno del suo papà” disse Nadia tendendo le braccia.
“Tesoro, sei davvero tu?” chiese Marco incredulo.
Diego si guardò le mani, all’indice aveva ancora la lemniscata. Chiuse gli occhi e chinò il capo. Una lacrima gli segnò la guancia. Sapeva di non avere scelta. Quando alzò lo sguardo era tornato il lucido e compassato dr. Freud.
“Marco, guardami. ADESSO!” tuonò.
“Diego…”
“Stai zitto e ascolta” tagliò corto, “Prendi” disse, lanciandogli l’anello che Marco afferrò al volo.
“Cos’è?” chiese.
“E’ l’unica speranza che hai di tornare a casa”
“Ma…”
“Silenzio. Tienilo sempre con te e vattene. Cerca un migrante e prega di trovarlo. Mi hai capito?”
“Diego, io…”
“HAI CAPITO COSA HO DETTO?” urlò Diego.
Marco annuì.
Poi, rivolgendosi alla donna, Diego disse:
“Ehi puttana bianca… hai incontrato lo strizzacervelli sbagliato”
L’essere gli sorrise mostrando una ripugnante dentatura da squalo.
“Ridi pure, stronza. Vediamo quanto ti fa ridere questo” la schernì mentre sfilava dalla tasca un oggetto luccicante.
“Il turacciolo del suo Borgogna, Madame. VENGO A FICCARTELO NEL CULO!!!”
Marco assisté impietrito alla scena.
Vide Diego assalire la strega. Vide lei conficcargli gli artigli nel torace. Vide gli occhi trionfanti del mostro spegnersi quando lui le trafisse il cranio con un punteruolo. Vide le fiamme divampare nel baratro sotto di loro e inghiottirli. Vide richiudersi la crepa e il cielo rischiararsi.
E poi non vide più nulla.
___
Dal muretto di pietre su cui soleva sedere, Marco ammirava un panorama di eccezionale bellezza. Giocherellando con un anello a forma di otto pensò all’ultimo ammonimento di Diego. Cerca un migrante e prega di trovarlo.
“Sì, dr Freud. Cerco. E prego”
___
Nella stanza il sole del mattino lambiva le lenzuola che le avvinghiavano le gambe. Con un urlo di terrore che infranse il silenzio della stanza, Alice si svegliò.

11/05/2015 at 11:10
Una fine da leggere senza prendere fiato…anche io mi aggrego all’auspicio espresso dalla community e ti chiedo di non sparire…attendiamo ansiosi la prossima storia…magari di altro genere!!!!
un arrivederci quindi alla prossima occasione!
10/05/2015 at 15:34
wow, bellissimo episodio finale!
Storia davvero avvincente.
eh… non ci provare a sparire, adesso!
Non dire che non scriverai altro, tu devi scrivere e io aspetto di leggere una tua nuova storia! Capito????
11/05/2015 at 00:15
grazie cara. Conta molto per me il tuo auspicio.
Magari riprenderò la penna ma vorrei godermi il momento per un po’
Ricordo ancora il 3 che la mia professoressa di letteratura mi diede nella prova di ingresso alle superiori.
10/05/2015 at 11:01
Credo che una nota dell’autore sia dovuta, per ringraziarvi tutti innanzitutto.
I tanti che mi hanno seguito e i pochi che hanno avuto la pazienza di farlo fino in fondo.
Via tempo venis.
In esperanto sta per “Il momento è giunto”.
Come tutte le cose anche Linea 14 giunge al termine.
E’ stato avvincente ed emozionante condurre in porto la mia opera prima (e forse ultima). Con tutti i miei limiti e, credetemi, senza un briciolo di presunzione coccolerò a morte questo mio primo figlio letterario. Certamente non più bello di migliaia di altri figli partoriti in questo mondo. Ma, ragazzi, un figlio è un figlio. Lo ami senza ritegno, costi quel che costi.
Per questo infinita gratitudine va agli ideatori di questa piattaforma, senza la quale, probabilmente non avrei trovato ragioni valide per portare questo viaggio a destinazione.
Nondimeno un abbraccio a tutti voi, la TI-Community, che rendete questa piattaforma speciale e che, come me, avete avuto il coraggio di affrontare almeno una volta la “Bestia”.
Non abbiate mai timore di affrontarla, nella lotta fa meno paura.
Lottate e vincete ragazzi.
Lottate e vincete!
:*
10/05/2015 at 10:52
UAU! SEGUITO! SEGUITO! SEGUITO! 😀 😀 😀
Ciao 🙂
10/05/2015 at 11:04
Grazie per esserci stato fino alla fine RD.
Un abbraccio.
05/05/2015 at 18:23
Vogliamo un seguito!!!! 😀
04/05/2015 at 20:00
Per la prima volta il mio voto va con la maggioranza… di solito sono sempre in minoranza 🙂 ma io vorrei un colpo di scena e – se possibile – un seguito.
Non ho potuto seguirti come si deve, ogni tanto dovevo recuperare, un po’ perché ogni tanto sparisci… un po’ perché sono stata dimessa ieri dall’ennesimo ricovero in ospedale … e ogni tanto sparisco anch’io, per questo. 🙂 però la tua mente creativa è imperdibile.
Continuo a seguirti volentieri.
04/05/2015 at 21:43
Cavoli! Spero sia tutto superato adesso.
E’ vero ogni tanto sono risucchiato dal lavoro. Però prometto che l’ultimo capitolo non si farà attendere.
30/04/2015 at 21:51
Ovviamente la promessa di un seguito. Non puoi preparare tutta una storia disseminando indizi per 9 capitoli, risolverla nell’ultimo e fine. Vogliamo di più!
01/05/2015 at 17:06
cavoli che responsabilità… o_O
28/04/2015 at 17:12
Ciao. 🙂 Colpo di scena.
27/04/2015 at 14:07
sono sicura che non ci sorprenderai lasciandoci senza…colpi di scena!!!!