Dove eravamo rimasti?
Arraffa, acchiappa
A Flumina, poco prima dell’alba, i profili del canyon e della giungla sono rosa e grigi, e la luce rilassa gli occhi. Allora c’è un po’ di silenzio. Una bolla placida sull’acqua piatta.
Poi , non appena il Sole fa capolino, i galli cantano e si scatena la bolgia febbrile e compulsiva.
In poco sbucano Imbarcazioni cariche di qualsiasi cosa, alimentate da motori di mille tipi. Ce ne sono di dimensioni piccole, medie grandi e giganti, ognuna organizzata dai proprietari nei modi più ingegnosi.
La barchetta del nostro Misterioso Uomo non è tra le prime ad arrivare però. Giunge che il trambusto è già iniziato da qualche ora.
Nel mucchio caotico, mentre aggeggia in maniera anonima con delle casse di legno, è assolutamente invisibile.
Tra invisibili, però, ci si nota.
Accade probabilmente per caso che, tra i moli dove il Misterioso Uomo attende attraccato, passa uno dei ragazzetti della Banda di ZinZin, chiacchierato e famigerato gruppo di orfanelli, abili ladruncoli che a Flumina stavano diventando una sorta di seccante leggenda: scippatori furfantelli che gironzolano tutto il dì tra le bancarelle, a zonzo in perlustrazione per arraffare tutto quello che gli viene a tiro, accumulando il bottino della giornata che, poi, si godono festeggiando tutta la notte nel loro nascondiglio segreto fuori la città.
E quindi, il ragazzino per caso vede l’uomo mentre infila svelto la mano in tasca, estrae un oggetto rotondo, dà una rapida occhiata e poi fissa per un attimo in una precisa direzione.
Al suo occhio clinico ed esperto, quello appare subito un tipo impaziente, quasi certamente un trafficante proficuo da depredare. A Flumina, chi è impaziente, ha sempre in ballo qualcosa di remunerativo.
“Un oggetto dorato dalla dubbia funzione e valore… lui sembra ansioso… magari trasporta o deve ricevere qualcosa di valore. Interessante”pensa il piccolo.
Bisbiglia qualcosa ad un variopinto pappagallino che gli sta sulla spalla, il quale parte subito svolazzando, e dopo pochi minuti, in qualche modo, l’altro piccoletto di ZinZin e i restanti tre della banda sono già lì, assieme al socio a spiare il Misterioso Uomo.
Ogni tanto lo vedono dare una rapida occhiata allo strano oggetto dorato, guardare sempre nella stessa direzione e per il resto spostare a casaccio delle casse, che dal peso sembrano palesemente vuote. Un esercizio apparentemente privo di scopo, se non quello di camuffarsi nell’affollamento commerciale.
Poi finalmente, assistono all’incontro per cui Quello evidentemente si trovava lì: vedono caricare numerose grosse casse, sigillate e anonime, e provviste alimentari sulla sua barchetta cabinata; lo vedono pagare, attingendo da un grosso sacco tintinnante; e, dopodiché, lo vedono avviare il motoretto e allontanarsi scrutando intorno.
Mentre leggete, però, non fate l’errore di pensare che il Misterioso Uomo sia un tipo così furtivo da risultare evidente. No!, al contrario: i suoi movimenti sono minimi e impercettibili, sopratutto quando osserva con la coda dell’occhio.
“Ma noi che siamo più abili di te, lo vediamo che qui gatta ci cova. Uova d’oro, magari” sghignazzano i ragazzetti, avidi e gasati.
E’ mezzogiorno ormai e ZinZin e i suoi , appiattiti in una piccola barca, agile e veloce, seguono alla dovuta distanza quella del Misterioso Uomo, che si sono ormai persuasi essere un raro e ricco bottino, in procinto di partire per commerciare chissà cosa e chissà dove.
“Ma tanto il dove, conta poco. E’ il COSA, che a noi interessa!”.
Lo seguono fin fuori dall’agglomerato centrale della città, fuori fino ad imboccare dei corsi secondari, poco battuti dai viandanti, e fitti di liane e mangrovie. Proseguono navigando in un tramonto arancione, calano le ombre della sera, ed è quasi notte fonda quando il Misterioso Uomo si ancora in un’ansa del fiume, appartata e nascosta.
ZinZin e gli altri lasciano trascorrere qualche ora e quando vedono spegnersi nella cabina la luce delle lanterne, decidono di muoversi per il furto. Si avvicinano nuotando, silenziosi come tartarughe nell’acqua, che al massimo increspano la superficie. L’adrenalina del colpo sale e si fa sentire nodosa nelle gole dei ragazzetti. Montano veloci e leggiadri sulla barca e in una frazione di secondo sono a un metro da terra in una stretta e infinitamente robusta rete. Penzolanti, intrappolati come sardine appena pescate. Pochi istanti, senza il tempo materiale di fare qualcosa di utile, e dal nulla compare una figura grossa e scura che li spruzza di un gas umido, strizzando qualcosa che sembrerebbe un grosso frutto. Per loro, repentinamente tutto si sfuoca, diventa buio… nero.
Il Misterioso Uomo soppesa per qualche secondo il pendolante fagotto di ragazzini svenuti, tabaccando da una corta pipa puzzolente e poi se ne torna nella sua cabina sbattendo la porta, un po’ pensieroso e un po’ seccato.
La barchetta dondola sull’acqua, cozzando un poco contro le radicione sulla costa. Dall’oblo’ vicino alla branda filtra la luce bluastra della luna.
Tunc, Splash, Splash.
A breve una svolta e un lungo e avventuroso viaggio. Come si comporterà, però, il Misterioso Uomo con i ragazzini della Banda di ZinZin?
- Li mette a disagio e li maltratta (17%)
- Ci entra un poco in confidenza (50%)
- Rimane misterioso e taciturno, ma inoffensivo (33%)

17/09/2015 at 09:05
Credo che il miglior consiglio che ti possa dare sia: leggi molto. Ci sono diverse cose che non funzionano. La prima parte è troppo raccontata… E, a mio giudizio, la descrizione della ‘tua’ terra futura un po’ troppo ricca e particolareggiata (piuttosto che spararci tutto e subito sarebbe stato meglio mostrarci le cose un po’ alla volta, anche perché la chiusa del terzo episodio lascia pensare che la tua sia una storia in movimento). E poi, anche a rischio di sembrare brutale, certe cose non si possono proprio leggere: “notte buia e temporalesca”? “in piedi pelandroni?”… E ti scongiuro lascia perdere i neologismi onomatopeici. La lingua italiana ha parole a sufficienza. Ciao e scusa la schiettezza.
03/09/2015 at 11:04
Sempre a sud, è il mio destino.