Il “frutto”
Quella mattina la sveglia puntata alle 6:50 mi trovò già alzata, era una giornata importante, o per lo meno era una giornata particolare. Passata circa un’ora usciì di casa, dopo essermi assicurata di avere tutta la documentazione necessaria, saliì in macchina e mi diressi verso l’imbocco autostradale. Giunsi a destinazione dopo un breve viaggio, non più di quaranta chilometri, e mi ritrovai di fronte ad una gigantesca industria di biotecnologie; il parcheggio dove mi trovavo brulicava di automobili e di fronte a me c’era una fila immensa di persone in attesa di varcare la soglia.
Strinsi i documenti tra le mani tremolanti e mi incodai dietro alle altre persone; non avevo pensato di dover attendere così tanto sotto al sole estivo, altrimenti mi sarei vestita in modo diverso e sicuramente non avrei messo le scarpe col tacco. Finalmente giunse il mio turno, e capiì il motivo dell’attesa; ognuno veniva scansionato come se ci si trovasse all’areoporto e poi mostrava la propria documentazione che veniva così ulteriormente convalidata.
Passati i controlli mi ritrovai in uno spazioso atrio insieme a moltissime altre persone che come me aspettavano istruzioni.
“Buongiorno a tutti, sono Paolo Tornetti, responsabile aziendale e vostro punto di riferimento per questa giornata. Ringrazio tutti calorosamente per aver deciso di partecipare a questa iniziativa, e vi chiedo di non allarmarvi del fatto che siamo stati costretti, per motivi di sicurezza, ad accettare solo candidati in possesso di una solida assicurazione medica, perchè non ce ne sarà bisogno. Vi divideremo in gruppi e verso mezzogiorno sarete liberi.”
A parlare fu un uomo giovane, dall’aria sveglia e ben vestito, si trovava al secondo piano e dalla balconata ci aveva fornito le prime istruzioni; poco dopo alcuni uomini ci divisero in gruppi e ci portarono in diverse sale.
Io mi ritrovai seduta accanto ad una donna di mezza età, corpulenta e dall’aria buona, indossava un abito estivo sui toni del viola e subito pensai che sulla sua persona stonava moltissimo; era una donna attiva, lo capiì subito, in men che non si dica si presentò e iniziò a chiacchierare.
“Sono Elisa Rosso, piacere.” Mi presentai a mia volta a Susanna “Sono qui, ma non so bene il motivo. Forse la curiosità.”
In realtà sapevo benissimo che non era stata la curiosità a portarmi lì quel giorno, bensì la pila di bollette che avevo sul tavolo della cucina; e insieme ad essa, il fatto di aver appena perso il lavoro. Quando sentiì parlare di questi test non ci pensai due volte e mi iscrissi immediatamente, dopo tutto l’azienda sembrava seria e il progetto era stato già testato in laboratorio; si trattava semplicemente di mangiare un “frutto” creato chimicamente, era un incrocio tra arancia e banana e non aveva ancora nome.
Non fecimo in tempo a scambiare ancora due parole che un signore anziano, molto burbero e maleducato, seduto una fila davanti a noi ci interruppe dicendo di tacere. Susanna era già sul punto di dirgliene quattro ma un’equipe di giovani ricercatori salì sul palco e dopo averci salutato e ringraziato ci disse che ora avrebbero distribuito a ognuno di noi il prodotto e che nel minor tempo possibile lo avremmo dovuto ingerire.
La mia preoccupazione iniziò a farsi strada, avevo paura. Mi girai d’istinto verso Susanna:
“Siamo sicuri che non è pericoloso?”
“Cara, siamo qui proprio per testarlo.” Mi rispose lei sorridendo ironica.
Mi consegnarono lo strano “frutto” nato dall’ibridazione di arancia e banana e sempre più agitata lo feci passare da una mano all’altra, poi osservai di nuovo Susanna che stava mangiando di gusto, così decisi anche io di farlo; chiusi gli occhi e deglutiì in fretta.
Non era cambiato nulla. Ero sempre io, Elisa. Non avevo cambiato colore, non ero diventata un mostro, rifletti mentre mi osservavo allo specchio del bagno. Stavo per uscire quando una grossa signora mi bloccò la strada.
“Dove credi di andare senza lasciarmi il numero di telefono? Oramai mi sono affezionata” Disse scherzando Susanna, risi e ci scambiammo i numeri.
Salutai la mia nuova amica e, dopo aver ritirato il lauto compenso per aver partecipato al progetto, mi stavo dirigendo al parcheggio riflettendo sul fatto che tutto sommato dal testare nuovi prodotti da lanciare poi sul mercato non c’era niente da temere; ma all’improvviso una donna gridò.
Vicino a lei, l’uomo burbero che aveva zittito me e Susanna era caduto al suolo e stava soffocando. Non fecero in tempo ad arrivare i soccorsi che l’uomo morì.
Cosa succede ora?
- L'azienda inizia le indagini autonomamente ed Elisa collabora volontariamente. (6%)
- Tutti i partecipanti vengono pagati per stare zitti sulla morte dell'uomo, ma Elisa decide comunque di indagare in segreto. (28%)
- Tutti i partecipanti sono costretti in quarantena, ma Elisa prima contatta Susanna e insieme stabiliscono un piano. (67%)

31/07/2016 at 11:14
Ciao Giulia,
In questi mesi ti avevo praticamente dimenticato!
Faccio un punto di principio del fatto di terminare i racconti che inizio a leggere e così ho fatto col tuo. Non conosco i motivi della lunga assenza ma immagino che tu per prima sia cosciente del fatto che non giovi. Il finale mi pare un po’ precipitoso, è un’impressione che ho già avuto per altri racconti ripresi dopo mesi di pausa, quasi che una volta che si decide di terminarli lo si voglia fare il più velocemente possibile.
