Halley: La bellezza non fa la donna.

Dove eravamo rimasti?

chi incontrerà in segreteria? LUISE la sua migliore amica (33%)

IN SEGRETERIA

Correva, senza mai fermarsi, senza mai guardare dietro, correva veloce con i capelli nero carbone che gli svolazzavano sul viso paonazzo. Halley correva, proprio come un giaguaro, pronto ad arrivare al suo obbiettivo il più presto possibile. Più correva e più sentiva il sangue nelle vene riscaldarsi, fino a diventare lava bollente. Non ricordava di aver mai corso in quel modo. Il suo traguardo sembrava irraggiungibile, un sogno come se si trovasse dall’altra parte del mondo. Ed eccole lì, tutti gli sforzi da lei compiuti avevano finalmente un senso. Quelle tremende scale infinite si ereggevano sul pavimento bianco splendente, larghe e gigantesche. Halley con enorme riluttanza cominciò a salire. Quanto avrebbe desiderato un ascensore. Questa volta non correva, solo per non sprecare energie. Saliva le scale lentamente, la sua “velocità” era paragonabile a quella di una lumaca. Arrivata all’ultimo gradino, Halley non ebbe neanche il coraggio di guardare il suo lungo e ostinato percorso,scossa dal fatto che, una volta in segreteria avrebbe dovuto ripercorrere quel tragitto. Con un grande sospiro si diresse, ricordando le indicazioni del professore, verso il corridoio. Era un corridoio molto più luminoso, ma, sempre ben pulito ed ordinato come quello al piano inferiore. I colori erano meno vivaci e, al posto delle gigantesche piante, erano posti invece in dei vasi bianchi dei bellissimi fiori profumati. Halley si guardò intorno alla ricerca della segreteria ma fu incantata dalla bellezza dei fiori e dal panorama mattutino.         Halley smise di osservare il bellissimo panorama ricordandosi il motivo dei suoi enormi sforzi. Ripeté più volte le indicazioni del professore e girò a destra, dove, per sua fortuna, trovò la segreteria. Dinnanzi a lei si innalzava una grande e alta porta grigia con una scritta altrettanto enorme che recitava le seguenti parole: SEGRETERIA SCOLASTICA. Lei aprì la porta e, appena entrata un brivido la scosse. La stanza era molto cupa e abbastanza ampia, tutte le finestre erano chiuse. I mobili grigi disposti in fila su una parete bianca ospitavano scatoloni trasparenti da cui si poteva intravedere il contenuto; pile e pile di fogli bianchi. Una pila di cartelline grigie era ammucchiata in disparte. Due piante verdissime erano state poste ai margini del mobile. Una lunghissima scrivania bianco latte era disposta al centro della stanza e tre computer splendenti vi facevano capolino. I tre colossali computer erano affiancati da dei portapenne in plastica nera mentre alla loro sinistra tre luccicanti telefoni bianchi avevano trovato una sistemazione. Una targhetta d’orata con su scritto Segreteria era posta al centro della scrivania. Mentre dinnanzi ogni computer quella stessa targhetta d’orata recitava 3 nomi differenti: Milicent Denham, Gregory Pole e Amanda Mc Cormack. Davanti una parete bianca erano disposte tre sedie nere, Halley vi si accomodò. Quando arrivò il turno di Halley, lei si alzò dalla sedia e avanzò a passo veloce verso il segretario libero. Quell’uomo che era sulla quarantina non aveva un aspetto ben curato. I capelli neri e corti erano sporchi e sudici, la barba appuntita sporgeva dal mento pallido, gli occhi stanchi parevano due piccole fessure semichiuse e le pupille nere pece seminavano terrore. Halley osservò l’uomo che le sorrise. Poi schiarendosi la voce disse: Mi scusi, avrei bisogno del mio orario. –   :- Nome?- chiese l’uomo serio                            – Halley-     – Cognome?-        – Diggon-        – Bene aspetta qui-                   Dopo qualche secondo di ricerca, l’uomo tornò con un piccolo foglietto bianco che porse ad Halley. -Grazie, Arrivederci.- detto ciò, si allontanò dal segretario che stava lavorando freneticamente al computer. Una volta uscita dalla segreteria controllò l’orario, erano le 11:00. Cominciò ad avventurarsi nel corridoio deserto quando una figura familiare si diresse correndo verso di lei. -Stupida! Dove cavolo eri?- le urlò la ragazza.  -Calma, ero con una amica- rispose Halley. – Ah bene. Comunque devo dirti una cos… la tua mano!-Niente panico… continua.- disse Halley   –  Cosa hai fatto? – urlò la ragazza ansiosa.  -Caduta. Continua.-        -OK… daranno una fest…- Due figure femminili si dirigevano lentamente verso il corridoio e, arrivate a destinazione una di loro parlò. -Ciao, stasera daremo una festa a casa mi..Ma che cavolo hai fatto?- urlò la ragazza improvvisamente. -Caduta- mentì Halley. -Angeline, è lei la ragazza che non si trovava.-  – AH, si. Carina , dicendo ciò rise, forse ti eri persa nel castello?-  -NO, ma forse voi avete perso qualcosa altro. Il cervello, se sempre lo avete.  – Non ti conviene metterti contro di noi, potrei fare cose che neanche immagini- disse la ragazza che si avvicinò al viso di Halley poi sputò sulle sue scarpe. Halley le pulì con le mani poi disse: -Mi fai schifo-     -ANCHE TU- rispose la ragazza. -Ehi! Che ci fate qui? Vamos Vamos .- urlò una voce femminile. Era Romina.

Nel prossimo capitolo..

  • Austin rinuncia alla festa per stare con Halley (83%)
    83
  • Halley rinuncia alla festa (0%)
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  • Halley andrà alla festa nonostante la punizione data dalla madre (vedi capitolo 2) (17%)
    17
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