Dove eravamo rimasti?
London Under Siege
Roma – 10:24 PM
A pochi Km dalla Città Del Vaticano, una berlina lascia velocemente l’ospedale Santo Spirito.
-“Qui sono al sicuro” Pensa James ad alta voce.
-“Al centro commerciale sono morte 5 persone. Finita questa storia, avremo dei problemi” Incalza David.
-“No! Quando questa cittá tornerà alla normalitá, voi incolperete me. Anche del vero pacco che mio fratello ha portato dentro Palazzo Chigi” Risponde James.
Il viso di David diventa bianco, poi di scatto si gira verso l’ex collega, ed afferrandogli il braccio, grida:
-“Di che cazzo parli? L’unica valigia che Enrico aveva, era quella con la bomba che gli artificieri hanno poi disinnescato”.
-“Quella era per ingannarvi! É ovvio che queste persone hanno qualcuno dentro. Se non avessero trovato la vera valigia, Noemi ed Elettra sarebbero state in pericolo. La bomba disinnescata, é quella che ho sequestrato ai terroristi. Le ho fatte scambiare da mio fratello. Mi dispiace David” Conclude James spingendo sull’accelleratore dell’auto.
-“Porca puttana James…” Impreca David mentre afferra il cellulare.
10:35 PM
Palazzo Chigi viene sgombrato. I pochi poliziotti cercano di delimitare la zona intorno all’edificio, mentre James, David, insieme a pochi altri uomini dell’esercito, salgono velocemente la lunga scalinata d’onore.
-“Mirta ha visionato i filmati delle telecamere interne. Un addetto delle pulizie ha preso qualcosa dall’ufficio di Enrico, poi é scomparso dopo essere entrato nella sala controllo della climatizzazione” Spiega David a tutte le persone che minuziosamente perlustrano la stanza.
Poi la voce di un poliziotto attira l’attenzione di tutti:
-“Qui c’è una 24 ore”.
Immediatamente l’artificiere si avvicina impedendogli di toccarla, poi delicatamente prende la valigia posizionata sopra la ventola maggiore dell’impianto e la mette a terra. Con lo scanner termografico la controlla, poi invita i presenti ad allontanarsi. Solo James e David non accolgono la richiesta. Quindi l’artificiere apre la valigia ed al suo interno si palesano 2 bottiglie di vetro da mezzo litro contenenti un denso liquido blu.
-“Per Dio! Leggete: è lo XENTAL” Impreca David.
-“Un bel casino. I contenitori di vetro sono pressofusi con il plastico esplosivo intorno e si stanno incrinando. Ci sono poi questi 2 detonatori collegati al plastico stesso. Uno è collegato a questa scatola e l’altro é dentro le bottiglie. É una bomba nella bomba signori” Continua il militare.
-“Spiegatevi meglio…” Chiede alzando la voce James.
-“Lo XENTAL é un’arma chimica. Se conservata sotto zero, è stabile ed innocua. Ma a temperatura ambiente, aumenta di volume e diventa un gas aerobico! Hai presente quando riempi d’acqua una bottiglia e poi la congeli? Qui il processo è inverso e non è reversibile. Un mg per litro di questo gas, può uccidere tutte le persone in questa stanza in 10 minuti” Risponde David.
-“OK… in altre parole é un gas velenoso… e stá per esplodere in un modo o nell’altro. Chiudi la valigia David ed evacuiamo tutta l’area intorno al Pantheon. La faremo esplodere al suo interno. La cupola del tempio conterrà l’eplosione e le radiazioni” Suggerisce James muovendosi avanti e indietro nella stanza.
-“Si… potrebbe funzionare” Conferma l’artificere.
10:49 PM
Due elicotteri militari in volo illuminano con un potente faro l’antico tempio Romano, intorno ad esso poliziotti ed esercito cercano di allontanare turisti e abitanti del quartiere. Da lontano una berlina arriva a forte velocità verso l’entrata principale del Pantheon, per poi fermarsi bruscamente davanti alle colonne del monumento. Dall’auto velocemente scende James che porta con sè la valigia imbottita di esplosivo e dopo pochi secondi posiziona la stessa al centro del tempio. Poi rapidamente lascia l’edificio chiudendo dietro di sè l’enorme portone e si unisce al resto della squadra posizionata a qualche centinaio di metri dal monumento.
-“Ora non ci resta che aspet…” James non riesce a terminare la frase. Un’esplosione sorda lo interrompe. La detonazione all’interno del Pantheon fa tremare il terreno per qualche secondo. Poi il silenzio assoluto.
Londra – Sedici Mesi Dopo
Lungo le strade di Brompton Road, un’auto accosta davanti al palazzo piú luminoso dell’isolato: l’edificio di Harrods. Dall’elegante Bentley scende un uomo che frettolosamente si dirige verso l’entrata del centro commerciale più lussuoso di Londra. Camminando, una voce alle sue spalle sembra non sorprenderlo:
-“Perchè mi hai chiamato con il cellulare di mia figlia? Dove si trova Nina?”
