Uomini che odiano l’amore

Dove eravamo rimasti?

Sinceramente, il prossimo episodio l'ho già in mente ma la vostra scelta può cambiare tutto. Il prossimo personaggio sarà un Vedovo (59%)

Dubbi

— Ritirare prodotto, prego.

Il distributore automatico invitò più volte il cliente a recuperare le medicine dalla feritoia nell’apparecchio, ma solo al terzo tentativo Marco si convinse di fare la scelta giusta. Anche lui avrebbe iniziato il trattamento come consigliato dal dottor Iscariota. Tuttavia, si ricordò di quella che pareva una classica fra di circostanza.

Qualora avesse anche il minimo dubbio, non esiti a contattaremi.

Mise le pillole in tasca e prese il comunicatore. Passò lo scanner ottico proprio davanti l’iride per attivare il dispositivo, per poi interagire con il suo assistente telematico.

— Jardis, vorrei chiamare il dottor Iscariota.

—  Lo studio del dottor Iscariota è operativo fino alle 18, le consiglio di chiamare ora. Avvio la comunicazione? – propose la voce robotica.

— Avvia.

Dopo pochi secondi, partì la tipica melodia dell’attesa telefonica. Ma fu bruscamente interrotta dalla voce del dottor Iscariota stesso.

— Risponde Iscariota, buon pomeriggio. Signor Vangeli, come posso aiutarla?

Il riconoscitore di chiamata globale non lasciava spazio alla suspense.

— Buonasera, dottore. Mi scusi per il disturbo ma vorrei approfittare della sua disponibilità. Si ricorda che stavo valutando se iniziare il trattamento?

— Non ha ancora preso le compresse? Signor Vangeli, ma Lei rientra nei soggetti che ricevono i migliori benefici dalla cura. Cosa sta aspettando?

Marco non rispose subito. L’amore l’aveva rovinato, ma gli aveva anche regalato i momenti migliori.  

— Sa, Dottore, ho comprato il libro dei Lovers. Spiega alcuni effetti negativi della cura.

— Ma quali effetti negativi! — urlò il medico — Lei ha buttato denaro e sprecato il suo tempo con quel libro. I Lovers sono una mandria di bestie che non ha nulla a che fare con il nostro mondo. Non hanno ancora capito che il trattamento con l’Umanina è la sola via possibile per l’evoluzione.

Ancora una volta l’incertezza bloccò la voce di Marco, lasciando proseguire lo sfogo iracondo d’Iscariota.

— Mi dica, quanto ha sofferto per la morte di suo marito? Quanto le è costato sul posto di lavoro? Si ricorda che lei era uno stimato dirigente, che ora è stato degradato a semplice operaio? Se Lei fosse stato in trattamento, tutto ciò non sarebbe successo e ora potrebbe garantire un futuro a sua figlia.

Si sentì un respiro profondo dall’altro capo del comunicatore.

—  Signor Vangeli, la prego — cambiò tono il Dottore — Inizi questo dannato trattamento. Poi valuteremo cosa fare. Ora mi scusi ma devo proprio andare. Spero che la prossima volta ci sentiremo per ben altre notizie. Buona serata.

La comunicazione cessò di colpo. Marco si rimise in cammino verso casa, senza essere ancora convinto se ingoiare quella dannata pillola o ribellarsi al sistema, come dicevano i Lovers.

Ripensò, infatti, a ciò che aveva letto nel loro libro, Siamo umani senza Umanina. Marco prese il comunicatore e attraverso il file manager consultò l’opera.

L’amore è un grande contenitore di emozioni. Pensateci. Quanto vi siete sentiti bene nel momento in cui avete trovato la persona con cui condividere la vostra vita? Cosa siete stati a disposti a fare per la persona amata? L’amore è il motore dell’Umanità. Senza amore non saremmo umani, ma automi, macchine che eseguono azioni come i robot che abbiamo nelle nostre case. Non lasciatevi inglobare da questo sistema corrotto. Le grandi case farmaceutiche hanno spinto sull’Umanina per guadagnare sulla vostra pelle, sulle vostre sofferenze. Ma l’amore non è sofferenza: è vita.

