Dove eravamo rimasti?
10. ...Sarà per un’altra vita
«Tu» sussurro nella sua direzione «tu non sai quello che dici»
Le sue certezze cadono con un rumore sordo tra noi, l’ho ferito.
«Ti accontenterai di baciarmi adesso, magari stringermi domani e io mi dirò che andrà tutto bene, che potrai accogliere e sedare i miei dubbi, mascherare le mie debolezze, apprezzarle persino.. Per quanto, Dorian, sopporterai le mie paranoie, il mio svegliarmi di notte e piangere calde, calde lacrime? Per quanto potrai fingere che sia tutto normale?»
Il suo sguardo mi colpisce al cuore, ha l’aria di uno a cui manca la voce per parlare.
«Lo ami ancora?» mi chiede.
Ricaccio indietro le lacrime, la verità è che non lo so. Quanto di ciò che ho provato e provi ancora per Matieau sembra non avere definizione, credo sia qualcosa in grado di andare oltre, eppure intrappolato, costretto ai limiti della mia percezione di creatura umana.
«Cosa credi che importi?»
«Importa, Margot, non ha alcun senso privarsi della possibilità di amare ancora, di essere amata ancora»
«E allora dimmi, ne avrebbe amare una persona che non ha quasi più voglia di vivere, starle accanto e accontentarsi di questo, di nient’altro? Perché è nient’altro quello che potrei offrirti ora, lo sai»
Annuisce. E ciò che in realtà leggo nel suo sguardo è ciò che si evince dalle mie stesse parole, confusione.
Si lascia carezzare una guancia, baciare un angolo della bocca «Non ora, Dorian, stammi vicino, se è quello che vuoi, ma ti prego, non ora»
«Ci sarò, se mi vorrai»
Lo prendo sottobraccio «Andiamo»
***
E’ mattino e non ho dormito poi molto, quando la sveglia mi sorprende a fissare il soffitto.
Matieau non è tornato da me questa notte e ho paura che quanto sia successo lo abbia deluso, fatto sentire abbandonato.
Scaccio via ogni dubbio mentre faccio scivolare la zip lungo il perimetro della valigia, perché possa finalmente dirsi pronta.
Un ultimo sguardo alla camera prima di richiudermi la porta alle spalle, girare la chiave e consegnarla in reception.
«Si?» rispondo al telefono mentre digito il codice della carta della mamma con cui lei stessa mi ha pregata di pagare il conto.
E’ Annie e non posso fare a meno di sorridere «ancora una sosta prima di prendere il volo, presto sarò a casa»
Poi interrompo la chiamata per salire in taxi.
Dorian siede alla mia sinistra, sono felice, alla fine, abbia accettato di farmi compagnia nel viaggio di ritorno.
Mi porge il biglietto aereo, ha insistito perché non pagassi niente.
«Abbiamo tutto il tempo necessario a salutare Marika e a svolgere tutte le pratiche prima dell’imbarco, proprio come mi avevi chiesto»
Lo ringrazio caldamente.
Non appena il tassista accosta nei pressi del cimitero, mi chiede se ho bisogno di compagnia, faccio no con la testa.
«Non ci metterò molto, sta tranquillo»
Marika non è ancora arrivata, percepisco l’assenza di Matieau persino qui. Mi guardo intorno come a voler immagazzinare ogni particolare di questo posto nella mia memoria, ho paura non avrà più senso ritornarci.
«Scusami, avevo dimenticato il cardigan in hotel e sono dovuta tornare a prenderlo»
«Figurati, nessun problema» le rispondo.
«Così si parte? E’ stato davvero bello poterti conoscere. Mio fratello ci teneva molto a te»
«Anche per me lo è stato, Marika, tuo fratello non lo meritava»
Ci stringiamo in un abbraccio che smuove gli animi di entrambe, le asciugo una lacrima con il polpastrello sperando di rincuorarla.
«Ho una cosa per te» esclamo estraendo dalla tasca la catenina con la chiave al posto del pendente. Gliela allaccio sulla nuca prima di staccarmi da lei. «tienila, è tua adesso. Io non sono nessuno per continuare a conservarla»
«Ma..»
«Credimi, sono sicura sia meglio così»
Salgo in taxi, poi le rivolgo un sorriso, l’ennesimo di quelli volti a nascondere lacrime ansiose di bagnarti le gote.
E’ solo adesso che mi pare di scorgerlo al suo fianco, muto.
