Dove eravamo rimasti?
Buchi e sigarette
Il primo che incontrò fu Nick: era seduto su una panchina, la solita panchina, e stava fissando assorto un buco che aveva sulla maglietta. Secondo lui quella panchina aveva tutto ciò di cui un ragazzo diciassettenne avesse bisogno: innanzitutto era comoda, di quel legno un po’ molleggiato, senza quelle schegge che avrebbero potuto conficcarsi nel sedere; inoltre davanti aveva un parchetto con alle spalle una strada. “Se ti annoi di guardare le persone che passano, puoi sempre concentrarti sulle automobili che passano dietro” diceva sempre.
“Oh Nick, ho una proposta da farti”
Nick alzò la testa scuotendo la massa di capelli biondi, ne aveva veramente tanti di capelli, così tanti che il parrucchiere gli diceva sempre “Cristo, hai veramente tanti capelli”, e glielo diceva ogni volta che lo vedeva, ogni santissima volta.
“Bob, secondo te questo buco qua, quello che ho sulla maglietta” e mostrò il buco all’amico “è trascuratezza o trasparenza?”
“Non lo so, non so neanche cosa tu intenda dire. Senti, ti devo chiedere una cosa importante”
“No no, questo è più importante. Trasparenza o trascuratezza?”
Bob si sedette sulla panchina rassegnato “Spiegati meglio” rispose in un sospiro
“Intendo dire, qua c’è un buco, no? E’ piccolo, ma si vede bene. Ecco, se io lo tengo così, senza rammendarlo nè niente, qualcuno potrebbe pensare che io mi trascuri. E se in realtà fossi io che voglio avere un buco sulla maglietta? Cioè, nel senso che voglio far vedere un po’ della mia pancia, voglio mostrare un mio pezzo di carne nuda. La logica è quella di chi si mette i pantaloni tutti strappati, vogliono essere più trasparenti. Capisci cosa intendo?”
“Vuoi avere meno filtri tra te e il mondo”
“Esatto! Meno filtri! Dobbiamo aprire finestre sul mondo, rendere la nostra pelle più vicina all’esterno”
“Ma allora perchè non ti togli direttamente la maglietta?”
“Mmm, bella domanda.” Nick tacque per un attimo, poi sentenziò raggiante: “Così però non ci sarebbe neanche più il buco”
“E cosa te ne frega del buco? Sei nudo, sei il massimo della trasparenza!”
“Il buco è il punto di partenza della nostra conversazione, senza quello questa conversazione non ci sarebbe mai stata”
Bob si era spazientito:”Senti, passiamo a cose veramente importanti. Ho voglia di andarmene da qui. Partiamo domani, la meta è ancora sconosciuta, stiamo via due settimane, ci stai?”
Nick rispose con la tranquillità di quando si risponde alla domanda “Ti va un caffè?”: “Sì, ci sta” disse sorridendo.
“Perfetto, pensavo di chiamare anche Irene, se per te non è un problema.”
“No no, non lo è affatto”
Irene era una loro amica d’infanzia, disperata quanto loro, sarebbe venuta di certo, Bob non aveva dubbi.
“E dove si va?” Irene voleva sapere la meta prima di prendere una decisione. “Ho sempre voluto visitare l’europa: Berlino, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Praga… Un po’ tutto, insomma. Non sono mai uscita dall’Italia.”
“E allora gireremo l’europa.” Senteziò Bob “In treno. Domani mattina ci vediamo davanti alla stazione. Direzione… Non saprei, da dove vuoi cominciare?”
“Berlino”
“E Berlino sarà”
Irene si accese un’ altra sigaretta guardando la tabaccheria dall’altro lato della strada. L’unico suo pensiero era quante stecche avrebbe dovuto portarsi dietro.
Era la più grande fumatrice di tutti i tempi, tutti si stupivano che non fosse ancora morta, con tutto quel fumo nei polmoni. In pratica respirava quello, solo fumo, mai una boccata d’aria.
Improvvisamente, all’orizzonte, così come era apparsa la prima volta a Bob, comparve la testa pelata: era lucidissima, i due ragazzi si coprirono gli occhi con la mano dal potente bagliore che emetteva la capoccia. L’uomo si avvicinava a loro, circondato da una luce quasi mistica, quasi sacra: sembrava un santo con la sua aureola luminosa, un re con la sua corona sfavillante, un Dio pronto a distruggerli secondo Bob. Per questo motivo fuggì.
Irene invece lo aspettò. “Ce l’hai una sigaretta?” chiese Testa Pelata.