Marco non poté fare a meno di notare l’ironia del momento. Viveva in un’epoca in cui i droidi si occupavano di tutto e la ricerca scientifica era così avanzata da fornire una pillola in grado di cambiare il cervello, ma lui si ritrovava a riflettere su un sentimento antico come l’amore su quel vecchio strumento che era il libro.

Allora era forse vero che l’amore è un tratto insito dell’uomo? Che si può essere umani senza Umanina?

Arrivò a casa e trovo l’olografo sul tavolo della cucina. Mise il comunicatore nella home-base per poter controllare tutta la casa.

— Jardis, avvia l’olografo.

— C’è un nuovo messaggio. Avviare la riproduzione?

— Sì — confermò Marco.

La figura di Maddalena apparve nella stanza.

— Ciao Papà. Scusami se non ti ho avvisato prima, ma mi hanno appena chiamato dalla clinica di riproduzione. Dicono che una coppia mi abbia scelto e vogliono procedere con l’impianto già stasera. Chiedi a Jardis di cucinare solo per te. Ciao ciao.

Marco ripensò all’adozione di Maddalena. Lui non l’aveva pagata. Aveva solo accolto in famiglia una bambina bisognosa d’amore. Ma adesso quella bambina era diventata una giovane che portava in grembo i figli d’altri. E tutto per pagare l’Università, troppo cara per il nuovo stipendio di Marco. 

Ma se Maddalena era arrivata a tanto era colpa dell’Umanina, artefice di una società in cui corpo e anima erano slegati. O era colpa di Marco, che non avendo preso la pillola era caduto in depressione d’amore dopo la morte del marito, tanto da perdere il lavoro?

Il prossimo episodio si svolgerà

  • In una piazza (7%)
    7
  • In una Chiesa (21%)
    21
  • In una clinica di riproduzione (71%)
    71
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72 Commenti

  • Rieccomi, Giuseppe.
    Voto per la clinica, perché visto l’ambito medico, mi sembra l’opzione in cui puoi dare il meglio.
    Questo episodio è decisamente interessante. Anche l’introduzione dei Lovers è un ottimo spunto che sono sicuro approfondirai. Mi chiedevo poi una cosa: seguirai un solo personaggio oppure cambierai sempre? Perché finora, su tre episodi, hai sempre passato il testimone a un nuovo personaggio. E se rimane così, trovo molto interessante la scelta. Se, ad esempio, rimanendo alla clinica, ti concentrassi su Maddalena e poi cambiassi ancora, avresti modo di proporre un ventaglio di situazioni e personaggi, costruendo una storia ancora più variegata! Attendo, curioso. 😉

  • Solo ora sono arrivata al tuo racconto.
    La trama incuriosisce. Il tuo testo è scorrevole e invoglia a leggere gli episodi successivi. Tuttavia, l’idea di vivere con la dipendenza da una pillola mi spaventa concettualmente e umanamente, e pone tanti interrogativi.
    Ogni pillola “che si rispetti” – anche se terapeutica – ha normalmente degli effetti collaterali. Per valere la pena di prenderla, il beneficio deve essere superiore al rischio. Forse ce lo dirai in seguito.
    Curiosa e credo non casuale, la scelta dei nomi dei personaggi. Direi di andare al prossimo episodio “in una chiesa”, che da sempre si occupa di anime in conflitto.
    ciao
    🙂

  • Allora, l’ambientazione e la storia mi piacciono molto, specialmente perché offrono la possibilità di guardare al mondo che ci circonda secondo diversi punti di vista.
    Ridurrei solamente i monologhi dei personaggi sostituendoli con situazioni dalle quali traspaiono le stesse informazioni che vuoi comunicare al lettore. Ti seguo e voto per una clinica di riproduzione

  • Allora …lo ho letto con occhi piuttosto attenti.

    Mi pare che il dottore che ha creato l’umanina, sia come “assuefatto” vista la mancanza di gentilezza.

    La parte in mezzo mi è piaciuta molto come la finale, in cui descrivi una orribile situazione della figlia.