“Ci ho pensato, Matieau, ed è stato doloroso, moltissimo” continuo pur non essendo sicura voglia sentire quel che ho da dire lui “ vivere così non ha più senso, non lo ha mai avuto, in realtà. Anche tu hai diritto a stare bene, non posso ancora pensare di trattenerti ancorato a me, ad una vita che non ti appartiene più. E adesso so che non risponderai alle mie parole, so che mi odierai nel profondo. Perdonami se, ancora una volta, non riesco a fare nulla per noi.
Voglio che tu sappia che ti ho amato, in un qualche modo, che non smetterò di farlo. Guarderò alla vita come un dono ogni giorno, te lo prometto.
Mi perdonerai se proverò a non cercare negli occhi di chi mi starà accanto, i tuoi. Mi perdonerai se non riuscirò comunque a dimenticarti”
«Possiamo andare?»
Annuisco senza convinzione alla richiesta ovattata di Dorian.
Il taxi riparte e so che questa immagine di lui mi rimarrà per sempre.
“E’ poco e non ha senso, eppure adesso ho capito che è meglio avere male e non essere un fantasma, non adesso che la vita mi costringe ad affrontare tutto quello che a te ha sottratto. Grazie per i tuoi giorni giovani che a me hai regalato, grazie per i tuoi sensi e controsensi.. Dimenticarti è poco”

22/06/2014 at 14:37
Wow Fra! L’ho letto solo ora: bravissima! Da pelle d’oca!! 😀
22/06/2014 at 21:08
wow, vanilla tu esageri!
25/06/2014 at 18:28
no no 🙂 mi è proprio venuta! Brava!
30/05/2014 at 10:29
Grazie a te perchè mi hai fatto commuovere come non mai. Non ci sono parole per descrivere questo finale…Grazie per le emozioni che mi hai donato e spero proprio in una continuazione…in fondo Margot ha bisogno ora come non mai di un’ottima consolazione…A presto con un altro incredibile (sicuramente) racconto!!!!! 🙂
22/06/2014 at 21:07
spero io di poter ricominciare a scrivere
grazie a te cara Lizzy, grazie per aver portato pazienza ed esserti emozionata
29/05/2014 at 18:17
fazzolettoooooooooooo!!!!
22/06/2014 at 21:06
grande onore per me marta 🙂
29/05/2014 at 12:27
Bello il finale! Bello bello! Brava fra sei riuscita a emozionare brava!
29/05/2014 at 13:42
grazie Dadan, spero di farlo ancora e ancora, ho bisogno di ricominciare a scrivere e sapere di riuscire a coinvolgervi è un onore 🙂
29/05/2014 at 13:59
Aspetto un’altra storia 🙂
29/05/2014 at 14:01
contaci, ho bisogno di un po’ di tempo ancora, ma arriverà 🙂
29/05/2014 at 14:10
Hai tutto il tempo del mondo 😉
29/05/2014 at 12:12
Bellissimo Fra 🙂
Questo racconto è molto profondo, tra le righe insegna molto a chi legge 😀
Mi hai emozionata tantissimo 🙂
Ma ne hai scritto uno nuovo e non mi dici niente?!! Ahahahah 😀
Corro a leggerlo 🙂
29/05/2014 at 13:39
Emma, grazie, lieta di averti emozionata.. è vero insegna molto, del resto parte del racconto è vita vera e la vita insegna più di qualunque altra cosa!
per il nuovo racconto mi occorre ancora qualche altro momento ancora, ho qualcosa in testa, devo solo dargli la giusta forma, guardarlo dalla giusta angolazione..
ma sai benissimo che saresti una delle prime a saperlo!
29/05/2014 at 08:24
spero di aver soddisfatto le aspettative, non so se scriverò il sequel, ho paura di non riuscire a riempire lo spazio di dieci capitoli
sicuramente proporrò un nuovo racconto a breve, ho bisogno di colmare il vuoto che ha lasciato questo
se ti va puoi sempre provare a leggere il primo che ho scritto, se vuoi emozioni (finali) forti..
29/05/2014 at 02:17
Emozionante
29/05/2014 at 09:04
leggi il commento sopra!
29/05/2014 at 01:01
è meglio avere male e non essere un fantasma…
la vita che costringe ad affrontare quel che ad altri ha sottratto…
impossibile non tremare.
Grazie Fra. Bellissima storia. Bellissimo viaggio.
29/05/2014 at 08:17
grazie a te mago, per essere sempre presente, pronto a lasciarti invadere dalle emozioni che libero sulla carta scrivendo
spero di avertela fatta scendere qualche lacrima..!