La storia nel complesso era interessante, forse negli ultimi capitoli ti sei complicata l’esistenza da sola aggiungendo personaggi e situazioni intricate. Una cosa che personalmente non ho apprezzato: la distruzione dell’antidoto era un’opzione chiara, reintrodurlo il cap. dopo mi ha dato la sensazione che provavo da bambino seguendo le interminabili serie di anime giapponesi tipo Ken il Guerriero: a un certo punto si introducono elementi contradditori rispetto alla storia fin lì raccontata e si ribaltano tutti i dati fin lì acquisiti, un nemico è un amico, un morto è vivo, un padre in realtà è un figlio e via dicendo.
Ecco, tengo molto alla coerenza e questo mi ha disturbato un po’.
Ovviamente è solo un parere personale!
Ciao a presto!
01/08/2016 at 09:29
Ciao, come già detto qualche commento sotto riconosco di aver fatto scorrere le vicende troppo velocemente dopo aver sospeso per qualche mese…per il fatto che, come hai detto anche tu, mi sono complicata da sola e non sapevo più come cavarmela in modo semplice e coerente. E’ stato difficile per me scrivere questa storia perchè non ho nessuna conoscenza di questo soggetto, ho fatto quindi un pò di ricerche e alla fine penso di aver fatto un buon lavoro fino circa al settimo capitolo. Dopo di che, tra le varie cose per cui ho dovuto abbandonare e il fatto di aver complicato la trama, ammetto che non vedevo l’ora di finire il racconto; ma tutto sommato almeno un pò ne sono soddisfatta.
Grazie mille del commento e buona giornata
29/07/2016 at 17:29
Scusa il ritardo, ho recuperato tutto. Anche se il finale mi è sembrato un po’ compresso, mi è piaciuto come hai terminato con la fuga delle due sorelle.
Ho visto che hai iniziato una nuova storia, appena posso passerò sicuramente a leggere. 😉
27/07/2016 at 11:59
Concordo con Tia: un finale particolare, ma sono contenta sia riuscita a finire la storia. 🙂 Ti aspetto col nuovo incipit, mi raccomando! 😀
27/07/2016 at 10:34
Ciao!! 😀
Beh, che dire? è un finale che non ci si aspetta: mi è piaciuto proprio per questo! XD Complimenti, soprattutto perchè hai finito la storia nonostante fossi in crisi!
A presto!!
26/07/2016 at 22:37
Ciao Giulia!
Finale particolare, non pensavo fuggissero (anche perché erano risultate infette).
A parte quel dettaglio (che con più caratteri avresti sicuramente sistemato meglio) direi che è stato un finale carino. Uno si aspetta che le due ragazze sistemino la questione, invece mollano tutto e scappano in Spagna. Sono state furbe XD
Ho letto sotto che eri un po’ in crisi con questa storia e che ti vuoi buttare su un altro racconto, hai già deciso il genere?
Spero tornerai presto. Alla prossima! 😉
27/07/2016 at 08:15
Ciao, vorrei fare un racconto per tipo, quindi ora devo solo scegliere il genere 😉
25/07/2016 at 22:49
Ma loro non erano infette? Mi è sfuggito qualcosa?
Finale carino 🙂
Ciao 🙂
26/07/2016 at 09:15
Ciao, non avevo più caratteri per scrivere, avrei voluto contestualizzare di più l’ultima parte…a questo punto diciamo che hanno tentato la sorte 😉 per ora si godono la vita a Tenerife, poi vuoi dire che con tutte le abilità che hanno non riusciranno a recuperare uno degli antidoti di Martino?
25/07/2016 at 10:17
Cioa, ero molto triste che questa storia non avesse una conclusione, quindi: bentornata!!
Però, forse è a causa della lunga attesa, ma questo capitolo mi è sembrato meno riuscito degli altri, un po’ “incollato lì”, un po’ come se la storia non ti interessasse più veramente e volessi solo concluderla perché devi e liberartene. Ora smetto di tediarti con le mie impressioni: a te la scelta!
Ciao
25/07/2016 at 17:34
Ciao, per un certo verso hai ragione. Ho pubblicato il finale e spero che questo ti sia piaciuto di più del nono capitolo 🙂
23/07/2016 at 03:55
Bentornata!
Finiamo col drammatico.
22/07/2016 at 16:02
quanto tempo, Giuliaaaaaaa! Per fortuna sei tornata. 😉 A te la scelta
22/07/2016 at 21:29
Ciao si nel giro di breve pubblico l’ultimo capitolo e poi via ad un’altra storia, con questa sono rimasta bloccata un pò perchè ho trovato difficile l’ambito della scienza/fantascienza; comunque ci ho provato ed è stato un esperimento, ma la prossima volta scriverò qualcosa con cui ho più familiarità 🙂
23/07/2016 at 09:20
Beh, è un po’ come mettersi in gioco su questa piattaforma! 🙂 Ma ci sei riuscita egregiamente. Allora aspettiamo il tuo ritorno alla grande!
22/07/2016 at 15:27
Ciao!! 😀
Lascio scegliere a te, così non so cosa aspettarmi, nè mi rovino il finale! 😉
Non far passare troppo tempo! Sono curiosa!! XD
Alla prossima!!
22/07/2016 at 15:13
Ciao Giulia!
Sono felice che tu sia tornata!!! ^__^
Capitolo intenso! Lascio scegliere a te il finale, sono sicura che saprai sorprenderci! (e poi non voglio spoiler XD)
Complimenti come sempre! Ci leggiamo al gran finale!
Alla prossima! 🙂
22/07/2016 at 16:02
Grazie mille molto gentile 🙂