    La Chiesa sinceramente non me la ci vedo visto che mi pare di aver capito che si tratta di una coppia gay. 🙂

    Ho scelto la clinica perché la piazza mi piace ma vorrei che la riservassi in mezzo e non solo al quarto episodio! 🙂

  • Voto per il sacerdote, perché mi sembra quello più delicato da trattare in una storia come questa. Anche il vedovo, il più votato finora, ha il suo fascino e le sue potenzialità, ma vista la frase di chiusura sulla religione, trovo che il sacerdote avrebbe molto da dire.
    Giuseppe, continui a stupirmi! Apprezzo molto il tuo stile e i temi che tratti. Mi colpisce anche la scelta dei nomi dei tuoi personaggi: semplici, ma molto efficaci, che sottintendono molte cose!
    Ho una sola domanda: in questo racconto, sembra che questo processo di liberazione dall’amore sia stato privo di ostacoli (esclusi quelli più tecnici). Nessuno si è opposto alla liberazione dall’amore? Nessun sostenitore dell’amore? O semplicemente Darvinto ha omesso questo fatto?
    (Ovviamente, se risponderai nei prossimi episodi non importa che mi rispondi: non voglio anticipazioni! ;))
    A presto!

  • Voto per il vedovo. Perché alla morte della propria compagna potrebbe non sapere come giustificare quello che sta’ provando. Cioè sentimenti d’amore “latenti”. Magari se il vedovo è giovane, gli studiosi potrebbero classificare il problema come puro istinto che non può più soddisfare. A meno che non si trovi un’altra compagna. E qui potrebbe sorgere il problema. E se non fosse la stessa cosa? Scusa è partita l’immaginazione. 🙂
    Riguardo la religione, io non parlerei più di “amore”. Perché questa parte può essere stata benissimo eliminata o ridimensionata. Portando tutto sotto un punto di vista razionale. Alla fine la religione può continuare a esistere con le dovute correzioni.
    Quando ho letto Iscariota non ho potuto fare a meno di pensare a Giuda. 😀

  • Direi che sarebbe interessante vedere che rapporto ha un vedovo con l’incredibile sostanza: la assumerà per perdere il ricordo della moglie che gli manca? Oppure contesterà il professore per fargli capire quanto l’amore sia importante?
    Lo sviluppo scientifico è convincente, sono curioso di scoprire come risponde la società all’innovativa “castrazione amorosa”.

    • Grazie per la lettura. Credo che in tutti i modi il prossimo capitolo, indipendentemente dal personaggio vincitore della votazione, servirà a illustrare le reali conseguenze dell’Umanina e delle scoperte neurologiche compiute. Anticipo solo che non ci saranno gli elementi che ho letto nei commenti dei lettori. Alla prossima.

  • Si guarda. Proprietà chimiche ?? Ha un carbossile di qua, un’ammina di là, un’iterazione di VdW di qui con questo … beh, devo dire carina questa molecola di umanina che mi sto immaginando ;.)

    Ad ogni modo devo dire che la scelta del sacerdote poteva prendermi un po’, ma ad essere sinceri, non ho tanta simpatia per quella categoria.

    Il divorziato invece non sarebbe male! 😛 Ho un ché di sospetto che questa molecola dia assuefazione. Vedremo.

  • Ciao! Eccomi qui a lasciare un commento. Devo dire che l’idea incuriosisce e hai una scrittura leggera e fluida, a mio modesto avviso. Oddio, “castrazione amorosa” m’ha fatto una graffiata sull’anima, però va bene per rendere il concetto! 🙂 Voto il vedovo perché, come ha detto il mio caro Mago, l’aver amato il proprio partner e averlo perso può rappresentare una bella sfida per il professore, far scattare (magari) qualcosa in uno dei tanti studenti….ma vabbè sto viaggiando! eheheheh! 🙂 a presto

  • Il punto di vista di un vedovo, che plausibilmente potrebbe aver amato e perso, è un curioso incastro in questa storia, un confronto con questa evoluzione proposta mica da ridere. Io ci spero. Un’idea di base che continua ad intrigarmi. Avanti così 🙂

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