LA TELA DEL RAGNO

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà ad Anna? Anna sarà trovata ancora in vita, in stato di shock. (71%)

Colpo di coda

Di lì a poco, iniziò a piovere. Una pioggerella fitta e leggera. Ma gli uomini della Forestale sapevano bene come le condizioni climatiche potessero cambiare improvvisamente.

A breve, infatti, il temporale si fece più intenso, e i tuoni, che prima si avvertivano in lontananza, ora erano pericolosamente vicini.

Se non avessero trovato in fretta la donna, o il bambino, avrebbero dovuto abbandonare temporaneamente la ricerca.

Il rischio di essere colpiti dai fulmini, nel bel mezzo del bosco, era estremamente elevato.

E come lo era per loro, lo sarebbe stato anche per la vittima, che, probabilmente in stato di shock, non sarebbe stata in grado di valutare l’entità del pericolo né di mettersi, in qualche modo, al riparo.

L’abbaiare furioso di uno dei cani e il richiamo di uno dei suoi uomini, lo distolse da quei pensieri.

Forse l’avevano trovata.

Si incamminò velocemente verso la loro direzione, sotto la pioggia battente.

Poco dopo, si trovò davanti una scena che non avrebbe più dimenticato.

Una donna, scalza e ferita in più punti, la maglietta e i jeans fradici, come pure i capelli, tremante di freddo e paura, evidentemente fuori di sé, che brandiva minacciosamente un grosso ramo contro di loro.

“Andate via! Andate via!” urlò la donna, in preda al terrore.

“Signora” disse il capitano “non vogliamo farle del male. Siamo qui per aiutarla. Metta giù il bastone”

La donna parve riflettere un attimo a quelle parole, ma poi continuò a urlare loro di andarsene.

“Signora” continuò il comandante “Vede che c’è il temporale? Il bastone potrebbe attirare un fulmine. E’ pericoloso, potrebbe morire. Noi vogliamo solo aiutarla!”

Anna guardò il bastone e il cielo. Era vero. I tuoni erano sempre più vicini e il chiarore dei lampi sempre più frequente.

Ma forse morire avrebbe posto fine alla sua sofferenza.

La consapevolezza di aver formulato un simile orribile pensiero le tolse ogni volontà di combattere. Stremata, si lasciò cadere in ginocchio.

Il capitano si avvicinò e la prese tra le braccia.

Anna trasalì, ma non oppose resistenza. Non aveva più forze.

Tutti lasciarono il bosco, inzuppati fino alle ossa, quando iniziarono a cadere i primi fulmini.

Anna venne portata in ospedale, per gli accertamenti e le cure del caso.

La notizia del suo ritrovamento si diffuse velocemente, come pure quella dell’omicidio di Peggy, scoperta da uno dei figli, e quella della colpevolezza di Luca, fuggito, e ora ricercato dalle forze dell’ordine.

Luca, nel frattempo, si era procurato una nuova macchina, si era tinto i capelli e si era allontanato di parecchio dalla zona.

Stava meditando di scappare all’estero.

Il pensiero di come la sua vita fosse cambiata nelle ultime ore, però, non gli dava tregua.

Era un bravo medico, onorato e rispettato, con una buona posizione e una bella vita. E quella cagna aveva rovinato tutto. Tutto.

Si fermò in una piazzola di sosta, per pensare meglio.

Non poteva passarla liscia. Non era giusto. Assolutamente no.

——

Anna aveva raccontato tutto. Si sentiva meglio, fisicamente, dopo le cure dei medici, gli antidolorifici e le fasciature. Ma psicologicamente era distrutta. Si sentiva colpevole della morte di Peggy e del coma dell’uomo che l’aveva aiutata. Appena si fosse sentita meglio, sarebbe andata a trovarlo, si ripromise. Nel frattempo si consolò con l’idea che, a breve, sarebbero arrivati i suoi genitori. Certo, sarebbe stata dura spiegare loro tutto l’accaduto. Ammettere che sua madre aveva visto giusto, sin dal principio. Ma sarebbero stati lì, con lei, e insieme avrebbero affrontato qualsiasi cosa.

Parzialmente confortata da questi pensieri, si assopì piano piano, il sonno favorito dai farmaci. I medici le avevano prescritto riposo assoluto.

Fu svegliata da un grande trambusto, proprio fuori dalla sua stanza.

Si alzò per andare a vedere cosa stesse succedendo.

Non credette ai suoi occhi. Luca era lì, un lungo coltello in mano, la mano bloccata da quella del poliziotto, che era stato messo lì a proteggerla.

Quando la vide, raddoppiò gli sforzi per liberarsi, gli occhi iniettati di sangue. “Puttana! Puttana! Mi hai rovinato la vita! Voglio ucciderti!”

Anna impallidì. Era il suo tormento. Non avrebbe mai smesso di cercarla.

Fuori ancora urla, insulti, rumore.

Non ne poteva più.

Aprì la finestra. Sesto piano. Stavolta non si sarebbe salvata.

Salì sul davanzale e spalancò le braccia, alla ricerca del coraggio che le serviva per saltare.

Uno sparo.

Silenzio.

Terrorizzata, si voltò verso l’interno della stanza, aspettandosi di vederlo entrare, per finirla.

Non vedendolo,, scese lentamente, attraversò la stanza e si affacciò, per vedere cosa fosse successo.

Luca giaceva  a terra, una macchia di sangue si allargava sulla sua schiena, il coltello abbandonato poco più in là.

“Ho dovuto farlo” disse il poliziotto quando Anna lo guardò.

Era finita.

                                                —–

Apparentemente, ora Anna sta bene.

Di notte, però, tiene la luce accesa.

Spesso ha gli incubi.

Non esce da sola di sera.

Non si fida più degli uomini.

Forse un giorno.

Chissà.

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202 Commenti

    • Grazie Danio per il commento e la tua fedeltà.
      Felice che ti sia piaciuto, anche se , per il finale, avrei avuto bisogno di un po’ di spazio in più.
      Spero che piaccia anche agli altri lettori.
      Grazie ancora e alla prossima storia!
      Un abbraccio e auguri per il nuovo anno.
      E buona epifania! 🙂

  • Mi scuso con tutti i miei lettori, avrei voluto concludere la storia entro l’anno ma sono in vacanza e non ce la farò.
    Spero di riuscire, almeno per la befana.
    Intanto approfitto per fare i miei migliori auguri di un felice 2016 a tutti voi e anche a tutti gli altri autori e lettori del sito, nonché agli amministratiri dello stesso.
    Buon anno a tutti!
    A presto! 🙂

    • Ciao Gianfranco, mi dispiace per i tuoi problemi. Spero si possano risolvere al meglio.
      Avrei voluto concludere entro l’ anno ma sono in vacanza e probabilmente non riuscirò. Cercherò di farcela almeno per la Befana. Grazie per la tua fedeltà, un abbraccio e tantissimi auguri per un felice 2016 🙂

    • Grazie Nickleby del voto e del commento, se non sbaglio è la prima volta che ci incontriamo qui.
      Complimenti per la pazienza nel leggere nove capitoli tutti di seguito 🙂
      Ti aspetto per il finale, sperando di non deludere te né tutti gli altri miei lettori.
      A presto 🙂

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