-“Non lo sappiamo. Non abbiamo sue notizie da 5 giorni Sig. James” Risponde l’uomo.
-“Era sotto copertura con una squadra… sulle tracce dell’unico terrorista che vi è scappato confondendosi con gli ostaggi liberati all’aeroporto di Roma. Mi chiami se vuole, è già stato con noi, forse ora il suo coinvolgimento potrà tornarci utile. Arrivederci” Conclude freddamente l’uomo allontanadosi.
Sessanta secondi più tardi, James apre lo sportello posteriore della lussuosa Bentley per sedersi al suo interno!

30/03/2015 at 18:57
Beh, che dire… hai una bella fantasia che fa presa sul lettore.
Sembri tenere molto alla tua scrittura, per cui – ora che siamo alla fine del primo atto ( mi pare di capire che avremo un seguito) – ti dò un consiglio tecnico per il futuro: non raccontare, mostra. Le immagini si mostrano, non si spiegano. Qui i personaggi hanno spiegato molto, è una cosa poco elegante. Capisco i limiti di spazio ma si possono ovviare mettendo meno carne al fuoco… sono sicura che in futuro lo farai per bene. 😉
31/03/2015 at 18:38
Sembra che tu abbia chiuso un ciclo, quello della mia storia. Sei stata la prima a commentare “Sotto Assedio” e ad oggi pare tu li chiuda anche (i commenti). Che dirti? Un grazie per essere stata qui fin dall’inizio anche tu 🙂 e anche se odio ripetermi, averti avuto sempre in mezzo come “rompiscatole” 😉 è servito a non abbassare mai la guardia (che già di mio non faccio mai nella vita). Quindi di nuovo grazie… davvero! Che dirti ancora Alessandra? Si… tengo alla scrittura, non solo la mia, alle sue sfumature ed alla lingua Italiana in generale e odio chi la violenta. Se potessi toglierei il podio della quinta arte alla Poesia e ci metterei la scrittura in generale! Per il resto… la questione “meno carne al fuoco” sarà difficile da considerare, è insito nel mio DNA (o nelle mie corde, come piace dire a te) questo genere di intrecci! Odio ripetermi (però già stamo a due co’ ‘sta frase) ma la vecchia e grande scuola cinefila Americana che “frequento” da quando ne ho memoria, non credo morirà mai! Fine, oggi faccio il buono e non aggiungo altro.
Ci si vede in giro… qui… lì… indietro nel tempo… alla prossima Ale! 😉
02/06/2015 at 20:08
Io non sono su nessun social…. che ne dici di darmi la tua mail?
03/06/2015 at 09:22
Scriverei qui la mia E-Mail, ma non voglio rischiare posta indesiderata o pubblicitá! Allora… provo a fare un controllo incrociato qui nella grande famiglia di The Incipit, ci vorrà un po’… vedo se nei commenti vari abbiamo amici in comune che sentiamo già per E-Mail, ed eventualmente “giro” a loro la richiesta per avere il tuo indirizzo. Possibilità #2: non sei social, ma ci sei andata vicino con “uno”. Non scrivo quale per evitare anche a te spam… provo a lasciarti ora un commento qualunque “di là”, cosí ti rendi conto di cosa parlo ed eventualmente vediamo se possiamo scriverci nel privato. A presto 😉
03/06/2015 at 19:27
Ma che stai a dì? Vabbè che scriviamo di spionaggio ahahahaha, ma non siamo mica spie!!
scrivimi qui: alessandrastar@libero.it
03/06/2015 at 22:51
Nooo… ma che hai fatto? Ero giá a metá indagine… davvero! So che anche tu ci tieni alla privacy, non la volevo cosí… vabbè, mo è fatta. Ho copiato la tua E-Mail, chiedi alla redazione di rimuovere il tuo ultimo post… mannaggia a te 🙁 Mo vado, devo scrive a n’amica mia 😉
30/03/2015 at 17:23
Ti faccio i miei complimenti per un finale “relativo”. Relativo perché sto già pregustando un seguito. Seguito che terrebbe i lettori incollati al pc per leggere.
Allora, buona pausa e buona lettura! 🙂 🙂
A presto!
30/03/2015 at 18:09
Anche te non so come ringraziarti Pinky… qui fin dall’inzio! 🙂 Il finale aperto era inevitabile, sia perchè fondamentalmente mi piaceva, sia perchè ci sono ancora alcune domande a cui rispondere, ma soprattutto perchè, come hai intùito 😉 ho in mente un seguito. Ma per ora, verrò a fare il rompiscatole alla tua storia 😉 😉 Grazie ancora per avermi accompagnato in questo viaggio 🙂