Attanagliati

Dove eravamo rimasti?

Cosa ci sarà nel prossimo episodio? Flashback dove si parla brevemente della vita del demone Polifragili (Pol) come famiglio della strega Pupela (60%)

Mi ricordo

A volte capita nella vita di un demone di essere maledetto.
Polifragili si era l’unico rimasto vigile quella sera.
Mar e Vast erano crollati, dopo una delle loro ‘sedute’.
Il primo dormiva senza maglietta sul pavimento abbracciato ad una gamba del tavolo al centro del soggiorno; il secondo, coperto da numerosi cuscini, russava copiosamente sul divano.
Il televisore era rimasto acceso e in quel momento stava iniziando il telegiornale delle 23.55.
Pol era vincolato a Vast ed era costretto a rimanergli vicino.
I due non correvano rischi poiché la maledizione non aveva effetto se entrambi rimanevano fermi.
“Il serial killer colpisce ancora… ritrovato il corpo di un’altra ragazza…” disse la televisione.
“Un’altra giovane umana uccisa!” esclamò il demone, vorticando sospeso in aria, avvicinandosi alla tv.
“Si chiamava Felicia Yorr, aveva 22 anni… il corpo mutilato è stato trovato presso…” continuò il giornalista.
Pol avrebbe voluto spegnere quel fastidioso oggetto sputasentenze, ma la sua maledizione gli impediva di poter entrare in contatto con gli oggetti, così era costretto a sentire.
Poco ci volle per far piombare il mostro in quei ricordi che continuavano a tormentarlo.
E così, mentre i due giovani dormivano, il demone vagò nei meandri della sua mente ormai umana.
La foto della ragazza morta e poi il buio.

Era il caos.
Lingue di fuoco.
Urla strazianti.
L’inferno gorgogliante.
Dolore.
Ammorbanti miasmi si disperdevano, portandosi dietro una scia di follia.
In quel luogo malsano, venne all’oscurità una giovane creatura dedita alla distruzione.
Il suo enorme corpo era ricoperto da una folta pelliccia viola, aveva otto piccoli occhi arancioni simili a quelli di un mollusco, quattro possenti arti anteriori culminavano con affilati artigli neri, il muso simile a quello di un lupo e delle fauci munite di zanne del colore dell’avorio, una coda glabra e grinzosa che culminava con un pungiglione vestigiale.
Non aveva un nome proprio e apparteneva alla famiglia dei demoni bestia.
Il mostro vagò in quel luogo, distruggendo, divorando, abbracciando istintivamente il caos.
Anime in pena dannate per l’eternità.
Il demone non era solo, ma faceva parte di un branco composto da centinaia di splendidi esemplari.
Tutto era sempre uguale.
Tutto si ripeteva in un circolo infinito di orrore.
Poi, accadde l’assurdo.
Una chiamata.
Una porta verso un luogo misterioso.
La feroce ed indomabile creatura si ritrovò in un nuovo mondo: il mondo degli uomini.
Davanti a lui una creatura mai vista prima emetteva versi mai sentiti.
Il suo corpo era minuto.
Non era una minaccia, ma il demone non perse tempo e si lanciò all’attacco.
Il dolore ritornò.
Le urla strazianti di quell’insignificante essere.
Un nuovo sapore.
Un ottimo sapore.
Un liquido caldo e rosso fuoriuscì copiosamente, imbrattando il manto violaceo del demone bestia.
Spasmi e poi il silenzio.
Passò poco tempo e un’altra piccola ed insignificante creatura fece la sua comparsa.
“Cosa è successo qui?!”.
Altri versi incomprensibili.
“Valloria, sorella mia, cosa hai fatto!”.
Il demone avanzò bramoso.
“Demone! Tu pagherai!”.
Il mostrò balzò.
“Ahggeltyal, zahedinh’a! Tussi’tehaklnia!”.
La lingua dei demoni.
Quella creatura parlava la lingua dei conquistatori dell’inferno.
Il mostro cadde e incominciò ad avere le convulsioni.
Prima di quel momento non aveva mai sofferto e per lui fu una sorpresa e un affronto.
“Io ti maledico creatura degli inferi! Io ti condanno per aver tolto la vita ad una strega! Non troverai la morte, bensì conoscerai la vera sofferenza! Valloria, sei rimasta stupida fino alla morte, ma non posso perdonare che un demone di bassa lega ti abbia costretta all’eterno oblio!”.
“Tall’yiupias, obimandjta solopiyus’tahkalaha!”.
Il demone bestia sentì uno strappo dentro.
Il suo corpo incominciò a mutare.
La sua mente fu invasa dai pensieri.
Il mostro urlò.
Il suo aspetto in poco istanti divenne simile a quello di uomo.
Il dolore passò e lasciò spazio ad un’incredibile consapevolezza.
“Benvenuto nel regno degli uomini, verme! Da oggi il tuo nome sarà Polifragili e presto capirai che questo inferno è ben peggiore del tuo!”.
“Cosa sono io?” domandò il neonato, parlando per la sua prima volta.
“Tu sei mio!” continuò l’essere minuto.
“Uccidimi ti prego!” esclamò il demone, in preda al terrore.
“SILENZIO, VERME!”.
Polifragili svenne.
Il demone riaprì gli occhi ed ebbe una strana sensazione come se avesse visto qualcosa, ma di cui non si ricordava nulla.
Solo anni più tardi avrebbe capito il significato di quelle strane visioni, del resto prima di quel giorno non aveva mai sognato.
Si guardò attorno e notò che la piccola creatura che aveva ucciso era sparita.“Mentre dormivi, verme, ho dato una sistemata allo scempio che hai causato! Sono tutta imbrattata del sangue di mia sorella! E’ ora di farsi un bel bagnetto caldo! Forza, adesso sarai tu ad avere il piacere di lavarmi la schiena!” sentenziò l’umana, facendo l’occhiolino.
Polifragili sussultò e quasi non svenne una seconda volta. 

Come prosegue?

  • Si interrompe il flashback e il nuovo episodio parlerà di un nuovo personaggio (20%)
    20
  • Polifragili proverà a scappare (60%)
    60
  • Pupela si rivelerà essere completamente folle (20%)
    20
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