“Sì certo… Ecco… Tieni.”
Il re sfavillante prese la sigaretta, ringraziò e se ne andò via. Svoltato l’angolo la scaraventò violentemente dentro un cestino. Un sorriso compiaciuto si delineò sul suo viso: quanto odiava le sigarette…
Cosa succederà alla stazione?
- Testa Pelata si presenterà ancora, tentando di schiaffeggiare Bob (0%)
- Testa Pelata si presenterà ancora, provando a derubarli (100%)
- Perderanno il treno (0%)

18/08/2014 at 13:57
Il famoso tizio con la barba bianca che ritroviamo in molti fantasy di tutto rispetto, chi altri? 🙂
14/08/2014 at 16:36
Visto che era venuto fuori prima nel discorso, ho votato per il bimbetto
06/08/2014 at 18:24
L’anziano signore dai! 🙂
03/08/2014 at 22:01
non mi piace testa pelata, scelgo l’anziano signore 🙂
29/07/2014 at 23:33
Ciao! ho votato per la testa pelata, mi piace questa storia, e mi piace anche l’dea di riproporre il titolo del capitolo nella frase di apertura, perciò ti seguo.
Passa dal mio libro se ti va, so che il genere può non piacere, ma la storia che sto cercando di creare in realtà vuole abbracciare un pò tutti i generi, per questo cerco di attirare lettori di altre categorie, così da costruirla anche secondo le loro direttive.
Grazie
30/07/2014 at 13:57
Grazie del supporto Vudi.
Passerò senz’altro dalla tua storia non appena ho un po’ di tempo 🙂
29/07/2014 at 21:55
Io dico testa pelata e concordo con Giorgia, il racconto starebbe bene nel genere humor
😉
30/07/2014 at 13:50
Grazie del supporto Francesca 🙂
29/07/2014 at 16:28
Un bimbetto di 10 anni, per testa pelata è ancora presto per tornare. Credo che avresti dovuto inserire il tuo racconto nel genere humour, è davvero simpatico 😉 solo una cosa: finora, non fin’ora.
30/07/2014 at 13:49
Grazie del supporto Giorgia.
All’inizio avevo scelto avventura perchè mi sfagiolava l’idea di far intraprendere un viaggio ai miei personaggi, ma mi rendo conto anch’io che, ora come ora, questo racconto starebbe meglio nel genere humor.
Cercherò di renderlo più avventuroso nei prossimi capitoli 😀
30/07/2014 at 14:07
La mia era una pigra constatazione 😉 credo vada bene anche così. Pensa che io sto scrivendo un romanzo storico in avventura…a volte è difficile scegliere il genere.
22/07/2014 at 11:38
Testa pelata proverà a derubarli;
è molto divertente il tuo racconto, mi ha fatto ridere il discorso strampalato sui buchi delle magliette! Strampalato, ma con un significato di fondo 😉
22/07/2014 at 08:59
Testapelata è un ladro incallito per me 🙂 A rileggerti.
21/07/2014 at 23:09
eccomi! altro bel capitolo! sembrerebbe l’inizio di una splendida avventura, vediamo dove ci porterai! aspetto il 3! 😉
20/07/2014 at 18:37
Ti seguo! Carina! 🙂
20/07/2014 at 18:37
Ah ho scelto l’europa! 🙂
20/07/2014 at 21:03
Grazie Valerio 🙂
20/07/2014 at 10:52
ed ecco un’altra bella storia di avventura, ed è anche divertente, la parte del boh detto dal padre all’anagrafe mi ha fatto davvero sorridere! mi piace come scrivi, ti seguo da subito!
anche il mio protagonista ha un rapporto tormentato con il padre, passa a leggerla e dimmi che ne pensi, se ti va.
ora aspetto la 2 puntata, bravo!
20/07/2014 at 12:52
Grazie mille Francesca.
Ho visto che il tuo racconto ormai è arrivato alla fine. Ho letto l’ultimo capitolo che hai scritto (il nono) e mi ha garbato assai. Però, per adesso, vorrei leggere qualcosa di appena iniziato, tanto per avere una sorta di potere decisionale sullo svolgimento delle storie.
Intanto ti seguo e, un giorno, ti leggerò.
20/07/2014 at 14:11
Ok, grazie! Intanto io mi godo la tua di storia 😉
20/07/2014 at 09:04
Molto divertente come inizio, un testo sicuramente originale, ho votato per un odio verso le apparecchiature elettroniche, vediamo che succede 🙂
20/07/2014 at 12:54
Grazie Angela, appena ho un po’ di tempo lo continuo 🙂